31 marzo 2011

NON HA VISTO

"Quando mi hanno colpito ho continuato a correre senza voltarmi. Avevo così tanta adrenalina in corpo che neanche sentivo il dolore. Non ho visto chi è stato". Questo ha dichiarato nell'udienza di mercoledi 30 marzo, Avarino, il diciannovenne riccionese ferito all'occhio sinistro da ultras riminesi lo scorso 13 agosto. "Nè io nè i miei amici siamo mai stati coinvolti in risse" ha continuato il ragazzo " Il gruppo del Riccione non aveva nessun motivo di temere quello riminese, le due squadre non si incontrano da anni".
Doveva infatti essere un'amichevole quella disputata sette mesi fa allo Stadio Romeo Neri tra Rimini e Riccione, un'occasione per far festa, non una competizione. Avarino ha raccontato al giudice di essere arrivato nei pressi dello stadio in motorino assieme ad amici, alcuni di loro in macchina, di aver parcheggiato al Centro Leon Battista Alberti e di essersi recato con gli altri a piedi allo stadio. Giunti in prossimità di Via Arnaldo da Brescia, il 19enne  si è trovato davanti, a una distanza di circa 15 metri, una trentina di tifosi riminesi tra i quali ha riconosciuto subito Manna, Neri, Martini e Baroni. Nel gruppo erano chiaramente visibili bastoni, catene e cinghie, ma Avarino non ha ricordato se anche i ragazzi da lui identificati fossero armati. L'unico su cui si è esposto è Baroni: teneva in mano un ombrello. "Abbiamo capito che c'era pericolo quando ci hanno inveito contro" ha spiegato il diciannovenne.
Gli ultras riminesi si sono scagliati verso i ragazzi del Riccione dando così il via all'inseguimento, durante il quale Avarino e altri due sono stati feriti. "Un oggetto mi ha colpito da dietro e mi ha raggiuntoagli occhi" ha affermato il ragazzo che nonostante la botta ha proseguito verso il motorino, per poi accasciarsi, prima di essere trovato, poco dopo, da una pattuglia di carabinieri che ha chiamato l'ambulanza. "A una prima richiesta di riconoscimento non ho detto niente perchè non volevo cadere in questa solfa" ammette Avarino riferendosi alle trafile giudiziarie, "Poi mi sono deciso quando ho capito che rischiavo la vista". Dichiarazioni, quelle del diciannovenne, che sembrerebbero confermate anche dai video delle telecamere di sorveglianza della caserma Giulio Cesare, situata a poche centinaia di metri dal Romeo Neri. Le immagini relative al lasso di tempo tra le 21.45 e le 22 di quella sera mostrano infatti come la dinamica dei fatti raccontata da Avarino potrebbe essere attendibile. Osservandole si nota dapprima un gruppetto avanzare in direzione stadio nel quale sono stati riconosciuti per la corporatura Avarino e Santoro, il secondo ferito, entrambi in tenuta da "tifosi riccionesi" come gli altri. Dopo dieci minuti si vedono tornare,in direzione opposta, tre persone, con lo stesso abbigliamento, seguite 20 secondi dopo da un gruppo di tifosi del Rimni, riconosciuti sempre dal vestiario tra i quali sono stati identificati Baroni, Neri e Martini. I riconoscimenti sono avvenuti inizialmente da parte degli Ispettori capo Rubino e Montemaggi che hanno seguito da subito il caso. Impegnati nella gestione della tifoseria riminese, avevano sentito, durante l'intervallo della partita, un forte boato provenire dalla zona retrostante la curva ospiti che in quell'occasione era chiusa. Gli Ispettori hanno immediatamente raggiunto quindi via Arnaldo da Brescia dove hanno trovato Santoro a terra sanguinante. Sono stati rinvenuti e sequestrati inoltre un manganello in metallo, una catena, una cintura e un casco malridotto.
Dei 7 ragazzi fermati, cinque sono stati riconosciuti dall'Ispettore Rubino. Dopo un primo arresto, tra fine ottobre e novembre sono stati tutti messi ai domiciliari per  parziale ammissione di colpa, tranne due, scarcerati per mancanza di indizi di colpevolezza. Gli avvocati della difesa hanno puntato il dito contro la questione "casco", che nonostante sia vietato allo stadio, Avarino portava comunque in testa. A tutta risposta il ragazzo ha ammesso: "L'ho tenuto perchè temevo che lasciandolo al motorino me l'avrebbero rubato". Intanto, sulle sue condizioni di salute, su cui pesano già due operazioni all'occhio, si aspetta la perizia del Dottor Tagliabraccia che, prevista per ieri, è stata invece rinviata all'udienza del 18 maggio. Si attendono invece per il 6 aprile le dichiarazioni di Santoro e Migani.
Mara D'Angeli

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