10 giugno 2011

CITTADELLA-VICENZA

Stadio vietato per cinque anni a sette tifosi del Vicenza calcio. La stangata - per le intemperanze di una frangia del tifo organizzato biancorosso durante la trasferta di Cittadella del febbraio scorso - porta la firma del questore di Padova che ha fatto scattare sette Daspo, i divieti di accesso alle manifestazioni sportive, a carico di altrettanti giovani o giovanissimi supporter vicentini. Tutti i provvedimenti sono della durata di cinque anni e senza obbligo di firma.
L'indagine, condotta dai poliziotti della digos padovana e dalla divisione anticrimine in collaborazione con la digos di Vicenza, ha richiesto alcuni mesi, ma alla fine il cerchio è stato chiuso.
LA TRASFERTA. I fatti in questione sono quelli avvenuti il 19 febbraio in occasione della trasferta del Vicenza allo stadio Tombolato di Cittadella. Secondo quanto ricostruito nel corso dell'indagine, tutto avviene prima del fischio d'inizio della partita, quando le tifoserie stanno per prendere posto all'interno dello stadio. Ad essere più precisi, un folto numero di ultras - circa un centinaio - ha già varcato i cancelli della struttura per assieparsi sulle gradinate. Ad un tratto, però, il tam tam fra tifosi fa scattare il dietrofront.
LA PROTESTA. Che cosa è successo? Secondo quanto ricostruito quel pomeriggio e riferito fin dalle prime cronache, al seguito del gruppo biancorosso c'erano anche quattro sostenitori dell'Udinese, tifoseria gemellata. I quattro portavano sciarpe bianconere, i colori dei friulani, ma anche striscioni non autorizzati, una maglietta con scritta Acab, acronimo inglese offensivo verso la polizia, e una con il leone di San Marco, ritenuto simbolo politico e quindi non ammesso. I quattro, all'ingresso, erano stati invitati dalla polizia a riporre i vessilli non autorizzati. A quel punto, però, scatta la reazione collettiva degli ultrà: per solidarietà, vogliono uscire dallo stadio e boicottare la partita.
LE INTEMPERANZE. Fin qui, nulla di penalmente rilevante. La situazione, però, si surriscalda presto: cercando di uscire improvvisamente per la plateale protesta, il gruppo - capeggiato da un nucleo più ristretto del quale fanno parte i sette colpiti da Daspo - viene a contatto con la polizia. Ci sono delle cariche, alcuni tifosi incitano gli altri, minacciano gli agenti e proferiscono ingiurie.
L'INDAGINE E I DASPO. La tensione si stempera dopo diversi minuti, ma lo strascico giuidiziario arriva fino a questi giorni. La digos di Padova esamina i filmati di quel pomeriggio, ricostruisce i ruoli dei singoli tifosi, li identifica anche in collaborazione con i poliziotti vicentini, e alla fine passa ai provvedimenti. Pesanti. Il questore di Padova firma sette Daspo, divieti di accesso allo staddio per cinque anni ciascuno, ma senza obbligo di firma. I colpiti sono tifosi vicentini residenti in città o in provincia: si tratta di C.A., 23 anni, F.C, 35 anni, S.D., 21 anni, P.F., 24, P.I., 34, A.M., 24 anni, e A.U., 26 anni.
I Daspo sono stati notificati nei giorni scorsi. Ora i sette tifosi potranno fare ricorso contro i provvedimenti. M.SC.

Nessun commento: