20 giugno 2011

BARONE

Il Corriere della Sera riporta i retroscena degli incontri che avvenivano ad Arcore tra Silvio Berlusconi e i capi ultras del Milan. “Ho conosciuto il presidente Berlusconi nell’ 86 e tante volte lo abbiamo incontrato in via Turati, nella sede del Milan, o allo stadio“, ha detto Carlo Giovanni Capelli.
Lo storico capo delle Brigate rossonere ha testimoniato a Milano al processo nel quale 7 ultrà sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla tentata estorsione nei confronti della società dalla quale e secondo l’ accusa del pm Luca Poniz, il gruppo avrebbe preteso biglietti gratis o a prezzi stracciati pena disordini in occasione di alcune partite:
“Una volta nel 2000 andammo ad Arcore per parlare della campagna acquisti e dell’ ambiente. Noi dicemmo a Berlusconi le nostre idee, che erano diverse dalle sue e infatti non prese i calciatori che avremmo voluto noi. Sono sempre stato presente alle feste della squadra, per il campionato, per lo scudetto o a Natale. Ho frequentato tutti nella squadra e nella dirigenza, conoscevo molti calciatori e con alcuni, ad esempio Carlo Ancelotti, ho avuto rapporti di amicizia personale, e ci siamo frequentati sia quando è stato giocatore sia quando è stato allenatore. Teoricamente società e ultrà non dovrebbero avere rapporti, ma non vedo perché, visto che gli ultrà sono tifosi come tutti gli altri”.
Il 63enne Capelli (conosciuto anche come “il Barone”), che è stato assolto dalle accuse, risponde ad una precisa domanda dell’ avvocato Luca Ricci, difensore di Giancarlo Lombardi Sandokan, che gli chiede particolari sui biglietti: “Li pagavamo“, puntualizza, anche se qualche facilitazione su pagamenti e restituzione degli invenduti dice che c’ era, così come “un pass gratuito con cui i capi andavano ovunque nello stadio“. Sui biglietti veniva applicato un sovrapprezzo di 2/3 euro “per le coreografie e le necessità organizzative“. Nacquero attriti con una frangia della tifoseria.
Quando il Milan arrivò in finale di Champions League ad Atene gli ultras pretesero 4000 biglietti, ma il Milan ne distribuisce solo 2700. Qualche giorno prima della partita il Barone, Sandokan e altri 70 aspettano Berlusconi fuori dal teatro Dal Verme di Milano e riescono a spiegare le loro “ragioni” al presidente:
Gli abbiamo dato il nostro numero di telefono e, non lo potrò mai dimenticare, il presidente ha chiamato il giorno dopo alle 18.46 e ci ha dato altri 150 biglietti invitandoci per la prossima volta a rivolgerci a una dirigente. Lo abbiamo sempre appoggiato, ma non politicamente, perché tra noi ognuno è libero di andare dove vuole“.
Il 21 maggio, a due giorni dalla finale, Barone e Sandokan vengono arrestati nell’ inchiesta avviata dalla Digos di Milano.

1 commento:

Anonimo ha detto...

.."gli Ultràs sono tifosi come tutti gli altri"..??!! Barone..parla per te.
Un Cagliaritano.