20 maggio 2011

VICENZA PIANGE

Vicenza. Delusione, frustrazione, rassegnazione, rabbia. Non si respira certo un bel clima tra i tifosi biancorossi, sconfortati dall'ennesima stagione avara di soddisfazioni. Un malumore figlio del disastroso finale di campionato: un buco nero che ha inghiottito anche quanto di buono la squadra di Maran aveva saputo costruire fino a marzo.
Perché quando si viene da dieci anni di buio, si è davvero stufi. E allora l'ennesima salvezza non può essere considerata soddisfacente solo perché rappresentava l'obiettivo stagionale dichiarato alla vigilia. In una serie B ritenuta all'insegna della mediocrità, i tifosi credono che al Vicenza basterebbe davvero poco per provare ad emergere, e sono sconfortati nel constatare che ogni anno questo "poco" manca sempre.
Giocatori, allenatore, dirigenza: tutti hanno le loro responsabilità, come spiegano nel nostro sondaggio i tifosi interpellati, tra i quali anche alcuni rappresentanti dei gruppi organizzati.
A ciascuno abbiamo posto le 4 domande che trovate in alto a destra.
Ecco le risposte.
Luigi Arena (Centro di Coordinamento Club Biancorossi)
1. «Si poteva e si doveva fare meglio. Nel finale sono venute a mancare in maniera clamorosa quanto inspiegabile le motivazioni».
2. «Sono i giocatori ad andare in campo, è soprattutto loro la responsabilità. Anche con Mourinho temo che non avremmo avuto chissà quali risultati per i limiti caratteriali del gruppo».
3. «La società ha fatto tutto il possibile, quasi i miracoli, considerando le risorse molto limitate. Nessun altro esponente dell'imprenditoria vicentina ha dato concretamente una mano: è questo che mi rattrista molto».
4. «Se non si trova un acquirente o un socio facoltoso, si vivrà sempre nell'emergenza. Si può sperare di indovinare qualche acquisto nelle categorie minori, come accaduto per Gavazzi un paio d'anni fa, ma temo che verranno sacrificati i giocatori migliori per esigenze di bilancio».
Paolo Cantele (Vigilantes)
1. «Temevo che i valori non eccelsi della rosa alla fine sarebbero emersi, purtroppo è puntualmente accaduto. In particolare non avevamo seconde linee in grado di sostituire i titolari per fargli tirare il fiato».
2. «Con Maran si è visto anche un gioco convincente in certe occasioni. La pecca maggiore è stata l'incapacità di trascinare caratterialmente la squadra nei momenti cruciali: le possibili partite della svolta sono state sistematicamente bucate».
3. «La società ha poche risorse, deve fare i conti con il bilancino. Ha sempre mantenuto la categoria, ha rispettato i pagamenti, e negli ultimi due anni allestito rose discrete: non credo si potesse pretendere molto di più».
4. «Si continuerà così, sperando nell'ennesimo mercato illuminato di Cristallini. Se si potessero tenere almeno quattro o cinque elementi chiave, ci sarebbero anche le basi per costruire una squadra più che discreta».
Christian Brojanigo (1902)
1. «Fino a dieci partite dalla fine probabilmente la squadra era andata anche oltre i propri limiti oggettivi. Poi però ha rovinato tutto, credo più per fragilità psicologica che per problemi atletici o tecnici».
2. «Maran, come i giocatori, è stato scelto solo per motivi economici e non per un preciso progetto tecnico: si è ridotto l'ingaggio, ha accettato di rinunciare ai suoi collaboratori. Dal punto di vista caratteriale non ha avuto la forza per dare la scossa alla squadra».
3. «La società è del tutto assente, nel cda attuale l'unica persona competente è Cristallini. Cassingena si fa vivo solo quando le cose vanno bene per poi sparire. Non c'è chiarezza, né consapevolezza, solo arroganza: da sei anni trattano squadra e i tifosi come se fossimo tutti dipendenti di un supermercato».
4. «Possiamo solo sperare nell'ennesimo miracolo di "san Paolo" Cristallini: far cassa, e nonostante questo indovinare qualche buon giocatore. Se si vuole davvero vendere serve trasparenza, a cominciare dal faldone sugli enormi costi di gestione relativi al centro tecnico di Isola».
Marco Fedeli (Caneva Berica)
1. «Quello che più ci fa arrabbiare è il fatto che i giocatori abbiano mollato: la stessa squadra che era stata intensa contro Atalanta e Siena ad un certo punto è diventata apatica, inconsistente, distratta».
2. «Maran è un tecnico mediocre, adeguato a squadra e società. Ha anche le sue colpe: evidentemente qualcosa ha ceduto a livello di spogliatoio».
3. «Questa società gestisce il Vicenza solo provando a ricavarne un tornaconto economico, non ha vera passione sportiva né competenza specifica».
4. «Immagino che grazie all'incasso delle comproprietà e ad altre cessioni si troveranno le risorse per iscrivere la squadra, puntando come sempre ad un campionato anonimo».
Carlo Galvanin (bancario)
