13 ottobre 2012

VARESOTTI

Cinque ultrà del Varese non potranno più assistere a manifestazioni sportive per 5 anni. I fatti non sono collegati a partite dei biancorossi, ma ad un match amichevole disputato la scorsa estate tra il Como, rivale storico dei sostenitori del Varese, e l’Inter, con la cui Curva Nord è gemellata la frangia più agitata del tifo nostrano. Le immagini delle telecamere dello stadio Sinigaglia hanno permesso alla Questura di Como di individuare i responsabili dei disordini dello scorso 24 luglio: si tratta di ultrà varesini vicini al gruppo Blood&Honour, alcuni dei quali già colpiti in passato da Daspo più o meno lunghi. I cinque “daspati” sono un 48enne, un 41enne, due 38enni, e un 33enne, tutti denunciati anche per resistenza a pubblico ufficiale. I tafferugli e gli scontri tra le tifoserie sono stati violenti: un comasco è stato accoltellato e in tutto i feriti sono stati cinque. Gli uomini della Digos di Como hanno controllato le immagini e identificato gli ultras varesini, andati in riva al Lario col chiaro intento di spalleggiare i “gemelli” interisti contro il “nemico” comune, in questo caso il Como. Non è la prima volta che le due frange più estreme delle curve del Varese e dell’Inter si mescolano: l’amicizia e il gemelaggio tra i gruppi è di antica data e molti dei frequentatori della curva biancorossa lo sono da anni anche di quella nerazzurra. Le indagini della Polizia di Como non sono però finite qui:sono al vaglio di inquirenti e investigatori altre immagini e potrebero arrivare altri provvedimenti.
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FRIULANI

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UDINE. Dovrebbe essere una partita come tante, ma non potrà esserlo. Il giorno di Manzanese-Triestina (valida per la settimana giornata dell’Eccellenza) si avvicina e di conseguenza cresce l’attesa per una gara storica per il club arancione e di pari passi l’ansia per la seconda “invasione” dei tifosi giuliani in Friuli, tra i quali anche un paio di centinaio di ultras. E questa volta, rispetto a quanto accaduto a Tolmezzo, ad aspettare il variopinto gruppo giuliano potrebbero esserci gli “indesiderati” ultras dell’Udinese. In tal senso il preoccupante tam tam del passaparola nei bar, sui campi di calcio e su internet non lascia molto tranquilli: il tanto temuto contatto tra le due tifoserie, divise da una storica rivalità, rischia di verificarsi già alla seconda occasione offerta dal calendario. In tal caso inutile si sarebbe rivelato il lavoro di “filtraggio” dei biglietti, attraverso la prevendita a Manzano e a Trieste per evitare che i “ricercati” tagliandi finiscano nelle mani sbagliate e non in quelle degli sportivi soltanto curiosi di assistere a una sfida storica per il club del presidente Taboga.
Questura e forze dell’ordine sono allertate, anche se ad abbassare i gradi della tensione nelle ultime ore ci hanno pensato gli stessi ultras dell’Udinese che hanno voluto chiarire di non aver nessuna intenzione di essere presenti domenica a Manzano.
«Si è fatto e si fa un gran parlare di questa storia – la spiegazione di uno dei leader dei tifosi più “caldi” dell’Udinese –, che noi non si veda l’ora di trovarci faccia a faccia con i tifosi della Triestina. Tutto sbagliato. É dal 2004 (giorno dell’ultimo confronto tra Udinese e Triestina, un’amichevole al Rocco vinta dagli alabardati,ndr) che abbiamo perso le loro tracce, e non ci interessa ritrovarle».
Parole importanti che, però, contrastano con quanto si sente in giro. «Mah chi parla così non è uno di noi. Garantisco che noi ragazzi della Nord domenica saremo ben lontani da Manzano. Con tutto rispetto per la Triestina e le sue vicessitudini, ci pare una perdita di tempo abbassarsi al livello dei supporters giuliani che da anni stanno cercando di risollevarsi ma ora sono in Eccellenza».
Certo è che anche a Tolmezzo due settimane fa nel settore riservato ai tifosi della squadra carnica sono apparse alcune felpe bianconere con i disegni e i simboli tipici degli ultras bianconeri. «Chiunque può acquistare e indossare il nostro materiale, ma anche in quell’occasione i ragazzi della Nord non erano presenti. Eravamo impegnati in cosa più importanti, fare il tifo per l’Udinese contro il Genoa».
Non resta che aspettare domenica quando a Manzano sono attesi oltre 500 supporters della Triestina compresi i caldissimi ultras della curva Furlan che hanno predisposto un pulmann per non mancare alla seconda “calata” in Friuli.

