28 giugno 2011

MUTATIS MUTANDIS

Quando Vincenzo mi propose di collaborare per il blog ne fui molto onorato e lusingato, da allora sono trascorsi poco più di due anni, ma molte, troppe cose sono cambiate.

Come hanno già ampiamente detto i miei fratelli, amici e Ultras Vincenzo e Domenico, tutto ha un inizio ed una fine, ma se è altrettanto vero ciò, io credo che essendo la vita ciclica, prima o dopo sotto altre vesti, ma non mentite spoglie ci rincontreremo, dove e quando non si sa, lo scopriremo solo vivendo.

Il mondo Ultras o meglio dire microcosmo, viste le gesta e la conferma che il motto di circostanza «se i ragazzi sono uniti non saranno mai sconfitti» era una mera illusione, ha visto apparire uno dei tanti striscioni senza gloria, ma ahimè con infamia visti i risultati.

Non sono qui a fare il processo, ma è innegabile il flop che ne è conseguito, con tanto di sottoscrizioni alla tessera del tifoso. Ovviamente non è rivolto a tutti, a chi leggendo gli pruderà il culo bhè si faccia una domanda, a me ad esempio prudono le mani e mi si contorce lo stomaco, non riesco a credere che in un momento storico come questo ognuno abbia pensato al proprio orticello, sfanculando tutto e tutti.

E' dire che bastava poco, sarebbe stato utile almeno per una volta mettere da parte asti vari, senza rinnegare il proprio credo e i propri valori, ciascuno a modo proprio, ma tutti “a modo nostro”. Forse chiedo troppo, forse tutti questi valori millantati non sono altro che una mera illusione, tutti pronti a speculare, ma mai o quasi UNITI.

A volte penso, ma se fossimo davvero stati tutti uniti cosa avremmo mai potuto realizzare? Un singolo uomo in piazza Tien'anmen bloccò un carro armato, figuriamoci noi, con lo stesso cuore, la stessa passione e rabbia di sempre, avremmo preso Bobo, i giullari di corte e la banda bassotti per il cravattino, nel contempo però mi risveglio e dico che sono un inguaribile romantico, un po' nevrotico e utopista.

Quindi come spesso mi è capitato in questi dieci anni di amicizia con Vincenzo, non posso che dargli ragione, è giunto il momento di appendere le scarpe al chiodo, Dome ha scritto “lasciamo ad altri il testimone”, sarò presuntuoso, ma io credo che di questi tempi sia sempre più difficile fare controinformazione, e per lo più senza interessi, se non quello di dire ciò che che si pensa, si vive e con ciò che ne consegue per la coerenza che il caso comporta.

In questi anni di diffide, ferimenti, morti di stato e di infamità, abbiamo contribuito chi più chi meno a scrivere una pagina importante di uno spaccato sociale.

Su e giù per lo stivale per seguire la nostra fede, ma ora è tempo di addii, il blog chiude perché come molti amori anche questo è giunto al capolinea, lo porteremo per sempre nel nostro cuore, senza rinnegare ciò che abbiamo scritto, detto e vissuto, perché è ciò che siamo e saremo per sempre.

La nostra lotta contro le ingiustizie continua, ma “show must go on” in strada, nel luogo di lavoro, a casa e mentre sogniamo, perchè facciamo soprattutto questo, sogniamo un cazzo di mondo dove ognuno di noi possa esprimere ciò in cui crede: nella libertà e nel rispetto del prossimo, senza calpestare i diritti umani.

Fanculo a me che ora sto piangendo, fanculo a chi non lo fa mai, buona lotta a tutti e grazie per avermi letto, sostenuto e criticato in questi anni.


Un epitaffio nel mio stile, a chi piacerà a chi no, ma questo non è importante, ciò che più conta è sentirsi uomini liberi, ed io mi si sento tale.


Vincenzo, Domenico noi ci troveremo a bere, alzando i calici della fratellanza che ci unisce!


Simone Stara


27 giugno 2011

R.I.P.

Come tutte le cose della vita, anche questa ha un suo alfa e omega. Un inizio ed una fine. Le cose nascono, come gli amori, ammantanti da un afflato di passione, di ingenuità, di entusiasmo, di voglia di scoprire, scoprirsi e conoscere. E raccontare. Ultrasblog ha percorso la medesima parabola della metafora amorosa: è nato in un momento in cui era necessario che l'amore e la consapevolezza per un mondo, quello ultras e non solo, che stava disgregandosi era ad un culmine di consistenza. E' cresciuto in questi anni grazie alla cocciuta abnegazione di Vincenzo e poi in minima parte per il mio umile contributo e quello di Simone. Ha raccontato, scoprendosi sempre più innamorato, delle cose, delle persone che fanno quello di cui raccontiamo. Delle loro storie. Delle ingiustizie, Dei drammi. Delle cazzate. Degli errori. Delle gioie e delle vittorie. De libri e delle leggi. Dei ragazzi di stadio e di strada che se ne sono andati. Di quelli che non dimenticheremo mai. Ma sopratutto di tutti coloro che ci hanno letto e sostenuto e criticato. Poi la fiamma ha iniziato ad affievolirsi. Non riuscivamo più a capire, a comunicare cosa realmente stava accadendo. Ne siamo stati travolti sebbene abbiamo da sempre cercato di individuare le cause del declino. Di capirlo e di discuterne.
Ma negli ultimi tempi la stanchezza, la disillusione, il pragmatismo hanno iniziato a farci vedere le cose in un modo differente. Credo che siamo riusciti nell'intento, insieme a migliaia di altri, di creare una voce critica, aprioristica, libera riguardo la repressione ma anche di autocritica nei confronti del medesimo mondo ultras che noi tutti abbiamo vissuto dall'interno per decenni. Con le sue demonizzazioni, esasperazioni e contraddizioni. Non abbiamo mai omesso nulla, ci siamo sempre firmati ed esposti in prima persona rappresentando null'altro che una nostra personale opinione sui fatti del mondo.
Ma adesso siamo stanchi. E lasciamo ad altri il testimone. Sappiamo che molti non hanno perso la voglia di lottare. Noi saremo con loro. Su ogni fronte dove crediamo che sia giusto lottare per difendere i propri diritti e per conquistarseli.
Abbiamo parlato degli ultras ma anche dei precari, dei disoccupati, dei terremotati, degli scandali, degli infami, del disegno macro-politico-economico che si cela dietro una volatile e contraddittoria tessera magnetica.
Oggi ultrasblog chiude. Troppe cose non funzionano più. Da qualunque parte la si guardi, non abbiamo bicchieri mezzo pieni o mezzo vuoti. Abbiamo pinte scolate e bottiglie rotte di cui i cocci rimarranno per sempre conficcati nelle nostre carni. E nei nostri cuori.
Le parole negli epitaffi sono sempre troppe o troppo poche.
Non null'altro da aggiungere. E' un momento triste e gioioso al contempo.
Abbiamo lottato, abbiamo scritto, abbiamo pianto e gioito.
Abbiamo vissuto

