5 giugno 2011

ODIO ETERNO AL CALCIO MODERNO

ROMA, 5 giugno - In mattinata incontro a sorpresa per affrontare l'emergenza del Calcioscommesse: Giancarlo Abete, presidente della Federcalcio, è andato questa mattina al Coni a studiare gli sviluppi della situazione con il presidente, Gianni Petrucci, e il segretario generale, Raffaele Pagnozzi. Segui la diretta della giornata.

18.09 ACCUSE AL SIENA
Il Siena avrebbe pagato direttamente i giocatori del Sassuolo per vincere la partita (poi finita 4-0). È quanto emerge dalle carte dell'inchiesta sul calcio scommesse della procura di Cremona, per la quale sono già finite in carcere 16 persone, tra cui Beppe Signori. Dopo l'Atalanta, la cui posizione si sarebbe aggravata dopo le ammissioni degli indagati nel corso dell'interrogatorio di garanzia, ora è il Siena che viene chiamato direttamente in causa da uno degli arrestati, quel Massimo Erodiani ritenuto dagli inquirenti una figura centrale dell'intera inchiesta. «Erodiani affermava che il Siena - scrive il Gip Guido Salvini - aveva pagato da parte sua altri giocatori del Sassuolo». Parole contenute nella telefonata che è riportata nelle carte, del 24 marzo 2011, tra Erodiani e Marco Paoloni, in cui quest'ultimo sottolinea che se le cose stanno così è inutile andare avanti nel tentativo di trovare un accordo con i giocatori del Sassuolo e pagarli. Erodiani: «Comunque si vocifera che hanno preso pure i soldi dal Siena eh» Paoloni: «ah si?» Erodiani: «Sì» Paoloni: «addirittura...» Erodiani: «quindi vedi un po' quindi». Paoloni: «allora se è cosi lasciamo perdere, cioè nel senso senza che pure glieli devi dare agli altri». A chiamare il causa la società è anche Antonio Bellavista, l'ex capitano del Bari finito in carcere. «Erodiani chiedeva a Bellavista se avesse sentito anche i giocatori del Siena - scrive il Gip - e questi rispondeva che stava cercando di contattarli. In particolare aveva chiamato Stefano Bettarini affermando che il Siena si era mosso di persona e che al momento i giocatori del Sassuolo d'accordo erano Quadrini, il portiere e il centrale».

17.34 LA FIGC SI MUOVE
Inasprimento delle pene per le scommesse e l'illecito sportivo, e soprattutto tolleranza zero contro l'omertà, ovvero i casi di omessa denuncia, con un aumento delle sanzioni. Sono alcune delle misure allo studio della Federcalcio, dopo lo scandalo del calcioscommesse.

16.50 OGBONNA: «NON CREDO A CAMPIONATO DI B FALSATO»

16.20 GALANTE: «'FABIO IL BELLO' NON SONO IO»
"Fabio il bello non sono io. Dispiace leggere queste insinuazioni e tutto ciò che sta succedendo. Ci sono delle persone che tirano in ballo nomi di calciatori solo per far vedere di avere conoscenze". Intervistato da Radio Sportiva, Fabio Galante, ex difensore dell'Inter, sottolinea di non essere coinvolto nell'inchiesta della Procura dui Cremona e di non essere lui il personaggio, chiamato appunto 'Fabio il bellò, di cui si parla in alcune intercettazioni. "Io non ho mai scommesso in vita mia - dice ancora Galante -. Fino a due giorni fa non sapevo nemmeno cosa fosse un Under o Over. I soldi vanno sudati, bisogna guadagnarseli con il lavoro". Comunque Galante ammette di conoscere una delle persone coinvolte nell'inchiesta, ed attualmente in carcere, l'odontoiatra di Ancona Marco Pirani. "Lo conosco, lui frequenta il mondo del calcio e tifa Inter - dice Galante -. Ma non avrei mai pensato che si occupasse di tutte queste cose. E da due anni che non lo sento". Poi una divagazione sul calciomercato: "in questo periodo è normale che ci siano tanti movimenti di mercato - dice -. La Juve però dovrebbe muoversi molto bene perchè deve recuperare il gap da Milan e Inter. Servono soprattutto giocatori di qualità".

