20 settembre 2012

CURVA NORD LECCE

Trentuno anni fa un gruppo di amici e conoscenti che avevano in comune una passione, erano innamorati pazzi del Lecce, davano vita al tifo in Curva Nord. Il "Via del Mare" era ancora quello senza il secondo anello, a parte il mitico “crescent”, ed i tifosi più caldi si riunivano spontaneamente in tribuna est per incitare i giallorossi.
Oggi, Nicola Ricci, attualmente direttore del periodico “Salento in Tasca”, uno dei fondatori storici dell’attuale tifo in curva, ci racconta come è nata la Curva Nord.
A Lecce non esisteva il tifo organizzato, come è nata l’idea?
"Personalmente già frequentavo gli ambienti più caldi del tifo giallorosso insieme ad altri amici e tra questi c’erano quelli che sarebbero stati, da lì a breve insieme al sottoscritto, i fondatori della curva, mi riferisco a Pinuccio Milli, Sandro De Matteis e Pino Spano, unitamente a Carla Falco che successivamente avrebbe creato le CUCN GIRLS. L’idea nacque, nell’estate dell’81, quando ci trovammo nei pressi di un noto albergo cittadino (Hotel delle Palme) per salutare la squadra in partenza per il ritiro di Gubbio agli ordini di Gianni Di Marzio, il presidente era Franco Jurlano. Il proposito era quello di esprimere un senso di libertà e una voglia d’indipendenza che in ognuno di noi si faceva sempre più pressante: creare un gruppo di amici, scollegato dai club organizzati, che potesse manifestare in tutta civiltà le proprie idee e soprattutto far sentire la loro voce".
Quando ci fu la 'prima'?

"Il 30 agosto del 1981 facemmo la nostra prima apparizione in Curva Nord (fino all’estate del 1990), si giocava Lecce-Como di Coppa Italia (risultato 2-2) e, tra le proteste di chi da sempre aveva occupato quella postazione, sventolammo i nostri primi vessilli e appendemmo gli striscioni artigianali tra cui spiccava “FIGHTERS”.
Poi iniziò il campionato di serie B e dopo la prima trasferta di Perugia, tra incontri frenetici ed idee che si accavallavano, ci ritrovammo nuovamente in Curva il 20 di Settembre per il derby col Foggia che sancì la prima uscita ufficiale del gruppo appena creatosi e dello striscione “Commando Ultrà Curva Nord” da qui la sigla che ancora i nostalgici citano “cucn1981”".
Raccontaci del derby dell’81 col Bari (vinto 1-0)...
"La rivalità con i baresi esisteva già. Loro erano soliti giungere Lecce poche ore prima della partita in corteo per far sentire la loro voce per le vie cittadine, come accadde in occasione dell’anno precedente quando vinsero per 3-1, prima e dopo la partita manifestarono la loro “gioia” e non solo allo stadio.
Nell’occasione del derby vinto per 1-0 (autogol di De Trizio) le cose cominciarono ad andare diversamente perché, nati come gruppo poche settimane prima, nessuno dei tifosi baresi si aspettava la presenza dei tifosi leccesi in strada già dalle prime ore di quella domenica mattina che si preparavano per vivere il derby.
Iniziò la solita “sfilata” da porta Rudiae da parte dei baresi; molti di noi erano soliti ritrovarsi all’epoca, nei pressi di piazza Mazzini e precisamente fuori dall’edicola sita in via Trinchese, frequentata tra gli altri dall’indimenticato Michele Lorusso. A macchia d’olio si sparse la voce che i baresi stavano avanzando in corteo in maniera non proprio educata scrivendo sui muri e danneggiando vetrine ed auto e nessuno pensava che finalmente i cittadini leccesi si sarebbero opposti a questo sopruso.
Iniziarono inseguimenti di baresi per tutta la città, alcuni tornarono addirittura a Bari, altri si rifugiarono nell’allora caserma dei Vigili Urbani e da quel giorno i tifosi leccesi sono sempre stati presenti come tifo organizzato e compatto sia a casa che  fuori".
Oggi normative e tessera del tifoso hanno provveduto a vessare le curve di tutta Italia…
"Ai nostri tempi esporre striscioni (anche goliardici) o accendere fumogeni e torce era un segno di gioia, colore e calore oltre che di appartenenza ad un territorio. Noi “vivevamo” tutta la settimana alla ricerca anche di fondi (spesso ci autofinanziavamo) per poter acquisire materiale folkloristico al fine di supportare la squadra e di seguirla in ogni parte d’Italia. Oggi la situazione è diversa ed in questi ultimi anni ci sono state norme restrittive proprio a danno del tifo organizzato. Io credo che, sempre nel rispetto della legalità, bisognerebbe dare al tifoso la possibilità di esprimere tutto il proprio entusiasmo sia in casa che in trasferta soprattutto per chi lo fa a proprie spese e senza secondi fini che siano essi politici o economici.
Speriamo che l’introduzione del voucher rappresenti l’inizio di una nuova era nuovamente piena di colore e folklore come Lecce e la sua splendida provincia hanno sempre dimostrato di saper fare in questi anni".
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NAPOLETANI

