20 maggio 2011

SPY

Spycalcio

La tessera del tifoso?
Adesso tocca ai club...

Qualche anno fa, e non sono nemmeno molti, solo in una domenica vennero sparati 740 lacrimogeni. Adesso, in tutti i campionati professionistici, ne sono stati usati poche decine. E' un esempio, uno dei tanti, su come è cambiata la "vita" negli stadi e dintorni. Pochissimi incidenti, feriti in netto calo e addirittura una domenica, quella del 1° maggio, senza rinforzi dei reparti mobili. Mai successo in passato. I questori se la sono cavati da soli, e non è volata nemmeno una mosca. Con piena soddisfazione di Armando Forgione, che è il direttore dell'ufficio ordine pubblico al Ministero dell'Interno. Al Viminale si respira aria di grande soddisfazione: come detto, pochissimi incidenti. Si è rigiocato il derby di Sicilia con i tifosi di Palermo e Catania. Sono tornati in trasferta i sostenitori del Napoli: rispetto all'anno scorso (e mancano ancora i dati dell'ultima gara, a Torino con la Juve) sono stati diecimila in più. Un successone. Le stesse Ferrovie dello Stato si sono complimentate coi tifosi partenopei: e pensare che non molti anni fa ci fu il giallo del "treno fantasma" e le colpe furono tutte scaricate sui napoletani quando non era così e qualcuno fece il furbetto. Molto è passato da allora. E se la stagione è andata via liscia, il merito principale-almeno così sostengono al Viminale- è della tessera del tifoso, al suo primo anno di vita. Sì, perché ha tenuto lontani quei teppisti che "macchiavano" le trasferte del Napoli e di altre squadre (ogni club ha i suoi, si sa). La tessera del tifoso, sostengono sempre dal Viminale, ha fatto ordine, ha consentito di rompere quel vincolo pericoloso (e illegale) che c'era fra una certa tifoseria e alcuni club. Questione di business: biglietti regalati, trasferte omaggio. Tutte cose proibite anche dai regolamenti sportivi ma che succedevano. Succedono ancora? No, pare di no, anche se il sospetto su qualche club c'è ancora. Credo, comunque, che più che la tessera abbia contribuito a migliorare l'aria negli stadi il "pressing" costante dei vertici dell'Osservatorio, Pietro Leva e Roberto Massucci, nei confronti di alcune questure in passato piuttosto "distratte" (diciamo così) sul fenomeno stadi. Ora c'è attenzione massima. Migliore pianificazione. Nessun problema, come detto, coi tifosi campani. Zero con quelli del Milan, del Catania, del Palermo (anche se Zamparini ogni tanto tuona contro Maroni...), della Lazio. Nessun incidenti di rilievo (almeno rispetto al passato) nei derby di Roma, di Genova e di Milano. La Roma si è fatta carico dei suoi sostenitori "non tesserati" a San Siro per la gara di Coppa Italia, lo stesso farà il Torino coi suoi a Empoli. Sì, perché la fase 2 della tessera del tifoso è proprio questa: adesso tocca ai club, la polizia si occuperà solo della sua parte istituzionale (controlli sui titoli di accesso, sulla gestione dell'ordine pubblico, eccetera). Ma stavolta il compito principale è delle società di calcio che sinora, tranne casi rari, sono state defilate. Il ministro Roberto Maroni, nelle riunione che terrà a giugno con Leghe e club prima dell'avvio delle campagne abbonamento, sarà estremamente chiaro. Non deve più essere vista come una tessera di polizia, contro il tifoso. E nemmeno una tessera che consente il business alle banche (vedi il caso di Firenze, la tessera per avere i mutui agevolati...). Ma deve essere davvero la tessera "per" il tifoso, come fu concepita anni fa dall'attuale questore di Roma, Francesco Tagliente: deve agevolare l'acquisto dei titoli di accesso, snellire le procedure di accesso allo stadio, esentare dalle specifiche restrizioni, dare accesso a tutte le facilitazioni, privilegi e/o benefici, rendere il tifoso protagonista della propria sicurezza (così è scritto nel programma del Viminale). Ma così non sempre è stato: prefetti con proposte folli (vedi quello di Lecce che voleva chiudere lo stadio per il derby di Puglia), comitati provinciali di vigilanza che non conoscevano la norma (vedi quello di Catania), difficoltà nel reperire i biglietti, problemi burocratici per chi voleva andare allo stadio coi figli minorenni, società di calcio assai disattente e disorganizzate, eccetera. Tutte cose che dovranno essere messe a punto, e che lo saranno. Il Viminale esige che i club abbiano un ruolo da protagonisti: sono loro che dovranno occuparsi dei tifosi. Una vera svolta. Le trasferte poi saranno regolamentate meglio (almeno, si spera): potranno seguire la loro squadra tutti quelli che hanno la tessera, mentre i club si fararanno carico dei non tesserati. Non è giusto dividere i tifosi in buoni e cattivi. Ma i violenti, di sicuro, resteranno a casa. Se i club si svegliano davvero, forse, piano piano, potranno davvero tornare le famiglie negli stadi e-come si augura non solo Maroni-potranno essere abbattute le barriere.
(19 maggio 2011)

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