16.05 RAVENNA SI DIMETTE PRESIDENTE ONORARIO
Il presidente onorario del Ravenna Calcio, Vidmer Mercatali, senatore del Pd ed ex sindaco della città romagnola, ha rassegnato le dimissioni dalla carica che occupava nella società sportiva giallorossa. "Sono dispiaciuto e amareggiato per ciò che sta succedendo al Ravenna Calcio - ha precisato in una lettera -. Stanno emergendo gravi e pesanti responsabilità individuali e personali per reati che, se accertati, dovranno essere perseguiti in modo chiaro e netto. Personalmente ho piena fiducia nella magistratura e sono certo che il 'marciò verrà fuori nell'interesse del calcio, che è uno sport troppo bello per essere rovinato - ha proseguito -. Mi sono impegnato come volontario nel Ravenna Calcio perchè con Gianni Fabbri", presidente della società e indagato a piede libero nell'ambito dell'inchiesta cremonese, "condivido un rapporto di amicizia e il progetto sportivo del Ravenna Calcio era ed è uno straordinario progetto, che coinvolge tante società e tanti bambini e ragazzi". Anche perchè, ha proseguito Mercatali nella missiva, "sono convinto che tutti i politici debbano, oltre che in politica, impegnarsi nella società se vogliono bene al loro Paese. Spero e mi auguro che il progetto del Ravenna Calcio messo in piedi in questi anni continui anche dopo questo salutare terremoto - ha sottolineato ancora -. Personalmente mi auguro che Gianni Fabbri e la società siano estranei alle vicende sulle quali si sta indagando e auspico si faccia chiarezza al più presto. Con questa mia lettera - cocnclude - rassegno le dimissioni da presidente onorario del Ravenna Calcio con grande amarezza e dolore perchè io al Ravenna Calcio ho voluto e voglio bene". Primo a chiedere le dimissioni di Mercatali già mercoledì scorso poche ore dopo i primi arresti era stato il consigliere comunale del Pdl Maurizio Bucci che ora ha definito la scelta del senatore di "colpevole ritardo". Anche Alvaro Ancisi, capogruppo della lista civica d'opposizione 'Per Ravennà, aveva sollevato perplessità sull'opportunità per Mercatali di rimanere nella società. Ieri infine il sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci, compagno di partito di Mercatali, in una nota aveva ribadito che l'indagine della Procura di Cremona "è di grande spessore e fa intravedere, per ora, scenari criminali gravissimi. Insomma questa inchiesta è il contrario di una bolla di sapone destinata a finire nel nulla", aveva sottolineato facendo chiaro riferimento alle parole che Mercatali aveva usato subito dopo gli arresti.

16.00 CONSORTE: «SPERO NON SIA VERO»
"Spero sinceramente che non sia vero, mi dispiacerebbe. Lo dico perchè il calcio ha già problemi enormi, le squadre hanno livelli di indebitamento molto alti". Questo il commento dell'ex manager di Unipol, ora presidente di Intermedia, Giovanni Consorte, sull'inchiesta del Calcioscommesse. "Il calcio è uno sport popolare - ha detto Consorte all'ANSA - se la gente vede che le cose non sono portate avanti in modo corretto si disinnamora e si allontana". La vicenda su cui indaga la Procura di Cremona sta riguardando la città di Bologna, che pare essere la base di uno dei principali gruppi coinvolti. Proprio sotto le Due Torri l'ingegnere di Chieti, dopo l'uscita da Unipol, ha fondato la sua banca d'affari. E nell'ultimo anno si è occupato proprio di calcio, con il risanamento e il salvataggio finanziario del Bologna Fc. Consorte, interpellato quindi sull'argomento che coinvolge la città, ha premesso di non aver seguito la vicenda nei dettagli: "Non ho elementi. Ma mi pare che Bologna sia il centro soprattutto perché qua c'è il nome più importante (Beppe Signori, che risiede a Bologna, ndr). Ma che ci siano altre città". Lui che da poco si è dimesso da presidente di Bologna 2010, controllante del club rossoblù, ha spiegato di essersi sempre occupato di aspetti "societari e non sportivi". E se la partita con il Brescia, persa per 3-1 dagli uomini di Malesani e finita nelle intercettazioni è tra le gare considerate 'sospettè, il numero uno di Intermedia ha ricordato che "il Bologna ha perso cinque partite di fila, ha rischiato di retrocedere. Mi pare che fossero cotti i giocatori. E il Brescia poi è retrocesso".

