30 aprile 2011

UROS LIBERO

Dimezzata la pena inflitta al serbo Uros M., l'hooligan che nel dicembre del 2007 aggredì un agente di polizia con un petardo infuocato. Condannato in prima istanza a dieci anni di carcere per tentato omicidio, dovrà scontarne soltanto cinque. Da una prima analisi emerse che l'attacco era avvenuto frontalmente. Sembrò che un gruppo di hooligans avesse tentato di infilare la torcia infuocata in bocca all'agente. Le ultime indagini, però, provano che il poliziotto fu colpito alle spalle. E' venuta così a cadere l'accusa di tentato omicidio. Nel 2007 il caso richiamò l'attenzione internazionale e le riprese dell'attacco fecero in breve tempo il giro del mondo.

PARCO DEL SOLE ULTRAS D’ ITALIA

I Red Blue Eagles L’Aquila 1978 in seguito all’apertura del conto corrente bancario aperto all’indomani del terremoto del 6 Aprile 2009, comunicano che in data lunedì 7 Febbraio 2011, finalmente si è riunito il consiglio comunale della città dell’Aquila per discutere l’ordine del giorno, che prevedeva l’ approvazione del MASTERPLAN sul Parco del sole, per la riqualificazione dell’area e dei manufatti ivi presenti e per la realizzazione di un parco scientifico ricreativo.
La seduta, con molta soddisfazione, ha dato esito positivo. Il centro storico della città dell’Aquila è vuoto e fermo, mancano luoghi di aggregazione dove potersi incontrare, parlare, ritrovarsi per far rivivere la comunità che gli aquilani vogliono tornare ad essere.
Alla luce di queste considerazioni il “Parco del sole”, posizionato nei pressi del centro storico, si presta a diventare il luogo ideale per la rinascita sociale e culturale della città, l’obiettivo principale del progetto è quello di restituire alla città dell’Aquila uno spazio pubblico vissuto e qualificato, articolato tra aree verdi e spazi tematici, per ricomporre l’identità di questo luogo.
Il piano di riqualificazione del parco è costituito da una serie di progetti perfettamente integrati tra loro, tra questi ci siamo inseriti anche noi Red Blue Eagles L’Aquila 1978.
Il nostro progetto ”PARCO DEL SOLE ULTRAS D’ ITALIA” prevede la realizzazione di un parco giochi per bambini, all’interno del parco.
Abbiamo adottato questo spazio perchè è proprio dai bambini che vogliamo che riparta la comunità dell’ Aquila. Noi, per la realizzazione del progetto, investiremo 50.000 €, come riportato dai documenti del consiglio comunale, cifra che già abbiamo raggiunto grazie alla generosità di tanti gruppi e tante curve ultras d’ Italia.
Se raggiungeremo una cifra superiore, il progetto verrà migliorato in base alla disponibilità economica. All’interno del nostro spazio verrà posizionata una targa ricordo “PARCO DEL SOLE ULTRAS D’ ITALIA” con incisi tutti i nomi dei gruppi e delle curve ultras che avranno contribuito al progetto, lasciando così nel tempo il ricordo scritto della solidarietà di tutti.
Il messaggio che vorremmo lasciare è quello che l’ ULTRAS non è la parte marcia della società, come credono in molti, ma l’ ULTRAS è anche dotato di un forte spirito di umanità che, come in questo caso, ci unisce… Adesso ci auguriamo soltanto che i tempi per la realizzazione possano essere più brevi possibili, ma nella città dell’ Aquila purtroppo ci sono problemi molto più gravi come la ricostruzione vera e propria.
Noi ci speriamo e ci auguriamo in tempi brevi, di invitare tutti i gruppi e le curve ultras del nostro progetto nella nostra città dell’ Aquila per l’ inaugurazione del parco. Inviteremo tutti a L’Aquila per scoprire quella targa perchè rappresenta la coronazione del vostro gesto.
Sul nostro sito ufficiale (www.redblueeagleslaquila1978.com) nella pagina PARCO DEL SOLE ULTRAS D’ ITALIA potrete vedere i documenti originali del consiglio comunale sull’ approvazione dei progetti, e tutto quello che verrà realizzato all’interno del parco. Potrete sapere tutto sul PARCO DEL SOLE , vedere le foto di come è al momento e seguire da vicino gli sviluppi della nostra iniziativa. Precisiamo che chiunque voglia aderire al nostro progetto può ancora farlo.
Al giorno 28 marzo 2011 i gruppi e le curve ultras che hanno già aderito alla nostra iniziativa sono: ULTRAS GUBBIO SUPPORTERS ASSOCIAZIONE SPORTIVA GUBBIO 1910 CLUB FEMMINILE ULTRAS PANTHERS FANO 1977 GIOVANNINI S.N.C. (un Ultras Curva Sud Roma) I CANI SCIOLTI DI LECCE ULTRAS CRIPS 1988 CASERTA ULTRAS FEDAYN BRONX CASERTA ULTRAS SETTORE SUD CASERTA ULTRAS FOREVER ATALANTA ULTRAS CURVA SUD BENEVENTO ULTRAS RIZLA GROUP – MOSCIANO ULTRAS U.T.S.B. CASSINO ULTRAS RAVELLO CASUAL FIRM SA 1919 – AMALFI ULTRAS BEVI & SCOLA VADESE 1985 ULTRAS TESTE QUADRE REGGIO EMILIA ULTRAS CURVA NORD ANCONA ULTRAS COLLETTIVO INC UDINE ULTRAS GRANATA PONTEDERA 1979 ULTRAS BOYS CASALE ULTRAS GUADALUPE ROMA ULTRAS BAD BOYS MONOPOLI, ARMY KORPS MONOPOLI E U8 – ULTRAS … E OLTRE. II EDIZIONE, MONOPOLI 4 – 5 LUGLIO 2009. TORNEO ULTRAS DI CALCETTO PER L’ABRUZZO.
TIFOSERIE PARTECIPANTI: Albinoleffe, Bari, Casale, Casarano, Chieti, Diffidati d’Italia, L’Aquila, Latina, Manduria, Matera, Melfi, Milan, Monopoli, Pro Sesto, Reggina, Salernitana, Taurisano, Termoli, Trani, Viterbo). ULTRAS TRICASE 1992 ULTRAS RUM BOYS TRICASE 2006 ULTRAS ALTA QUALITA’ MATERA ULTRAS CURVA EST RIMINI ULTRAS CURVA SUD CATELLO MARI CAVA DE’ TIRRENI ULTRAS COLLETTIVO CHI BURDEL CESENA ULTRAS CURVA OVEST SPAL FERRARA ULTRAS RIONERO “VECCHI TEMPI” ULTRAS CURVA NORD CAMPOBASSO “ MICHELE SCORRANO “ ULTRAS POINT IMOLA “FABRIZIO FAVILLI” ULTRAS SANTEGIDIESE FASANO ULTRAS ULTRAS GRADINATA SUD SAMPDORIA ULTRAS TERLIZZI PALLAVOLO COMMANDO ULTRA’ CURVA NORD 1996 CASTEL DI SANGRO ULTRAS IRRIDUCIBILI RECANATESE USR ULTRAS RECANATESE ULTRAS INTER CURVA NORD MILANO 1969 ULTRAS GRUPPO COMO FABIANI D. O F. O BARIANI L. O M – SAMPDORIA ULTRAS CARPI – Guidati dal Lambrusco ULTRAS G. S. PALLACANESTRO L’ AQUILA ULTRAS BOYS PARMA 1977
Al momento la cifra raccolta è pari a € 53 019,21. Altri gruppi Ultras si stanno adoperando alla raccolta fondi e saranno prossimi al versamento.
Raccomandiamo a tutti di precisare il nome del gruppo di appartenenza, per noi è importante saperlo. I risultati verranno aggiornati periodicamente: su internet, giornali sportivi e riviste ultras.
Ringraziamo tutti i gruppi e le curve Ultras che hanno già aderito e tutti quelli che lo faranno prossimamente. IL VOSTRO GESTO NON SARA’ MAI DIMENTICATO PER SEMPRE ULTRAS NON E’ FORTE CHI NON CADE MA E’ FORTE CHI CADE E SI RIALZA L’AQUILA RIALZATI E TORNA A VOLARE RED BLUE EAGLES L’AQUILA 1978 Conto Corrente: numero 2235 presso la Banca di Credito Cooperativo di Roma Agenzia di Sassa (L’Aquila) numero 73; Codice Iban: IT 25 V 08327 03601 000 000 00 2235 Intestazione: Caruso Pasquale Giuseppe – Di Filippo Emilio – Iannini Andrea – Pace Antonello – Tinari Paolo. Causale: FONDI PRO – TERREMOTO – RED BLUE EAGLES L’AQUILA 1978. Nr. di telefono: 339/5363332 Paolo – 349/5877022 Pasquale.

GENOA-NAPOLI

Oltre 400 metri di stoffa di colore azzurro, per il Napoli, e rossoblù, per il Genoa, sono stati stesi, da muro a muro, da balcone a balcone, fra le case mentre decine di studenti della Facoltà di Economia e Commercio della Università Federico II, simbolicamente, brindavano al gemellaggio fra tifosi con la bottiglia celebrativa creata per l'occasione da Birra Moretti. Un pomeriggio di festa e brindisi, insomma, quello che è trascorso ai gradini del Petraio per ricordare la storica amicizia che lega le tifoserie del Napoli e del Genoa, che domani sera, al San Paolo, sosterranno i propri beniamini. Intanto, domani mattina alle 11, nel Tennis Club Napoli, è in programma una conferenza stampa di presentazione del progetto 'Gemellaggio'. In serata, poi, nel settore distinti dello stadio di Fuorigrotta, sarà allestito un divano gigante che ospiterà le circa 1.600 persone che hanno aderito al progetto voluto da Birra Moretti e che si basa sui valori sani dello sport.

SALERNO

Nell'ambito delle iniziative “Vivere Ultrà con Solidarietà” il gruppo NUCLEO STORICO Salerno organizza uno spettacolo teatrale interpretato dalla Compagnia teatrale della Parrocchia Maria SS. Immacolata, il giorno 2 maggio ore 19,30 al Teatro Nuovo in via Valerio Laspro. Scopo della manifestazione è la raccolta di fondi da destinare al completamento di un asilo in Tanzania, i cui lavori sono già iniziati negli anni scorsi grazie ai fondi da noi raccolti. Si confida in una folta presenza ed offerte per portare a completamento l'asilo “SALERNO” e cominciare a dare una prima assistenza ai piccoli della Tanzania.
ULTRAS STILE DI VITA - NUCLEO STORICO ULTRA' SALERNO

PER BALOTELLI

Ancora un video su Balotelli. Anche se, stavolta, Super Mario non ne è direttamente il protagonista.Il videoclip, mandato in onda da SkyTg24, mostra i tifosi del Manchester City su di un pullman che li conduce in trasferta per seguire la squadra mentre intonano un coro ironico rivolto all’attaccante italiano.
Nella canzone vengono prese di mira alcune delle vicende che hanno contraddistinto il giocatore nella sua avventura inglese: dalla storia delle freccette, alle tante fuoriserie acquistate dal giocatore e parcheggiate spesso in divieto con susseguente multa. Un coro assolutamente ironico che, però, non si dimentica della cosa più importante, ossia il sostegno per la propria squadra. I tifosi dei Citizens, infatti, già intonano il Blue Moon, l’inno molto suggestivo della squadra di Manchester, durante le partite e anche in questo caso non si dimenticano di tifare invocando la vittoria, grazie a Balotelli, della Fa Cup a Wembley. Difficile dire, però, se il coro a Super Mario sia piaciuto davvero.

