24 giugno 2011

BERGHEM

l tribunale amministrativo regionale non ha annullato i daspo firmati dall’ex questore di Bergamo Matteo Turillo a carico di quarantadue ultrà, tra i quali due donne, che nella serata del 25 agosto 2010 avevano assaltato la Bèrghem Fest di Alzano, dove c’erano il ministro dell’Interno Roberto Maroni, il collega della Semplificazione Roberto Calderoli e il ministro dell’economia Giulio Tremonti. Un vero e proprio blitz, con auto che finirono in fiamme e gravi pericoli per tutti i presenti.
Oltre alle denunce di carattere penale il questore aveva emesso divieti di tre anni per l’accesso a manifestazioni sportive e gli ultrà, in blocco, erano ricorsi al Tar. Il tribunale ha respinto, quei Daspo restano in vigore. Le motivazioni della sentenza del tribunale amministrativo sono racchiuse in 22 pagine, in cui si ricolda l’assalto di circa 200 ultrà, in buona parte con il volto coperto.
Gli stessi tifosi hanno presentato il ricorso sostenendo che erano si presenti prima dell’assalto ma non sono stati loro i protagonisti di quello stesso assalto, dato che c’erano più di 200 persone e si è creata parecchia confusione. In secondo luogo, secondo i tifosi, il Daspo doveva essere annullato perché riguarderebbe atteggiamenti illegittimi o pericolosi nell’ambito di manifestazioni sportive, e quella di Alzano non era una manifestazione sportiva.
Tesi rigettate completamente dal Tar, dato che il Daspo riguarda comunque atteggiamenti pericolosi “in occasioni o a causa di manifestazioni sportive”, ed è quindi un provvedimento a discrezionalità del questore che può essere adottato nel momento in cui si verificano atteggiamenti oltre le righe riguardanti, in via generale, il mondo dello sport. Ed è difficile sostenere, secondo il tar, che l’assalto dei tifosi quella sera non riguardasse il mondo sportivo, dato che la protesta era organizzata contro la tessera del tifoso e contro il suo ideatore, il ministro Roberto Maroni.

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