17 giugno 2011

DIAMOCI ALL'HOCKEY

Erano 39 anni che Boston non vinceva la Stanley Cup. Ieri sera ce l'ha fatta con un netto 4-0 in casa dei Canucks, a Vancouver. Ma non tutti hanno gradito e in centro città decine di teppisti si sono abbandonati ad atti di vandalismo.

I Bruins si sono aggiudicati la settima e decisiva partita della finale del campionato nordamericano di hockey su ghiaccio grazie alle doppiette messe a segno da Patrice Bergeron e Brad Marchand. Mentre la Stanley Cup veniva consegnata nelle mani del
capitano dei Bruins, lo slovacco Zdeno Chara, centinaia di tifosi - al grido di "ti odio, Boston" - si abbandonavano a violenze nel centro di Vancouver, dove una grande folla si era riunita per assistere all'incontro.

Gli ultras hanno prima tentato di impadronirsi della coppa, poi hanno preso d'assalto negozi e vetrine: la polizia ha dovuto ricorrere ai gas lacrimogeni per contenerli. Le immagini delle tv locali mostrano macchine rovesciate ed incendiate, vetrine in
frantumi, negozi saccheggiati, lanci di bottiglie contro gli agenti, in una riedizione di quanto accaduto nel 1994, quando Vancouver era stata sconfitta in finale dai New York Rangers, anche allora in gara-7.

"Imbarazzo" e "vergogna" per gli incidenti sono stati espressi in una nota dal sindaco, Gregor Robertson e su Twitter il campione di basket Steve Nash invita alla calma: "Siamo una grande città, la squadra è forte, lo scudetto arriverà presto".

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