13 luglio 2012

MODELLO CARIOCA

Spari durante i caroselli per
la conquista della Coppa del Brasile. La polizia sta cercando
i responsabili tra i tifosi rivali del Corinthians

san paolo
Almeno sette persone sono state uccise a colpi di arma da fuoco, la notte scorsa a San Paolo, durante i festeggiamenti per la vittoria della Coppa del Brasile da parte del Palmeiras. La polizia - secondo cui altre due persone sono rimaste ferite e trasportate in ospedale - ha informato che alcuni uomini in moto e auto avrebbero iniziato a sparare in direzione di un gruppo di tifosi che commemorava nella zona di Osasco. Finora non sono stati effettuati arresti.

Fonti delle polizia hanno fatto sapere che a sparare potrebbero essere stati sostenitori del Corinthians organizzatisi per una spedizione punitiva nei confronti della "torcida" arci-rivale. Durante i festeggiamenti di ieri notte, ci sono stati violenti scontri anche tra simpatizzanti del Palmeiras e forze dell'ordine, soprattutto a Perdidez, nella zona ovest di San Paolo. Continuano quindi ad essere terrificanti i numeri dei morti in Brasile per la violenza negli stadi o comunque legata al calcio: nel solo 2011 nel paese che ospiterà i prossimi Mondiali ce ne sono stati di più che il totale registrato dall'Italia in tutta la sua storia `pallonara´. Infatti nel 2011 in Brasile ben 31 persone hanno perso la vita in scontri fra teppisti ultras o con la polizia. È un numero superiore di sette unità al totale - 24 decessi - registrato in Italia in tutta la sua storia.

Secondo queste agghiaccianti statistiche della violenza nel calcio pentacampione del mondo, una lunga striscia di sangue che, da Sergipe, Minas Gerais, Ceara', San Paolo, Rio De Janeiro, Bahia, Paraiba e Pernambuco, ha coperto tutte le regioni del paese, gli ultimi anni sono stati particolarmente violenti in Brasile: 14 morti nel 2007, 9 nel 2008, 11 nel 2009 (ma c'è chi sostiene che siano stati 21), 19 nel 2010, fino ad arrivare ai 31 del 2011. Nel 2012 con i sette di ieri si è arrivati a 18 e si è a poco più di metà dell'anno. Numeri altrettanto preoccupanti erano stati quelli evidenziati dall'inchiesta pubblicata nel marzo scorso dal quotidiano sportivo Lance, che portavano a 155 il totale dei morti in Brasile per la violenza negli stadi dal 1988 ad oggi. La media, spaventosa, è di più di 6 morti all'anno. Quindi altro che "calcio samba": in Brasile è allarme, ed il calcio da tempo non è più una festa. La Fifa, a due anni dal Mondiale, ne tenga conto, e lo stesso vale per chi dovrà occuparsi di ordine pubblico.
http://www3.lastampa.it/sport/sezioni/calcio/lstp/462177/

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