13 luglio 2012

MODELLO ITALIANO

Via libera della Camera in sede legislativa in commissione Cultura alla legge sugli stadi. Il testo ora torna al Senato in quanto a Montecitorio ha subito modifiche. Il provvedimento punta ad accelerare, mediante la semplificazione delle procedure amministrative, il processo di realizzazione e ristrutturazione di impianti sportivi con almeno 7.500 posti a sedere allo scoperto o 4mila al coperto, secondo criteri di sicurezza, fruibilità e redditività. L'obiettivo è prevenire fenomeni di violenza e migliorare l'immagine dello sport in Italia, anche in vista della candidatura per manifestazioni di carattere internazionale.«Questo importantissimo provvedimento di iniziativa parlamentare, che ha trovato il mio convinto e concreto appoggio - ha commmentato il ministro per gli Affari Regionali, il Turismo e lo Sport Piero Gnudi - consentirà di avviare a realizzazione nuovi impianti sia per il calcio che per altri sport, senza che ciò produca alcun onere aggiuntivo per la finanza pubblica». La procedura per localizzare le nuove strutture La localizzazione delle aree individuate per le nuove strutture, che va supportata da uno studio di fattibilità, avviene su iniziativa del soggetto proponente o del comune, mediante intesa tra le parti. Entro 90 giorni dalla presentazione dello studio, l'autorità comunale competente promuove un accordo di programma. I pareri e gli altri atti di assenso delle autorità competenti alla tutela dei vincoli sono acquisiti nella conferenza di servizi convocata per raggiungere l'accordo, alla quale si applica la disciplina prevista dalla legge 241/90, anche quanto agli effetti del dissenso. Resta ferma l'applicazione della disciplina in materia di valutazione di impatto ambientale e di aree naturali protette. Se l'area individuata è di proprietà del comune, essa (o il relativo diritto di superficie) può essere ceduta, a titolo oneroso, al soggetto proponente, tramite assegnazione diretta. Strutture sportive scolastiche nello stesso Comune La legge sugli stadi che ha ottenuto il via libera della Commissione della Camera prevede poi che il progetto per la realizzazione di nuovi impianti sportivi o complessi multifunzionali debba prevedere un piano per la realizzazione di strutture sportive scolastiche nello stesso comune e debba garantire la fruibilità di spazi per le persone disabili. L'affidamento diretto della proprietà da parte del Comune I Comuni possono cedere, a titolo oneroso, la proprietà degli impianti già esistenti (o il relativo diritto di superficie) e le strutture funzionali o pertinenziali alle società sportive che ne abbiano l'uso prevalente, attraverso affidamento diretto. L'acquirente deve garantire, mediante apposita convezione e per un periodo non inferiore a 10 anni, l'uso delle strutture per lo svolgimento di attività sportive, commerciali e ricettive connesse, ricreative e di spettacolo cui gli impianti sportivi sono destinati. Nell'atto di cessione, si può prevedere un ampliamento edificatorio delle cubature che insistono sull'area interessata.

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