29 agosto 2012

ABBASSO I PASSERINI VIVA LE PASSERE

A Crotone, dove il Brescia ha giocato (e perso) sabato scorso, c’è piazzale Ultras. Giuro. “L’unica via in Italia dedicata a noi” sostengono orgogliosi i rappresentanti del tifo caldo della squadra pitagorica e in effetti non abbiamo notizia di un’iniziativa simile, che è oggettivamente curiosa. Se poi sia giusto o meno dedicare un pezzo di città agli ultras (o ultrà, fate voi), de gustibus, dipende dai punti di vista. Di sicuro è stata una gran trovata quella di Pasquale Senatore, che non era senatore ma sindaco (di An): nel 2000 per festeggiare la prima storica promozione in B (e magari per raggranellare un po’ di voti) aveva regolarmente inserito il piazzale nella toponomastica cittadina.
A un certo punto qualche anno dopo, durante i lavori sul lungomare, non proprio riuscitissimi, la targa si è rotta. E i tifosi, bravi bravi, hanno fatto colletta e l’hanno rimessa al suo posto. Non hanno però fatto lo stesso con il sindaco, uscito poi sconfitto dalle elezioni successive, vinte da uno del Pd, un certo Peppino Vallone. Tu chiamala, se vuoi, alternanza. Oppure vatti a sentire su Youtube “Nuntereggaepiù” di Rino Gaetano, che era di Crotone e che aveva capito tutto (“Eya alalà / pci psi/ dc dc pci psi pli pri dc dc dc dc”): straordinaria filastrocca simil-rap su base reggae che non risparmiava nessuno. Peccato sia morto troppo presto, quell’uomo era un genio (i crotonesi lo amano, lui sì che sarebbe stato confermato sindaco).

La seconda annotazione dalla sfortunata campagna ionica – ah, per inciso il Brescia ha perso 1-0 a 10 secondi dalla fine – riguarda le regole dell’Osservatorio del Viminale. Tanto di cappello per i 30 temerari arrivati da Brescia ma anche per il prof. Antonio D’Andrea, docente di Diritto Costituzionale dell’Università di Brescia e  collaboratore del Corriere della Sera. Calabrese d’origine, come tutte le estati era tornato a casa  nella terra natia per le vacanze e sabato si era messo in testa di accompagnare il figlio (tifosissimo del Brescia) a vedere la partita allo “Scida”. Peccato che la legge non glielo permetta: “Essendo residente in provincia di Brescia, non posso entrare, ci vuole la tessera del tifoso”. Dura lex, sed lex.

Nota ultima, la sardella crotonese detta anche “caviale del sud” o “dei poveri”.  Una specie di salsina tipica del Crotonese a base di sardine  e peperoncino rosso. Si spalma sui crostini. Piccante come una sconfitta all’ultimo secondo, ma più piacevole.

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