30 maggio 2011

INCHIESTA

Alessio Lento, Mattia Boscaro, Santa Colella e Matteo Torre
SPECIALE TESSERA TIFOSO / ROMA - Da Bolzano a Cosenza passando per Roma, Calciomercato.it ha viaggiato tra le piazze più calde della tifoseria italiana per fare un bilancio sul debutto stagionale della Tessera del Tifoso. Una raccolta di umori, esperienze, sensazioni di ultras e non dei vari club sui disagi della card introdotta quest'anno dal Ministro Maroni e le (presunte) agevolazioni urlate e garantite dai vari rappresentati del governo.

Lo speciale si dividerà in tre parti. Oggi pubblichiamo la prima puntata che raccoglie l'opinione di Vincenzo, tifoso juventino, Sergio Crocco, storico capo Ultras del Cosenza, di Jacopo, ex capo ultras biancoceleste e due sostenitori del Bari come Ernesto Chibelli e Gianni Maggipinto.

VINCENZO, TIFOSO JUVENTUS DI BOLZANO, TESSERATO - "Sono tifoso della Juventus da quando sono nato, ma stando lontano da Torino ho sempre fatto molti sacrifici per andare a vedere la partita della mia squadra. A parte quella di Verona sono sempre state trasferte organizzate con il gruppo storico che mi hanno permesso di seguire i bianconeri. Ora mi sono tesserato, perchè spesso vado in trasferta, a Verona appunto oppure a Milano, e mi piace seguire la gara con i supporter bianconeri. Dal punto di vista sentimentale la tessera del tifoso ha fatto si che il mio rapporto con la mia squadra si sia rafforzato, sento di aver in qualche modo 'materializzato' la mia fede. Non posso dire di aver visto grandi vantaggi dal punto di vista della sicurezza o agevolazioni in quanto a file o controlli. A livello teorico ci potrebbe essere una maggiore tranquillità sapendo che in caso di scontri i colpevoli possono essere riconosciuti più facilmente, potrebbe essere un primo passo per aumentare la sicurezza, ma a livello pratico non credo sia una soluzione determinante. Credo che i problemi vadano affrontati in altri modi, sopratutto cercando di far rispettare le regole punendo in maniera esemplare chi compie un reato. Culturalmente non stiamo facendo passi in avanti, non reggiamo il confronto con Germania o Inghilterra. Vivo quasi al confine e posso garantire che già in una regione come la mia si respira un'aria diversa da questo punto di vista".

SERGIO CROCCO, STORICO CAPO ULTRAS DEL COSENZA, NON TESSERATO - "La Tdt è una indegna e populistica 'boiata' che serviva solo alla sete di qualunquismo e di manganelli che questo ministro ha da sempre. Se andrebbe eliminata? Certo che si. Ma vorrei aggiungerti una cosa, forse non 'popolare', ma di certo vera. Gli ultras del Cosenza calcio sono, insieme a poche altre curve italiane, quelli che hanno veramente il diritto di protestare verso la Tdt. Perchè noi, a differenza dell'80% degli ultras italiani, disprezziamo ogni giorno, e non soltanto la domenica, il ministro Maroni. Non stiamo, da lunedi a sabato, a chiedergli tolleranza zero e più repressione verso i Rom, verso gli extracomunitari o verso altre categorie sociali più deboli di noi, per poi pretendere l'impunità la domenica. Chi chiede repressione a Maroni ha contribuito a creare un clima 'securitario' che poi ha colpito anche gli ultras. In ogni caso la Tdt andrebbe annullata immediatamente. Non ha portato alcun vantaggio perchè se è vero che gli incidenti sono diminuiti, è anche vero che la gente allo stadio non ci va più. E' come chiudere tutte le strade d'Italia e poi vantarsi che non ci sono morti sulle strade".

