31 marzo 2011

CASMSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSS

(AGI) Roma - Sono sei le gare di serie A che si giocheranno senza tifosi ospiti. Lo ha deciso il Casms, al termine della riunione di oggi. Si tratta di Udinese-Roma del 9 aprile, Bari-Catania, Juventus-Genoa, Bologna-Napoli e Fiorentina-Milan del 10 aprile, Fiorentina-Juventus del 17 aprile. Stessa decisione per le seguenti gare di serie B: Albinoleffe-Torino, Triestina-Livorno e Modena-Atalanta del 9 aprile; per la Lega Pro Carrarese-Prato del 3 aprile, Foligno-Taranto, Casale-Savona, Gela-Siracusa, Hellas Verona-Salernitana e Foggia-Pisa del 10 aprile.
  .

UCRAINI NEONAZI

Nella giornata di ieri è stato caricato su Youtube un video inedito riguardante l’amichevole Ucraina - Italia 0-2 di martedì scorso. Il filmato però non si riferisce ai fatti accaduti sul terreno di gioco come i gol di Giuseppe Rossi ed Alessandro Matri, bensì a quanto successo sugli spalti. Un gruppo di ultras di estrema destra dell’Ucraina ha offerto un pessimo spettacolo esponendo simboli nazisti come quello della 2ª divisione panzer SS “Das Reich“, bruciando un paio di bandiere dell’Italia, ma soprattutto scendendo indisturbati sulla pista d’atletica con il volto coperto dai passamontagna cercando lo scontro contro i rassegnati steward, per finire poi con una bella scazzottata con gli altri tifosi presenti in curva.
La situazione è decisamente preoccupante, in modo particolare perché in questa circostanza le forze dell’ordine hanno dimostrato di non essere per nulla in grado di tenere sotto controllo le intemperanze dei propri tifosi, figuriamoci come si comporteranno quando in Ucraina arriveranno tutte insieme le altre tifoserie calde d’Europa. Se a queste considerazioni sull’ordine pubblico ci aggiungiamo poi che i cantieri dei nuovi stadi sono ancora in alto mare perché sono stati sforati ampiamente, in alcuni casi sono più che raddoppiati, i preventivi di spesa iniziale, ed al momento non c’è la copertura per finire i lavori, il quadro diventa veramente allarmante.
E’ questo il paese che tra poco più di un anno dovrebbe ospitare gli europei del 2012?

