25 giugno 2011

SALERNO

Fonte: La Città di Salerno - Pasquale Tallarino
© foto di Image Sport/TuttoLegaPro.com
Ultras in piazza. In 100 unitá, dopo il tam-tam del mattino, si sono dati appuntamento ieri sera davanti Palazzo di Cittá. Era anche il giorno del consiglio comunale: non c’era la Salernitana tra gli argomenti all’ordine del giorno ma c’hanno pensato i supporters, col sit-in pacifico, a portare i granata e la crisi societaria all’attenzione dell’opinione pubblica. I tifosi ce l’hanno con Lombardi, "perché siamo stanchi della cattiva gestione societaria - hanno scritto nel comunicato stampa che è rimbalzato su internet in giornata, preparando all’adunata - Salerno non può assistere senza reagire all’ennesima presa in giro". E ancora: "Si sta speculando sulla passione di chi per la Salernitana ha dato sempre tutto. Eravamo in 30mila per la finale playoff, ma adesso comincia la partita più importante, l’appuntamento cruciale per le sorti della nostra squadra. C’è in palio la sopravvivenza". Lanciando cori rabbiosi, accompagnandosi con sciarpe, immaginando nuove iniziative di protesta (corteo cittadino e viaggio in Cilento, nell’eremo del patron) gli ultras hanno voluto dare un segnale di presenza e di vigilanza.
Non è passata sotto traccia, però, la scelta del posto dove organizzare il sit-in. Stavolta non è stato l’Ance, luogo di lavoro di Lombardi, più volte contestato a Torrione l’estate scorsa, durante il campionato e pure ieri l’altro, quando una cinquantina di tifosi autonomi, aiutandosi con facebook, ha deciso di fare tappa all’Ance per mettere pressione e meditare prossime iniziative di protesta. Un anno dopo, gli ultras hanno cambiato fronte: gridano il proprio disappunto, chiedono a Lombardi di fare chiarezza, ma lo gridano sotto i portici del Comune. Con il sindaco Vincenzo De Luca non si sono incrociati (era andato via un’ora prima del sit-in), né con l’assessore allo sport Maraio. Son passati, invece, alla spicciolata i consiglieri Buonaiuto, Celano e Cammarota, incuriositi dal frastuono. Che aveva anche un obiettivo non tanto velato. Spingere De Luca a vigilare. Prima dei playoff, l’avevano visto incoraggiare la squadra e spronarla a perseguire un obiettivo, un sogno, "perché - diceva - potrebbero aprirsi scenari importanti per il futuro della Salernitana". E adesso qual è lo scenario? Il futuro societario è tutto da scrivere. Per le carte federali, comincia oggi col bonifico degli stipendi ai tesserati, aprile compreso.
Scadenza imprescindibile, altrimenti si rischia di aggiungere una nuova penalizzazione a quella giá sul groppone per le inadempienze dello scorso anno. Entro il 30 giugno, servono 2,9 milioni, cifra che Lombardi assicura di poter garantire: comprensiva di contributi Enpals, ritenute Irpef e poi la fideiussione di 600mila euro da girare alla Lega Pro, a garanzia dell’iscrizione al campionato di Prima Divisione. C’è da definire, tra le altre cose, la questione del debito Iva più Irap con l’Agenzia delle Entrate: 1.300.000 mila euro da rateizzare dopo la presentazione della polizza fideiussoria. Il futuro tecnico? Ad oggi, concentrato in una dichiarazione lampo di Ezio Capuano, che i rumors tirano in ballo proprio come accadeva l’anno scorso. Il vulcanico Eziolino Capuano: "Preferirei i granata al Barcellona". L’ennesima dichiarazione d’amore del tecnico che, più di una volta in passato, è stato vicino alla Salernitana. Lo scorso anno sembrava fatta, poi il ballottaggio fu vinto da Breda. Capuano, ora, torna nuovamente a sperare. Finirá come ogni anno?

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