JESOLO

(ANSA) - VENEZIA, 29 APR - Provvedimento del questore di Venezia nei confronti di un tifoso romano che, lo scorso 24 aprile, nel corso di un torneo giovanile di calcio a Jesolo, aveva minacciato e spintonato, facendolo cadere a terra, l'arbitro che poco prima aveva sospeso la partita.

Il questore ha firmato un provvedimento Daspo che vieta al tifoso di accedere alle manifestazioni sportive di qualsiasi genere per tre anni, compreso il divieto di trovarsi in luogo di sosta o transiti di tifosi o delle squadre sportive subito prima o dopo gli incontri. (ANSA).

PRIMA CATEGORIA

Moconesi - Per tre anni non potrà assistere ad alcuna manifestazione sportiva, a nessuna partita di calcio, dalla Nazionale fino alla Terza categoria. È l’effetto del Daspo, scattato nei confronti di un uomo di 50 anni, residente nel quartiere genovese di Molassana, che insieme ai due figli (secondo la ricostruzione effettuata dagli investigatori) aveva aggredito e picchiato un giocatore del Moconesi al termine della partita di Prima categoria Moconesi-Genovese Calcio (squadra in cui i due figli militavano) disputata il 13 marzo scorso.
Dell’indagine si sono occupati i carabinieri della compagnia di Chiavari, agli ordini del tenente Gabriele Fabian. I militari, dopo aver ascoltato numerose testimonianze da parte di chi aveva assistito all’aggressione, hanno chiesto e ottenuto che la questura di Genova emettesse il provvedimento di divieto di accedere a manifestazioni sportive nei confronti dell’uomo. Non solo: il cinquantenne e i due figli, di 21 e 26 anni, sono stati anche denunciati dai carabinieri per lesioni personali gravi. Il Daspo non è invece scattato nei confronti dei due ragazzi: di loro, in quanto giocatori della squadra in campo, si sta occupando anche la giustizia sportiva.
I fatti sono avvenuti il 13 marzo, al campo sportivo di Moconesi, dove si disputava la partita Moconesi-Genovese Calcio. Durante il match un giocatore del Moconesi di 23 anni si è scontrato verbalmente con un avversario, più o meno suo coetaneo. Il motivo dell’attrito è stato un contatto fisico che l’arbitro non aveva notato. Tutto sembrava finito lì, ma il peggio doveva ancora arrivare. Al termine della partita il ventitreenne giocatore del Moconesi esce sul piazzale antistante il campo sportivo. E lì, in base alle numerose testimonianze raccolte, avviene l’aggressione. «Il giocatore del Genovese Calcio mi ha chiamato, mentre me ne stavo andando - ha raccontato al Secolo XIX il ventitreenne aggredito - Appena mi sono voltato mi sono preso un pugno in faccia. Subito dopo mi sono trovato attorno anche un altro giocatore della squadra avversaria, fratello del primo, e pure loro padre. Sono caduto a terra - conclude il giocatore del Moconesi - e sono stato raggiunto da altri otto o nove pugni. Non posso dire chi mi stesse colpendo: so solo che alcuni mi tenevano fermi e altri mi tiravano pugni». Dalle testimonianze dei presenti è confermata la circostanza che anche la ragazza del ventitreenne è stata spintonata dal gruppo del Genovese Calcio. Al pronto soccorso dell’ospedale di Lavagna al giovane aggredito è stata diagnosticata la frattura del setto nasale e altre ferite per un totale di 30 giorni di prognosi. Le indagini dei carabinieri si sono concluse, come detto, con tre denunciati per lesioni personali gravi e il Daspo, scattato per il padre dei due giocatori.

CONTRO LA JUVE MODERNA

La Juventus, vuole fare sul serio in vista della prossima stagione: l’idea è quella di “radunare” il più possibile tutte le proprie “forze” nel tentativo di rendere la squadra finalmente competitiva e in grado di puntare ad obiettivi prestigiosi.
La prossima, sarà un’annata calcistica importante per la Vecchia Signora che potrà innanzitutto sfruttare completamente il nuovo Stadio, struttura futuristica e all’avanguardia che permetterà il confluire di introiti importanti nelle casse bianconere. Oltre a questo la società sta preparando 100 milioni da investire sul mercato, grazie alla ricapitalizzazione promossa dalla Exor (società della famiglia Elkann-Agnelli che detiene il 60 per cento delle quote della Juve). Come se non bastasse stanno per essere approvate, come sottolineato da Tuttosport,  3 iniziative che permetteranno ai tifosi di partecipare anche economicamente alla rinascita bianconera.
1) L’ANAGRAFE DEL TIFO JUVENTINO: ovvero la possibilità di registrarsi in uno speciale registro anagrafico (dietro pagamento di una quota iniziale e poi annua), che attesta la “nascita bianconera”, con una serie di diritti e vantaggi speciali.
2) RACCOLTA FONDI: attraverso degli sms si studia la possibilità di raccogliere fondi (come spesso accade in tv), per un particolare obiettivo della società
3) ALIMENTARE IL MERCHANDISING: stimolare l’acquisto dei prodotti ufficiali della Juventus, un’operazione che se effettuata in massa potrebbe portare ad introiti importanti

GENOA-NAPOLI

Napoli. Napoli-Genoa è già iniziata. Grazie all’iniziativa di Birra Moretti è stato installato alla Rotonda Diaz, sul lungomare di Napoli, un mega divano che simboleggia il gemellaggio tra le due tifoserie, il più longevo d’Italia.
E mentre alcuni dei tifosi genoani sono già arrivati ieri, altri due pullman carichi di supporter sono attesi a Napoli per suggellare ancora una volta “il gemellaggio”. Anche oggi, ad aspettarli sotto il Vesuvio, ci saranno gli amici napoletani che, in pieno spirito partenopeo, li porteranno a visitare la città e, naturlamente, a mangiare la tipica pizza napoletana.
Inoltre, più di 400 metri di stoffa di colore azzurro, per il Napoli, e rossoblù per il Genoa, sono stati stesi, da muro a muro, fra le case, mentre decine di studenti della Facoltà di Economia e Commercio della Università Federico II, simbolicamente, brindavano al gemellaggio fra tifosi con la bottiglia celebrativa creata per l’occasione da Birra Moretti.
La manifestazione continuerà nel tardo pomeriggio allo stadio per preparare le coreografie, in attesa del fischio di inizio. Nel settore distinti i supporters azzurri e rossoblù guarderanno insieme la partita.

28 aprile 2011

"BLUCERCHIAMOCI"

La Sampdoria si sta preparando con puntiglio per il match con il Brescia, 90 minuti che potrebbero scrivere una parole decisiva nell'appassionante corsa salvezza. I ragazzi di mister Cavasin, come evidenzia 'La Gazzetta dello Sport', si alleneranno oggi a Bogliasco e poi partiranno per un mini-ritiro anticipato a Novi Ligure, dove verranno svolte due sedute intense prima del rientro in sede.

Senza gli squalificati Poli e Volta e con Martinez e Padalino ancora ko toccherà a Lucchini rientrare in difesa, con Tissone sulla linea mediana. In avanti spazio a Pozzi e Maccarone, anche se l'ex attaccante del Middlesbrough è a rischio (al suo posto è pronto Biabiany). Anche la tifoseria doriania si sta preparando all'evento e al 'Ferraris' sono previsti almeno 25mila spettatori. I supporters promettono una coreografia all'altezza ed è già pronto lo slogan che possa caricare a puntino l'ambiente: «Blucerchiamoci».

MA QUALE RAZZISMO

COMO - Gli insulti razzisti a Wabara ci sono stati, a pronunciarli però non tutta una curva, bensì singoli «mentecatti», per dirla con il presidente della Federazione Dino Meneghin. Anzi, al momento - ma l'inchiesta non è chiusa - si tratta di un singolo ultras, che gli agenti della digos di Como ha denunciato a piede libero. È questa una prima conclusione dell'inchiesta sul tormentato finale di partita di play off tra la Comense e la Geas di Sesto San Giovanni, che ha visto protagonisti alcuni spettatori assiepati dietro il canestro e la giocatrice ospite Abyola Wabara, giocatrice nata a Parma da genitori nigeriani. Sotto inchiesta, per la violazione della legge Mancino sulla discriminazione razziale è una vecchia conoscenza degli agenti della questura: si tratta del comasco E.B. di 31 anni. A lui gli uomini della questura lariana sono arrivati dall'analisi delle fotografie e delle immagini televisive dell'incontro del 6 aprile scorso al Palasampietro di Casnate: «Non siamo di fronte a cori e la tifoseria della Comense è estranea a quanto accaduto - ha spiegato il questore, Massimo Mazza - ma abbiamo individuato un gruppetto preciso che si è portato sotto il canestro e a un certo momento hanno cominciato a prendersela con la giocatrice di colore».
Sotto accusa, ma per invasione di campo, pure un secondo ultras: si tratta di un 44enne canturino M.C., che, mentre Wabara «si stava dirigendo verso la panchina per recuperare la sua tuta, dopo aver invaso il campo la provocava minacciandola».
L'inchiesta della Digos in ogni caso, non è ancora conclusa. Ed è prevedibile che non si fermerà a queste prime due denunce.

CASMSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSS

Si è riunito questa mattina il Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive per decidere in merito alla gare considerate a rischio individuate dall’Osservatorio.
Di seguito le misure organizzative di rigore previste per i prossimi incontri, da cui sono esenti i possessori della “Tessera del Tifoso”:

  • “Piacenza - Sassuolo” (Serie B) del 07/05/2011,vendita dei tagliandi ai soli residenti nella provincia di Piacenza;
  • “Palermo - Bari” (Serie A) del 07/05/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Puglia;
  • “Siena - Torino” (Serie B) del 07/05/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Piemonte;
  • “Padova - Ascoli” (Serie B) del 07/05/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai  residenti nella regione Marche;
  • “Brescia - Catania” (Serie A) del 08/05/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Sicilia;
  • “Inter - Fiorentina” (Serie A) del 08/05/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Toscana;
  • “Lecce - Napoli” (Serie A) del 08/05/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Campania;
  • “Andria - Cavese” (Lega Pro) del 08/05/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Campania;
  • “Foggia - Taranto” (Lega Pro) del 08/05/2011, vendita dei tagliandi ai soli residenti nella provincia di Foggia;
  • “Gela - Nocerina” (Lega Pro) del 08/05/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai  residenti regione Campania;
  • “Foligno - Benevento” ( Lega Pro) del 08/05/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Campania;
  • “Viareggio - Pisa” ( Lega Pro) del 08/05/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella provincia di Pisa;
  • “Reggiana - Salernitana” (Lega Pro) del 08/05/2001, divieto di vendita dei tagliandi nella regione Campania;
  • “Pro Vercelli - Lecco” (Lega Pro) del 08/05/2001, divieto di vendita dei tagliandi nella regione Lombardia;
  • “Como - Monza” (Lega Pro) del 08/05/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai  residenti nella provincia di Milano;
  • “Inter - Roma “(Tim Cup) del 11/05/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai  residenti nella regione Lazio.
Per le seguenti  gare per le quali non è previsto il programma “tessera del tifoso”, il CASMS ha determinato le seguenti misure organizzative:
  • “Formia – ASD Sora” (dilettanti) del 01/05/2011, chiusura del settore ospiti e divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella provincia di Frosinone;
  • “Amatori Sporting Lodi - Valdagno” (Hockey su pista) del 03/05/2011, chiusura del settore ospiti e divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella provincia di Vicenza.
Infine il CASMS ha determinato che la gara “Techna – Alatri” (Dilettanti) del 08/05/2011 si terrà in assenza di spettatori.