un grazie a Vincenzo per l'ospitalità e al condivisione
un abbraccio a Simone per la sua forza e il suo coraggio
Un abbraccio a tutti
ultras, oppressi, disperati e uomini liberi
Domenico Mungo

SIGNORI SI CHIUDE

Ci stavo pensando da tempo poi, giusto stamattina, percorrendo a perdifiato le montagne della Val di Susa inseguito dalle forze del disordine, mi sono chiesto a che cazzo servisse pubblicare questo blog, sbattersi ogni giorno per gente che manco ti dice grazie, che considera il mio lavoro un atto dovuto e che pretende a volte di impormi persino la linea editoriale. 
Questo blog da oggi chiude per sempre, rimarrà in linea per un paio di giorni, giusto il tempo di ospitare gli epitaffi di Simone e Domenico che ringrazio per l'aiuto fornitomi in questi anni. Adesso voglio vedere se troverete un altro coglione che passi due ore in media al giorno per rovistare nella Rete alla ricerca di notizie sul mondo ultras, un mondo che ormai non mi appartiene più e che mi fa rivoltare spesso lo stomaco.
Detto ciò, questo blog si autodistruggerà in 48 ore.
 Ultras liberi? Una volta!

Saluti dalla Val Susa resistente dove la gente si ama e si rispetta e dove il nemico è ancora il nemico, non il proprio amico.

Vincenzo Abbatantuono

25 giugno 2011

ANCHE LORO

L'Aquila, 23 giu 2011 - L'Aquila Calcio fa sapere che dalla prossima stagione calcistica gli abbonamenti e le trasferte saranno riservati soltanto ai possessori della tessera del tifoso: è quanto prevede il protocollo d'intesa “una tessera per il tifoso” firmato dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni, dal vice presidente del Coni, Luca Pancalli, dal presidente della Figc, Giancarlo Abete, dal presidente della Lega di serie A, Maurizio Beretta, dal presidente della Lega di serie B, Andrea Abodi, e dal presidente della Lega Pro, Mario Macalli.
I biglietti per i posti destinati ai sostenitori della squadra ospite, prevede il protocollo, potranno essere acquistati solo dai possessori delle tessera del tifoso e non potranno essere venduti a chi è residente nella regione che “origina” la trasferta o, nel caso di squadre della stessa regione, ai residenti della provincia da cui proviene la squadra ospite. In casi particolari e qualora le società, di concerto con il GOS, siano nelle condizioni di riservare posti dello stadio a tifosi ospiti senza tessera, dovranno farne richiesta all'Osservatorio sulle manifestazioni sportive indicando le misure organizzative che intendono adottare (maggiori numero di steward, individuazione di un settore adeguatamente separato da quelli destinati ai tifosi locali, percorsi che evitino possibilità di incroci tra le tifoserie).
Inoltre è previsto un impegno per riqualificare i settori ospiti in termini di accoglienza e comfort, che non devono sempre e necessariamente coincidere con le “curve”.
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Senza tessera del tifoso non sarà possibile acquistare nessun tipo di abbonamento, neanche quelli per determinati pacchetti di gare. Il protocollo prevede anche l’istituzione, presso le società calcistiche, di uffici/sportelli/portali web denominati “Dipartimenti dei tifosi” per favorire una corretta informazione e per l’adozione di iniziative promozionali coordinate centralmente dalla Lega. E’ infine prevista anche l’apertura di un tavolo di confronto con le rappresentanze delle tifoserie che vorranno rapportarsi con l’Osservatorio nell’interesse dei “tifosi”.

