20 giugno 2011

A VERONA

Verona. Tuffi nella fontana, fumogeni gialli, trombe, bandiere al vento, clacson impazziti. Tutto secondo copione per la festa spontanea esplosa nel cuore della città dopo il triplice fischio finale della sfida dell'Arechi fra Salernitana e l'Hellas, ieri sera alle 20. Unica variante: il blocco che i vigili urbani, già da metà pomeriggio, hanno messo prima dei Portoni della Bra e in via degli Alpini. Nel salotto buono della città, per vivere come un rito collettivo la partita decisiva, si arrivava solo a piedi, al massimo in bicicletta.
TRAFFICO IMPAZZITO. Una scelta che ha giovato al clima in cui supporters gialloblù, famiglie e turisti incuriositi hanno potuto seguire la partita, davanti al maxischermo piazzato sulla scalinata di Palazzo Barbieri oppure con l'auricolare della radiolina o del cellulare infilato nell'orecchio. A promozione acquisita, però, quando anche chi aveva scelto di soffrire a casa ha deciso di salire sullo scooter o in auto per raggiungere la Bra, il blocco del traffico si è fatto sentire. Come api impazzite mosse da un pifferaio invisibile, scooter e motorini hanno continuato a girare in tondo alla ricerca di un varco. Le auto agghindate con le bandiere gialloblù hanno affrontato all'infinito il "percorso" di corso Porta Nuova: avanti e indietro, senza sosta, per urlare al mondo l'orgoglio di una città che torna nel calcio che conta. Una caotica confusione durata fino a tarda notte. Con qualche concessione di troppo: perchè calpestare con gli scooter le aiuole?
LA FESTA IN BRA. Come da programma, il maxischermo montato sulla scalinata del municipio si è acceso alle 17. Una posizione che ha provocato non poche critiche. Per le dimensioni del monitor, che ai più non è apparso così maxi, e soprattutto per il disturbo provocato dal sole. Si vedeva poco e male, ma questo non ha rovinato il clima da stadio creato dai "butei" della curva, che si sono comportati come fossero allo stadio. In mezzo a loro intere famiglie, bambini con la divisa d'ordinanza dell'Hellas, le ragazze gialloblù, bandieroni e - va detto - qualche bottiglia di birra di troppo.
LA DIRETTA AL BAR. Un clima da stadio che faceva da contraltare a quello, più compassato, che si viveva sotto i tendoni, sul Liston, dove alcuni locali pubblici si sono attrezzati in stile Mondiali di calcio: televisore all'aperto e clienti che consumavano e assistevano alla partita. Per motivi tecnici, fra le immagini trasmesse dai televisori dei bar e il maxischermo c'era un ritardo di un secondo, per cui le urla di approvazione o gli «ohhh» di delusione dei tifosi attraversavano la Bra come una «ola».
L'ESPLOSIONE. L'arbitro non fa in tempo a fischiare per la terza volta che già i primi tifosi sono con i piedi a mollo nella fontana. Un battesimo laico, in nome del dio pallone, cui il supporter in servizio permanente effettivo non può sottrarsi. Ma a cercare un po' di refrigerio e a scaricare la tensione vanno anche adulti e qualche padre di famiglia. E poi fiato alle trombe. Cori da stadio, sberleffi agli avversari appena fregati e qualche bestemmia a condire il tutto. Eppure è solo un gioco.P.COL.

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