4 agosto 2012

CURVA B

Sempre e comunque al fianco della squadra del cuore, anche a 40 gradi o in categorie inferiori. È il karma dei tifosi del Napoli: in 60mila con il Cittadella come contro il Chelsea. Nell’estate più calda degli ultimi anni la torcida azzurra ha assicurato passione e sostegno in tutte le amichevoli, prima invadendo il lontano Trentino per le gare con i dilettanti, Bayern e Grosseto, poi affollando il San Paolo per il tris d’amichevoli d’agosto. Considerando anche la gara di domani con lo Sporting Braga e quella del 19 contro l’Olympiacos, è facile prevedere 100mila presenze a Fuorigrotta per 4 amichevoli: un altro piccolo grande primato.

Oltre 30mila i paganti per l’Acqua Lete Cup con il Bayer Leverkusen, 25mila gli spettatori nella Msc Cup contro il Bordeaux: da aggiungere poi almeno 15mila domani contro i portoghesi tenendo conto anche dei prezzi bassi (5 euro per le curve e 10 per i distinti). In tutto, e in attesa della gara con i greci, 70mila tifosi in 7 giorni in tempi di crisi e di vacanze: è proprio vero, la passione azzurra non conosce limiti.

Forse adesso solo una frontiera: è il caso della Supercoppa di Pechino. La Cina è distante oltre 8mila km ma non è la lontananza che impedirà ai tifosi azzurri di essere presenti al «Bird’s Nest» di Pechino nella sfida con la Juventus. Gli ultras della curva B hanno diffuso da oltre venti giorni un volantino e un manifesto nel quale spiegano la decisione di non seguire il Napoli. «Passione pura, libera e spontanea, è questo il fulcro dei nostri instancabili ideali, motore perpetuo del nostro quotidiano essere ultras». Gli ultras sono legati a un calcio «senza affari né interessi», non certo «il calcio marcio di oggi, dove prevale la logica del profitto sfrenato, dove l’egemonia delle televisioni ha trasformato un mondo di passione ed emozioni in un prodotto esclusivamente commerciale e commerciabile… e dove ci sono partite combinate e scommesse che falsano interi campionati». Per tutti questi motivi, si legge nel volantino, «a Pechino non ci saremo».

Contestualmente, prima della gara col Bordeaux, è stato distribuito un altro volantino nel quale gli ultras della curva B invitano tutti i tifosi a seguire la finale di Supercoppa nei pressi del Gate 8 del San Paolo rigorosamente via radio, nel nome dello slogan «Riassapora il gusto del calcio, lascia sdraio ed ombrellone, spegni la tv, ti aspettiamo». Un inno, insomma, al calcio di una volta che non c’è più e che è inviso ad alcuni tifosi, quelli storici. Sarà forse anche per questo che De Laurentiis ha provato a non giocare più in Cina, per agevolare i supporters impossibilitati, per i costi, a sostenere la trasferta. L’Oriente e il calcio business è indigesto a molti, ma evidentemente non a tutti. A Pechino, infatti e in ogni caso, dovrebbero esserci circa duemila tifosi del Napoli, tra quelli che arriveranno dall’Italia equelli che risiedono da quelle parti, tra India (dove c’è un club a Nuova Delhi), Pakistan e soprattutto Cina, ci sono quattro club azzurri: il Club Napoli Cina, il Club Napoli Grande Muraglia, uno a Shangai e un altro a Pechino.

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