SALERNO

Fonte: La Città di Salerno - Pasquale Tallarino
© foto di Image Sport/TuttoLegaPro.com
Ultras in piazza. In 100 unitá, dopo il tam-tam del mattino, si sono dati appuntamento ieri sera davanti Palazzo di Cittá. Era anche il giorno del consiglio comunale: non c’era la Salernitana tra gli argomenti all’ordine del giorno ma c’hanno pensato i supporters, col sit-in pacifico, a portare i granata e la crisi societaria all’attenzione dell’opinione pubblica. I tifosi ce l’hanno con Lombardi, "perché siamo stanchi della cattiva gestione societaria - hanno scritto nel comunicato stampa che è rimbalzato su internet in giornata, preparando all’adunata - Salerno non può assistere senza reagire all’ennesima presa in giro". E ancora: "Si sta speculando sulla passione di chi per la Salernitana ha dato sempre tutto. Eravamo in 30mila per la finale playoff, ma adesso comincia la partita più importante, l’appuntamento cruciale per le sorti della nostra squadra. C’è in palio la sopravvivenza". Lanciando cori rabbiosi, accompagnandosi con sciarpe, immaginando nuove iniziative di protesta (corteo cittadino e viaggio in Cilento, nell’eremo del patron) gli ultras hanno voluto dare un segnale di presenza e di vigilanza.
Non è passata sotto traccia, però, la scelta del posto dove organizzare il sit-in. Stavolta non è stato l’Ance, luogo di lavoro di Lombardi, più volte contestato a Torrione l’estate scorsa, durante il campionato e pure ieri l’altro, quando una cinquantina di tifosi autonomi, aiutandosi con facebook, ha deciso di fare tappa all’Ance per mettere pressione e meditare prossime iniziative di protesta. Un anno dopo, gli ultras hanno cambiato fronte: gridano il proprio disappunto, chiedono a Lombardi di fare chiarezza, ma lo gridano sotto i portici del Comune. Con il sindaco Vincenzo De Luca non si sono incrociati (era andato via un’ora prima del sit-in), né con l’assessore allo sport Maraio. Son passati, invece, alla spicciolata i consiglieri Buonaiuto, Celano e Cammarota, incuriositi dal frastuono. Che aveva anche un obiettivo non tanto velato. Spingere De Luca a vigilare. Prima dei playoff, l’avevano visto incoraggiare la squadra e spronarla a perseguire un obiettivo, un sogno, "perché - diceva - potrebbero aprirsi scenari importanti per il futuro della Salernitana". E adesso qual è lo scenario? Il futuro societario è tutto da scrivere. Per le carte federali, comincia oggi col bonifico degli stipendi ai tesserati, aprile compreso.
Scadenza imprescindibile, altrimenti si rischia di aggiungere una nuova penalizzazione a quella giá sul groppone per le inadempienze dello scorso anno. Entro il 30 giugno, servono 2,9 milioni, cifra che Lombardi assicura di poter garantire: comprensiva di contributi Enpals, ritenute Irpef e poi la fideiussione di 600mila euro da girare alla Lega Pro, a garanzia dell’iscrizione al campionato di Prima Divisione. C’è da definire, tra le altre cose, la questione del debito Iva più Irap con l’Agenzia delle Entrate: 1.300.000 mila euro da rateizzare dopo la presentazione della polizza fideiussoria. Il futuro tecnico? Ad oggi, concentrato in una dichiarazione lampo di Ezio Capuano, che i rumors tirano in ballo proprio come accadeva l’anno scorso. Il vulcanico Eziolino Capuano: "Preferirei i granata al Barcellona". L’ennesima dichiarazione d’amore del tecnico che, più di una volta in passato, è stato vicino alla Salernitana. Lo scorso anno sembrava fatta, poi il ballottaggio fu vinto da Breda. Capuano, ora, torna nuovamente a sperare. Finirá come ogni anno?

MAGICO IVAN

Genova - Non riesce proprio a rimanere fuori dai guai Ivan Bogdanov, il teppista serbo espulso il mese scorso dall'Italia dove era stato condannato a tre anni e tre mesi di carcere per le violenze del 12 ottobre allo stadio di Genova. Il tatuatissimo hooligan della Stella Rossa infatti oggi è tornato in aula a Belgrado in un processo nel quale è imputato per episodi simili a quelli avvenuti in Italia a margine di una partita di basket. Bogdanov è accusato in particolare di resistenza a pubblico ufficiale per una rissa scoppiata prima di un incontro di basket fra Partizan e Stella Rossa il 13 giugno 2006.

BRAVO GIORGIO

IL ROMANISTA- «Dall’omicidio di mio figlio in poi, ho assistito solamente a decisioni affrettate per tamponare qua e là». A dirlo, con grande amarezza, è Giorgio Sandri, papà di Gabriele, ucciso l’11 novembre 2007 dall’agente della polizia stradale Luigi Spaccarotella. Le novità realtive alla Tessera per il Tifoso – una riverniciatina al nome per aumentarne senza successo l’appeal – tengono banco da giorni.
Il Ministro degli Interni, Roberto Maroni, nonostante l’ampio dissenso ha rilanciato su tutta la linea,dal Daspo alle limitazioni per le trasferte, ma non ha convintoun uomo che si è visto privare di un figlio per colpa dell’incompetenza, della disorganizzazione, della superficialità connessaal calcio e alla gestione dei disordini che a causa di questo si verificano dentro e fuori gli impianti sportivi di tutto il Paese.
Signor Sandri, dal Viminale non desistono. Quest’anno la Tessera sarà un obbligo imprescindibile.
E’ davvero chiaro, ormai, che tutto quanto sta accadendo è figlio di un momento difficile e confuso per il calcio. Gli stadi sono vuoti, la gente preferisce rifugiarsi a casa, sul divano, comprando l’abbonamento della pay-tv. Ci si sta disaffezionando.
C’è un modo per uscirne, secondo lei?
Ho apprezzato quanto detto da Abete: l’intenzione è di trasferire la Tessera all’interno del circuito calcistico, farla diventareuna scelta condivisa e consapevole e non più solo un’imposizione dall’alto e dall’esterno. Ravvedo il bisogno di iniziare un periodo riformista che ci faccia uscire da questo emergenzialismo.
Nove anni per un fumogeno, striscioni di dissenso sequestrati: si sta andando oltre?
La limitazione degli striscioni non offensivi è qualcosa che nonsta né in cielo né in terra. In molti hanno avuto problemi per questo, e lo trovo assolutamente inaccettabili. Non c’è più libertà d’espressione.
C’è un modello estero che potrebbe salvarci?
Ancora una volta mi viene in mente il Barcellona. Al Camp Noututti i tifosi hanno una tessera da soci, grazie alla quale partecipano attivamente e quotidianamente alla vita del club, arrivando anche a poter votare il presidente. La Tessera del Tifoso in Italia è tutta un’altra cosa, non ha nulla a che fare con quanto viene fatto in Spagna, siamo lontani anni luce.
L’impressione è che il tifoso venga visto come unacategoria sociale pericolosa.
Penso proprio abbia ragione, purtroppo è così che viene considerato dalle istituzioni. E invece il tifoso è prima di tutto un cittadino con diritti e doveri. Tutti i cittadini sono tifosi. Si dice chela Tessera ha ridotto parecchio gli scontri, ma io non ricordo –prima dell’omicidio di Gabbo – tanti episodi chissà quanto gravi.
Adesso, con la Fondazione intitolata a Gabriele, quali obiettivi si pone?
Vogliamo cambiare la cultura calcistica di questo Paese, sensibilizzare di nuovo la gente nei confronti dello sport più amatoe seguito, unire tifosi e politica in un dialogo costruttivo. Finalmente siamo attivi, da circa un mese, e già sono molte le iniziative che abbiamo in programma. Intanto, abbiamo aperto apiazza della Libertà (sede della Fondazione, ndr)la prima Biblioteca del Calcio, con pubblicazioni e testimonianze di ognisquadra d’Italia. Il 21 luglio, sempre presso la nostra sede, celebreremo il ricordo di Agostino Di Bartolomei. Il prossimo inverno vorremmo organizzare il Festival Nazionale della Cultura del Calcio, una kermesse unica al mondo che riporto il calcioai tifosi.
Certo, anche il calcioscommesse non aiuta in questo senso.
Per questo il 12 luglio abbiamo organizzato un workshop presso la Camera dei Deputati, che unisce rappresentanza calcistica e politica, di ogni colore, per fare il punto su questo scandalo e sui perché, ma anche sulle soluzioni per ripartire in maniera migliore. Posso concludere con un invito?
Prego.
Giù le mani dai tifosi. Credo sia sufficiente.