10 ottobre 2012

IN TENDA


Ultras cesenati, cori vergognosi! - Se la figura del Cesena in campo è pessima (viene asfaltato nel derby con il Modena 4-0), la figura peggiore però la fanno i tifosi romagnoli.
La rivalità tra le due squadre è sempre stata viviace, infatti sul finire del match, dopo il 4-0 degli emiliani, i tifosi del Modena intonano in coro un "tutti a casa".
In risposta i tifosi del Cesena urlano "tutti in tenda", riferendosi al recenteterremoto che ha messo in ginocchio l'emilia, in particolare le zone limitrofe a Modena.
Il coro dei tifosi cesenati verso la popolazione colpita dal sisma è incivile, oltre che vergognoso ed inaccettabile.
A calmare un po' le acque ci ha pensato il coordinamento club Cesena, che ha emesso una nota di dissocio e di censura. 

SCULLI

Giuseppe Sculli se la cava con trentamila euro di sanzione ed un mese di squalifica. La Commissione disciplinare presieduta da Sergio Artico, in relazione ai fatti accaduti durante Genoa-Siena, del 22 aprile scorso, quando i giocatori genoani si tolsero le maglie da gioco e le consegnarono a un gruppo di tifosi che avevano interrotto il match, contestando la squadra e chiedendo la consegna delle casacche stesse.
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85


Caserta
In data 30 Settembre u.s., veniva disputato presso lo stadio comunale di Frosinone l'incontro di calcio FROSINONE-NOCERINA, valevole per il campionato nazionale di lega Pro, girone B. Al termine della partita, un folto gruppo di tifosi della Nocerina, nel fare rientro a casa a bordo di bus a due piani, si fermava per una sosta presso l'area di servizio TEANO OVEST, ove poneva in essere un vero e proprio saccheggio di alimenti e bevande. Nell'immediatezza dei fatti, personale della Polizia Stradale di Caserta, intervenuta in loco, procedeva alla loro identificazione, segnalando all'A.G. le varie condotte criminose perpetrate ed acquisendo, nel contempo, le riprese captate dal sistema di videocamere a circuito chiuso installate nell'esercizio commerciale. Nella giornata di ieri 8 Ottobre, il Questore di Caserta, dott. Giuseppe GUALTIERI, ha emanato n. 85 provvedimenti di "Divieto di accesso ai luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive", predisposti dalla Divisione Anticrimine della Questura, aderendo alla conforme proposta avanzata da quella Sezione di Polizia Stradale nei confronti dei suddetti tifosi, responsabili del saccheggio. I provvedimenti di divieto, vigenti per anni 2, prevedono anche l'obbligo per i daspati di presentazione alla Polizia Giudiziaria territorialmente competente negli intervalli immediatamente antecedenti e successivi alla disputa di incontri calcistici della Nocerina, anche se in trasferta. Peraltro, il divieto concerne qualsiasi genere di evento sportivo agonistico, ove intervengano clubs professionisti e dilettanti, relativo ai campionati nazionali, ai tornei internazionali UEFA ed a tutte le circostanze concernenti partite amichevoli della squadra nazionale italiana o di altre compagini rappresentative estere sul territorio nazionale o degli Stati appartenenti all'Unione europea.
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20 settembre 2012

CURVA NORD LECCE

Trentuno anni fa un gruppo di amici e conoscenti che avevano in comune una passione, erano innamorati pazzi del Lecce, davano vita al tifo in Curva Nord. Il "Via del Mare" era ancora quello senza il secondo anello, a parte il mitico “crescent”, ed i tifosi più caldi si riunivano spontaneamente in tribuna est per incitare i giallorossi.
Oggi, Nicola Ricci, attualmente direttore del periodico “Salento in Tasca”, uno dei fondatori storici dell’attuale tifo in curva, ci racconta come è nata la Curva Nord.
A Lecce non esisteva il tifo organizzato, come è nata l’idea?
"Personalmente già frequentavo gli ambienti più caldi del tifo giallorosso insieme ad altri amici e tra questi c’erano quelli che sarebbero stati, da lì a breve insieme al sottoscritto, i fondatori della curva, mi riferisco a Pinuccio Milli, Sandro De Matteis e Pino Spano, unitamente a Carla Falco che successivamente avrebbe creato le CUCN GIRLS. L’idea nacque, nell’estate dell’81, quando ci trovammo nei pressi di un noto albergo cittadino (Hotel delle Palme) per salutare la squadra in partenza per il ritiro di Gubbio agli ordini di Gianni Di Marzio, il presidente era Franco Jurlano. Il proposito era quello di esprimere un senso di libertà e una voglia d’indipendenza che in ognuno di noi si faceva sempre più pressante: creare un gruppo di amici, scollegato dai club organizzati, che potesse manifestare in tutta civiltà le proprie idee e soprattutto far sentire la loro voce".
Quando ci fu la 'prima'?

