14 giugno 2011

VANDA PAPARELLI

Vanda Del Pinto, 61 anni, vedova Paparelli, era accanto al marito Vincenzo in quel tragico derby del 28 ottobre 1979, quando il tifoso laziale venne ucciso all’Olimpico da un razzo sparato dalla curva opposta. Per il trentennale della tragedia, la signora Vanda si raccontò ricordando come il dolore l'avesse provata lasciandole però nell'affetto dei romani e dei tifosi laziali il coraggio di continuare: «Non ho mai chiesto niente a nessuno da quando mi venne tolto Vincenzo. Ciò che abbiamo ricevuto, in termini di aiuti concreti, è sempre stato il frutto della solidarietà spontanea della gente» , disse in un’intervista rilasciata per il libro Cuore Tifoso. I funerali si svolgeranno domani alle 11 presso la Parrocchia Santa Maria Causa Nostrae Laetitiae, nel Villaggio Breda, a Torre Gaia sulla via Casilina. La salma sarà tumulata nel cimitero di Prima Porta, accanto a quella del marito Vincenzo. «La Fondazione Gabriele Sandri - si legge in una nota del presidente Cristiano Sandri - partecipa al cordoglio della famiglia Paparelli esprimendo sentite condoglianze al figlio Gabriele ». La sede domani sarà chiusa per lutto.

ROMA - Novant’anni oggi, è nato con la Lazio. Novant’anni su 111 di storia laziale, è una vita biancoceleste quella di Uber Gradella. Sguardo intenso, un sorriso timido e accennato, le braccia alzate per arpionare i palloni, le scarpette che servivano da trampolino per volare da un palo all’altro. Le sue foto in bianco e nero sono immagini incancellabili, le sue foto con Silvio Piola sono un poster enorme, raccontano di una Lazio giovanissima. Uber Gradella, il decano della Lazio, compie 90 anni, è nato a Mantova il 14 giugno 1921 e il 14 giugno 2011 è dedicato alla sua festa. La Polisportiva, sempre attenta al legame con la storia e i suoi personaggi, gli renderà onore alle 18 in un gala che coinvolgerà miti e glorie. Ha raccolto le firme di tanti portieri biancocelesti del passato, di 7-8 generazioni diverse, per omaggiare Gradella. «C’è la gioia di poterlo festeggiare, abbiamo raccolto consensi commossi. Nessuno al mondo fa certe cose, la famiglia Lazio sì» , ha detto il presidente Antonio Buccioni.
I RICORDI - Gradella sposò la Lazio nel 1940, c’era Piola, arrivò sino in Nazionale. In biancoceleste ha collezionato 163 presenze lungo 9 anni di militanza, la Lazio per lui è da sempre un amore. Nel 1946, dopo la Seconda Guerra Mondiale, non c’erano soldi e la società anziché pagargli l’ingaggio lo aiutò ad aprire un negozio per permettergli di guadagnare, nacque così il mitico marchio “Gradella Sport”. Era figlio di un calzolaio, non smette di ringraziare la Lazio: «Mi ha permesso di avere un futuro». Dovette interrompere la carriera a 28 anni per colpa di un grave infortunio ad un ginocchio.
Quando tornò in porta c’era Sentimenti IV, il posto era occupato, lo voleva il Milan, ma Uber disse no: «Lazio oppure niente».
PIOLA - L’amicizia con Piola era vera, un giorno Silvio lo difese. Uber beccò un gol evitabile, fu bacchettato nello spogliatoio, Piola si alzò e disse:«Basta, mister. Accusi anche me, ho fatto due errori, valgono quanto il suo». Gradella l’ha sempre ricordato come «il più grande giocatore col quale e contro il quale abbia mai giocato». Uber è un portiere che si alzava alle 8 per allenarsi e che allo stadio, prima del derby, andava in tram in mezzo ai tifosi laziali e romanisti. Altro calcio, altri uomini.

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