5 giugno 2011

DONI

Il capitano atalantino Cristiano Doni potrebbe fare i conti con un’altra inchiesta, in questo caso tutta sportiva. Il procuratore federale Stefano Palazzi infatti nei giorni scorsi ha chiesto alla Procura di Bergamo gli atti dell’interrogatorio al quale Doni è stato sottoposto lunedì 14 febbraio nell’ambito delle indagini sugli ultrà violenti. Il pm Carmen Pugliese aveva ascoltato il capitano come persona informata dei fatti, per chiarire che tipo di rapporti aveva con gli ultrà atalantini, molti dei quali indagati anche per reati molto gravi come “associazione a delinquere”. Nelle intercettazioni si era scoperto che Doni, in compagnia di Bellini, Tiribocchi e Acquafresca aveva fatto visita a due ultrà agli arresti domiciliari per gli incidenti di Atalanta-Catania del 2009. L’inchiesta penale nei confronti degli indagati (non Doni) sta continuando. Quella sportiva invece potrebbe scattare a breve. E non solo per Doni, ma anche per gli altri tre calciatori, due dei quali, Tiribocchi e Bellini, indossano ancora la maglia nerazzurra. Palazzi vuole capire se i quattro giocatori hanno violato le norme di comportamento del conide di giustizia sportiva. Nel Codice non c’è un espresso divieto di frequentazione degli ultrà da parte dei tesserati, ma nell’articolo 12 (“Prevenzione di fatti violenti”) si fa riferimento a dichiarazioni e comportamenti di tesserati che “in qualunque modo possano contribuire a determinare fatti di violenza o ne costituiscano apologia”. Le sanzioni vanno dall’ammonizione alla squalifica. Palazzi dovrà decidere se deferire i quattro giocatori oppure archiviare il caso.

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