NON HA VISTO

"Quando mi hanno colpito ho continuato a correre senza voltarmi. Avevo così tanta adrenalina in corpo che neanche sentivo il dolore. Non ho visto chi è stato". Questo ha dichiarato nell'udienza di mercoledi 30 marzo, Avarino, il diciannovenne riccionese ferito all'occhio sinistro da ultras riminesi lo scorso 13 agosto. "Nè io nè i miei amici siamo mai stati coinvolti in risse" ha continuato il ragazzo " Il gruppo del Riccione non aveva nessun motivo di temere quello riminese, le due squadre non si incontrano da anni".
Doveva infatti essere un'amichevole quella disputata sette mesi fa allo Stadio Romeo Neri tra Rimini e Riccione, un'occasione per far festa, non una competizione. Avarino ha raccontato al giudice di essere arrivato nei pressi dello stadio in motorino assieme ad amici, alcuni di loro in macchina, di aver parcheggiato al Centro Leon Battista Alberti e di essersi recato con gli altri a piedi allo stadio. Giunti in prossimità di Via Arnaldo da Brescia, il 19enne  si è trovato davanti, a una distanza di circa 15 metri, una trentina di tifosi riminesi tra i quali ha riconosciuto subito Manna, Neri, Martini e Baroni. Nel gruppo erano chiaramente visibili bastoni, catene e cinghie, ma Avarino non ha ricordato se anche i ragazzi da lui identificati fossero armati. L'unico su cui si è esposto è Baroni: teneva in mano un ombrello. "Abbiamo capito che c'era pericolo quando ci hanno inveito contro" ha spiegato il diciannovenne.
Gli ultras riminesi si sono scagliati verso i ragazzi del Riccione dando così il via all'inseguimento, durante il quale Avarino e altri due sono stati feriti. "Un oggetto mi ha colpito da dietro e mi ha raggiuntoagli occhi" ha affermato il ragazzo che nonostante la botta ha proseguito verso il motorino, per poi accasciarsi, prima di essere trovato, poco dopo, da una pattuglia di carabinieri che ha chiamato l'ambulanza. "A una prima richiesta di riconoscimento non ho detto niente perchè non volevo cadere in questa solfa" ammette Avarino riferendosi alle trafile giudiziarie, "Poi mi sono deciso quando ho capito che rischiavo la vista". Dichiarazioni, quelle del diciannovenne, che sembrerebbero confermate anche dai video delle telecamere di sorveglianza della caserma Giulio Cesare, situata a poche centinaia di metri dal Romeo Neri. Le immagini relative al lasso di tempo tra le 21.45 e le 22 di quella sera mostrano infatti come la dinamica dei fatti raccontata da Avarino potrebbe essere attendibile. Osservandole si nota dapprima un gruppetto avanzare in direzione stadio nel quale sono stati riconosciuti per la corporatura Avarino e Santoro, il secondo ferito, entrambi in tenuta da "tifosi riccionesi" come gli altri. Dopo dieci minuti si vedono tornare,in direzione opposta, tre persone, con lo stesso abbigliamento, seguite 20 secondi dopo da un gruppo di tifosi del Rimni, riconosciuti sempre dal vestiario tra i quali sono stati identificati Baroni, Neri e Martini. I riconoscimenti sono avvenuti inizialmente da parte degli Ispettori capo Rubino e Montemaggi che hanno seguito da subito il caso. Impegnati nella gestione della tifoseria riminese, avevano sentito, durante l'intervallo della partita, un forte boato provenire dalla zona retrostante la curva ospiti che in quell'occasione era chiusa. Gli Ispettori hanno immediatamente raggiunto quindi via Arnaldo da Brescia dove hanno trovato Santoro a terra sanguinante. Sono stati rinvenuti e sequestrati inoltre un manganello in metallo, una catena, una cintura e un casco malridotto.
Dei 7 ragazzi fermati, cinque sono stati riconosciuti dall'Ispettore Rubino. Dopo un primo arresto, tra fine ottobre e novembre sono stati tutti messi ai domiciliari per  parziale ammissione di colpa, tranne due, scarcerati per mancanza di indizi di colpevolezza. Gli avvocati della difesa hanno puntato il dito contro la questione "casco", che nonostante sia vietato allo stadio, Avarino portava comunque in testa. A tutta risposta il ragazzo ha ammesso: "L'ho tenuto perchè temevo che lasciandolo al motorino me l'avrebbero rubato". Intanto, sulle sue condizioni di salute, su cui pesano già due operazioni all'occhio, si aspetta la perizia del Dottor Tagliabraccia che, prevista per ieri, è stata invece rinviata all'udienza del 18 maggio. Si attendono invece per il 6 aprile le dichiarazioni di Santoro e Migani.
Mara D'Angeli

SERBI IN GRAN FORMA

Oltre settanta ultra' serbi sono arrestati a Tallinn in occasione della sfida di qualificazione ad Euro 2012 fra Estonia e Serbia, terminata 1-1 e giocata ieri. I Dopo 72 tifosi finiti in manette sono stati trovati in possesso di armi da taglio e materiale pirotecnico e avevano un atteggiamento bellicoso. Secondo il sito estone 'DzD.ee' ci sarebbero stati momenti di tensione fra le forze dell'ordine locali e i tifosi ospiti dopo che nel settore occupato dai serbi, circa 700, e' stato esposto uno striscione con scritto 'Liberta' o Morte'.

La Serbia era stata punita dalla Uefa con lo 0-3 a tavolino e l'obbligo di disputare due partite a porte chiuse (la seconda con la condizionale, la prima gia' scontata in casa con l'Irlanda del Nord) dopo i disordini avvenuti a Genova il 12 ottobre scorso e che avevano causato la sospensione del match con gli azzurri. La Uefa aveva poi lanciato un ultimatum alla federcalcio serba avvertendola che non sarebbero state tollerate ulteriori violenze, pena l'esclusione della nazionale e dei club dalle competizioni europee.

PRECISAZIONE

Un video per la salvezza con protagonisti Angelo Palombo e Andrea Poli: l'idea è stata ideata e realizzata dagli Ultras Tito Cucchiaroni, i quali però hanno voluto precisare alcuni punti: 'Il fatto di aver coinvolto il capitano Angelo Palombo e Andrea Poli non vuole rappresentare una dichiarazione di assoluzione della squadra - si legge in un comunicato -, ma deve essere interpretata come un'ammissione di corresponsabilità in cui ogni parte del pianeta blucerchiato, inteso come società, squadra e tifoseria, deve accantonare polemiche, accuse o processi fino al raggiungimento dell'obiettivo salvezza. Loro in campo, noi sugli spalti, facendo, speriamo insieme a tantissimi altri, quello che siamo: i tifosi dell'Unione calcio Sampdoria'.

