26 maggio 2011

IVAN

BELGRADO (Serbia), 26 maggio 2011 - Ivan è pentito, Ivan non centra nulla, Ivan è solo un ragazzo che "abita con la madre e lavora in un negozio di antiquariato". Ivan Bogdanov, l'ultrà serbo protagonista degli scontri dello scorso 12 ottobre allo stadio di Marassi in occasione della partita valida per le qualificazione a Euro 2012 tra Italia e Serbia, interrotta e poi archiviata con il successo a tavolino degli azzurri, è tornato in patria dopo l'espulsione dal nostro paese. E chiede la grazia: "Fatemi uscire dal carcere, sarò buono".
l'interrogatorio — Appena tornato a Belgrado, Ivan è stato subito interrogato dai giudici. Secondo il quotidiano serbo Kurir, l'ultrà avrebbe detto di essere stato lui stesso a chiedere alle autorità italiane l'espulsione e il ritorno in Serbia. Ivan, sorridente, prima di entrare nell'aula del tribunale dove si è svolto l'interrogatorio ha scambiato qualche parola con una donna bionda, presentatasi come la cognata. Secondo la portavoce del Tribunale di Belgrado, Bogdanov resterà in carcere almeno due mesi, visto che è sotto incihiesta per i disordini scoppiati prima della sfida di basket del 13 giugno 2006 tra Stella Rossa e Partizan Belgrado. Accuse che Bogdanov ha negato. Ma i giudici non si sono commossi e hanno ritenuto che la possibilità che Ivan ripeta il reato (atti di violenza durante una manifestazione sportiva) resta alto.
Gasport

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