24 giugno 2011

BERGHEM

l tribunale amministrativo regionale non ha annullato i daspo firmati dall’ex questore di Bergamo Matteo Turillo a carico di quarantadue ultrà, tra i quali due donne, che nella serata del 25 agosto 2010 avevano assaltato la Bèrghem Fest di Alzano, dove c’erano il ministro dell’Interno Roberto Maroni, il collega della Semplificazione Roberto Calderoli e il ministro dell’economia Giulio Tremonti. Un vero e proprio blitz, con auto che finirono in fiamme e gravi pericoli per tutti i presenti.
Oltre alle denunce di carattere penale il questore aveva emesso divieti di tre anni per l’accesso a manifestazioni sportive e gli ultrà, in blocco, erano ricorsi al Tar. Il tribunale ha respinto, quei Daspo restano in vigore. Le motivazioni della sentenza del tribunale amministrativo sono racchiuse in 22 pagine, in cui si ricolda l’assalto di circa 200 ultrà, in buona parte con il volto coperto.
Gli stessi tifosi hanno presentato il ricorso sostenendo che erano si presenti prima dell’assalto ma non sono stati loro i protagonisti di quello stesso assalto, dato che c’erano più di 200 persone e si è creata parecchia confusione. In secondo luogo, secondo i tifosi, il Daspo doveva essere annullato perché riguarderebbe atteggiamenti illegittimi o pericolosi nell’ambito di manifestazioni sportive, e quella di Alzano non era una manifestazione sportiva.
Tesi rigettate completamente dal Tar, dato che il Daspo riguarda comunque atteggiamenti pericolosi “in occasioni o a causa di manifestazioni sportive”, ed è quindi un provvedimento a discrezionalità del questore che può essere adottato nel momento in cui si verificano atteggiamenti oltre le righe riguardanti, in via generale, il mondo dello sport. Ed è difficile sostenere, secondo il tar, che l’assalto dei tifosi quella sera non riguardasse il mondo sportivo, dato che la protesta era organizzata contro la tessera del tifoso e contro il suo ideatore, il ministro Roberto Maroni.

MONDIALI ANTIRAZZISTI

In località Fossoli, a circa sei chilometri da Carpi (MO), si trovano ancora le tracce visibili di quello che, nel corso del 1944, è diventato il Campo poliziesco e di transito utilizzato dalle SS come anticamera dei Lager del Reich.
I circa 5.000 prigionieri politici e razziali che passarono da Fossoli ebbero come tragiche destinazioni i campi di Auschwitz-Birkenau, Dachau, Buchenwald, Flossenburg.
Il campo di Fossoli fu costruito nel 1940 ed entrò in funzione il 22 luglio dello stesso anno con l’arrivo di 1800 prigionieri ebrei, sottufficiali inglesi e australiani catturati in Nord Africa.
Dopo l’8 settembre 1943 le truppe tedesche occuparono il campo, che, dal gennaio del 1944 fu il punto di raccolta principale delle persone che dovevano essere inviate ai campi di concentramento tedeschi.
Come ogni anno la prima giornata dei Mondiali sarà dedicata alle lotte di opposizione e resistenza ai regimi nazifascisti.
Alle ore 15 di mercoledì 6 luglio in previsione del dibattito serale abbiamo organizzato una visita guidata al campo di Fossoli.
Per l’adesione e l’iscrizione alla visita scrivete a
Indicando nome e cognome dei partecipanti ed eventuale numero telefonico di un referente.
Come accadeva per gli anni precedenti ci si deve autorganizzare con mezzi propri.
L’appuntamento è fissato per le ore 13.30 presso la piazza Antirazzista.
Per maggiori info visitate il sito www.fondazionefossoli.org

23 giugno 2011

TELEFONINI

Una sorta di guerriglia, durante la gara di ritorno della finale play off contro il Verona, è costata 23 mila euro di ammenda alla Salernitana. I tifosi campani hanno acceso fumogeni, fatto esplodere petardi: uno di questi è scoppiato (ferendolo lievemente ad una gamba) vicino ad un assistente dell'arbitro stordendolo per alcuni minuti con conseguente sospensione della gara.  Ma all' ingresso in campo delle squadre i sostenitori della Salernitana hanno lanciato anche due telefonini, calcinacci, biglie di gomma, bottiglie d'acqua semipiene, lattine vuote ed altri oggetti contro i giocatori del Verona. Un telefonino e una bottiglia hanno colpito un giocatore e il tecnico del Veronma Mandorlini. Il lancio di oggetti è continuato durante la gara e alla fine: colpito il quarto ufficiale di gara e un guardalinee.
Esposti striscioni contro i veronesi, pronunciati cori offensivi. Al termine della partita un gruppo isolato di tifosi ha cercato di assalire il pullman del Verona. La sanzione è stata decisa dal giudice sportivo che ha inflitto anche 10.500 euro di multa all' Atletico Roma impegnato contro la Juve Stabia per la finale dei play off del girone B di Lega Pro. I tifosi romani hanno lanciato bottiglie contro la panchina avversaria e una ha colpito in faccia un giocatore, costringendolo al ricovero in ospedale per accertare eventuali danni ad un occhio. Intonati anche cori di discriminazione razziale. Ammende sono state inflitte anche al Verona (5000 euro) e alla Juve Stabia (1500).