1. «Il crollo finale è lo specchio di una mentalità perdente che da troppi anni ci portiamo dietro. Con gente come Martinelli, Paro, Schiavi e Abbruscato si poteva arrivare prima ad una salvezza molto più decorosa».
2. «Con Maran non si è vista la crescita di nessun giovane. Ha accantonato uno dei portieri più promettenti della serie B, Frison, preferendogli Russo. La squadra non ha un'identità.
3. «La società ovviamente è la più colpevole per scelte tecniche, gestione economica, assenza di programmazione: ogni anno smembrano la rosa, tamponando qua e là le falle di una nave che sta chiaramente affondando».
4. «Chi mai si accollerebbe il prezzo d'acquisto della società, i debiti accumulati e soprattutto gli esorbitanti costi fissi di gestione? Dovrebbe essere pazzo. Le risorse sono esaurite, il futuro è cupo».
Alberto Moro (commerciante)
1. «Alla squadra oggettivamente mancavano un paio di elementi per fare il vero salto di qualità: una seconda punta e un centrale difensivo per completare il reparto con Schiavi e Martinelli».
2. «Non condivido la contestazione del Menti così esacerbata contro Maran. Ha variato i moduli, non ha guardato in faccia a nessuno per mandare in campo di volta in volta chi stava meglio, cos'altro doveva fare?»
3. «La società ha sbagliato soprattutto al mercato di gennaio: Cellini, Mustacchio e Rigoni sono stati ininfluenti, la rosa non si è rafforzata per tentare davvero di centrare i playoff».
4. «Si continuerà così, ormai mi sono rassegnato. Sarà improbabile che si ripresenti un'annata potenzialmente favorevole come questa; più facilmente si vivacchierà poco sopra la zona playout».
Paolo Rigon (cuoco)
1. «La squadra non era eccezionale, ma poteva fare meglio, perché a parte Siena e Atalanta tutte le altre rose del campionato erano più o meno allo stesso livello».
2. «Maran ha cambiato troppo spesso giocatori e moduli. La squadra nel finale non aveva più certezze, e lui in questo modo ha solo aumentato l'insicurezza del gruppo».
3. «Soldi da spendere non ce ne sono, lo sappiamo. Ma almeno quei pochi che abbiamo, spendiamoli con criterio: possibile che tra giugno e gennaio non si sia trovato un attaccante decente da affiancare ad Abbruscato?».
4. «Non cambierà niente: vivremo un altro campionato di poche luci e molte ombre, provando a tenere il bilancio in pareggio. Non credo che l'anno prossimo andrò spesso al Menti».
Mario Fontana (libero professionista)
1. «La rosa è mediocre e ha disputato complessivamente un campionato mediocre. Non mi ero illuso: era evidente che prima o poi i valori modesti sarebbero venuti a galla».
2. «A Maran imputo soprattutto la responsabilità di avere scelto il portiere sbagliato: come si fa a preferire Russo a Frison, quando li hai sotto gli occhi tutti i giorni?».
3. «La vera colpa della società è quella di non riuscire a coinvolgere altri soci. Secondo me non riescono a farsi considerare come partner affidabili».
4. «Io vedo una sola speranza: prendiamo un tecnico motivatissimo e investiamo tutte le risorse che abbiamo nella Primavera. Visto che non ci sono i mezzi per operare sul mercato, dobbiamo formarci i giocatori da soli, come fanno Atalanta, Reggina o Empoli».
Giorgio Ghiotto (geometra)
1. «La squadra non poteva fare di più, inutile illudersi».
2. «Tecnicamente Maran fa quello che può con i giocatori che ha a disposizione; purtroppo non è in grado di gestire la squadra dal punto di vista psico-emotivo. D'altronde è difficile per qualsiasi allenatore gestire una rosa che cambia completamente ogni anno».
3. «La società è interessata a non investire e a far quadrare i bilanci per vendere: i conti sembrano in ordine, e penso non sia cosa da poco. Non dovrebbe però illudere i tifosi creando aspettative sulle potenzialità sportive».
4. «Dovremo abituarci a situazioni del genere: se ci va bene finiremo a metà classifica, oppure patiremo fino all'ultima giornata. Comunque preferisco che il Vicenza resti in mano a questa proprietà piuttosto che finisca ad avventurieri».
Alessandro Caoduro (impiegato)
1. «La rosa non era da promozione diretta, ma da playoff senz'altro sì, dato il livello mediocre del campionato».
2. «Maran è preparato e lavora bene sul campo, ma non ha sufficiente polso: la squadra ha mancato della giusta cattiveria nei momenti decisivi».
3. «Quest'anno, grazie a Cristallini, si era allestita una squadra sufficientemente competitiva. Peccato non avere sfruttato l'occasione, chissà quando ricapiterà…».
4. «Temo un mercato che vedrà le cessioni di tutti i migliori, si dovrà ripartire daccapo come ogni anno. Allestire una squadra che possa puntare a qualcosa di diverso dalla salvezza, così, diventa come tentare di vincere al Superenalotto».
Francesco Guiotto

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