CAIRO IL 4 MAGGIO NON TI VOGLIAMO!

Si sta avvicinando la data più importante e significativa dell'anno per tutto il popolo granata: il 4 maggio.
Mercoledì prossimo come ogni anno noi tifosi del Toro saliremo al colle a migliaia per rendere omaggio ai campioni del Grande Torino e celebrare la nostra fede.
Per questo motivo ci sembra che la presenza di Urbano Cairo quel giorno a Superga sia decisamente fuori luogo oltre che offensiva per tutto il popolo granata.
Quindi invitiamo Cairo a fare come l'anno scorso, lasciando i compiti di rappresentanza della società ad altri individui, come ad esempio Giacomo Ferri, che ne sono molto più degni.
Il 4 maggio è il nostro giorno e Urbano non sarebbe altro che un' inaccettabile intruso, ci lasci vivere tra noi granata quei momenti.
Stattene a casa!

TORINO

27 aprile 2011

SPOT

ROMA-CHIEVO

Secondo quanto riporta calciomercato.com, nella mattinata di oggi, un tifoso romanista di 18 anni è stato denunciato perchè trovato in possesso di un fumogeno mentre era ai tornelli dell’ingresso della Curva Sud dello Stadio Olimpico, in occasione di Roma-Chievo di Sabato scorso. La Questura di Roma ne ha così disposto il Daspo per due anni. Nel corso del primo tempo della partita, un centinaio di tifosi della Roma (sempre nei pressi della Curva Sud) ha manifestato per protestare contro l’andamento della squadra. Le forze dell’ordine hanno compiuto una serie di controlli nell’area dello stadio prima e dopo la partita, anche per verificare che non ci fossero contatti violenti tra le due tifoserie.Alla partita hanno assistito 144 tifosi del Chievo.

GENITORI

di Fabrizio Cibin
VENEZIA - Genitori esagitati al torneo giovanile di Jesolo (Venezia), pronto a scattare il Daspo per quattro di loro. La scena che non ti aspetti, ad una manifestazione per ragazzi, in una giornata di festa, in un clima pasquale. E sulla quale sta lavorando il Commissariato di Polizia che, come da procedura in casi analoghi (in realtà solitamente associati a incontri di calcio dei "grandi"), oltre ad accertare i fatti chiederà alla Questura l’emissione di un Daspo (acronimo di Divieto di accedere alle manifestazioni sportive), misura introdotta nel 1989 per contrastare la violenza negli stadi. Il provvedimento vieta alla persona ritenuta pericolosa di accedere in luoghi in cui si svolgono determinate manifestazioni sportive, per un periodo che può andare da uno a cinque anni.

L’episodio si è verificato nel corso del Torneo internazionale di calcio giovanile "Trofeo Jesolo 2011". Manifestazione organizzata da Euro-Sporting, giunta alla nona edizione e diventata il più grande torneo di Pasqua d’Italia. Vi partecipano 80 squadre (dai 13 ai 15 anni), in rappresentanza di 60 società arrivate da nove Paesi: Austria, Belgio, Francia, Germania, Repubblica Serba, Scozia, Svizzera, Ungheria e naturalmente Italia. Le gare si svolgono nei campi sportivi del territorio, anche dei vicini Comuni, con finale al "Picchi" di Jesolo. Il fatto nel campo sportivo di via Oriente, nella zona Pineta, di fronte la Fidene Roma e il Vauban, squadra francese.

È appena l’inizio del secondo tempo quando da bordo campo iniziano gli insulti reiterati e sempre più violenti all’arbitro; talmente violenti che il direttore di gara deve sospendere l’incontro. Un cittadino che si era fermato a vedere l'incontro e temendo il peggio, allerta il 113. Sul posto una volante, che avrebbe identificato cinque persone, una delle quali avrebbe anche spinto l’arbitro, che ora potrebbe anche sporgere denuncia. Una volta completata la ricostruzione esatta dei fatti, dovrebbe partire la segnalazione al questore.

DORIA

Dopo le contestazioni dei giorni scorsi, la Sampdoria è stata accolta alla ripresa degli allenamenti da una gradita sorpresa: la Federclub, l'organizzazione che riunisce i club del tifo blucerchiato, ha acquistato un tabellone pubblicitario lungo la strada che porta ai campi d'allenamento per riprodurre una immagine della gradinata Sud accompagnata dalla scritta 'Sempre con te!'.
Per preparare al meglio la partita col Brescia, da giovedì sera la squadra andrà in ritiro anticipato a Novi Ligure. Gli uomini di Cavasin sosterranno così presso l'impianto dedicato a Costante Girardengo sia la seduta di venerdì pomeriggio che la rifinitura di sabato mattina. Oggi intanto hanno svolto lavoro differenziato Martinez, Padalino, Semioli e Volta.(

NON PIACE

Evidentemente ad alcuni tifosi non è andata proprio giù l'ultima delle tante sconfitte collezionate dal Piacenza nell'ultimo periodo. Oggi infatti, diversi tifosi hanno interrotto l'allenamento settimanale della squadra lanciando una "pioggia" di uova per esprimere la loro rabbia. Si sono presentati al campo dell'allenamento nel pomeriggio e dopo aver appeso uno striscione hanno contestato sia giocatori che la società, colpevoli, a loro dire di non fare tutto il possibile per migliorare il rendimento in campionato. Infatti, dopo l'ultima sconfitta con il Cittadella i play out si sono, pericolosamente, avvicinati. Forse ora, questo 'choc' potrebbe aver dato uno 'scossone' all'11 di Madonna.
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26 aprile 2011

CALCIO MODERNO

(Calciopress – An. Ton.) La serie A è pronta ad azzannarsi per  i 200 milioni di euro correlati ai bacini di utenza 2010-2011. I quindici club medio-piccoli si preparano allo scontro frontale con le cinque sorelle (QUI i particolari, ndr).
Il testo della legge Melandri-Gentiloni, che regola la vendita collettiva dei diritti tv, parla genericamente di «sostenitori» e non di «tifosi». Qui casca l’asino. Un cavillo che può spostare in termini significativi soldi e percentuali.
Per Milan, Inter, Juve, Roma e Napoli si devono contare solo i supporters puri. Per le altre quindici società invece vanno inclusi nel conto simpatizzanti, appassionati, acquirenti di gadget e biglietti. Forse anche i lettori dei quotidiani sportivi.
Giovanna Melandri, ex ministro estensore del provvedimento, è stata sentita dal Corriere della Sera. Non ne vuole sapere da questo orecchio: “Premetto che quella legge fu concertata virgola per virgola ed erano tutti d’accordo. Il testo è già stato modificato un sacco di volte”.
Il termine «sostenitori», sul quale i presidenti della serie A Tim sono pronti a scannarsi, fu voluto oppure frutto di una svista?
Sul punto la Melandri chiarisce: “Il bacino d’utenza non comprende solo i tifosi, ci sono anche i sostenitori. Quando abbiamo scritto la legge, intendevamo ridurre la sproporzione mastodontica nella ripartizione dei ricavi. Un’ingiustizia che andava compensata. Il meccanismo che abbiamo introdotto è più equo e più sportivo”.
L’ex ministro prosegue: “Non siamo entrati nel dettaglio per lasciare loro la giusta autonomia. In molti paesi non esiste nemmeno una legge quadro. Qui, anche adesso che discutiamo della legge sugli stadi, con una maggioranza diversa, ci chiedono di stabilire, euro per euro, anche il fondo di solidarietà, assurdo. La ripartizione è affare loro, ma le pare?”.
Melandri conclude in modo pilatesco: “I soldi servono a tutti, mi rendo conto. Io, vede, sto dalla parte del calcio italiano. E’ un peccato che non riescano a interpretare una norma in senso costruttivo. Adesso sta a loro”.
An. Ton. – www.calciopress.net

25 aprile 2011

SPERIAMO

(LaRoma.net)- Dovrebbe essere questa la settimana nella quale partirà a livello nazionale, l'azione per i rimborsi per chi ha sottoscritto la tessera del tifoso e anche per coloro che la tessera non l'hanno sottoscritta. Si parte - spiega il sito dodicesimouomo.net- dal pronunciamento del Garante della Privacy che in seguito a un ricorso sul trattamento dei dati personali si era così pronunciato:
"Ai tifosi - viene rilevato dall'ufficio del Garante - dovrà infatti essere sempre garantita la possibilità di poter esprimere esplicitamente il loro 'nò all'uso dei dati per finalità di marketing. Nell'informativa dovrà essere inoltre ben specificato che i dati anagrafici dei possessori delle tessera vengono comunicati alle questure allo scopo di verificare l'assenza di provvedimenti (Daspo, misure di prevenzione, sentenze di condanna per reati cosiddetti da stadio) che ostacolino il rilascio. I tifosi, infine, dovranno essere informati sulle caratteristiche dei trattamenti effettuati tramite la tecnologia rfid".

L'USO DELLA TESSERA
"La tessera del tifoso - sottolinea la nota - è uno strumento multifunzionale che, oltre a consentire di far parte di una comunità "virtuosa" di tifosi, permette al possessore di fruire di facilitazioni e servizi messi a disposizione dalle società sportive, di seguire la squadra in trasferta nel settore "ospiti", di accedere agevolmente agli impianti sportivi attraverso i varchi a lettura elettronica. Ogni tessera rilasciata dalla società al tifoso dopo l'ok della questura - prosegue il Garante - contiene i dati personali del possessore, è contrassegnata da un codice alfanumerico che la identifica in modo univoco e spesso contiene un dispositivo a radiofrequenza (rfid), utilizzato solo per l'accesso agli stadi e "leggibile" ad una distanza non superiore a 10 cm da appositi lettori posizionati presso i tornelli di ingresso. L'Autorità -conclude il Garante- si è comunque riservata approfondimenti in caso di revisioni eventualmente apportate al programma 'tessera del tifoso'".
Il Garante ha quindi stabilito che coloro che avevano aderito al programma della Tessera del Tifoso, prima della data 11 Gennaio 2011, hanno diritto a un risarcimento (che probabilmente verrà quantificato fra i 1.000/2.000 €). Allo stesso modo con criteri ben precisi, basati sugli abbonamenti degli anni passati e probabilmnente sui biglietti acquistati in questa stagione, anche coloro che non hanno sottoscritto la tessera avranno diritto a un rimborso.
Basta aspettare pochi giorni quando sarà annunciata una conferenza stampa a livello nazionale, sia chiaro si tratta di azioni legali di un pool di avvocati e non di tifosi, e conosceremo modi e dettagli.
Intanto sono già centinaia e centinaia le adesioni arrivate da tutta Italia da parte di tifosi tesserati.