LEGGE-STADI

ROMA, 23 giugno 2011 - "Dalla morte dell'ispettore Raciti sono passati cinque anni (2 febbraio 2007, ndr), ma sembra un secolo fa rispetto ad allora. La situazione è molto migliorata. La Tessera del tifoso è una iniziativa importante, che proponiamo a tutti i campionati europei perchè è un'esperienza che va condivisa". Così il ministro dell'Interno Roberto Maroni allo Standing Committee del Consiglio d'Europa per il contrasto della violenza nelle manifestazioni sportive. "In seguito a quell'episodio siamo stati costretti a prendere misure importanti - ha spiegato Maroni -. Non ho mai pensato che la questione della sicurezza sia solo un problema di ordine pubblico: il nostro lavoro è andato nella direzione di prevenire le violenze negli stadi, non reprimerle". Maroni ha ricordato i dati che vedono diminuiti il numero di feriti tra forze dell'ordine e tifosi negli ultimi cinque anni (rispettivamente dell'81% e del 58%). "Abbiamo resistito alle dure contestazioni iniziali, i risultati sono arrivati e siamo molto soddisfatti". Il ministro ha poi ribadito l'importanza dell'approvazione della legge sugli stadi di proprietà: "Sarebbe un vantaggio anche in termini di sicurezza.Speriamo che entro l'estate il Parlamento approvi la legge sugli stadi di proprietà. C'è l'accordo di tutti ed è il tassello mancante nella politica della sicurezza delle manifestazioni sportive. Vogliamo che gli stadi siano di proprietà dei club, così saranno più vissuti, più controllati e quindi più sicuri".
Abete col presidente della Lega di A, Beretta. Lapresse
Abete col presidente della Lega di A, Beretta. Lapresse
abetE RILANCIA — Il presidente della Figc, Giancarlo Abete, ha commentato soddisfatto: "I miglioramenti ci sono stati, è evidente, e sono stati confermati dalle parole del responsabile della sicurezza Uefa, che ha dato atto all'Italia di aver fatto passi in avanti fondamentali, richiederà tempi tecnici, importante è andare su tempi giusti per l'approvazione della legge sugli stadi, collegata alla sicurezza, alla funzionalità e alle risultanze economiche di una corretta utilizzazione di un impianto. Tutto per recuperare la nostra competitività nel mondo. Il ruolo delle società cresce in maniera significativa. Si deve attivare un migliore rapporto con i tifosi. Il progetto 2011-12 favorisce una sorte di dipartimento tifosi, un rapporto più pregnante con i tifosi. La Tessera del tifoso ha avuto una adesione importante, più di 750mila tessere rilasciate nella scorsa stagione. Gli stadi sono una necessità. La differenza la fa la cultura delle persone, il calcio merita rispetto, è un gioco e durante la partita non ci sono nemici. Bisogna lavorare anche sulla sorveglianza ma la priorità è nella capacità preventiva e di educazione". Il presidente Figc ha parlato anche di calcioscommesse: "Penso che i tempi saranno rispettati. L'inchiesta sarà ancora lunga, si attiveranno gli iter che consentono la valutazione sulla documentazione esistente agli atti: ci sono stati mesi di intercettazioni e quindi ci sono le condizioni per fare una valutazione sul versante sportivo su cosa è emerso dall'inchiesta di Cremona. Sarà reso disponibile il calendario delle audizioni. Si sentiranno i soggetti interessati, la Federazione mette a disposizione tutti gli strumenti organizzativi che consentono di fare presto e bene".
Gasport

TDT

(ASCA) - Roma, 23 giu - ''I dati assolutamente positivi in tema di violenza negli stadi sono un successo tecnico delle scelte operate dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza per contrastare la violenza nelle manifestazioni sportive ed un successo politico del Ministro che ha attuato con convinzione senza procrastinare ulteriormente le indicazioni che provenivano dai tecnici dell'ordine pubblico. La tessera del tifoso non e' una schedatura bensi' uno strumento che offre opportunita' per sviluppare un sano senso di appartenenza ad un club''. Lo afferma, in una nota, il sindacato di polizia, Anfp (Associazione nazionale funzionari di polizia).

''Il modello per garantire la sicurezza negli stadi disciplina in modo corretto e partecipato l'azione di tutti gli attori del mondo sportivo - afferma Enzo Marco Letizia, segretario nazionale dell'Anfp - affidando la responsabilita' della sicurezza ai funzionari di polizia che hanno ottimizzato al meglio l'esperienza maturata nel settore''.

MODELLO RUSSO

Ancora razzismo in Russia nei confronti di Roberto Carlos. La stella del calcio brasiliano ha abbandonato il campo dopo il lancio di una banana al suo indirizzo da parte di un tifoso. E' accaduto ieri sera durante il match della massima serie russa tra Anzhi Makhalachka, di cui Carlos è capitano, e Krylia Sovetov Samara. Il frutto non colpisce il giocatore ma gli insulti e i gesti con cui un gruppo di tifosi si rivolge a Carlos sono chiaramente razzisti e "giustificano pienamente la decisione del brasiliano", come sosterrà poi Maksim Sestnov, un portavoce del Kryla Sovetov.
"Questa non è una reazione spontanea. E' stata programmata", ha dichiarato Roberto Carlos. "Questo disgustoso sfogo razzista da parte di qualche 'bastardo', è difficile chiamarli uomini, ha oscurato il match e generato una rabbia profonda nei fan", gli fa eco il coach dell'Anzhi, Gadji Gadishchev. "Faremo ogni sforzo possibile per trovare e punire il 'bastardo' che ha offeso questo grande calciatore", dice ancora in un comunicato del club. E' la seconda volta che Carlos subisce insulti razzisti dai tifosi russi ma "continuerà a giocare per l'Anzhi", assicura German Chistyakov, general manager del club. "E' un professionista di primo livello ed onorerà il suo contratto. La squadra lo appoggia", continua.

MODELLO ARGENTINO

River Plate ad un passo dalla clamorosa retrocessione in seconda divisione argentina. Il glorioso club, che ha vinto 33 titoli nazionali e cinque internazionali, due Copa Libertadores, ha perso (0-2) l’andata dello spareggio salvezza contro il Belgrano. Al 52' il match è stato interrotto per l'invasione di campo di alcuni ultrà del club di Buenos Aires: spinte e insulti ai giocatori tra l'incredulità dei telecronisti.