"Il 30 agosto del 1981 facemmo la nostra prima apparizione in Curva Nord (fino all’estate del 1990), si giocava Lecce-Como di Coppa Italia (risultato 2-2) e, tra le proteste di chi da sempre aveva occupato quella postazione, sventolammo i nostri primi vessilli e appendemmo gli striscioni artigianali tra cui spiccava “FIGHTERS”.
Poi iniziò il campionato di serie B e dopo la prima trasferta di Perugia, tra incontri frenetici ed idee che si accavallavano, ci ritrovammo nuovamente in Curva il 20 di Settembre per il derby col Foggia che sancì la prima uscita ufficiale del gruppo appena creatosi e dello striscione “Commando Ultrà Curva Nord” da qui la sigla che ancora i nostalgici citano “cucn1981”".
Raccontaci del derby dell’81 col Bari (vinto 1-0)...
"La rivalità con i baresi esisteva già. Loro erano soliti giungere Lecce poche ore prima della partita in corteo per far sentire la loro voce per le vie cittadine, come accadde in occasione dell’anno precedente quando vinsero per 3-1, prima e dopo la partita manifestarono la loro “gioia” e non solo allo stadio.
Nell’occasione del derby vinto per 1-0 (autogol di De Trizio) le cose cominciarono ad andare diversamente perché, nati come gruppo poche settimane prima, nessuno dei tifosi baresi si aspettava la presenza dei tifosi leccesi in strada già dalle prime ore di quella domenica mattina che si preparavano per vivere il derby.
Iniziò la solita “sfilata” da porta Rudiae da parte dei baresi; molti di noi erano soliti ritrovarsi all’epoca, nei pressi di piazza Mazzini e precisamente fuori dall’edicola sita in via Trinchese, frequentata tra gli altri dall’indimenticato Michele Lorusso. A macchia d’olio si sparse la voce che i baresi stavano avanzando in corteo in maniera non proprio educata scrivendo sui muri e danneggiando vetrine ed auto e nessuno pensava che finalmente i cittadini leccesi si sarebbero opposti a questo sopruso.
Iniziarono inseguimenti di baresi per tutta la città, alcuni tornarono addirittura a Bari, altri si rifugiarono nell’allora caserma dei Vigili Urbani e da quel giorno i tifosi leccesi sono sempre stati presenti come tifo organizzato e compatto sia a casa che  fuori".
Oggi normative e tessera del tifoso hanno provveduto a vessare le curve di tutta Italia…
"Ai nostri tempi esporre striscioni (anche goliardici) o accendere fumogeni e torce era un segno di gioia, colore e calore oltre che di appartenenza ad un territorio. Noi “vivevamo” tutta la settimana alla ricerca anche di fondi (spesso ci autofinanziavamo) per poter acquisire materiale folkloristico al fine di supportare la squadra e di seguirla in ogni parte d’Italia. Oggi la situazione è diversa ed in questi ultimi anni ci sono state norme restrittive proprio a danno del tifo organizzato. Io credo che, sempre nel rispetto della legalità, bisognerebbe dare al tifoso la possibilità di esprimere tutto il proprio entusiasmo sia in casa che in trasferta soprattutto per chi lo fa a proprie spese e senza secondi fini che siano essi politici o economici.
Speriamo che l’introduzione del voucher rappresenti l’inizio di una nuova era nuovamente piena di colore e folklore come Lecce e la sua splendida provincia hanno sempre dimostrato di saper fare in questi anni".
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NAPOLETANI

