31 luglio 2012

NO AL CALCIATORE MODERNO

Rino Gattuso ai tempi del Milan Tutta colpa dello spogliatoio. Ingestibile secondo Rino Gattuso che al giornale francese France Football ha confessato di aver deciso di lasciare il Milan per problemi «di ambiente». L'ex centrocampista milanista, oggi al Sion, «non stava più bene» e non si sentiva «più se stesso» a causa dell'andazzo un po' anarchico dello spogliatoio.
MENEFREGHISMO PER LE REGOLE - «Un tempo era molto piu semplice da gestire - ha detto Gattuso -. La malattia mi ha fatto vedere le cose da un altro punto di vista. Gli ultimi due o tre mesi ho notato cose mai viste in 13 anni di Milan». L'ex rossonero fa riferimento ai ritardi e ai comportamenti anomali dei suoi compagni di squadra: «Quando c'era un allenamento alle 9,30 in molti arrivavano solo 10' prima dell'inizio e nessuno diceva niente - ha proseguito -. Io arrivavo con tre quarti d'ora d'anticipo, magari per fare esercizi, massaggi o solo per prendere un caffè in tranquillità. È una cultura frutto di anni di esperienza». Ritardi e menefreghismo per le regole che andavano avanti per tutto il giorno. «Era una situazione che innervosiva molto gli anziani del gruppo. L'energia deve essere spesa in campo, non fuori». Il cambio d'umore è infine arrivato: «Restavo in silenzio. Non ero contento. Così ho capito che era arrivato il momento di andarmene».
Gattuso con la maglia del SionGattuso con la maglia del Sion
GOURCUFF GESTITO MALE - Per l'ex rossonero a Milano ci sono «troppe occasioni per uscire da casa, la vita notturna è terribile». Per esempio aveva consigliato a Yoann Gourcuff, nei suoi anni in rossonero, di andare a vivere a Gallarate, invece di Milano: «Ho sempre creduto fosse un grande giocatore, il suo talento è indiscutibile. Ma era solo un ragazzo. Andava troppo in giro, arrivava in ritardo agli allenamenti e il Milan è intervenuto quando Yoann non sapeva più gestirsi. Bisognava pensarci prima». E ancora:
TROPPI LUSSI NON AIUTANO - «A vent'anni non siamo tutti uguali. Quando arrivi al Milan disponi di una casa di 400 mq, in centro a Milano, e nessuno si preoccupa di come gestisci la tua vita». Al Sion, Gattuso ha ritrovato l'anima del calcio: «Per 13 anni mi sembra di avere praticato un altro sport. Forse il vero calcio, invece, è questo, dove devi fare le cose da te. Poichè voglio diventare allenatore in futuro, quest'esperienza mi servirà».

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