BASSANO-VERONA

Bassano. Dodici persone denunciate, nove delle quali segnalate al questore per l'emissione di un Daspo (il Divieto di accedere alle manifestazioni sportive), e una deferita per atti contrari alla pubblica decenza e imbrattamento. È questo il bilancio della partita Bassano-Verona. Lo ha riferito ieri nel corso di una conferenza stampa il commissario David De Leo che ha coordinato l'ordine pubblico in occasione dell'incontro. Un servizio, iniziato già dalla sera precedente e sviluppatosi anche nella mattinata di domenica in concomitanza con la Città dei ragazzi, che ha visto impegnati 40 tra poliziotti e carabinieri, 70 uomini di rinforzo chiesti alla Questura e 48 steward messi a disposizione dalla società del Bassano Virtus.
«Già nelle fasi di prefiltraggio - ha spiegato Del Leo - avevamo respinto un centinaio di veronesi privi di tessera del tifoso (quasi 2000 quelli giunti allo stadio, 800 dei quali sulla tribuna ospiti, gli altri su quella locali, lato ovest). Si è deciso di intervenire per sedare le intemperanze di alcuni, non esattamente sobri, e a metà secondo tempo, sette fra i 43 e i 18 anni, sono stati condotti in commissariato perchè oltre ad opporre resistenza avevano violato le disposizioni del ministero che consentiva l'accesso ai tifosi non vicentini solo se muniti di tessera o abbonamento. Sono stati denunciati e per loro sarà chiesto il Daspo».
Le intemperanze, fisiologiche, come ha precisato lo stesso De Leo, si sono verificate anche all'interno dello stadio. Due tifosi veronesi, incastrati dalle riprese della polizia, sono stati denunciati per aver acceso un fumogeno ed esploso un razzo nella tribuna ospiti. Anche per essi sarà chiesto un Daspo. Ma la giornata calcistica ha fatto registrare anche un fatto piuttosto curioso. Un tifoso bellunese di 39 anni, fra i primi ad accedere alla tribuna sud, forse munito di accredito, ha raggiunto la parte sommitale della gradinata, sul lato riservato ai tifosi veronesi e, abbassatosi i calzoni, ha defecato in tutta tranquillità, rialzandosi poco dopo come se nulla fosse. Anch'egli è stato identificato  e denunciato per atti contrari alla pubblica decenza e imbrattamento. La notte prima, due giovani bassanesi avevano scritto frasi ingiuriose sull'asfalto del parcheggio riservato ai veronesi in via Solaroli. Pure essi sono stati segnalati alla magistratura. Ca.B.

KAMARAT-VALDERICE

Il questore di Agrigento, Girolamo Di Fazio, ha firmato 15 daspo, ossia il divieto di accedere in tutti gli stadi d’Italia in occasione di manifestazioni sportive, per altrettante persone, fra tifosi e calciatori della squadra del Kamarat.
I provvedimenti, che vanno dai tre ai quattro anni con la prescrizione di presentarsi negli uffici di polizia al decimo e quarantesimo minuto di ogni incontro di calcio, sono stati già convalidati dal gip del tribunale di Agrigento Stefano Zammuto.
I tifosi erano stati denunciati, dai poliziotti della Digos alla procura della Repubblica, per aver preso parte ad episodi di violenza fra il campo di calcio e gli spogliatoi, lo scorso 6 febbraio, in occasione della partita Kamarat – Valderice.