Napoli, agguato ai tifosi svedesi dell'Aik Solna: tre accoltellati.
Ieri sera Fanpage.it aveva raccontato, in tempo reale, quanto accaduto a Napoli, poco dopo le 23.30, in via Depretis, nella pizzeria Borgo Antico: lì un gruppo di teppisti, sedicenti tifosi del Napoli ha aggredito una comitiva di tifosi dell'AIK Solna, squadra svedese (è di un quartiere di Stoccolma) che nella serata di giovedì al San Paolo incontrerà gli azzurri di Walter Mazzarri per il match di Europa League. Il fatto è avvenuto poco distante dalla stazione Marittima, tradizionale punto d'incontro dei tifosi stranieri in città, quando ci sono partite di coppa. Testimoni hanno riferito che i tifosi stranieri erano in una pizzeria quando sono stati aggrediti da un gruppo di napoletani.
Gli svedesi – chiarisce oggi la Polizia – facevano parte di un gruppo organizzato dal Napoli Club Stoccolma da A.L., 41enne napoletano trapiantato nella capitale nordica ed erano in 13; due di loro hanno pagato il conto e si sono incamminati verso piazza Municipio mentre gli altri indugiavano al tavolo, ma sono tornati di corsa indietro gridando “ultrà, ultrà”.
Ciò perché davanti alla pizzeria si è presentato un gruppo di persone col volto coperto da sciarpe e cappellini e con mazze da baseball e coltelli. Il titolare della pizzeria, P.L., 45 anni, è corso in aiuto ai clienti ed è stato ferito, così come anche un cameriere del locale. Medicato alla coscia da personale del 118; P.L:, portato all'ospedale “Pellegrini”, con ferita al gluteo, con prognosi di 10 giorni; A.L.S., 23 anni, svedese, medicato nel nosocomio e dimesso anche lui con prognosi di 10 giorni.
Proprio ieri era arrivata la notizia della condanna di due capi ultrà per tafferugli durante le partite contro Liverpool e Steaua nel 2010.
Le regole della Uefa per le partite di coppa sono molto rigide e eventuali tensioni o violenze durante il match sarebbero duramente punite: il Calcio Napoli ieri ha diffuso sul suo sito internet una nota che invita i tifosi a tenere un comportamento corretto e rispettoso:
La SSC Napoli rivolge un ulteriore e rafforzato appello ai tifosi affinché rispettino le norme vigenti in materia di sicurezza, in linea con le regole Uefa. Norme la cui violazione comporterebbe la squalifica del campo, compromettendo così altri grandi appuntamenti di rilievo internazionale a Fuorigrotta. In particolare la SSC Napoli sensibilizza i propri supporter a non utilizzare fumogeni o materiale pirotecnico, a lasciare libere le scale e tutte le altre vie di fuga, e a non occupare il terzo anello che, come ben noto, è chiuso al pubblico.

2 settembre 2012

DURA LEX

Ventuno simpatizzanti rossoblù avrebbero dovuto raccogliere fondi per la popolazione colpita dal sisma. Ma hanno dovuto rinunciare per una serie di problemi burocratici, in quanto la Questura gli ha, di fatto, vietato l’ingresso nello stadio
fonte: www.repubblica.it
Salta la colletta per i terremotati e scoppiano subito le polemiche. Un’ora e mezzo prima del calcio d’inizio, ventuno tifosi rossoblù della curva Andrea Costa hanno dovuto abbandonare il loro proposito. Non è stato loro concesso, infatti, di entrare al Dall’Ara per raccogliere fondi a sostegno delle popolazioni colpite dal sisma, per l’iniziativa “L’Emilia non Molla”.
Parecchia rabbia, visto che le urne destinate a riempirsi di monete e banconote sono restate a macerarsi sotto la pioggia e fuori dai cancelli. I ventuno l’hanno presa male, perché avrebbero inoltrato la richiesta giovedì e la questura l’avrebbe accettata, ma la lista dei nomi poi sarebbe stata cambiata e qui la questura ha opposto un nodo insuperabile. Alle 17.30 è stato chiesto ai tifosi, che stavano allestendo il materiale per la raccolta, di fornire la nuova lista dei nominativi incaricati e i settori che avrebbero visitato.
Questa non era pronta e di qui è venuta la rinuncia, piuttosto risentita per l’eccesso di zelo, da parte dei tifosi. La rabbia è stata tanta, ma non c’è stato nulla da fare. Niente raccolta pro-terremotati. Dura lex, sed lex.

Gruppo Manicomio Ragusa: Poche ore ancora ed è campionato..!!

