19 giugno 2011

LECCO-PRO PATRIA

LECCO - Dodici tifosi ultrà della Pro Patria e cinque della Calcio Lecco sono stati denunciati all'autorità giudiziaria per rissa aggravata, resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, porto di oggetti atti a offendere e altri reati minori. Diciassette in totale, dunque, i tifosi per i quali è stata proposta al Questore di Lecco, che la dovrà irrogare, anche la misura amministrativa del Daspo, ovvero il divieto di frequentare gli stadi con obbligo di firma, con tutta probabilità (l'entità della misura non è stata ancora definita) per i prossimi tre anni. Ma sarebbero ancora decine i tifosi, soprattutto della Pro Patria, in attesa di essere individuati e denunciati. Domenico Nera, responsabile della Digos della Questura di Lecco, prima di dare questi numeri, ha spiegato quali sono stati i fatti che hanno portato a tali provvedimenti. " Il 13 febbraio 2011 prima dell'incontro di Lega Pro Seconda Divisione Lecco-Pro Patria, i gruppi Ultras delle due squadre diedero vita a una mega rissa che coinvolse una novantina di persone. Circa 40 ultras della Pro Patria arrivarono a Lecco in treno lasciando le auto alla stazione di Sala al Barro, e si incolonnarono tentando di percorrere corso Matteotti, per raggiungere il Bar Stadio, luogo di ritrovo degli Ultras blucelesti. Il gruppo, immediatamente segnalato dalla Polfer, venne immediatamentte intercettato e deviato in via Balicco, per essere condotto allo stadio secondo il consueto percorso. Molto probabilmente, avvertito dal tam tam tra tifosi intercorso in settimana (via mail, facebook, o sms), su un possibile arrivo dei bustocchi, un gruppo di cinquanta tifosi del Lecco, percorrendo il passaggio pedonale che taglia gli edifici del Broletto e arriva alla rotonda delle Meridiane, ha preso la colonna di tifosi bustocchi in mezzo in uscita da via Balicco". Davanti e dietro gli agenti di Polizia. In mezzo l'“attacco” dei tifosi del Lecco che prese di sorpresa le forze dell'ordine. "Dopo essersi fronteggiati - spiega Nera - i due gruppi, arrivarono alle vie di fatto dando vita a una rissa pericolosa durata dieci minuti e aggravata dal numero di persone, a volto travisato, che fece uso di oggetti contundenti, molti dei quali sequestrati: spranghe, bastoni, pezzi di rame ricoperto a mo' di manganello, pietre, fibbie di cinture; oltre a pugni e calci. Il tutto comportò il ferimento lieve di uno dei tifosi della Pro Patria e di tre agenti tra Carabinieri, Polizia di Stato e Digos". A quel punto, l'inspiegabile: ai tifosi della Pro Patria venne concesso di tornare a casa senza che prima sottoporli a identificazione. «Tanti bustocchi decisero di tornare a casa andando a riprendersi le auto lasciate a Sala al Barro. Questo non fu occasionale: le modalità dell'arrivo furono “studiate”. Le auto lasciate a Sala per non farsele danneggiare, la sfida probabilmente lanciata giorni prima della partita... Trattenerli e identificarli dopo la rissa avrebbe richiesto molto personale che doveva, invece, presidiare lo stadio dove, rientrati gli ultras del Lecco, la situazione era ancora tesa vista la presenza di altri tifosi della Pro Patria sugli spalti».

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