PER RIDERE UN PO'

24 aprile 2011

SE SALTELLI MUORE BALOTELLI

CALCIOMERCATO JUVENTUS MANCINI BALOTELLI - Un doppio colpo di mercato potrebbe infiammare la calda estate juventina. Beppe Marotta, dopo un summit con Andrea Agnelli, sembra aver scelto il tecnico del futuro: Roberto Mancini. Il manager del City piace per molte ragioni, tra le quali il fatto di essere italiano, conoscere bene la Serie A e le competizioni europee e, soprattutto, per il suo carattere vincente. Mancini sembra aver già dato la sua disponibilità e lo scieicco Monsur non sembra volersi opporre, avendo l'intenzione di puntare su Harry Redknapp, attualmente alla guida del Tottenham. La spesa in Ingilterra però potrebbe non essere finita. La Juventus sembra infatti intenzionata a riportare in Italia Mario Balotelli, talento che in Inghilterra non vedono l'ora di rispedire nel Bel Paese. L'acquisto di SuperMario sarebbe in linea con le linee guida del mercato bianconero, ma bisognerà da convincere i tifosi della Juve che storicamente non hanno mai amato Balotelli per i suoi atteggiamenti sopra le righe quando indossava la maglia dell'Inter. La nostra redazione è in attesa di conferme dai propri inviati inglesi e vi aggiorneremo su questa clamorosa trattativa di mercato.
Daniele Rossi - www.calciomercatoseriea.it

BUONA PASQUA

NOTO-MODICA


Ventisette tifosi sono stati identificati e denunciati per i tafferugli verificatesi qualche ora prima della partita Noto Modica. venti sono tifosi rossoblù e sette granata. Gli agenti del commissariato di Noto e Modica hanno proceduto a visionare i filmati riguardanti gli scontri verificatisi nel centro storico di Noto quando, domenica 10 i due gruppi entrarono in collisione.

I sette tifosi netini devono rispondere di danneggiamento del pullman a bordo del quale i quaranta tifosi modicani si recarono a Noto per assistere al derby . Il mezzo fu infatti colpito a sassate da parte delle tifoseria granata ed i danni sono stati quantificati in duemila euro. Gli agenti di polizia hanno avviato le procedure per infliggere il Daspo ai 27 tifosi, ovvero il divieto di assistere a manifestazioni sportive. I fatti si sono verificati poco dopo mezzogiorno nel centro storico della città netina dove gli agenti del commissario indirizzarono il pullman dei tifosi rossoblù perché il gruppo aveva chiesto di consumare il pranzo prima di recarsi allo stadio.

I tifosi rossoblù fecero esplodere una bomba carta sotto la sede della società netina provocando la reazione dei tifosi locali che accorsero in buon numero per «vendicare» l’affronto. Dopo alcuni tafferugli la polizia riuscì a sedare gli animi e a riportare la calma. Ai tifosi modicani fu vietato di assistere alla gara non prima che alcuni fossero medicati presso l’ospedale Trigona per lievi traumi alle gambe ed alle braccia.

DASPO CONTRO TUTTI

PADOVA. Divieto di manifestare e scendere in piazza. Perché i ragazzi del centro sociale Pedro costituiscono "un'associazione a delinquere di natura sovversiva". Filippo Ascierto, coordinatore Pdl a Padova e onorevole a Montecitorio, è pronto a lanciare la sua offensiva anche in Parlamento: se serve una legge ad hoc contro i «ragazzi dei centri sociali che compiono azioni violente, e in generale tutti i gruppi estremisti, la proporrò». Il modello è quello del Daspo per gli "imbecilli domenicali": ovvero i violenti degli stadi, ai quali è vietato l’accesso alle strutture e alle manifestazioni di natura sportiva. Allo stesso modo Ascierto si scaglia contro gli «imbecilli quotidiani», indignato dopo l’aggressione subita da Vittorio Aliprandi. «Purtroppo la violenza dei ragazzi del Pedro è programmata, eseguita in maniera scientifica contro le istituzioni, come un’associazione a delinquere». Ascierto «assolve» l’amministrazione comunale: «Bisogna dotare la magistratura degli strumenti per intervenire: il Pedro prima o poi lo libereremo, avremmo potuto farlo anche noi quando governavamo la città». Diverso il punto di vista del consigliere Matteo Cavatton, sempre Pdl. «Contro le parole di Aliprandi sui Rom, che non condivido affatto, è stato fatto dalla maggioranza di centrosinistra un processo a porte chiuse in consiglio comunale - spiega - una sentenza che è stata poi trasformata in violenza: Zanonato li definisce criminali ma è tardivo, doveva fermarli prima». Anche Luisella Rettore (presidente del quartiere Arcella) e Stefano Grigoletto, altro consigliere Pdl, chiedono all’amministrazione di «liberare lo stabile di via Ticino, occupato abusivamente dal Pedro, e non concedere l’area dello stadio Euganeo per il festival di Sherwood, con il quale si finanziano i ragazzi del Pedro». Decisione presa con argomento di giunta lo scorso martedì, prima dell’aggressione ad Aliprandi: sul sito di Radio Sherwood ci sono già i nomi del gruppo d’apertura (I ministri, 17 giugno) e quello di chiusura, Elio e Le Storie Tese (16 luglio). Sicuramente la polemica nelle prossime settimane si farà rovente. Sulla situazione dello stabile di via Ticino 5, dove dal 1999 è previsto una lottizzazione Erp, interviene anche il capogruppo Pdl Alberto Salmaso. «Presenterò in consiglio comunale una mozione per chiedere che la zona venga sgomberata: con certa gente, che vive di illegalità, non si può dialogare. In questa città non c’è spazio per i violenti: gli anni settanta sono passati, e non vogliamo che tornino».

KO

VARESE Il questore preso a pugni allo stadio: è Marcello Cardona il funzionario della polizia di Stato colpito venerdì sera da un cazzotto in pancia sferrato da un ultrà al termine della partita Varese Ascoli, sul piazzale antistante allo stadio Franco Ossola. Sette giorni è la prognosi dei sanitari del pronto soccorso dove il responsabile per la sicurezza della nostra città si è recato subito dopo l'episodio violento. Dunque, nulla di veramente grave, ma neanche una lesione da prendere troppo sotto gamba.
In manette, dopo il tentativo di fuga, l'aggressore: è un ventiquattrenne ascolano, militante di estrema destra con precedenti di polizia, comparso ieri mattina in tribunale per la convalida dell'arresto, chiesta dal pm di turno Luca Petrucci, e il giudizio direttissimo per i reati di lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. Il giudice ha convalidato ed ha rimesso in libertà il ragazzo, in attesa del dibattimento: il suo difensore ha chiesto infatti i termini a difesa, il che vuol dire che il processo si celebrerà la settimana prossima.
Le circostanze che hanno portato all'aggressione sono state ricostruite durante l'udienza di convalida. Al termine dell'incontro di calcio allo stadio una funzionaria della polizia ha cercato di velocizzare le operazioni di rientro dei tifosi ascolani, una cinquantina in tutto, organizzati con un bus in proprio. Alcuni ultras però si rifiutavano di salire a bordo dell'autobus, stazionando sul piazzale antistante allo stadio e  ritardando la fase della partenza. E uno di loro ha apostrofato in malo modo la donna in divisa. Cardona, che era a pochi passi, ha sentito alzare la voce ed è intervenuto per dar man forte alla collaboratrice, ma non ha potuto nemmeno terminare il proprio discorso che un tifoso, sopraggiunto dalle retrovie, lo ha colpito, sferrando il colpo nel basso ventre. Ne è seguita una fase concitata in cui alcuni dei tifosi ascolani hanno reagito alle indicazioni degli operatori scalciando e insultando. Il questore si è accasciato a terra, mentre quell'altro ha cercato di scappare, e di risalire senza essere visto a bordo del torpedone. Ma è stato subito notato, identificato (grazie anche alle telecamere) e arrestato.
Dopo qualche momento di confusione è stata riportata la calma tra i tifosi ospiti che sono risaliti sull'autobus e poi sono ripartiti. Sono in corso ulteriori accertamenti per identificare gli altri protagonisti delle violenze anche al fine di irrogare la misura di prevenzione del Daspo.
Dalla questura nessun commento, né il comunicato della polizia fa cenno al coinvolgimento nell'episodio come parte offesa del numero uno: il questore Marcello Cardona, la cui passione per il calcio è nota (al punto di seguire personalmente tutte le partite in casa del Varese), ieri non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione.
Franco Tonghini

BOLOGNA-CESENA

I tifosi del Bologna hanno lanciato pietre e altri oggetti contro il pullman del Cesena, nei pressi dello stadio Dall'Ara, prima del derby contro gli emiliani. Sempre prima della partita era intervenuta la Polizia per allontanare gli ultras bolognesi, circa 400, che avevano 'accolto' Giaccherini e compagni a suon di insulti e circondando il bus. Nessun giocatore è stato colpito, mentre la carrozzeria del mezzo è stata ammaccata. Dopo il fischio finale ci sono stati altri tentativi di contatto sventati dalle forze dell'ordine che hanno sempre tenuto sotto controllo la situazione. Da sempre i rapporti tra le due tifoserie sono pessimi. Più tardi dalla tangenziale, dei sassi sono partiti contro alcuni bus di tifosi bianconeri che stavano percorrendo l'autostrada A14, che scorre parallela, e uno ha frantumato un finestrino. Secondo alcune testimonianze, gli autori dei lanci erano alcuni tifosi rossoblù che si erano 'appostati' in un punto strategico dove erano arrivati a bordo di una Punto. (23/04/2011) (Spr)

IVAN LIBERO

(AGI) Genova - Dopo il montenegrino Sdran Jovetic, e' stato scarcerato ieri il serbo Daniel Janjic, uno dei quattro ultra' serbi che furono arrestati la notte del 10 ottobre scorso durante i disordini a margine della partita Italia-Serbia in programma in notturna allo stadio "Luigi Ferraris" di Genova.
  Janjic e' stato messo a disposizione delle autorita' italiane che oggi lo rimpatrieranno in Serbia, portandolo in volo a Belgrado. L'8 marzo scorso era stato condannato a due anni e otto mesi di reclusione dal gup Annalisa Giacalone. Restano in cella nel carcere di Genova Pontedecimo Ivan Bogdanov, noto come "Ivan il terribile", leader del gruppo di facinorosi che spinsero il direttore di gara a sospendere l'incontro per motivi di sicurezza, e Nikola Klikovic, entrambi serbi .
 