Napoli, agguato ai tifosi svedesi dell'Aik Solna: tre accoltellati.
Ieri sera Fanpage.it aveva raccontato, in tempo reale, quanto accaduto a Napoli, poco dopo le 23.30, in via Depretis, nella pizzeria Borgo Antico: lì un gruppo di teppisti, sedicenti tifosi del Napoli ha aggredito una comitiva di tifosi dell'AIK Solna, squadra svedese (è di un quartiere di Stoccolma) che nella serata di giovedì al San Paolo incontrerà gli azzurri di Walter Mazzarri per il match di Europa League. Il fatto è avvenuto poco distante dalla stazione Marittima, tradizionale punto d'incontro dei tifosi stranieri in città, quando ci sono partite di coppa. Testimoni hanno riferito che i tifosi stranieri erano in una pizzeria quando sono stati aggrediti da un gruppo di napoletani.
Gli svedesi – chiarisce oggi la Polizia – facevano parte di un gruppo organizzato dal Napoli Club Stoccolma da A.L., 41enne napoletano trapiantato nella capitale nordica ed erano in 13; due di loro hanno pagato il conto e si sono incamminati verso piazza Municipio mentre gli altri indugiavano al tavolo, ma sono tornati di corsa indietro gridando “ultrà, ultrà”.
Ciò perché davanti alla pizzeria si è presentato un gruppo di persone col volto coperto da sciarpe e cappellini e con mazze da baseball e coltelli. Il titolare della pizzeria, P.L., 45 anni, è corso in aiuto ai clienti ed è stato ferito, così come anche un cameriere del locale. Medicato alla coscia da personale del 118; P.L:, portato all'ospedale “Pellegrini”, con ferita al gluteo, con prognosi di 10 giorni; A.L.S., 23 anni, svedese, medicato nel nosocomio e dimesso anche lui con prognosi di 10 giorni.
Proprio ieri era arrivata la notizia della condanna di due capi ultrà per tafferugli durante le partite contro Liverpool e Steaua nel 2010.
Le regole della Uefa per le partite di coppa sono molto rigide e eventuali tensioni o violenze durante il match sarebbero duramente punite: il Calcio Napoli ieri ha diffuso sul suo sito internet una nota che invita i tifosi a tenere un comportamento corretto e rispettoso:
La SSC Napoli rivolge un ulteriore e rafforzato appello ai tifosi affinché rispettino le norme vigenti in materia di sicurezza, in linea con le regole Uefa. Norme la cui violazione comporterebbe la squalifica del campo, compromettendo così altri grandi appuntamenti di rilievo internazionale a Fuorigrotta. In particolare la SSC Napoli sensibilizza i propri supporter a non utilizzare fumogeni o materiale pirotecnico, a lasciare libere le scale e tutte le altre vie di fuga, e a non occupare il terzo anello che, come ben noto, è chiuso al pubblico.

2 settembre 2012

DURA LEX

Ventuno simpatizzanti rossoblù avrebbero dovuto raccogliere fondi per la popolazione colpita dal sisma. Ma hanno dovuto rinunciare per una serie di problemi burocratici, in quanto la Questura gli ha, di fatto, vietato l’ingresso nello stadio
fonte: www.repubblica.it
Salta la colletta per i terremotati e scoppiano subito le polemiche. Un’ora e mezzo prima del calcio d’inizio, ventuno tifosi rossoblù della curva Andrea Costa hanno dovuto abbandonare il loro proposito. Non è stato loro concesso, infatti, di entrare al Dall’Ara per raccogliere fondi a sostegno delle popolazioni colpite dal sisma, per l’iniziativa “L’Emilia non Molla”.
Parecchia rabbia, visto che le urne destinate a riempirsi di monete e banconote sono restate a macerarsi sotto la pioggia e fuori dai cancelli. I ventuno l’hanno presa male, perché avrebbero inoltrato la richiesta giovedì e la questura l’avrebbe accettata, ma la lista dei nomi poi sarebbe stata cambiata e qui la questura ha opposto un nodo insuperabile. Alle 17.30 è stato chiesto ai tifosi, che stavano allestendo il materiale per la raccolta, di fornire la nuova lista dei nominativi incaricati e i settori che avrebbero visitato.
Questa non era pronta e di qui è venuta la rinuncia, piuttosto risentita per l’eccesso di zelo, da parte dei tifosi. La rabbia è stata tanta, ma non c’è stato nulla da fare. Niente raccolta pro-terremotati. Dura lex, sed lex.

Gruppo Manicomio Ragusa: Poche ore ancora ed è campionato..!!