TDT

ITN) Roma 21 giu 2011 - Un'altro importante passo è stato fatto oggi per la famigerata "tessera del tifoso" con la firma al Viminale del protocollo d'intesa con l'originale titolo ‘Una tessera del tifoso per il tifoso’ con i rappresentanti del Coni, Federazione italiana giuoco calcio e le Leghe di Serie A, B e Pro. Il protocollo prevede nuove disposizioni per gli acquisti dei biglietti per il settore ospiti e il concetto stesso di "settore ospite" viene rivisto. Nel dettaglio, come si legge in una nota del Viminale"i biglietti per i posti destinati ai sostenitori della squadra ospite potranno essere acquistati solo dai possessori della tessera e non potranno essere venduti a chi risiede nella regione che origina la trasferta o, nel caso di squadre della stessa regione, ai residenti nella provincia dalla quale proviene la squadra ospite. E' previsto un impegno per riqualificare i settori ospiti in termini di accoglienza e comfort; senza tessera non sarà possibile acquistare nessun tipo di abbonamento, neanche quelli per specifici pacchetti di gare.
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E’ prevista, inoltre, la costituzione di unità organizzative che cureranno i rapporti tra società e tifosi nonché un tavolo di confronto con l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive." Un passo importante a cui dunque dovranno seguirne altre ma per ora il Ministro Maroni si dice soddisfatto "Oggi si consegna il programma della Tessera del tifoso al mondo del calcio". I tifosi hanno compreso, ha precisato il ministro, "che lo strumento della tessera non è uno strumento di polizia ma di fidelizzazione dei supporters al proprio club". La testimonianza viene dai 24.342 spettatori di media per ogni giornata di campionato, con un aumento dello 0.9% rispetto alla stagione precedente, ma soprattutto dalla diminuzione del numero dei feriti, l’81% tra le Forze di Polizia ed il 58% tra i civili, rispetto al campionato 2005/2006. Tutto ciò riducendo del 35% il personale delle Forze dell’Ordine impiegato. L’obiettivo da raggiungere entro la fine del prossimo campionato è di togliere tutte le gabbie di protezione e le reti di recinzione per impedire le invasioni di campo, perché, ha proseguito Maroni, è necessario che «gli stadi tornino ad essere solo un luogo per la cultura dello sport e non un posto dove prendersi a botte. Vogliamo venire incontro alle tifoserie vere, quelle che vanno allo stadio per tifare per la propria squadra e non per rompere la testa agli avversari".

22 giugno 2011

RESA

Bologna, 22 giugno 2011 - LA PROCURA si arrende «di fronte al muro di omertà opposto agli investigatori» e chiede l’archiviazione per gli 8 ultrà del Bologna accusati di associazione a delinquere dopo l’aggressione al tifoso juventino avvenuta fuori dal Dall’Ara il 29 ottobre 2008. Il pm Alessandra Serra, titolare dell’inchiesta, ha depositato nei giorni scorsi la richiesta di 12 pagine in cui chiede al gip di archiviare tutte le accuse, tranne quella di lesioni gravissime (in principio era tentato omicidio) a carico di un solo tifoso rossoblù, S. P., 40 anni, che materialmente avrebbe colpito alla testa con una pietra il supporter della Juve.