CURVA VASCO CUNEO

A CUNEO, IL 21 E 22 MAGGIO, VENTICINQUE ANNI DI STORIA ULTRAS IN MOSTRA!

Festeggiato degnamente un ritorno nel calcio che conta che attendevamo da tre anni, possiamo già guardare avanti: non ci riferiamo (solo) agli ultimi due impegni da onorare - dopo le vacanze pasquali - come si addice ad una tifoseria di serie C, ovvero la trasferta sulla storica piazza di Tortona e il derby con l’Albese.
E nemmeno alla poule scudetto che verrà dopo, anticipo di una prossima stagione che ci auguriamo ricca di soddisfazioni sul piano del gioco e soprattutto delle presenze allo stadio.
Possiamo infatti già preannunciare alla cittadinanza che tra un mese esatto, precisamente sabato 21 maggio e domenica 22 maggio, si terrà una mostra celebrativa per il venticinquesimo anniversario del gruppo ULTRAS CUNEO 1986.

E' davvero l'occasione migliore per salutare una stagione memorabile e per ricordare a tutti che nonostante il clima di repressione imperante (a Cuneo anche più che su altre piazze), nonostante due decenni di degenerazione del calcio moderno, nonostante il menefreghismo e la sfiducia di cui in troppi e troppo spesso hanno dato prova, lo storico gruppo della Curva Vasco è ancora e sempre sulla breccia, e intende rimanerci...


A TUTTI VOI RIVOLGIAMO, DI CUORE, UN APPELLO: chiunque sia in possesso di fotografie, striscioni, stendardi, bandiere, sciarpe, magliette, adesivi, ritagli di giornale e volantini e ogni altro genere di materiale o di cimelio storico relativo alla scena ultras a Cuneo e alla storia del nostro gruppo, ci contatti all'indirizzo email info.ucn@gmail.com o al numero telefonico 3453998711.

Saremo immensamente grati a chiunque voglia aiutarci a rendere ancora più emozionante questo nostro "tuffo nei ricordi", garantendo l'esposizione e la restituzione in ordine di tutto il materiale.

Un saluto a tutti e un sentito grazie, fin d'ora, a chi potrà e vorrà aiutarci o comunque partecipare a questa nostra iniziativa






                                                                                                                                     CURVA VASCO CUNEO

VARESE-ASCOLI

(ANSA) - VARESE, 23 APR - Un ventiquattrenne militante di estrema destra e ultras dell'Ascoli, con precedenti, e' stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate per i tafferugli al termine della partita Varese-Ascoli. Dopo l'incontro durante il deflusso, alcuni tifosi ospiti si sarebbero rifiutati di salire a bordo dell'autobus ritardando la fase della partenza. Intervenute le forze dell'ordine alcuni ultras ascolani hanno reagito alle indicazioni degli operatori scalciando e insultando.(ANSA).

ROMA-CHIEVO

Un tifoso romanista di 18 anni è stato denunciato oggi perchè trovato in possesso di un fumone mentre era ai tornelli dell'ingresso della Curva Sud dello stadio Olimpico.
La Questura di Roma ne ha disposto il Daspo per due anni. Nel corso del primo tempo un centinaio di tifosi della Roma sempre nei pressi della Curva Sud ha manifestato per protestare contro l'andamento della squadra. Alla partita hanno assistito 144 tifosi del Chievo. Le forze dell'ordine hanno compiuto una serie di controlli nell'area dello stadio prima e dopo la partita, anche per verificare che non ci fossero contatti violenti tra le due tifoserie.
Ansa

CORSI

Roma, 23 apr. (Adnkronos) - Questa mattina quattro pullman di tifosi della AS Bastia calcio, squadra che milita nel Championat Nationale (terza serie) francese sono transitati dalla barriera autostradale A10 di Ventimiglia (Imperia). I tifosi sono stati scortati oltralpe dalla gendarmerie francese: si erano resi responsabili di incidenti e scontri al termine della partita contro il Frejus Saint Raphael. Sulla A10, il pullman ha sostato in un'area di servizio nei pressi di Bordighera (Imperia) e si sono impossessati di merce varia, consumando cibi e bevande senza pagare e causando danni stimati in oltre 1.500 euro. Prima di ripartire, hanno lanciato un grosso petardo nel locale. I pullman, successivamente intercettati dalla polizia stradale del compartimento di Genova e di Firenze, sono stati scortati fino al porto di Livorno, da dove si sono imbarcati alla volta della Corsica. I conducenti e gli occupanti dei mezzi sono stati identificati. Sono in corso ulteriori accertamenti della Stradale di Imperia, che ha gia' provveduto a inviare una dettagliata segnalazione sull'accaduto alla competente autorita' giudiziaria.

22 aprile 2011

CIAO POLENTES

  • Polentes, giocatore Lazio
Di Daniele Armenta
"C'è chi ultras, noi siamo Polentes". Fu questo lo slogan, da qui ebbe inizio una piccola storia tra il calcio e la passione. Oggi è necessario raccontarla perché Luigi Polentes se n'è andato, a 66 anni. All'improvviso, così com'era arrivato nella Lazio di Tommaso Maestrelli. Aveva due baffi da cosacco, Polentes, "roccioso difensore" nato a Vittorio Veneto. A Roma, nella città del derby eterno, erano frizzi e lazzi per quel cognome. "Magnate polenta", dicevano sghignazzando i "cugini" giallorossi. Era il 1969. Veniva dal Perugia, Gigi Polentes, a sostituire l'amatissimo Carletto Soldo. Fu accolto con diffidenza, all'inizio. Non se ne curò. Era un uomo di terra, Pola: concreto, serio, cresciuto tra i filari e le zolle.

Fu in quell'anno che segnò il suo unico gol, di naso, contro il Verona. Arrivava per allenarsi al campo di Tor di Quinto con una Mercedes smarmittata, i pantaloni a zampa di elefante e la faccia allegra. "Magnate polenta". Eppure Gigi con la Lazio giocò otto campionati e con nove presenze entrò nella sporca dozzina del primo scudetto, quello mitico, leggendario del '73-74.  Polentes magnava polenta ma era campione d'Italia. Per questo noi laziali dell'Unità lo scegliemmo come simbolo per il nostro club. Un eroe marginale, fuori dagli schemi, dai clamori, eppure cruciale. La nostra figurina preferita nell'album delle memorie e della nostalgia.

L'idea venne ad  Antonio Cipriani, giornalista eccellente e penna mirabolante. Un club surreale, il nostro, che sulle tesserine aveva l'aquila di Magritte su uno sfondo avorio, screziato di blu. C'è chi ultras e chi è Polentes. Il club si diffuse in Rete, creammo Lazio.net, sito dedicato a  chi aveva "il cielo per bandiera". E il 9 gennaio del 2000, per la festa del centenario della Lazio, Pola tornò a Roma. Non riusciva a credere che ci fosse un club in suo onore. Gli regalammo una piccola targa: fu una notte di brindisi e di abbracci, di bruschette e fotografie, di cori e sciarpette biancocelesti. Ci raccontò che con i primi stipendi della Lazio si era comprato una bella camera da letto, di quelle in legno vero, che aveva ancora. Ci raccontò che era tornato a curare la terra e che il suo prosecco era tra i migliori della zona. Un uomo semplice, che si emozionò a fare il giro di campo con un'altra Lazio, quella stellare di Eriksson e Cragnotti.

Altri tempi. Altro calcio, anche. C'è chi ultras e chi è Polentes, chi ha il cielo per bandiera e chi oggi è un po' più solo. Ciao Gigi.
21 aprile 2011

 

UDINESE-PARMA

(ANSA) - UDINE, 22 APR - Il terzo tempo di Udinese-Parma sara' tutto all'insegna del prosciutto. Lo hanno deciso gli Udinese club che da anni sono gemellati con i tifosi parmensi.

I tifosi friulani hanno fatto sapere che quella di Parma e' stata una delle piu' belle trasferte dell'anno vista l' accoglienza del Centro di coordinamento dei Parma Club. 'Per mettere il sigillo al nostro rapporto organizzeremo una specie di derby del prosciutto tra il Friuli e l'Emilia. E quello di San Daniele la fara' da padrone'.

DAJE A MENEZ

Non è proprio un bel periodo per Menez. Fischiatissimo in campo, giù di morale per un periodo in cui non gli riescono neanche le cose più semplici, il francese è stato oggetto di un grave episodio di violenza, che l'ha segnato a tal punto da rafforzare ulteriormente la sua voglia di lasciare la capitale. Il tutto risale a martedì notte. Fischio finale della semifinale di andata di coppa Italia contro l'Inter, persa dalla Roma in malo modo per 1-0.

Il giocatore lascia lo stadio scuro in volto e contestato, al pari dei compagni, dallo stadio. Ma nel tragitto che lo avrebbe riportato a casa, la Smart di Menez comincia a essere seguita da dei teppisti all'altezza di via Aurelia, fino all'imbocco del Raccordo. Cinque ragazzi a bordo di tre scooter (di cui il giocatore non ricorda la marca, solamente che uno ricordava quelli che si usavano negli anni '70), hanno cominciato a lanciare addosso alla vettura dei mattoni, nascosti all'interno dei giubbotti. Uno di questi ha rotto il parabrezza della Smart, spaventando a morte Jeremy. Il francese a mezzanotte e mezza, dopo essersi messo in salvo all'Eur, ha chiamato il direttore Montali, che l'ha immediatamente raggiunto e accompagnato al commissariato di Casal Palocco. Spaventato e in stato di choc Menez poco ricorda dei dettagli dell'agguato, ma ha comunque sporto denuncia verso ignoti.

La Roma ci tiene a far sapere che non c'è stata alcuna lite con Montella, anzi, l'attaccante, visto il grave episodio di teppismo di cui il ragazzo è stato vittima, è stato molto vicino al giocatore, rincuorandolo e facendogli capire come deve reagire al difficile momento. E domani, contro il Chievo, Menez sarà in campo, giocherà titolare insieme a Vucinic e Totti. Il capitano, a questo proposito, cercherà di dare un senso a una gara altrimenti dal poco appeal, tentando di raggiungere, e magari superare, Baggio che, a quota 205 reti, è a una sola lunghezza da lui nella classifica dei marcatori di sempre. Uno (forse il solo) motivo che i tifosi trovano per acquistare il biglietto della gara pre-pasquale. Intanto, sul fronte allenatori, è il procuratore Canovi a rivelare: "La Roma ha contattato Villas Boas, ma lui ha gentilmente rifiutato" (Trs). A questo punto si guarda più al mercato dei tecnici italiani.
 

PATTEGGIAMENTO

(ANSA) - MILANO, 22 APR - M. R., personaggio di spicco del 'Commando tigre' della tifoseria milanista, ha chiesto di patteggiare la pena a un anno e sei mesi. L'uomo era stato arrestato poche ore prima del derby milanese perche', a bordo della sua auto, aveva un ordigno rudimentale, giudicato dalla potenza 'micidiale' dagli artificieri e alcuni coltelli.
R. ha deciso di patteggiare la pena a un anno e sei mesi.
La richiesta e' stata rigettata ma sara' con tutta probabilita' ratificata martedi'.

