24 luglio 2012

MODELLO JUVE

Si amplia il progetto che prevede la trasformazione della Continassa, a pochi passi dal nuovo stadio. Previste anche quattro palazzine ad uso residenziale. Insomma, un quartiere bianconero. L'operazione approvata in gran segreto dalla giunta comunale una settimana fa

di GABRIELE GUCCIONE

PIÙ che la nuova sede della Juventus sarà un vero e proprio quartiere bianconero. Con tanto di condomini, albergo e cinema multisala. Che si aggiungeranno al centro sportivo e al centro medico previsti sulle ceneri dell'Arena Rock e alla nuova sede del club che sorgerà all'interno della vecchia cascina, da anni abbandonata e occupata da alcune famiglie rom. Il nuovo progetto di riqualificazione della Continassa, a pochi passi dallo stadio della Juve e dal centro commerciale inaugurato meno di un anno fa attorno all'impianto, tira una riga sul vecchio accordo firmato con il Comune nel giugno del 2010. E rimpolpa il progetto.

La Juventus non si limiterà più a ristrutturare l'antico casolare seicentesco, dov'è prevista la nuova sede societaria, e a realizzare una scuola calcio, insieme a un parco pubblico. Ma alza la posta, fino a ipotizzare la costruzione di quattro nuove palazzine residenziali, un cinema multisala, un albergo e anche un centro diagnostico per la medicina dello sport e un circolo sportivo; due strutture, quest'ultime, che prenderanno il posto dell'area oggi occupata dall'Arena Rock, la struttura realizzata dal Comune nel 2007 per ospitare i concerti, mai decollata.
Insomma, tutto l'enorme isolato di 380mila metri quadrati tra corso Ferrara, strada Druento, via Traves e corso Grande Torino, sarà trasformato. Compresa l'area dove sorge il PalaTorino, che sarà demolito per lasciare il posto a un parco pubblico? "È un'occasione importante per riqualificare l'intera zona, superando
funzionalmente l'Arena Rock e il PalaTorino e dando un nuovo volto al quartiere?" sottolinea l'assessore all'Urbanistica, Ilda Curti.

Il nuovo protocollo di intesa è stato approvato in sordina dalla giunta comunale la scorsa settimana. Ed entro le prossime settimane sarà ratificato, dando il via ai provvedimenti urbanistici che il Consiglio comunale dovrà adottare per autorizzare le nuove costruzioni. Le ragioni per cui il progetto proposto due anni fa è stato scartato sono di natura economica: le "difficoltà finanziarie" legate all'attuale congiuntura, si legge nel documento, non avrebbero consentito di portarlo a termine. E così Juventus e Comune hanno trovato una nuova intesa attorno a un piano più "sostenibile sotto il profilo degli investimenti", allargando l'area interessata e prevedendo un maggior numero di costruzioni, che completeranno il corollario di attività commerciali, ricreative e sportive, oltre che residenziali e ricettive, concepite attorno alla nuova casa della Juventus.
L'operazione, così com'è stata congegnata, risulterà più vantaggiosa anche per Palazzo Civico. Con il vecchio piano il Comune avrebbe incassato appena un milione di euro per la concessione dell'area, mentre con quello appena approvato, ad operazione conclusa, ricaverà 10,5 milioni di euro. Senza contare le opere realizzate “in natura”, a scomputo degli oneri di urbanizzazione, che permetteranno di risistemare la zona dell'attuale PalaTorino, tra via Traves e corso Ferrara, con la creazione di un parco.

Ma la proposta al centro dell'accordo tra città e Juventus rappresenta solo un primo passo. Il percorso verso la completa riqualificazione ambientale e sociale della zona è ancora lungo. E per la società bianconera sarà fondamentale vedere risolti alcuni nodi tuttora aperti. Prima di tutto l'amministrazione comunale dovrà garantire la piena disponibilità dei terreni, trovando una nuova sistemazione per le famiglie rom che oggi occupano la Continassa. E poi bisognerà trovare gli investitori interessati all'operazione. Cosa, di questi tempi, non certo facile.
(24 luglio 2012)

Modello Juve, Fassino connection: caccia i Rom, prendi a due lire il suolo pubblico, distruggi una cascina del Seicento e fatti i cazzi tuoi.
Vincenzo 

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