IN MEMORIA

 Anche quest’anno, per ricordare il sacrificio di Filippo Raciti, Ispettore Capo della Polizia di Stato, in servizio presso il X Reparto Mobile, Catania – rimasto ucciso in occasione degli incidenti verificatisi durante l’incontro di calcio Catania – Palermo, il 2 febbraio 2007 - è stato organizzato il “IV Memorial Filippo Raciti – No alla violenza nello Sport – Tifo caloroso mai violento”.L’evento - organizzato dai colleghi del caduto Filippo Raciti, della Polizia di Stato e del Corpo Forestale della Regione Sicilia, da  atleti Siciliani, e dalla Scuola Atletica “Berradi 091” , con il patrocinio delle Province e dei comuni di Catania e Palermo - si propone di percorrere, attraverso una maratona non competitiva a staffetta di circa 320 Km, il territorio siciliano delle province di Palermo, Enna, Catania.La manifestazione avrà inizio in data 2 aprile 2011 alle ore 08.00, con l’intervento della famiglia del Sostituto Commissario Filippo RACITI e dei rappresentanti della Polizia di Stato, delle Province di Catania e Palermo, del Comune di Palermo e delle Società di Calcio Palermo e Catania. Verrà accesa una fiaccola che gli atleti faranno arrivare fino all’interno del X Reparto Mobile di Catania. Il gruppo di atleti sarà composto da podisti appartenenti alle diverse Forze di Polizia ed appartenenti alle Società Sportive di tutta la Sicilia che partendo da Palermo arriveranno (correndo ininterrottamente per più di 30 ore) a Catania in data 3 aprile 2011 alle ore 14.00, poco  prima dell’inizio dell’incontro di calcio Catania - Palermo, valido per la 12^ giornata di ritorno del campionato italiano di calcio serie “A” .La manifestazione procederà lungo strade Statali, Provinciali e Comunali sempre nel rispetto delle norme previste dal Codice della Strada e si svilupperà nel seguente modo:- concentramento alle ore 08.00 in via Del Fante, presso lo Stadio Comunale di Palermo “ Vito SCHIFANI”,  per la cerimonia d’inizio con la partecipazione di personalità politiche ed istituzionale. Alle ore 08.15 partenza del gruppo di atleti in direzione Comune di Ficarazzi;- usciti dal centro abitato, il viaggio per Catania proseguirà percorrendo le Strade Statali, Provinciali e Comunali attraversando i Comuni di: Palermo, Ficarazzi, Bagheria; Casteldaccia; Altavilla Milicia; Trabia; Termini Imerese; Cerda; Caltavuturo; Gangi; Nicosia; Troina; Bronte; Maletto; Randazzo; Linguaglossa; Piedimonte Etneo; Calatabiano; Taormina; Giardini Naxos; Mascali; Giarre; Acireale; Acicastello.Giunti al Comune di Catania la carovana concluderà la manifestazione presso la Caserma “RINALDI” sede del X Reparto Mobile della Polizia di Stato, percorrendo: Piazza Ognina, viale Artale Alagona,  viale Ruggero di Lauria, Piazza Europa, Corso Italia.La manifestazione si concluderà alle ore 14.00 del 3 aprile 2011 all’interno del X Reparto Mobile, dove gli atleti saranno accolti dai rappresentanti della Polizia di Stato, delle Province, dei Comuni di Catania e Palermo e delle Società di Calcio Catania e Palermo e verrà acceso un braciere posto sotto l’albero di ulivo in onore a
.
Filippo.Studenti delle diverse Scuole della Provincia di Palermo, verranno invitati alla manifestazione per unirsi ad altri della Provincia di Catania. Tutti, al termine della manifestazione saranno accompagnati allo stadio “A. Massimino” per assistere insieme e pacificamente al “Derby”.  I partecipanti, in quanto atleti, appartenenti alle Forze dell’Ordine e non, sentono il bisogno di dover organizzare una manifestazione sportiva di atletica non competitiva, che miri a commemorare la morte del collega Raciti e soprattutto a ricordare che lo sport non può essere collegato alla violenza, poiché esso è un mezzo d’unione di confronto culturale e di convivenza leale e pacifica. In questo modo, coinvolgendo anche le rispettive Province, Comuni e Società di calcio, si cerca di divulgare un messaggio di distensione e di promuovere un:
“TIFO CALOROSO MA MAI VIOLENTO”.
L’evento interesserà i comuni della Provincia di Enna di Nicosia, Cerami, Troina, transitando alle 22:20, circa, del 02.04.2010, dalla città di Nicosia, alle ore  23:55,  nella città di Cerami, per giungere, infine, alle ore 00:45, circa, del successivo 03.04.2010, nella città di Troina.La competizione sportiva, rappresenta un momento di esaltazione dei valori dello sport, e del genuino agonismo, teso al rispetto delle regole, rifuggendo da ogni forma di illegalità.Gli atleti partecipanti – fra cui saranno presenti anche poliziotti della Questura di Enna e del Commissariato di P.S. di Nicosia - infatti, porteranno, una fiaccola – quale simbolo di speranza e di purezza - durante il loro percorso, che verrà passata da corridore in corridore, in corrispondenza alle diverse tappe della competizione sportiva.   L’evento, come in passato, costituirà, altresì, un concreto momento di coesione tra gli appartenenti alla Polizia di Stato, delle forze dell’ordine, degli sportivi e la collettività, sotto l’auspicio di un sano spirito sportivo, scevro della barbara violenza che ha portato all’uccisione di Filippo Raciti. Il Sig. Questore della Provincia di Enna, dott. Salvatore PATANÉ – nel concedere il contributo di uomini e mezzi per la buona riuscita della manifestazione -ha sottolineato, nell’occasione, il quotidiano impegno che caratterizza gli operatori di Polizia, che rende possibile a questi “piccoli uomini”, di diventare “piccoli eroi della quotidianità”, spinti, talvolta, fino all’estremo sacrificio.L’evento sportivo, inoltre, rappresenta l’occasione per focalizzare l’attenzione verso la cultura della legalità nello sport, da diffondere soprattutto fra i giovani, più sensibili al deprecabile fenomeno delle violenze che – soprattutto in passato – vedevano protagonisti gli stadi di calcio italiani.
Sulla competizione, si è tenuta una conferenza stampa presso i locali della Provincia Regionale di Catania, nella mattina del 29.03.2011.
La cittadinanza della provincia di Enna è invitata a partecipare all’evento.