15.20 INTERESSI CLAN SUL MONDO DEL CALCIO
I rapporti tra clan di Secondigliano, quartiere della periferia di Napoli, e alcuni giocatori e procuratori sportivi sono al centro dell'informativa dei carabinieri di Castello di Cisterna (Napoli) di cui riferisce Il Giornale. "Le indagini hanno permesso di accertare il coinvolgimento nel mondo delle scommesse clandestine e quindi di partire truccate di diverse squadre di calcio di serie semi professionistiche le quali attraverso la complicità di alcuni calciatori e procuratori legali comunicano al clan degli Scissionisti l'esito della partita (c.d. partite truccate) onde consentire ad alcuni elementi di spicco del clan di puntare ingenti somme di denaro", scrive il quotidiano, che cita anche l'episodio del presunto tour di Mario Balotelli nelle piazze di spaccio di Scampia, il quartiere reso celebre dal film 'Gomorra'. La presenza di Balotelli a Scampia - su cui è intervenuto anche il suo procuratore, Mino Raiola, smentendo qualsiasi coinvolgimento con il mondo del calcioscommesse - non riguarda, però, in alcun modo presunti casi di partite truccate che riguardano il calciatore attualmente in forza al Manchester City. Il Giornale riporta, inoltre, l'intercettazione di un boss della camorra a proposito di una soffiata per la partita Andria-Real Marcianise (Lega Pro, campionato 2010) che si conclude con la vittoria della squadra casertana a pochi minuti dalla fine proprio come anticipato al telefono nel corso del match dall'esponente del clan degli Scissionisti.

14.50 SINDACO BERGAMO: «COSA GRAVE PER ATALANTA»
Prende tempo il sindaco di Bergamo, Franco Tentorio, nel commentare l'inchiesta del calciocommesse che coinvolge Cristiano Doni e mette a rischio la promozione in serie A dell'Atalanta. "Aspetto di avere qualche notizia più chiara. Leggendo i giornali mi sembra che ci siano elementi estremamente modesti, ma la discriminante è se c'è una colpevolezza": spiega il sindaco, che ha un pedigree da Atalantino doc. Il padre, Luigi, ha infatti giocato 104 partite nella squadra di cui poi è stato vicepresidente per 25 anni. "Se c'è colpevolezza è grave per l'Atalanta e per lo sport bergamasco - aggiunge -. Se non c'è colpevolezza è gravissimo per l'immagine della squadra e dell'atleta. In ogni caso per l'Atalanta è una cosa grave". Non parla della manifestazione che i tifosi intendono organizzare per i prossimi giorni e nemmeno vuol sentire parlare di capri espiatori perche "la mania di persecuzione non ci appartiene". "In questa fase - dice Tentorio - la cosa più seria è aspettare i fatti che non ho ancora letto". E su questo, il sindaco avanza qualche critica. "Se ci fosse un pò più di riservatezza - osserva - saremmo tutti più seri. Le sentenze le fanno i magistrati giudicanti non i pm. E colpisce l'assoluta mancanza di prove dirette".

14.20 PIRLO: «SIAMO SCOSSI»

13.15 TIFOSI ATALANTA PREPARANO MOBILITAZIONE
Sono arrabbiati i tifosi dell' Atalanta, dopo che il nome della loro squadra è finito su tutti i giornali per la nuova inchiesta sul calcioscommesse e per difendere la loro società stanno preparando una mobilitazione. "Per i prossimi giorni a Bergamo - ha spiegato un tifoso storico, l'assessore regionale al Territorio Daniele Belotti - è in preparazione una mobilitazione dei tifosi che vogliono coinvolgere anche le istituzioni e gli ex giocatori dell' Atalanta". Per spiegare quanto sia tifoso l'assessore leghista, basti dire che ha scritto un libro dal titolo 'Atalanta folle amore nostrò e che nel suo ufficio in Regione ha in bella mostra un ritratto di Cristiano Doni, il capitano della squadra ora indagato. "È un dramma - ha detto -. Ci sono molta preoccupazione, tantissima indignazione e rabbia da parte dei tifosi verso la stampa nazionale che ha già condannato l'Atalanta. Di fronte a telefonate in cui non figura mai Doni hanno titolato tutti che la situazione è peggiorata senza dire perchè". La squadra, neopromossa in serie A, "non è la sola che ha da perdere - ha aggiunto Belotti - ma si sta centrando comunque tutto sull'Atalanta: il rischio è che stia diventando il capro espiatorio di tutti". E che alla fine "più che la giustizia sportiva prevalga quella mediatica" e ai bergamaschi si voglia dare una punizione "esemplare". Ed è per questo che da parte dei tifosi "c'è una difesa a oltranza della società e di Doni e indignazione verso la stampa nazionale".