21 aprile 2011

MODELLO SPAGNOLO

Un ventinovenne è ricoverato in gravi condizioni per un trauma cranico in seguito a una rissa fra tifosi di Barcellona e Real Madrid, in un bar della città catalana. Gli scontri sono scoppiati due ore dopo che si era conclusa la finale di Coppa del Re, vinta dalle merengue, quando un gruppo di sostenitori del Real è entrato in un bar del Nou Barris, pieno di supporter blaugrana.

A Valencia sono stati arrestati tre ultra' del Barcellona coinvolti in un'aggressione martedì sera. E' invece di 42 feriti lievi, di cui solo due ricoverati, il bilancio dei festeggiamenti notturni a Madrid dopo il rientro della squadra di José Mourinho.

QUANDO LO STATO UCCIDE

di Andrea Curreli
"Il potere della Legge e di chi lo rappresenta è enorme, nel bene come però purtroppo nel male. Anzi nel male è tutto amplificato". Questa è la premessa che i giornalisti Alessia Lai e Tommaso Della Longa hanno voluto fare prima di avventurarsi nella spinosa inchiesta sui casi di cronaca nera che hanno coinvolto le forze dell'ordine negli ultimi dieci anni. Un tema spinoso perché nessuno stato e nessun governo può permettersi di avere al proprio interno anche un solo tutore dell'ordine "poco fedele" perché verrebbe minato quel rapporto inscindibile che lega Legge e Giustizia. Non è piacevole vedere poliziotti o carabinieri imputati per abuso di potere o per omicidio. Ma non è tollerabile vedere mamme in lacrime e famiglie distrutte a causa di quegli abusi. Nel testo Lai e Della Longa analizzano non solo i "casi" più noti come le morti di Carlo Giuliani,  Federico Aldovrandi, Gabriele Sandri e Stefano Cucchi ma anche altri episodi relegati nelle cronache locali e sconosciuti alla maggior parte degli italiani. I due giornalisti hanno dato voce anche ai rappresentanti delle forze dell'ordine denunciando le condizioni di lavoro critiche in cui operano. Il risultato della loro inchiesta è il libro Quando lo stato uccide (Castelvecchi editore, 2011).   
Alessia Lai, Tommaso Della Longa come nasce l’idea di scrivere un libro che nella sostanza è un forte atto d’accusa nei confronti delle forze dell’ordine italiane?
Tommaso Della Longa: "Ci conosciamo da molto tempo, siamo entrambi giornalisti con un’esperienza “di stadio” e movimentismo. Un vissuto che nel nostro lavoro ci ha portati spesso, per testate e in occasioni diverse, ad occuparci di ordine pubblico e di questioni che riguardavano abusi commessi nel nostro Paese delle forze dell’ordine. Per anni ci siamo confrontati, tra amici, su questi argomenti, ma è stato dopo i due casi più eclatanti, quelli di Gabriele Sandri e Stefano Cucchi, due ragazzi che vivevano nella stessa città nella quale viviamo e lavoriamo noi (Roma ndr.), che ci è venuto in mente di far diventare le nostre discussioni un canovaccio per il libro".
Prima di arrivare agli episodi di cronaca nera, voi fate un’ampia premessa citando la legislazione e l’organizzazione del servizio di ordine pubblico. Era importante richiamare le regole?
Alessia Lai: "Fondamentale. Non volevamo rischiare di cadere nel puro e semplice atto d’accusa senza andare a scandagliare quali norme e comportamenti rendono possibile e difficilmente punibile l’abuso. C’è, nel nostro Paese, una legge ben precisa, la Legge Reale, che disciplina l’uso delle armi e di altri strumenti coercitivi da parte degli agenti di pubblica sicurezza. Una norma arrivata a noi con un’impostazione figlia degli anni dell’emergenza terrorismo mai modificata anche in virtù di un terrorismo 'nuovo', quello internazionale".
Nel "faccia a faccia con la Polizia" denunciate anche i problemi che poliziotti e carabinieri incontrano nello svolgimento del loro lavoro.
Tommaso Della Longa: "Certo. Proprio per evitare di fare un 'dossier' contro polizia e carabinieri senza andare a sentire i diretti interessati abbiamo deciso di intervistare i sindacati delle forze dell’ordine. Una specie di 'diritto di replica' a fronte di una indagine che non mette certo in buona luce l’operato di certi rappresentanti della categoria. Abbiamo così fatto luce sul disagio nel quale spesso gli operatori di polizia si trovano a dover lavorare, in costante carenza d’organico e con retribuzioni inadeguate. Non è un’esimente per coloro che abusano del proprio potere, ma fa pensare al fatto che spesso, in occasioni di manifestazioni sindacali, da una parte e dall’altra degli scudi ci siano persone che lamentano gli stessi problemi".
Nella vostra inchiesta voi analizzate casi molti diversi. Dato che non sembra esserci una strategia, l’unica cosa che sembra unire le morti di Giuliani, Aldrovandi, Sandri e Cucchi è il tentativo di minimizzare e in qualche modo tutelare gli autori dei reati?
Alessia Lai: "Sì. Sono fatti casuali diventati tragedie per un incrociarsi di eventi che purtroppo accadono molto più spesso di quanto si pensi. I pestaggi durante un arresto, un poliziotto che spara durante un inseguimento, il disinteresse nei confronti di un detenuto che sta male sono fatti all’ordine del giorno in Italia. Ma ce ne accorgiamo solo quando 'ci scappa il morto' e spesso nemmeno allora. Dal 2000 ad oggi abbiamo contato altri quattordici casi, oltre a Giuliani, Aldrovandi, Sandri e Cucchi, nei quali queste pratiche hanno causato la morte di una persona disarmata. Il minimo comune denominatore è il tentativo, da parte dei corpi ai quali appartengono i responsabili dell’omicidio, di ridurre tutto ad un errore, a qualcosa di involontario, di non calcolato. In alcuni casi, quello di Federico Aldrovandi ad esempio, è stato addirittura dimostrato il tentativo di insabbiamento. Del minimizzare spesso sono responsabili anche i magistrati incaricati delle indagini, che tendono a considerare normale e giustificato l’uso della forza da parte di polizia e carabinieri".
Dietro a questi casi di cronaca nera che hanno conquistato le pagine dei quotidiani di stampa nazionali ci sono molti casi di abusi locali.
Tommaso Della Longa: "Ce ne sono tanti. Siamo arrivati fino al 2000 nel cercare di reperire notizie sugli abusi di polizia e carabinieri nei quali è stata registrata la morte della vittima. Nel nostro criterio di indagine abbiamo considerato le persone disarmate per evidenziare l’arbitrarietà con cui i responsabili hanno agito. In un solo caso abbiamo parlato di un sopravvissuto, Rumesh Raigama Achrige, ma perché questo diciottenne comasco è stato raggiunto da un colpo di pistola esploso a bruciapelo che ha causato gravissimi danni permanenti. Dietro ad ogni caso ci sono famiglie che solo in rare occasioni hanno ottenuto giustizia, la grande maggioranza di queste ha visto archiviare le indagini e tornare nelle strade chi aveva ucciso loro un figlio, un marito, un fratello".
Spesso l’atto d’accusa contro un singolo elemento che abusa del potere che gli è stato conferito viene letto come una condanna di tutte le forze dell’ordine e del loro operato. Avete avuto questa sensazione?
Alessia Lai: "È un fatto prevedibile quando emerge che in troppi casi le stesse forze dell’ordine hanno cercato di sminuire, giustificare, se non addirittura insabbiare gli abusi. È giusto fare differenza fra il gesto del singolo e l’intero ambiente al quale appartiene, ma è spesso un malinteso spirito di corpo a dare la sensazione che i tutori dell’ordine rappresentino una casta che si autoprotegge. Punire per primi chi approfitta del proprio potere, non tollerare violenze e abusi è il solo modo per evitare che la condanna di un singolo pesi sull’intero corpo".
Avete avuto problemi o incontrato qualche resistenza nella pubblicazione di questo libro?
Tommaso Della Longa: "I problemi sono stati quelli di reperire le informazioni sui casi meno conosciuti. Se infatti nei casi di Giuliani, Aldrovandi, Sandri e Cucchi è stato fondamentale il supporto dei media alternativi e quello del mondo di internet e dell’informazione 'orizzontale', in numerosi altri siamo dovuti risalire alle famiglie delle vittime o ai loro avvocati solo a partire dai trafiletti di cronaca riservati al caso dai giornali locali. Alcuni sindacati di polizia, poi, non hanno mai risposto alla nostra richiesta di intervista".
Avete avuto il sostegno delle famiglie delle vittime?
Alessia Lai: "Sì. Quelli che siamo riusciti a contattare ci hanno dato sostegno e assoluta disponibilità, nonostante li costringessimo, con le nostre domande, a rivivere il loro dolore. Nei quattro casi principali citati nel libro abbiamo visto un filo conduttore: famiglie forti, coraggiose, determinate a non far dimenticare la propria tragedia. A tutti loro, e anche a chi non abbiamo mai conosciuto, va il nostro ringraziamento".

CURVA NORD BRESCIA 1911

Circa duemila tifosi hanno preso parte alla prima serata della festa per il centenario del Brescia, organizzata dal gruppo ultrà Brescia 1911. Un appuntamento particolare quello di mercoledì sera, al quale era presente la squadra quasi al completo con lo staff tecnico e tantissime rondinelle di ieri e di oggi.

Beppe Iachini e i giocatori sono saliti sul palco dopo le 21: per loro tantissimi applausi (per Iachini una vera e propria ovazione) e tanta carica in vista del match contro il Milan sabato al Rigamonti alle 19. "Sappiamo che la rincorsa alla salvezza è difficile, ma ce la metteremo tutta per conquistarla", ha detto il tecnico ascolano. Insomma, dai tifosi della Curva Nord è arrivata una grande iniezione di fiducia in vista del finale di stagione.

L'ospite forse più atteso, Roberto Baggio, non si è visto, trattenuto in altri luoghi dalla realizzazione di uno spot pubblicitario. In pochi comunque hanno storto il naso, perché erano davvero tanti gli ex giocatori del Brescia che non hanno voluto mancare all'appuntamento.

Il primo ad arrivare è stato Fabio Bazzani arrivato da Bologna, seguito a ruota da Emiliano Viviano. Poi Raducioiu e Calori, Brotto e Vasini, Bonometti, Galli, Podavini, Salvi, Savoldi, Catterina, Damonti, Inselvini, Beccalossi, Altobelli, Bussalino, Cosmi, Neri, Aliboni, Stefano Mariani, Giunta, Saurini, Chiodini, Domini, Ziliani, giusto per citarne alcuni. Volti noti ai tifosi di ieri, qualcuno anche a quelli di oggi, come si poteva scorgere dalle espressioni incuriosite dei ragazzi della Primavera.

