24 luglio 2012

A VICENZA

Vicenza. Tempi difficili. Non solo perchè il Vicenza, reduce dalla retrocessione, oscilla tra la serie B e la Prima divisione. Non solo perchè il futuro è contraddistinto da grande incertezza. Ma anche perchè la prima uscita stagionale dei biancorossi è stata contrassegnata dalla dura contestazione di un gruppo di ultras (i non tesserati) nei confronti della proprietà. E la frattura, ormai è evidente, non è ricomponibile. Spinte/1. Che l'aria non fosse delle migliori si era già visto prima della gara, quando c'era stato un serrato confronto tra Massimo Masolo, presidente del Vicenza e un gruppo di tifosi con in testa Giorgio Carrera. I toni erano molto accesi, le... distanze di sicurezza non venivano rispettate e qualche mano non era esattamente in tasca. E poi? «E poi - afferma Carrera - io non ho spinto nessuno. Perchè sono un uomo libero, amo l'espressione verbale e odio la violenza». Spinte/2. Sulla vicenda interviene anche Masolo, che dice: «Nella concitazione può essere che Carrera sia venuto a contatto con me, anche perchè discutevamo in posizione molto ravvicinata, però di sicuro nulla di intenzionale da parte sua, i toni erano senza dubbio assai accesi ma non ho subito nessun tipo di gesto violento ed anzi ad un certo punto Giorgio si è interposto tra me ed altri tifosi che mi si stavano avvicinando in modo minaccioso». Dolore. Resta comunque il fatto che l'episodio di domenica si è concluso in pochi minuti. Quel che non finisce, invece, è una contestazone che rende l'aria pesante. Come se ne esce? Carrera ha una sua ricetta. «Cassingena deve andersene. E a Preto l'ho già detto. Io voglio urlare il mio dolore verso una società che non è una società perchè ci sono degli incompententi con la I maiuscola. Il Menti è qualcosa di straordinario, la squadra che ci gioca deve essere gestita da gente competente». Imprenditoria. Le valutazioni di Carrera sono soggettive. Ma un dubbio sorge, ed è oggettivo. A prescindere da ogni valutazione su meriti e demeriti, chi potrebbe farsi avanti per rilevare questa società? «Premetto che questi dirigenti devono dire: “abbiamo fallito, ecco le chiavi delle società, ci accolliamo i debiti e chiediamo scusa”. Io ho parlato con degli imprenditori, che mi hanno detto che il Vicenza non è comprabile perchè non si conosce l'ammontare dei debiti. E io non voglio che una storia straordinaria che va avanti da 110 anni diventi la barzelletta d'Italia. Voglio che questa città si ribelli e che si torni a quei fasti che la tifoseria merita». Nobile provinciale. A giudizio di Carrera un ruolo importante potrebbe essere svolto dalla cooperativa di tifosi. «Al futuro penseremo noi, con gli industrali che vorranno mettersi al nostro fianco. La Nobile Provinciale non vuole fare un'azione di invasione, ma di promozione. Vogliamo andare nelle scuole, negli oratori e nelle piccole società per raccogliere la passione di tutti. Non possiamo perdere questo patrimonio d'amore. Perchè per me il futuro è roseo. Anzi, no: biancorosso».
Giancarlo Tamiozzo

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