21 giugno 2011

CONTRO BOBO IN ETERNO

Roma, 21 giugno 2011 - Il ministro dell’Interno Roberto Maroni, presentando il protocollo di intesa siglato insieme a Coni, Figc e Lega Calcio, ha fatto il punto: "Nonostante le contestazioni iniziali, il programma tessera del tifoso continua con ottimi risultati: non c’e’ stato calo di presenze negli stadi, sono avvenuti meno incidenti e c’e’ stato meno bagarinaggio’’.
‘’Se si continua cosi’ - ha auspicato Maroni - raggiungeremo presto l’obbiettivo di togliere gabbie e reti dagli stadi come avviene in alcuni paesi europei: siamo sulla buona strada’’.
‘’Abbiamo resistito - ha ricordato Maroni - al tentativo di bloccare la diffusione della tessera del tifoso, accusata addirittura di ledere i diritti civili, ma la carta non e’ uno strumento di polizia, bensi’ un’iniziativa utile anche per le societa’ e questo concetto e’ passato’’. 
Il ministro ha anche sottolineato che dalla morte di Raciti a Catania cinque anni fa ad oggi, ‘’c’e’ stato un calo dell’81% dei feriti tra le forze dell’ordine, del 58% tra i tifosi, nonche’ una diminuzione del 35% degli agenti destinati alla sicurezza delle partite’’.
Il vicecapo della Polizia, Nicola Izzo, ha poi riferito che sono state consegnate finora 757mila tessere del tifoso su 850mila richieste’’. Ci sono ancora, ha osservato Izzo, ‘’punti di criticita’: carenze organizzative nella vendita dei biglietti, vantaggi piu’ per le tifoserie che per i tesserati, stadi con commistioni tra tifoserie’’.
DALLA PROSSIMA STAGIONE TRASFERTA SOLO CON LA TESSERA - Dalla prossima stagione del campionato di calcio potra’ andare in trasferta solo chi avra’ la tessera del tifoso. L’eccezione sara’ sempre possibile purche’ il club possieda un dipartimento del tifo che possa fare da garante per i propri tifosi. E’ questa la principale novita’ del protocollo ‘tessera del tifoso per il tifoso’ presentato oggi al Viminale.
I biglietti per i posti destinati ai sostenitori della squadra ospite potranno essere acquistati solo dai possessori della tessera del tifoso e non potranno essere venduti a chi e’ residente nella regione che “origina” la trasferta o, nel caso di squadre della stessa regione, ai residenti nella provincia da cui proviene la squadra ospite. In casi particolari, prevede ancora il protocollo, e qualora le societa’ di concerto con il Gos siano nelle condizioni di riservare posti dello stadio a tifosi ospiti “non fidelizzati”, dovranno farne richiesta all’osservatorio indicando le misure organizzative che intendono adottare.
Ad esempio, nel caso si giochi la partita Napoli-Roma, la societa’ Napoli potra’ fare richiesta all’osservatorio di vendere biglietti per settore diverso da quello ospiti ai tifosi romanisti privi di tessera del tifoso, assicurando spazi adeguati ed illustrando le misure organizzative ulteriori da adottare per consentire tale eccezione. Inoltre, e’ previsto un impegno per riqualificare i settori ospiti in termini di accoglienza e comfort. Senza la tessera del tifoso non sara’ comunque possibile acquistare nessun tipo di abbonamento, neanche quelli per determinati pacchetti di gara. Sara’ promossa, presso le societa’ calcistiche, l’istituzione di portali web denominati ‘dipartimenti dei tifosi’ per favorire la corretta informazione e l’adozione di iniziative promozionali coordinate o gestite centralmente dalla Lega. Infine, e’ prevista l’apertura di un tavolo di confronto con le rappresentanze delle tifoserie che vorranno rapportarsi con l’osservatorio nell’interesse dei tifosi.
Il protocollo e’ stato siglato da ministero dell’Intero, Coni, Figc, Lega Serie A, Lega Serie B e Lega Pro. “Tutto bene quel che finisce bene. Anzi: tutto e’ bene quel che continua bene”. E’ stato il commento del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, durante la conferenza stampa in cui sono stati illustrati i punti del protocollo. “Non e’ stato facile partire con la tessera - ha aggiunto Maroni - abbiamo resistito alle contestazioni e al tentativo di bloccarne la diffusione. Non c’e’ stata riduzione degli spettatori negli stadi che, anzi, sono aumentati cosi’ come sono aumentati i tifosi in trasferta”. Il ministro, a tal proposito, ha citato l’esempio del Napoli reduce da una stagione particolarmente brillante: “il Napoli ha visto aumentare il numero dei tifosi in trasferta da un massimo di 16mila a 26mila”.
Ma il risultato maggiore e’ rappresentato dai dati che descrivono un calo drastico degli incidenti negli stadi: “sono stati l’88 per cento in meno gli incidenti registrati, a fronte di una riduzione del personale di polizia impiegato pari al 38 per cento. Questo dimostra - ha sottolineato Maroni - che non si tratta di un programma di polizia ma di ordine pubblico”.
Soddisfazione dal presidente di Lega A, Maurizio Beretta, che, tuttavia, sottolinea come “manchi ancora un tassello” ovvero, gli stadi di nuova generazione. Possiamo fare degli adattamenti - ha aggiunto Beretta - ma non risolveremo il problema che, oltre che di ordine pubblico, e’ anche di concorrenza con le altre Federazioni”.
Per il presidente della Figc, Giancarlo Abete, quello degli stadi “e’ un tema strategico per un evento sportivo come la partita di calcio. Dobbiamo portare avanti una doppia sfida: quella di stadi piu’ moderni e funzionali ma lavorare anche sulla cultura”. Da questo punto di vista ha aggiunto Abete: “la tessera mette al centro le societa’, le responsabilizza e le spinge a lavorare sugli stadi”.
Per il vice presidente del Coni, Luca Pancalli, “la tessera, che si temeva potesse rappresentare uno strumento di polizia, e’ divenuto uno strumento di partecipazione dei tifosi. Dalla scomparsa dell’ispettore Raciti si e’ iniziato un percorso che qualche risultato lo ha portato. Credo che il passo che si compie oggi abbia un’importanza culturale perche’, ed e’ la cosa che mi piace di piu’, e’ previsto un dialogo costante con le tifoserie. Come Coni non possiamo che essere parte attiva in questo percorso”.

SIMULAZIONE

R
oma, 20 giu. (Adnkronos) - Con una riduzione della pena inflitta in primo grado si e' concluso in Corte d'Appello il processo al regista Stefano Calvagna, autore dei film 'Il lupo', e 'L'ultimo ultras' accusato di avere architettato ai suoi danni un agguato per poi attribuirne la colpa al produttore Alessandro Presutti. Questi, che aveva finanziato il 'Lupo' l'aveva poi denunciato per truffa. Calvagna, condannato in primo grado a 3 anni e 8 mesi per calunnia aggravata, ricettazione, simulazione di reato e detenzione di una pistola, ha ottenuto dai giudici una riduzione della pena di 7 mesi.
Piu' ampio il beneficio per l'ex finanziere Gennaro Lembo accusato di essere stato suo complice al fine di ottenere un provino. In primo grado Lembo, difeso dall'avv. Fabio Cutrufi, era stato condannato a 3 anni e un mese mentre ora si e' visto la ridurre la condanna di 2 anni. I fatti avvennero nel febbraio del 2009 quando Calvagna denuncio' di essere stato gambizzato davanti al teatro Anfitrione, in via San Saba.
Calvagna sostenne di essere stato da tempo minacciato di morte da Presutti. Durante l'inchiesta chiamo' in causa anche un suo ex collaboratore Carlo Bernabei. Durante una perquisizione negli uffici di Cinecitta' di Bernabei fu trovata una pistola semiautomatica con matricola abrasa dello stesso calibro di quella usata per sparare a Calvagna. A fare scoprire l'inganno pero' furono le telecamere a circuito chiuso che erano negli uffici. Gli investigatori scoprirono che a nascondere l'arma era stato Lembo.

SALERNITANA-HELLAS

C'erano anche gli ultras biancorossi allo stadio Arechi di Salerno per il ritorno della finale play-off tra i padroni di casa e il Verona.
I BARESI - Una delegazione era presente in curva sud al fianco degli ultras salernitani con i quali, da oltre 25 anni, c'è uno storico e sentitissimo gemellaggio (sia baresi che salernitani sono a loro volta gemellati con gli ultras della Reggina) . Nonostante negli ultimi anni le due squadre abbiano giocato contro poche volte visto che si trovavano in categorie diverse, le tifoserie hanno mantenuto stretti rapporti tanto che non di rado tifosi granata erano presenti al San Nicola (specie durante i match con i comuni rivali del Napoli) e viceversa. Alla fine, nonostante il tifo caldissimo di oltre 30mila persone, la Salernitana non è riuscita ad annullare il doppio svantaggio accumulato all´andata. La vittoria di misura per 1-0 non è bastata ad evitare l'eliminazione e quindi l'anno prossimo i granata dovrebbero giocare nuovamente in Lega Pro, difficoltà societarie permettendo.
IL BANDIERONE - Dalle immagini in tv erano ben visibili un bandierone biancorosso che sventolava nei pressi della recinzione mentre a centro curva una pezza con lo stemma degli ultras. Segno di un legame destinato a durare ancora a lungo.
Francesco Serrone