Gruppo Manicomio Ragusa: Poche ore ancora ed è campionato..!!: Sempre gli stessi,mai scesi a compromessi!! Buona domenica ultras a tutti

1 settembre 2012

MOVIDA 2

Nella notte alcuni tifosi granata, della Juventus e della formazione abruzzese hanno dato vita a un tafferuglio in un locale del capoluogo piemontese. All'arrivo della polizia alcuni supporter sono stati denunciati, un 22enne è finito in manette

TORINO - Un ring in pieno centro a Torino, peccato che le scazzottate non fossero autorizzate, per così dire. Maxi rissa questa notte in Piazza Vittorio, nel capoluogo piemontese, dove alcuni ultras di Torino, Juventus e Pescara (arrivati in Piemonte per assistere alla gara degli abruzzesi contro i granata, ndr) sono venuti a contatto. Le tre tifoserie hanno prima iniziato a stuzzicarsi con alcuni sfottò, poi l'alcool ha fatto il resto. La rissa, iniziata all'interno di un locale della zona della movida torinese, è quindi degenerata per strada: danneggiato il locale e alcune auto parcheggiate. Diversi i feriti che si sono fatti medicare negli ospedali cittadini.

ARRESTO UN PESCARESE - A calmare gli animi è arrivata la Polizia che ha arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e denunciato per rissa aggravata e oltraggio a pubblico ufficiale un tifoso del Pescara di 22 anni. Denunciati anche un ultras della Juventus di 18 anni, per rissa aggravata e oltraggio a pubblico ufficiale, e un sostenitore del Toro di 37 anni per favoreggiamento (per aver dato un passaggio con la propria auto ad alcune persone coinvolte nella rissa). Il 37enne è stato anche multato per guida in stato di ebbrezza.

MOVIDA

Siamo solo alla vigilia della seconda giornata di Serie A, eppure i segnali che vengono dal mondo ultras non sono affatto dei più incoraggianti.

Ieri sera a Torino, nei pressi di un locale notturno situato nel centro del capoluogo piemontese, i supporters di Torino, Juventus e Pescara sarebbero venuti a contatto, danneggiando lo stesso esercizio e alcune vetture parcheggiate nella zona.

 Durante gli scontri delle persone sono rimaste ferite, fortunatamente in modo lieve. Un tifoso del Pescara, di 22 anni, è stato arrestato per resistenza e minacce a pubblico ufficiale e indagato per rissa aggravata.

Un ultra della Juventus, di appena 17 anni, è stato invece indagato in stato di libertà per rissa aggravata. Un terzo tifoso, del Torino, di 37 anni, è stato anch'egli  indagato in stato di libertà per favoreggiamento, in quanto ha dato un passaggio con la propria auto ad alcune persone coinvolte nella rissa.

ADDIO

vigilantes striscioneFinisce un'epoca, quella dei Vigilantes. Lo storico gruppo ultras nato nel 1978 ha comunicato ufficialmente il proprio scioglimento tramite una nota. "Abbiamo fatto la storia. Usiamo il passato perché, appunto, è di passato che si parla. Il calcio di oggi non è più cosa che ci compete e riguarda, poiché purtroppo (o per fortuna!) siamo di una mentalità nostalgica che non ha più nulla a che fare con il mondo odierno. Repressioni sempre più forti, divieti ridicoli, leggi ingiustificabili che distruggono l´accessibilità a quel bel mondo che dovrebbe essere il mondo del pallone, ci rendono la vita difficile. Stringere i denti non è cosa da tutti, ma è quello che noi abbiamo cercato di fare finora.
Purtroppo ormai i ricambi generazionali scarseggiano, il business che rende l´ambiente del calcio marcio e corrotto allontana l´interesse popolare e la mentalità di chi rimane pare molto distante da quello che ci ha sempre contraddistinti: l´amore incondizionato per i colori biancorossi. Gli ultimi avvenimenti come la tessera del tifoso hanno penalizzato ancora di più la nostra situazione ed è per i vari motivi elencati che abbiamo deciso, col cuore spezzato, di farci da parte e mettere la parola fine ad una realtà che ha accompagnato il Lanerossi Vicenza per 34 anni. Non ci sarà più lo storico striscione “Vigilantes” a fare da cornice alla Curva Sud del Menti e nella miriade di campi italiani e stranieri dove abbiamo sempre seguito la squadra. Non se ne vanno però né la nostra passione né le nostre amicizie, per cui se qualcuno avrà qualcosa da dirci ci troverà sempre lì, in Curva Sud. Lo spirito delle persone come noi rimane invariato nel tempo, anche senza un nome, senza vessilli, senza bandiere. Non dimentichiamo di ringraziare chi ci è stato vicino e, chi ha tenuto duro per tutto questo tempo rendendoci uno dei gruppi ultras più vecchi e rispettati. Forza Vecchio Cuore Biancorosso".