A uno a uno sono saliti sul palco ricordando il loro passato in biancazzurro: autentica ovazione per Maurizio Ganz, che nonostante il passaggio all'Atalanta dopo l'avventura a Brescia è rimasto nel cuore dei tifosi. Poi è stata la volta di Omar Pedrini, che tra un abbraccio ai vecchi amici e un coro coi tifosi ha chiuso la serata nel migliore dei modi. Con la sua musica. Per una festa davvero riuscita.
Gianluca Magro

PRECISAZIONE

Salve, sono un assiduo lettore del vostro blog, per questo volevo fare una precisazione.
In occasione della partita di domenica scorsa Fiorentina- Juventus è stato esposto uno striscione  con la scritta FIRENZE bianca su sfondo nero. Questo è lo striscione del gruppo storico FIRENZE BIANCONERA. A prima vista sembrerebbe un "normale" furto di striscione. invece no. Volevo avvisare voi di ultrasblog e eventualmente i lettori, che questo striscione non è stato preso in uno scontro, bensì rubato in un'abitazione privata. Dato che era già stato esposto in occasione della partita dello scorso campionato, mi è sembrato giusto farvi sapere la verità.
Grazie per l'attenzione. Arrivederci

AAA CERCASI PRESIDENTE

Una pubblicità che potrebbe sancire definitivamente lo strappo fra la tifoseria del Bari e la presidenza della squadra, da anni nelle mani di Vincenzo Matarrese è comparsa stamattina a pagina 24 del Sole 24 ore. "Ci rivolgiamo a imprenditori italianio e stranieri - è la scritta che campeggia sullo sfondo della foto della curva nord del San Nicola colma di tifosi - intenzionati a investire nel calcio italiano. Facciamo grande l'as Bari, insieme trasformeremo un grande sogno in una splendida realtà". La sottoscrizione per l'acquisto della pubblicità era stata lanciata mesi fa dal sito www.pianetabiancorosso.it, la cui firma è sotto la pubblicità e i cui responsabili si fanno portavoci del malumore degli ultras biancorossi delusi dalla gestione dell'ultimo anno.

CESENATI

Curiosa notizia apparsa oggi su romagnanoi.it. Cento tifosi del Cesena chiedono i danni per non essere stati fatti entrare allo stadio "Franchi" in occasione della partita contro la Fiorentina giocatasi sabato 13 novembre 2010. In quella circostanza il Casms vieto' la trasferta ai tifosi sprovvisti di tessera, emettendo pero' il divieto soltanto il mercoledi' precedente alla gara. Alcuni supporters  avevano gia' acquistato il biglietto al punto di prevendita TicketOne interno al Romagna Center di Savignano Mare ad inizio settimana, pur non essendo "tesserati", come era loro diritto. Presentatisi poi all'ingresso dello stadio il giorno della partita con in mano il biglietto nominale, i cento tifosi non sono stati fatti entrare, in quanto non possessori della Tessera del tifoso, venendo allontanati dalla polizia. Alcuni gruppi decisero per protesta di andare in centro a Firenze per vedere la gara in un bar, venendo però allontanati dalle forze dell'ordine e invitati ad uscire dal territorio comunale fiorentino per motivi di ordine pubblico.

INTER-LAZIO

Il Casms ha revocato il divieto di trasferta per Inter-Lazio: anche i tifosi laziali senza tessera del tifoso potranno essere a San Siro. Inizialmente l’Osservatorio aveva stabilito il divieto per i non tesserati, vietando l’acquisto dei biglietti ai residenti della regione Lazio. I laziali adesso possono acquistare liberamente i tagliandi. Il settore ospiti, ricordiamo, è riservato come sempre quest’anno ai possessori della tessera. Gli altri tifosi possono andare negli altri settori, mischiandosi a quelli di casa. Una situazione che solitamente può portare a rischi di ordine pubblico: questo è uno degli effetti collaterali della card, ufficialmente istituita proprio per combattere la violenza negli stadi.

Sabato pomeriggio, invece, non ci sarà nessun rischio vista la vecchia amicizia che lega le due tifoserie. Proprio per questo aveva lasciato perplessi la decisione del Casms di vietare Inter-Lazio ai non tesserati, ignorando il gemellaggio. Poi il buonsenso ha prevalso e l’osservatorio è tornato sui suoi passi. Soddisfazione tra i tifosi laziali, pronti a invadere in migliaia Milano.

Se sugli spalti sarà festa, in campo sarà una partita accesa. Inter e Lazio sono in zona Champions League e puntano a difenderla dagli assalti dell’Udinese. L’allenatore della Lazio Edy Reja ha già “minacciato” i nerazzurri, annunciando di volerli sorpassare in classifica.

CASMSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSS

CASMS: ECCO TUTTE LE DECISIONI DEL COMITATO SULLE LIMITAZIONI IMPOSTE AL CAMPIONATO DI SERIE A - Si è conclusa poco la riunione del Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive (CASMS) per decidere in merito alla gare considerate a rischio individuate dall’Osservatorio.
Il CASMS è un comitato che si occupa di studiare e valutare eventuali pericoli derivanti da future manifestazioni sportive, valutando possibili contromisure ed operando con il fine di diminuire i rischi. Venne stato istituito il 15 Agosto 2008 con decreto del Ministero dell’Interno, con l’intento di limitare il crescente fenomeno della violenza nelle manifestazioni sportive ed in particolar modo negli stadi di calcio.
Da allora vengono presi provvedimenti come il divieto di far partecipare alle trasferte i tifosi della squadra ospite, le partite a porte chiuse e l'introduzione della tessera del tifoso.
Recentemente il CASMS era finito nel mirino dalle tifoserie che accusavano questo comitato di prendere decisioni troppo limitanti, come il divieto di partecipare a trasferte anche nel caso in cui le tifoserie fossero gemellate.

Livorno-Atalanta (Serie B) del 29/04/2011: divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Lombardia
Portogruaro-Pescara (Serie B) del 30/04/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Abruzzo
Torino-Piacenza (Serie B) del 30/04/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Emilia Romagna
Sassuolo-Empoli (Serie B) del 30/04/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Toscana
Bari-Roma (Serie A) del 01/05/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Lazio
Sampdoria-Brescia (Serie A) del 01/05/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Lombardia
Milan-Bologna (Serie A) del 01/05/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Emilia Romagna
Catania-Cagliari (Serie A) del 01/05/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Sardegna


Da queste limitazioni sono esenti i possessori della "Tessera del tifoso".

FIESOLE

Curva Fiesole, cresce la tensione tra gruppi di tifosi. Da una parte gli ex membri del Cav, il disciolto collettivo autonomo viola, dall´altra alcune decine di persone che normalmente occupano il parterre. La Digos sta tenendo sotto controllo la situazione e ha rilevato forti tensioni. Il punto è la posizione da avere in curva. Chi sta al centro, nel cuore della Fiesole, ha il controllo, con onori e oneri, della tifoseria. Un ruolo che permette di dirige i semplici cori come tutta l´organizzazione del tifo, fino ai rapporti con la stessa questura. Durante la partita con la Juventus, fanno capire da via Zara, c´era stato un "ondeggiamento", cioè un tentativo di chi sta nella parte bassa degli spalti oppure ai lati di spostarsi verso il centro. Contro il Milan, invece, gli ultras del parterre sono stati a lungo fuori dallo stadio, per protesta, a farsi una grigliata.

Secondo chi conosce le dinamiche della curva, la resa dei conti sarà comunque a fine campionato. L´anno prossimo si capirà quale gruppo avrà il comando della situazione, se la vecchia guardia o la nuova (in mezzo alla quale ci sono comunque anche ultras di lungo corso). In ballo c´è anche la questione tessera del tifoso. Gli ex Cav l´hanno fatta, i loro contendenti no. Ovviamente questo secondo gruppo preoccupa di più la Digos perché meno conosciuto e potenzialmente più pericoloso. Se avrà la meglio potrebbero cambiare anche i rapporti con la società, cioè si andrebbe verso una contestazione aperta. La tessera il prossimo anno potrebbe cambiare (qualcuno si augura addirittura che venga abolita, cosa che sembra improbabile). Molto probabilmente verrà tolto il legame con la banca, che obbliga il tifoso a legarsi ad un istituto di credito, un particolare che non piace quasi a nessuno.

Per quanto riguarda il dopopartita di Fiorentina-Juventus, 14 tifosi sono stati denunciati per rissa dalla Digos perché coinvolti nei tafferugli avvenuti all´altezza del teatro Saschall. Tra loro nove tifosi ungheresi dell´Ujpest, gemellati con quelli viola da quando, nell´ottobre del 2009, la Fiorentina ha giocato in Champions con il Debreceni, l´altra squadra di Budapest. Hanno affrontato un lungo viaggio per vedere la partita con i bianconeri e si sono presi pure una denuncia. Denunciati anche uno juventino, e quattro sostenitori viola di età compresa tra i 21 e i 30 anni, due dei quali anche per lancio di oggetti pericolosi. Per tutti è previsto anche il daspo. Secondo quanto riferito dagli investigatori, il bilancio sarebbe solo momentaneo e destinato a salire.


Luca Serrano e Michele Bocci - La Repubblica

CALCIATORI

"Vogliamo loro bene, ma i rossoblù non escono benissimo da questa vicenda". Portanova: "Pensiamo al Cesena, questa storia dei pass non esiste"

di SIMONE MONARI "Ma il Bologna è diventata un'associazione filantropica?", si chiede un tifoso dopo aver letto i giornali. "Tutti ad accompagnare questa ragazza disabile, mah, speriamo sia vero". Al fronte di Casteldebole, sotto un sole precocemente caldo, c'è chi si fida e chi dubita. E c'è perfino quello che alle cinque della sera non sa ancora nulla e chiede solo se il suo bambino ha già finito la stage della scuola calcio. Poi, c'è chi è lì perché il Bologna l'ha nel cuore, o magari non è impegnatissimo col lavoro e comunque dice: "Non mi sembra che i giocatori, con tutto il bene che gli vogliamo, da questa vicenda escano benissimo". I diretti interessati sdrammatizzano e paiono sinceri. "Pensiamo al Cesena - dice Portanova a tarda mattina, uscendo da Casteldebole -, 'sta storia dei pass non esiste, non scherziamo". Sarà, ma mentre lui parla, Viviano e Di Vaio sono in Procura: "Noi ci fidiamo di Marilena, è una bravissima ragazza, ci aiuta da sempre, per noi si fa in quattro". Un ex dipendente conferma: "Sono anni che aiuta i ragazzi".

Il can can mediatico, naturalmente, non è piaciuto a nessuno: "Ho visto Studio Sport - ancora il difensore -, è roba da matti, han fatto passare Viviano per un truffatore, uno come lui, che c'ha pure una figlia e la moglie incinta e s'è trovato i fotografi sotto casa". I giocatori respingono ogni illazione. "Fosse stata una cosa illecita - racconta Moras -, non l'avremmo fatta". Mudingayi s'accoda: "Marilena in centro l'ho accompagnata tante volte, mi aiuta da quando sono qui, per me questa cosa si ridimensionerà in fretta".

Accerchiata da una città che stenta a crederci, e che certe scorciatoie concesse ai meno uguali per vivere un po' più larghi le conosce, o le sospetta, la società fa quadrato. A sera uscirà un comunicato per ribadire "che nessuno è indagato". La stessa linea già tracciata, in mattinata, dal vicepresidente Setti. "Non è che la seguo tanto, questa vicenda, ma mi pare destinata a sbriciolarsi. La Procura sta un po' ingigantendo le cose".