Gruppo Manicomio Ragusa: Poche ore ancora ed è campionato..!!: Sempre gli stessi,mai scesi a compromessi!! Buona domenica ultras a tutti

1 settembre 2012

MOVIDA 2

Nella notte alcuni tifosi granata, della Juventus e della formazione abruzzese hanno dato vita a un tafferuglio in un locale del capoluogo piemontese. All'arrivo della polizia alcuni supporter sono stati denunciati, un 22enne è finito in manette

TORINO - Un ring in pieno centro a Torino, peccato che le scazzottate non fossero autorizzate, per così dire. Maxi rissa questa notte in Piazza Vittorio, nel capoluogo piemontese, dove alcuni ultras di Torino, Juventus e Pescara (arrivati in Piemonte per assistere alla gara degli abruzzesi contro i granata, ndr) sono venuti a contatto. Le tre tifoserie hanno prima iniziato a stuzzicarsi con alcuni sfottò, poi l'alcool ha fatto il resto. La rissa, iniziata all'interno di un locale della zona della movida torinese, è quindi degenerata per strada: danneggiato il locale e alcune auto parcheggiate. Diversi i feriti che si sono fatti medicare negli ospedali cittadini.

ARRESTO UN PESCARESE - A calmare gli animi è arrivata la Polizia che ha arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e denunciato per rissa aggravata e oltraggio a pubblico ufficiale un tifoso del Pescara di 22 anni. Denunciati anche un ultras della Juventus di 18 anni, per rissa aggravata e oltraggio a pubblico ufficiale, e un sostenitore del Toro di 37 anni per favoreggiamento (per aver dato un passaggio con la propria auto ad alcune persone coinvolte nella rissa). Il 37enne è stato anche multato per guida in stato di ebbrezza.

MOVIDA

Siamo solo alla vigilia della seconda giornata di Serie A, eppure i segnali che vengono dal mondo ultras non sono affatto dei più incoraggianti.

Ieri sera a Torino, nei pressi di un locale notturno situato nel centro del capoluogo piemontese, i supporters di Torino, Juventus e Pescara sarebbero venuti a contatto, danneggiando lo stesso esercizio e alcune vetture parcheggiate nella zona.

 Durante gli scontri delle persone sono rimaste ferite, fortunatamente in modo lieve. Un tifoso del Pescara, di 22 anni, è stato arrestato per resistenza e minacce a pubblico ufficiale e indagato per rissa aggravata.

Un ultra della Juventus, di appena 17 anni, è stato invece indagato in stato di libertà per rissa aggravata. Un terzo tifoso, del Torino, di 37 anni, è stato anch'egli  indagato in stato di libertà per favoreggiamento, in quanto ha dato un passaggio con la propria auto ad alcune persone coinvolte nella rissa.

ADDIO

vigilantes striscioneFinisce un'epoca, quella dei Vigilantes. Lo storico gruppo ultras nato nel 1978 ha comunicato ufficialmente il proprio scioglimento tramite una nota. "Abbiamo fatto la storia. Usiamo il passato perché, appunto, è di passato che si parla. Il calcio di oggi non è più cosa che ci compete e riguarda, poiché purtroppo (o per fortuna!) siamo di una mentalità nostalgica che non ha più nulla a che fare con il mondo odierno. Repressioni sempre più forti, divieti ridicoli, leggi ingiustificabili che distruggono l´accessibilità a quel bel mondo che dovrebbe essere il mondo del pallone, ci rendono la vita difficile. Stringere i denti non è cosa da tutti, ma è quello che noi abbiamo cercato di fare finora.
Purtroppo ormai i ricambi generazionali scarseggiano, il business che rende l´ambiente del calcio marcio e corrotto allontana l´interesse popolare e la mentalità di chi rimane pare molto distante da quello che ci ha sempre contraddistinti: l´amore incondizionato per i colori biancorossi. Gli ultimi avvenimenti come la tessera del tifoso hanno penalizzato ancora di più la nostra situazione ed è per i vari motivi elencati che abbiamo deciso, col cuore spezzato, di farci da parte e mettere la parola fine ad una realtà che ha accompagnato il Lanerossi Vicenza per 34 anni. Non ci sarà più lo storico striscione “Vigilantes” a fare da cornice alla Curva Sud del Menti e nella miriade di campi italiani e stranieri dove abbiamo sempre seguito la squadra. Non se ne vanno però né la nostra passione né le nostre amicizie, per cui se qualcuno avrà qualcosa da dirci ci troverà sempre lì, in Curva Sud. Lo spirito delle persone come noi rimane invariato nel tempo, anche senza un nome, senza vessilli, senza bandiere. Non dimentichiamo di ringraziare chi ci è stato vicino e, chi ha tenuto duro per tutto questo tempo rendendoci uno dei gruppi ultras più vecchi e rispettati. Forza Vecchio Cuore Biancorosso".

