13 giugno 2011

GIUSTIZIA PER AZIZ

BERGAMO - Gabriele Sandri, Stefano Cucchi, Federico Aldovrandi. Portano i loro nomi alcuni dei casi giudiziari più oscuri dell'Italia degli ultimi anni: giovani che hanno perso la vita, uomini delle forze dell'ordine che finiscono sotto inchiesta, accusati della loro morte.
Ora, un nuovo caso si inserisce su quella scia: è quello del 18enne Aziz Amiri, morto da innocente lo scorso 6 febbraio 2010 a Mornico al Serio, in provincia di Bergamo. La sua fine è stata etichettata come "omicidio controverso" addirittura da Hillary Clinton, in un rapporto annuale del Dipartimento di Stato americano dedicato al rispetto dei diritti umani.


Cosa accadde. Il 6 febraio 2010 Aziz Amiri è seduto in macchina dal lato del passeggero. Alla guida c'è un suo connazionale: tenta di sfuggire ai carabinieri, ha 30 grammi di cocaina nella macchina. Sperona l'auto dei militari (in borghese); uno di loro cade a terra, si rialza, infila il braccio all'interno della macchina attraverso il finestrino abbassato, parte un colpo. Amiri muore, il guidatore - disarmato - riesce a scappare a piedi.
La procura di Bergamo apre un'inchiesta, e il carabiniere che ha sparato viene indagato per omicidio colposo. Sostiene che il colpo sia partito accidentalmente, ma sono molti i punti oscuri: secondo un testimone i colpi sparati sarebbero stati due o tre.
C'è stato abuso di potere da parte del carabiniere? Presto il Gip Bianca Maria Bianchi prenderà una decisione: restituire gli atti alla procura, aprire un processo, o chiudere il caso.
"È doveroso fare luce sulla morte di Amiri - dicono l'avvocato Tatiana Burattin e il procuratore Paolo Bulleri, che difendono e rappresentano la famiglia della vittima - Chiediamo di sapere la verità su quello che è successo. Oltretutto Amiri era il passeggero e cioè una persona innocente".
E' la dinamica dello sparo a non essere chiara. I due ragazzi non erano armati: perchè il carabiniere è arrivato così vicino a loro con un'arma in pugno? "Si poteva intimare ad Amiri di uscire dalla vettura senza doversi avvicinare a una distanza", ha scritto Alberto Riccadonna sulla sua relazione tecnica. E ancora: come ha fatto il guidatore a fuggire a piedi, senza che i carabinieri lo ferrmassero?
L'ipotesi avanzata anche dal Dipartimento di Stato americano parla di "uso sproporzionato della forza". Starà all'eventuale processo fare luce su come siano andate le cose quella sera.

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