9 giugno 2011

A BERGAMO

Dopo essere scesi in piazza per festeggiare la promozione, stasera i tifosi atalantini lo fanno per esprimere la propria solidarietà in un momento tutt'altro che semplice. Questa sera dal piazzale della Malpensata è partita infatti la «Marcia "a testa alta" dell'orgoglio atalantino» che si sta dirigendo verso piazza Matteotti, una manifestazione organizzata dai tifosi della Curva Nord in segno di solidarietà alla società nerazzurra in questo momento delicatissimo che vede l'Atalanta suo malgrado coinvolta nell'inchiesta sulle scommesse.

A sfilare tra cori e bandiere un migliaio di tifosi. «Atalanta, folle amore nostro», «Orgoglio e indignazione di fronte a questa situazione», «L'Atalanta non si tocca» sono alcuni degli striscioni preparati. Davanti al corte Claudio Galimberti, conosciuto come «Bocia». Presenti anche l'assessore regionale leghista Daniele Belotti, al consigliere regionale del Pd Matteo Rossi e al segretario della Cisl Lombardia Gigi Petteni.

«I gesti d'affetto, d'amore, d'amicizia verso una persona sono più forti, sentiti ed apprezzati nei momenti di difficoltà - avevano spiegato i tifosi nella lettera di presentazione della manifestazione -. Allo stesso modo il legame e la passione per la propria squadra, un vero tifoso non li dimostra solo quando si vince, ma soprattutto quando si perde o si vivono situazioni critiche. Ecco perché tutti i veri atalantini, tutti coloro che in questo momento stanno soffrendo e sono preoccupati per le sorti della Dea devono dare una testimonianza di affetto e di vicinanza ai colori neroazzurri e al presidente Antonio Percassi».

E ancora: «L'Atalanta è uno dei pochi simboli che a Bergamo unisce e aggrega in modo indistinto: dal ricco al povero, dal bambino al nonno, dal laureato al semianalfabeta, dal simpatizzante di sinistra a quello di destra. Tutti uniti sotto la bandiera nerazzurra, come ha dimostrato l'adesione (apprezzata) trasversale alla marcia da parte di esponenti istituzionali di ogni colore politico».

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