31 agosto 2012

AGROPOLI

Tifosi in fermento per il ritorno in D dopo 15 anni dell'Unione Sportiva Agropoli. Gli ultras bianco-azzurri hanno infatti impiegato l'intera estate ad attrezzarsi per poter seguire e sostenere la squadra cittadina in casa ma anche nelle trasferte più difficile e per questo hanno anche costituito un club che conta circa un centinaio di iscritti, numero che però è destinato ad aumentare considerevolmente. L'inaugurazione del club, dedicato all'indimenticato capo ultras scomparso Carmine Palluotto è situato in via Roma (la strada parallela a via Piave) verrà inaugurato nella serata di domani alle ore 20.00. Saranno presenti anche rappresentanti della dirigenza dell'U.S.Agropoli e i calciatori Manfredini, Margiotta e Landolfi.

VOUCHER

(red.) “Un piccolo passo per gli Ultras, ma un balzo da gigante verso la Libertà di tifare!”.
Scomodano persino Neil Armostrong, gli Ultras del Brescia, per ringraziare la società presieduta da Corioni che ha deciso per l’adozione del voucher elettronico. Da lunedì 3 (come si può leggere sul sito www.bresciacalcio.it), fino a venerdì 14 settembre, nella sede di via Bazoli, dalle 9 alle 18, sarà possibile prenotare dei voucher elettronici validi per le 20 gare interne di campionato per i settori curva nord e gradinata bassa.
Il costo è di 130 euro, quasi il doppio dell’abbonamento normale, che però, al contrario dei voucher, richiede la sottoscrizione della tessera del tifoso. “Un decisivo e miracoloso passo indietro”, si legge in una nota di Ultras Brescia 1911, “rispetto a quanto detto fino a lunedì dai rappresentati del Brescia Calcio. Una scelta che per la sua valenza non può certo passare inosservata, almeno ai nostri occhi.
Finalmente, chiunque ami il Brescia potrà seguirlo a un prezzo quantomeno dignitoso (non abbiamo mai chiesto la carità, sia chiaro) e senza per questo sottoscrivere alcun programma chiamato tessera del tifoso, e nemmeno un codice etico anti-Ultras, un contratto bancario o societario”.
Per gli Ultras, è stata vinta una battaglia non solo sportiva: quella contro la tessera, è una questione di semplici e ineluttabili principi e diritti civili. “Nei giorni scorsi abbiamo criticato duramente la società, con la quale non dialoghiamo ormai da mesi; oggi, al contrario, vogliamo sottolineare questo risultato. E sebbene i voucher non siano giustamente da considerarsi un regalo o -peggio ancora- un premio a chicchessia, vogliamo credere che una volta tanto sia prevalsa la sensibilità, l’intelligenza e soprattutto la volontà di investire nel futuro”.
Ora, l’auspicio è che la società stupisca nuovamente, con qualche altro ‘miracolo’, questa volta di carattere tecnico-calcistico. Intanto, nei prossimi giorni, il gruppo di tifosi organizzerà iniziative indipendenti e solidali per favorire l’acquisto dei voucher.

NOTTE BIANCA A LUCCA

Lucca, 30 agosto 2012- La vicenda si riferisce alla festa per la presentazione della Lucchese in Anfiteatro sabato scorso in occasione della «Notte Bianca». La Digos ha infatti effettuato dei controlli e ha stabilito che circa 50 ultras hanno effettuato «un corteo non preavvisato per le vie del centro storico, scandendo slogan ed accendendo numerosi fumogeni, causando pericolo e disagio alle numerose persone presenti». «L’attività investigativa espletata — sottolinea la Questura — ha consentito di segnalare in stato di libertà all’autorità giudiziaria, 5 persone, resesi responsabili della violazione di cui all’art 703 C.P. per aver acceso quelle torce e per aver violato l’art. 18 del Tulps, in quanto hanno organizzato e poi guidato il corteo non preavvisato». Tra i denunciati ci sono anche alcuni ex Bulldog.