24 luglio 2012

UN SOGNO PER ELISA

Con indosso la sua magliettina nerazzurra è riuscita, aiutata dal papà, a compiere qualche piccolo passo sul palco della Festa della Dea, facendo commuovere tutto il popolo atalantino presente. Elisa Montei è una bimba di cinque anni che abita ad Albino con suoi inseparabili genitori, Eleonora e Andrea. Nata senza problemi di salute, con i suoi tre chili e mezzo di peso, dopo due mesi di vita ebbe un’infezione alle vie urinarie.
Da qui iniziò la sua triste storia: “Elisa aveva difficoltà nelle normali azioni quotidiane, come camminare, mangiare, o anche solo nel mantenere dritta la testa – il racconto di mamma Eleonora-. Fino all’impietosa diagnosi dei medici: malformazione al cervello, nella zona frontale e laterale sinistra, con grave ritardo psicomotorio e ipertonia agli arti. Dopo le prime cure con faticose sedute di fisioterapia, che portarono alcuni progressi, abbiamo scoperto il metodo Adeli: una terapia innovativa adatta a questi tipi di casi”.
Ecco la possibile soluzione ai problemi di Elisa, con il solo difetto di essere troppo costosa per le tasche dei suoi genitori: “Fin da quando abbiamo scoperto la sua malattia, non ci siamo mai fermati un minuto per cercare una via d'uscita. Questo metodo Adeli, che ora c’è anche a Lodi, inizialmente veniva praticato solo in Slovacchia. Ed è carissimo. Allora abbiamo iniziato a cercare aiuto, attraverso le donazioni della gente”.
Sono tante le persone, bergamasche e non, che iniziano ad offrire denaro per la piccola Elisa. Fino al contributo più grosso che arriva due anni fa e porta i colori nerazzurri: “I ragazzi della Curva Nord dell’Atalanta, venuti a conoscenza della nostra storia, organizzarono una cena a base di costine e ci donarono l’intero ricavato della serata. Ben diecimila euro, che ci permisero di partire per la Slovacchia e di iniziare il nostro lungo percorso di terapia”.
Un viaggio che ha portato ulteriori progressi, come si è potuto vedere sul palco della Festa della Dea, con Elisa che inizia a muovere le sue gambe: “Quando siamo saliti su quel palco mi sono commossa. Adesso la nostra gioia riesce almeno a fare qualche passo, sempre aiutata da me o dal suo papà. Per questo ringrazio i ragazzi della Curva Nord, perché hanno davvero un cuore grande. Magari i cattivi, come spesso vengono descritti, fossero tutti così. Mi ha emozionato molto anche la foto che abbiamo fatto con il direttore Marino e la carezza del presidente Percassi alla nostra bimba. Però il traguardo di una vita normale per Elisa è ancora lontano, quindi chiunque voglia aiutarci può farlo attraverso i dati del conto corrente che ci sono sul nostro sito: www.unsognoperelisa.it”.
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