Facile intuire che a Casteldebole non abbiano gradito che due agenti siano andati a prelevare Di Vaio direttamente al campo, dopo le 10, prima dell'allenamento. Fuori dai cancelli, niente processi, però tante perplessità. Spiega Valentino, un ragazzo della curva: "Ho sentito una radio dire che il Nettuno d'oro era meglio darlo a uno come Penazzi, il presidente della Zinella, che da quarant'anni fa sport. Beh, sono d'accordo. Questa dei pass a naso non mi pare una bella storia, poi è vero che qui a Bologna fa notizia, altrove abbiamo i ciechi al volante". Un signore sui cinquanta distingue: "Non facciamola più grossa di quel che è, però lo sappiamo: i calciatori credono che a loro tutto sia permesso".

ODIO LA VIOLA

Ho letto i vari interventi dopo Fiorentina-Juventus, alcuni di una noia mortale, altri a tratti persino divertenti. 
Ora dico la mia. 
Tra noi gobbi e i viola, inutile ripeterlo, ci sono differenze genetiche e antropologiche impressionanti, irrisolvibili, irredimibili, malgrando questo periclitante calcio moderno proceda come un caterpillar catodico a spianare ogni sentimento, odio compreso. Spianeranno tutto ma non il disgusto inebriante che provo nei confronti di tutto ciò che è viola, tutto, qualsiasi oggetto, anche il solo pensiero legato a quel colore indubbiamente infausto. Non so molto, come il mio odiato amico Domenico Mungo, di gol dubbi e rigori negati, io so solo che con i viola vale tutto, la cinghiata e il penalty inesistente, purchè si vinca e li si veda piangere lacrime amare, per una riga di sangue sulla schiena o per una vittoria sportiva ai loro danni. 
Inscenare una discussione tra chi canta i cori pro o contro l'Heysel, sulle vittime dell'Arno o sul mostro di Scandicci mi sembra proficuo come un sermone sulla verginità di Maria Goretti tenuto da Ruby Rubacuori, una gran rottura di coglioni da tifosotti ipocriti. 
Io canterò sempre "Granata topo di fogna", i miei amici granata insulteranno i miei morti come io insulto da sempre i loro, se potremo ci prenderemo a cinghiate, se ci rispetteremo andremo pure a berci una birra, se conserveremo uno straccio di mentalità però ci risparmieremo questi insopportabili piagnistei gandhiani che stanno agli ultras come l'intelligenza a Maroni. 
Noi non siamo tifosi da Tribuna, siamo ultras, beceri e crudeli, irridenti e provocatori, quello che rimane di una passione popolare impregnata di dolcificante buonista.
Alla fine ognuno è libero di fare e dire quello che vuole, io preferisco le sante legnate di domenica scorsa a Firenze che hanno dimostrato quanto sia viva e pulsante la passione nonostante il caterpillar. Complimenti a chi c'era, onore a chi ha prevalso e a chi si è battuto con dignità.
Finchè vivrò odierò viola e granata!
Vincenzo

BOTTA E RISPOSTA

Lettera aperta a Stefano Cecchi della Nazione di Firenze
39 buone ragioni per restare in silenzio



Egregio Stefano Cecchi,
ho letto nei giorni precedenti la partita fra Fiorentina e Juventus il suo vademecum, tra il serio ed il faceto, per un modello di anti-juventinità pocket del tifoso viola medio, consapevole del suo possibile effetto degenerativo nella mente deficitaria di quelli soliti all'insulto delle vittime dell'Heysel, dai solonici rappresentanti dell'intellighentia giornalistica e dal governo del calcio italiano, condannati, semmai, soltanto a parole, minimizzandone il numero e favorendone puntualmente l'impunità..
Delle masturbazioni cerebrali sull'esistenza medesima della Juventus nel mondo del calcio, sinceramente non sono interessato più di tanto, perché non soffro di complessi d'inferiorità davanti a nessuno, tranne che al padre eterno e di conseguenza per il valore della vita umana. Il suo “pezzo” di giornalismo potrebbe risultarmi anche simpatico nel clima festaiolo delle taverne o di una fiera di paese, ma sembra che a Firenze facciate a gara, sindaco in testa, ad aizzare le masse con certe elucubrazioni semiserie prima delle partite con la squadra bianconera, mischiando la farina del diavolo con il lievito della satira. Panem et circenses ? “Qui ventum seminabunt et turbinem metent...” E' scritto anche nella Bibbia...
Mi permetta di domandarle, a riguardo, soltanto una cosa... La notte, oltre a sognare gli “impuniti soprusi” di quel cattivone di Furino, ha mai rivolto un pensiero per le vittime dello stadio Heysel di cui la tifoseria, a lei affine, insozza la memoria da ventisei anni ? Il coretto che fa rima con laghetto di domenica pomeriggio che ha profanato la memoria di Alessio Ferramosca e Riccardo Neri li ha sentiti anche lei o il suo insegnante di catechismo era lo stesso che non ammetteva Roberto Bettega fra i figli di Dio ? E' forse il diavolo, lo stesso che dovrebbe vestire “Prada e non in bianco e nero”, fra l'altro da sempre riconosciuti come i colori antesignani dell'eleganza, quello che ha soffiato gli ululati nel vento a Felipe Melo o il suo “civilissimo e sportivissimo pubblico” ?
Sa qual è il vero problema, Cecchi, se fosse davvero il bene a vincere sempre, oggi dovremmo commentare una squalifica dell'Artemio Franchi... Potrei, però, sempre rivolgermi a Paperinik...
Concludendo, per quanto riguarda i 15 comandamenti per rinnegare la Juventus, nulla da eccepire, ma la prossima volta, a poche ore dalla partita le consiglio 39 buone ragioni per restare in silenzio e 2 preghiere da innalzare al cielo...
Rocco Acerra, Bruno Balli, Alfons Bos, Giancarlo Bruschera, Andrea Casula, Giovanni Casula, Nino Cerullo, Willy Chielens, Giuseppina Conti, Dirk Daenecky, Dionisio Fabbro, Jacques François, Eugenio Gagliano, Francesco Galli, Giancarlo Gonnelli, Alberto Guarini, Giovacchino Landini, Roberto Lorentini, Barbara Lusci, Franco Martelli, Loris Messore, Gianni Mastroiaco, Sergio Bastino Mazzino, Luciano Rocco Papaluca, Luigi Pidone, Benito Pistolato, Patrick Radcliffe, Domenico Ragazzi, Antonio Ragnanese, Claude Robert, Mario Ronchi, Domenico Russo, Tarcisio Salvi, Gianfranco Sarto, Giuseppe Spalaore, Mario Spanu, Tarcisio Venturin, Jean Michel Walla, Claudio Zavaroni...Alessio Neri e Riccardo Fieramosca...
...perché, vede, caro Cecchi, è storia, il cielo, prima o poi, restituisce tutto...
Intelligenti pauca”...
Domenico Laudadio
Custode Museo Virtuale Multimediale www.saladellamemoriaheysel.it
Caro Domenico
Ho sempre creduto e credo che se il calcio perde l'ironia e il gusto dello sfottò smarrisce la sua ragione di essere. Forse nei 15 motivi nei quali provavo a raccontare a modo mio perché i tifosi fiorentini non amano la Juventus, non sono stato bravo ad usarla. E se è così, chiedo scusa. Ma se io avessi letto da qualche parte i 15 motivi per non tifare viola, probabilmente ci avrei riso su, magari mi sarei infuriato ma avrei risposto attraverso la chiave dello sfottò e non dell'ira. Sono fatto così. E non credo di essere nell'errore.

In fondo, io non c'entro niente con lo sport. Ho 52 anni, faccio l'inviato occupandomi prevalentemente di politica. Di sport, o meglio: di Fiorentina, scrivo solo una volta la settimana (la domenica) come tifoso, cercando di metterla sempre sulla chiave del costume e non certo del calcio specialistico. Non so se sempre ci riesco, ma questo è il filo conduttore dei miei articoli. Punto.

Su una sola cosa, invece, non accetterei ironie: e cioè sull'Heysel. Avevo una persona cara quel giorno allo stadio di Bruxelles, che rischiò di fare la stessa fine di quella povera gente massacrata dalla follia omicida degli ultrà inglesi. Proprio per questo, provo orrore per ciò che è successo quel giorno e rabbia profonda ogni volta che un imbecille usa parole e striscioni a sproposito per ricordare quella tragedia. Provo talmente rispetto per quei poveri morti, che anche le feste a fine partita che i giocatori fecero quel giorno, in qualche modo mi ferirono, e lo fanno ancora oggi ogni volta che le rivedo. Sono convinto che la violenza sia la leucemia del calcio, la sua metastasi. Ma su questo non esistono colori a dividermi né da lei né da tutti gli altri che vivono il calcio come uno sport e non come campo di battaglia dove sfogare le proprie frustrazioni. Quindi, mi dispiaccio (e non poco) di certi paragoni ingrati, a loro modo offensivi, che francamente non credo di meritare.
20 aprile 2011
Con rispetto
Stefano Cecchi




Gent.mo Stefano Cecchi,
non conosco la presunzione da tifoso juventino di essere immune dall'ironia e dagli sfottò delle tifoserie “avversarie”, che, talvolta, riescono persino a farmi sorridere, come in qualche passaggio del suo articolo. Il problema di fondo per noi juventini, però, è insito in un dileggio serpeggiante per il solo fatto di esistere. Sia esso cabarettistico, umorale, goliardico o scientificamente mediatico, diviene un martirio condiviso esattamente dal momento in cui s'indossa la prima sciarpa al collo. Dicesi “sentimento popolare”, il tribunale sovrano dei fatti di calciopoli, lo stesso che tolse una meritata Champions a Firenze...
Avevo già intuito dal tenore del suo pezzo un voler prendere sul serio fino ad un certo punto il calcio ed i suoi derivati, ma lei conosce benissimo le problematiche di ordine pubblico che accompagnano tutte le partite fra la Juventus e la Fiorentina e non devo essere certamente io, data la sua esperienza giornalistica ed umana, ad insegnarle la prudenza. Anche quella che obiettivamente potrebbe apparire una innocente partita di risiko per altri diventa una guerra nucleare...
In virtù dell'orrore e dello sdegno che lei nobilmente denuncia per gli striscioni ed i cori subdoli della Fiesole, le chiedo di farsi garante presso la dirigenza della Fiorentina e le autorità cittadine dello sradicamento di questa usanza barbara in ogni ambito. Se, in nome dello sport e della civiltà, vorrà scrivere un articolo per condannare autorevolmente questa ripetuta ed impunita infamia e chiedere scusa da cittadino e tifoso fiorentino alle famiglie dei 39 cittadini europei caduti all'Heysel ed alla famiglie Neri e Ferramosca, sono certo che la tifoseria juventina l'apprezzerà moltissimo, al di là delle polemiche di questi giorni e del campanilismo, almeno quanto me la sua gradita e cortese replica.
Con stima.
Domenico Laudadio