TOSI

Flavio Tosi, confinato in una gabbia deputata ai 1000 tifosi dell’Hellas Verona presenti allo stadio Arechi di Salerno, ieri ha vissuto in diretta la promozione in B della squadra della sua città: un autentico tour de force. Da Pontida s’è fatto accompagnare all’aeroporto Boscomantico di Verona, dove ha noleggiato un aereo privato per Salerno, ma una volta giunto allo stadio – una bolgia di 25mila persone – non ha trovato posto in tribuna ed è finito così in curva con gli ultras. Da dove è uscito solo due ore dopo la fine della partita (ore 22), per evitare incidenti con i tifosi campani. Quindi la corsa all’aeroporto, l’atterraggio a Verona oltre la mezzanotte, giusto in tempo per fare un salto in piazza Bra pavesata di gialloblù.

BRAVO BUSO

Benchè dispiaciuto per il mancato rinnovo del contratto dopo tre eccellenti stagioni da allenatore nelle giovanili viola (uno scudetto allievi e una coppa Italia primavera), Renato Buso evita alcun accenno polemico alla sorprendente decisione di Corvino: "Sono stati tre anni straordinari. Ringrazio la società a cominciare da Andrea e anche Diego Della Valle che hanno saputo starci vicino, i ragazzi con i quali abbiamo vissuti momenti indimenticabili e la tifoseria che avevo conosciuto per la sua passione travolgente venti anni fa da calciatore e che ho riscoperto da allenatore adesso. Ci hanno seguito in tutta Italia come se fossimo la prima squadra. Hanno fatto sentire importanti i ragazzi e i loro sostegno è stato decisivo per raggiungere i traguardi. Il mio pensiero in questo momento corre proprio ai 45 tifosi, tra i quali donne e bambini, raggiunti dal Daspo dopo la trasferta di Lucca. Sono al loro fianco con la speranza che la questione si risolva nel migliore dei modi.".

KO

Dalla prossima stagione del campionato di calcio potrà andare in trasferta solo chi avrà la tessera del tifoso. L'eccezione sarà sempre possibile purchè il club possieda un dipartimento del tifo che possa fare da garante per i propri tifosi.


E' questa la principale novità del protocollo 'tessera del tifoso per il tifoso' presentato oggi al Viminale. I biglietti per i posti destinati ai sostenitori della squadra ospite potranno essere acquistati solo dai possessori della tessera del tifoso e non potranno essere venduti a chi è residente nella regione che "origina" la trasferta o, nel caso di squadre della stessa regione, ai residenti nella provincia da cui proviene la squadra ospite.

In casi particolari, prevede ancora il protocollo, e qualora le società di concerto con il Gos siano nelle condizioni di riservare posti dello stadio a tifosi ospiti "non fidelizzati", dovranno farne richiesta all'osservatorio indicando le misure organizzative che intendono adottare. Ad esempio, nel caso si giochi la partita Lecce-Roma, la società Leccepotrà fare richiesta all'osservatorio di vendere biglietti per settore diverso da quello ospiti ai tifosi romanisti privi di tessera del tifoso, assicurando spazi adeguati ed illustrando le misure organizzative ulteriori da adottare per consentire tale eccezione.

Inoltre, è previsto un impegno per riqualificare i settori ospiti in termini di accoglienza e comfort. Senza la tessera del tifoso non sarà comunque possibile acquistare nessun tipo di abbonamento, neanche quelli per determinati pacchetti di gara. Sarà promossa, presso le società calcistiche, l'istituzione di portali web denominati 'dipartimenti dei tifosi' per favorire la corretta informazione e l'adozione di iniziative promozionali coordinate o gestite centralmente dalla Lega. Infine,è prevista l'apertura di un tavolo di confronto con le rappresentanze delle tifoserie che vorranno rapportarsi con l'osservatorio nell'interesse dei tifosi.

Il protocollo è stato siglato da ministero dell'Intero, Coni, Figc, Lega Serie A, Lega Serie B e Lega Pro. "Tutto bene quel che finisce bene. Anzi: tutto è bene quel che continua bene". E' stato il commento del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, durante la conferenza stampa in cui sono stati illustrati i punti del protocollo. "Non è stato facile partire con la tessera - ha aggiunto Maroni - abbiamo resistito alle contestazioni e al tentativo di bloccarne la diffusione. Non c'è stata riduzione degli spettatori negli stadi che, anzi, sono aumentati così come sono aumentati i tifosi in trasferta".

Per il presidente della Figc, Giancarlo Abete, quello degli stadi "è un tema strategico per un evento sportivo come la partita di calcio. Dobbiamo portare avanti una doppia sfida: quella di stadi più moderni e funzionali ma lavorare anche sulla cultura". Da questo punto di vista ha aggiunto Abete: "la tessera mette al centro le società, le responsabilizza e le spinge a lavorare sugli stadi". Per il vice presidente del Coni, Luca Pancalli, "la tessera, che si temeva potesse rappresentare uno strumento di polizia, è divenuto uno strumento di partecipazione dei tifosi. Dalla scomparsa dell'ispettore Raciti si è iniziato un percorso che qualche risultato lo ha portato. Credo che il passo che si compie oggi abbia un'importanza culturale perchè, ed è la cosa che mi piace di più, è previsto un dialogo costante con le tifoserie. Come Coni non possiamo che essere parte attiva in questo percorso

NO ALLA TESSERA DI BOBO

Dalla prossima stagione calcistica gli abbonamenti e le trasferte saranno riservati soltanto ai possessori della tessera del tifoso. Lo prevede un protocollo siglato dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni, dal presidente Figc, Giancarlo Abete e da rappresentanti di Coni, Lega Serie A, Lega Serie B e Lega Pro. Soddisfatto Maroni: "Nonostante le contestazioni iniziali, abbiamo ottenuto ottimi risultati: meno incidenti e meno bagarinaggio. Se si continua così toglieremo gabbie e reti dagli stadi".