13.10 CALCIOSCOMMESSE, SE NE PARLA IN GIUNTA RAVENNA
Il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci - confermato alle recenti elezioni amministrative - ha annunciato che martedì nella prima riunione di Giunta affronterà anche la questione relativa a 'Last Bet', l'inchiesta della Procura di Cremona che vede tra gli accusati anche sei persone legate alla squadra di calcio della città romagnola. Il tema verrà poi portato nel primo consiglio comunale di giovedì. "Io, il vicesindaco, i tre assessori confermati e i cinque assessori di nuova nomina - ha precisato Matteucci in una nota - siamo al lavoro da martedì scorso. Le turbolenze politiche di questi giorni non hanno minimamente inciso sulla piena operatività del nostro lavoro di amministratori. Martedì prossimo alle 15" ci sarà "la prima riunione della nuova Giunta. L'avevo predisposta" per impostare il "lavoro per i prossimi cinque anni", ha osservato. Ma oltre a questo tema si dovrà "affrontare l'argomento che ci è stato scaraventato sul tavolo dalla maxi-inchiesta della Procura cremonese: il futuro del Ravenna Calcio. Le dichiarazioni dell'avvocato, Alfonso Vaccari di Rimini, "e del direttore sportivo", Giorgio Buffone, in carcere a Cremona, "se le ho ben comprese, sono una prima conferma del quadro accusatorio". E così la giunta "affronterà le enormi implicazioni che gli effetti di quanto verrà accertato dalle indagini scaricheranno sulla città. Giovedì porterò io la questione calciopoli in consiglio comunale" in occasione della prima riunione. E per questo "sono molto dispiaciuto perchè la immaginavo come" un incontro dedicato "a ben altri temi. Oggi pomeriggio, con il turbamento profondo e l'amarezza che condivido con i tifosi della squadra, sarò allo stadio Benelli" dove il Ravenna si gioca la permanenza nella Prima Divisione contro l'Alto Adige. "In un giorno così amaro il dovere del sindaco è quello di esserci, e io ci sarò".

12.10 DENARO IN BANCA ANCONA
Potrebbero essere custoditi in una cassetta di sicurezza di un istituto di credito di Camerano (Ancona) parte del denaro contante e degli assegni frutto delle scommesse truccate per le quali il medico odontoiatra di Sirolo Marco Pirani è stato arrestato su ordine del gip di Cremona. L'indiscrezione (anticipata oggi dal Corriere Adriatico) è stata confermata in ambienti investigativi. La Squadra mobile di Ancona ha girato la segnalazione alla procura di Cremona, che conduce l'inchiesta sul calcioscommesse, ed è in attesa di indicazioni su come procedere. Allo stato non sono stati eseguiti sequestri. Agli atti dell'indagine c'è almeno un assegno transitato da un conto corrente di una banca di Camerano, ma il sospetto è che Pirani abbia depositato ben altre somme nella cassetta, che risulterebbe intestata ad un familiare. Con le sue rivelazioni sulle partite di serie A, B e Lega Pro truccate, il medico, ritenuto fra i protagonisti di vertice dell'organizzazione illegale, ha impresso un'accelerazione alle indagini, e martedì verrà interrogato dal pm Roberto Di Martino. "Ha fornito spiegazioni convincenti, e vuole dimostrare di non essere un criminale" ripete il difensore, l'avv. Alessandro Scaloni. Pirani dice di essere caduto nel meccanismo delle scommesse illecite per rientrare da un prestito fatto all'ex capitano dell'Ascoli Vincenzo Sommese, ora agli arresti domiciliari.

12.00 FIGC-CONI: «PIU' COLLABORAZIONE CON ORGANI STATO»
"Più collaborazione con gli organi dello Stato quali presidenza del consiglio dei ministri , monopoli e ministeri dell'Economia, interno e giustizia". È questo il senso di un comunicato congiunto diramato da Coni e Figc al termine dell'incontro di questa mattina per affrontare l'emergenza del Calcioscommesse. Questo il testo della nota: "Il Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Giovanni Petrucci, ha incontrato questa mattina al Foro Italico il Presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Giancarlo Abete, alla presenza del Segretario Generale del CONI, Raffaele Pagnozzi. L'incontro è servito per un'organica riflessione sugli sviluppi dell'inchiesta giudiziaria della procura della Repubblica di Cremona, anche in vista della riunione della Giunta Nazionale del CONI in programma domani, 6 giugno, con inizio alle 14.30. Nel ribadire il pieno e totale sostegno agli organismi inquirenti, CONI e FIGC hanno convenuto sulla necessità di rafforzare le forme di collaborazione tra soggetti preposti alla tutela dell'ordine statuale e quelli preposti all'ordine sportivo, in particolare la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dell'Economia (AAMS), il Ministero dell'Interno e il Ministero della Giustizia, al fine di mettere in funzione ulteriori strumenti operativi utili a contrastare il fenomeno delle attività illecite collegate alle scommesse. Il Presidente Abete, domani, comunicherà alla Giunta CONI il quadro delle immediate iniziative che la FIGC adotterà in previsione del Consiglio Federale, già programmato per il 9 giugno, per favorire quanto più possibile la celerità di tutti gli adempimenti connessi alle problematiche emerse negli ultimi giorni".
 

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