Come tutte le cose della vita, anche questa ha un suo alfa e omega. Un inizio ed una fine. Le cose nascono, come gli amori, ammantanti da un afflato di passione, di ingenuità, di entusiasmo, di voglia di scoprire, scoprirsi e conoscere. E raccontare. Ultrasblog ha percorso la medesima parabola della metafora amorosa: è nato in un momento in cui era necessario che l'amore e la consapevolezza per un mondo, quello ultras e non solo, che stava disgregandosi era ad un culmine di consistenza. E' cresciuto in questi anni grazie alla cocciuta abnegazione di Vincenzo e poi in minima parte per il mio umile contributo e quello di Simone. Ha raccontato, scoprendosi sempre più innamorato, delle cose, delle persone che fanno quello di cui raccontiamo. Delle loro storie. Delle ingiustizie, Dei drammi. Delle cazzate. Degli errori. Delle gioie e delle vittorie. De libri e delle leggi. Dei ragazzi di stadio e di strada che se ne sono andati. Di quelli che non dimenticheremo mai. Ma sopratutto di tutti coloro che ci hanno letto e sostenuto e criticato. Poi la fiamma ha iniziato ad affievolirsi. Non riuscivamo più a capire, a comunicare cosa realmente stava accadendo. Ne siamo stati travolti sebbene abbiamo da sempre cercato di individuare le cause del declino. Di capirlo e di discuterne.
Ma negli ultimi tempi la stanchezza, la disillusione, il pragmatismo hanno iniziato a farci vedere le cose in un modo differente. Credo che siamo riusciti nell'intento, insieme a migliaia di altri, di creare una voce critica, aprioristica, libera riguardo la repressione ma anche di autocritica nei confronti del medesimo mondo ultras che noi tutti abbiamo vissuto dall'interno per decenni. Con le sue demonizzazioni, esasperazioni e contraddizioni. Non abbiamo mai omesso nulla, ci siamo sempre firmati ed esposti in prima persona rappresentando null'altro che una nostra personale opinione sui fatti del mondo.
Ma adesso siamo stanchi. E lasciamo ad altri il testimone. Sappiamo che molti non hanno perso la voglia di lottare. Noi saremo con loro. Su ogni fronte dove crediamo che sia giusto lottare per difendere i propri diritti e per conquistarseli.
Abbiamo parlato degli ultras ma anche dei precari, dei disoccupati, dei terremotati, degli scandali, degli infami, del disegno macro-politico-economico che si cela dietro una volatile e contraddittoria tessera magnetica.
Oggi ultrasblog chiude. Troppe cose non funzionano più. Da qualunque parte la si guardi, non abbiamo bicchieri mezzo pieni o mezzo vuoti. Abbiamo pinte scolate e bottiglie rotte di cui i cocci rimarranno per sempre conficcati nelle nostre carni. E nei nostri cuori.
Le parole negli epitaffi sono sempre troppe o troppo poche.
Non null'altro da aggiungere. E' un momento triste e gioioso al contempo.
Abbiamo lottato, abbiamo scritto, abbiamo pianto e gioito.
Abbiamo vissuto
un grazie a Vincenzo per l'ospitalità e al condivisione
un abbraccio a Simone per la sua forza e il suo coraggio
Un abbraccio a tutti
ultras, oppressi, disperati e uomini liberi
Domenico Mungo
7 commenti:
Ragazzi perchè chiudete??? Siete la nostra fonte di cultura adesso dove prendiamo noi giovani "aspiranti" ultras notizie vere e in maniera costante scritte da voi? vi chiedo di ripensarci su siete l'unica fonte dove un ragazzo di appena 17 anni cerca di farsi una cultura...spero che cambiate decisione
Anch'io spero possiate cambiare decisione. Ho comprato giusto sabato il libro "noi odiamo tutti" e sto leggendo con interesse l'archivio del blog, mi auguro che almeno quello rimanga on-line, quanto meno a testimonianza del grande lavoro che avete fatto in tutti questi anni.
spero anche io che la vostra decisione venga rivista...sarebbe straziante veder chiudere uno dei pochi blog davvero libero e lontano dai falsi moralismi e dalle dottrine di comodo..
la fiamma della liberta' e della verita' non puo' spegnersi!!!
cristian ultras alzano
Rispetto per Voi e per la Vostra decisione.
Grazie di tutto, un abbraccio
Ci vediamo nelle strade, sempre in direzione ostinata e contraria
Francesco
per favore non chiudete
Ciao Domenico...sono Maurizio di Ge, ci siamo incontrati tempo fa a piacenza, mi spiace molto per la vostra decisione di chiudere, spero ci ripensiate davvero, anche se credo che avete dei buoni motivi, che forse, avete omesso...dopo aver rimosso...a buon intenditor...un sincero abbraccio...
“…e malati di postmodernità rivendicarono il loro diritto ad essere la storia minima del secolo breve e del nuovo millennio"
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