ERNESTO CHIBELLI, TIFOSO DEL BARI DA 10 ANNI, TESSERATO - "Ritengo che un bravo tifoso debba essere prima di tutto un bravo sportivo. Sulla base di questa personale teoria non ho indugiato un secondo nel sottoscrivere la tessera del tifoso fiducioso che questo strumento potesse dare inizio ad un nuovo ciclo nella mentalità fuori e dentro lo stadio. Questo nuovo ciclo non ha avuto inizio e molte delle regole sono state disattese. Come ad esempio, spesso i tifosi ospiti qui a Bari, tesserati e non, sono stati messi nello stesso settore. Cosa mi aspetto nei prossimi anni? Il calcio come tutti gli sport sono motivo di aggregazione, dove la fede può dividere ma la passione unisce. Sarebbe bello vedere tifosi avversari nella propria curva, fatto anomalo al giorno d'oggi ma che potrebbe divenire normalità un domani. Ricordo la partita Italia-Spagna, Europei 2008, a Vienna, miscuglio di tifoserie con un unico obiettivo; vivere quel sogno nel rispetto di tutto. Un'emozione unica. Questo è quello che desidero qui a Bari ed in tutti i campi nazionali ed europei e non solo negli stadi delle squadre gemellate. In ogni modo da tesserato mi sento un tifoso libero a differenza di coloro che vedono la tessera come una restrizione della libertà di esercitare il loro credo".

GIANNI MAGGIPINTO, TIFOSO BARI, NON TESSERATO - "Ho deciso di non tesserarmi in quanto ritengo che la Tdt sia solo uno dei tanti mezzi per allontanare la gente dagli stadi, aumentando così il numero degli abbonati alle pay-tv. La mia domanda da rivolgere al Ministro Maroni sarebbe questa: "Che differenza c'è tra il biglietto nominale e la Tdt?", praticamente nulla. Entrambe nominative, quindi identiche sotto alcuni punti di vista, ma in realtà dietro la tessera si celano interessi che vanno al di là della così tanto paventata 'sicurezza' negli stadi. Dati alla mano dimostrano che l'introduzione della tessera non ha fatto altro che diminuire il numero delle presenze negli stadi, allontanando così ciò che è rimasto di pulito (i tifosi, ultras e non) in un calcio dove i valori faticano ad essere ancora presenti. Durante questa stagione è capitato anche di andare in trasferta (FIRENZE) e nonostante fossimo in possesso di un biglietto di maratona laterale, siamo stati messi tutti (tesserati e non) nel settore ospiti, seppur divisi dal nei due formaggini presenti nel settore ospiti dello stadio di Firenze. A Bari si è deciso di non tesserarsi, e la linea è stata seguita dalla maggior parte dei tifosi che seguono la squadra, infatti rispetto allo scorso anno non sono stati rinnovati circa 5000 abbonamenti, il che fa riflettere, se si considerano i risultati della squadra nella passata stagione".

JACOPO, EX ULTRAS LAZIO, NON TESSERATO - "Per me la Tessera del tifoso non è uno strumento di 'fidelizzazione', non crea un legame stretto tra club e tifoso. Potrebbe funzionare, ma alcuni aspetti sono sbagliati: vieta a chiunque sia stato processato, anche se prosciolto, di fare richiesta per la Tessera. Basta esporre uno striscione non autorizzato per avere il Daspo e perdere l'accesso alla Tessera. Una persona che compie reato e sconta la sua pena, invece, può diventare parlamentare: c'è qualcosa che non quadra.
Se le banche sono 'aiutate' dalla Tessera? E' vero in parte. Può essere usata come carta ricaricabile, ha un aspetto bancario, ma non tutte le società si sono impegnate nell'adottarla come tale. L'osservatorio dice che gli incidenti sono diminuiti con l'avvento della Tessera, ma è falso: molte partite sono vietate ai tifosi ospiti, e questo la rende inutile, perché i tifosi vanno allo stadio con o senza Tessera. Rispetto alle stagioni passate, poi, è cambiato poco o nulla: già da prima le trasferte potevano essere vietate, ed il settore ospiti poteva essere chiuso. Quest'anno, ad esempio, durante Lazio-Napoli tutti i tifosi azzurri stavano in Tribuna Monte Mario: così persone che vanno allo stadio per vedere la partita si sono ritrovate a due seggiolini di distanza dai tifosi ospiti, senza protezioni. E' normale che ne scaturiscano battibecchi e tafferugli".

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