30 marzo 2011

GIUSTIZIA PER BAGNA

Sulla morte di Matteo Bagnaresi, il gup, dopo un'ora in camera di consiglio, ha deciso: l'autista dovrà essere processato per omicidio colposo. Il processo inizierà il prossimo 5 luglio. Si è dunque conclusa con un rinvio a giudizio - ci vorrà il dibattimento - I'udienza preliminare andata in scena ad a Asti, tre anni esatti dopo la morte di Matteo Bagnaresi.

L'imputato è S. S., l'autista che travolse il tifoso parmigiano nell'area di servizio Crocetta dell'A21, a pochi chilometri da Asti. Accusato di omicidio colposo, il conducente del pullman - un quarantenne bergamasco di Covo - dovrà sottoporsi al processo pubblico dopo che nella primavera del 2009 il pm Francesco Giannone aveva chiesto il suo rinvio a giudizio.

Bagnaresi non arrivò mai all'Olimpico di Torino per vedere Juventus-Parma: morì a 27 anni, schiacciato dalla ruota anteriore sinistra del pullman dei tifosi bianconeri. Fu travolto, Bagnaresi, benché avesse le mani appoggiate sul parabrezza, quando l'autista ingranò la marcia e ripartì. E' questo il punto forte della consulenza tecnica disposta dal pm, uno dei cardini dell'accusa, perché è chiaro che se il ragazzo era in quella posizione, l'autista non poteva non averlo notato e avrebbe dovuto fermarsi.

I genitori di Matteo erano ad Asti per l'udienza preliminare con gli avvocati Mario Bonati (che assiste il padre) e Stefano Delsignore (legale della madre). Entrambi hanno presentato al giudice richiesta di costituzione di parte civile. Ma non è ancora stata quantificata uina somma: «La qualificheremo al momento delle conclusioni - afferma Bonati - se non interverrà prima un'offerta risarcitoria, ritenuta congrua, da parte dell'assicurazione».

I difensori dell'imputato - che non hanno optato per richieste di riti alternativi - hanno chiesto il proscioglimento da ogni accusa. Ma il gup ha optato per il rinvio a giudizio.

GIUSTIZIA INGIUSTA

(AGI) Catania - Arrivano dopo quattro anni le condanne per le violenze dei tifosi durante il derby Catania-Palermo del 2 febbraio del 2007, quando fu ucciso l'ispettore capo di polizia Filippo Raciti. I giudici della terza sezione penale del tribunale hanno condannato a pene tra i 5 anni e 2 mesi e i 3 anni e mezzo di carcere quindici imputati accusati di violenza, danneggiamento e violazioni sulla legge Pisanu. Solo due le assoluzioni. Il tribunale ha disposto per tutti l'interdizione alle manifestazioni sportive per cinque anni, assegnando una provvisionale di 15mila euro per ciascuna delle parti civili. .

LA VEDOVA

Marisa Grasso, vedova dell'ispettore Raciti, tornerà allo stadio domenica prossima in occasione del derby tra Catania e Palermo, in occasione del quale suo marito perse la vita quattro anni fa: "Quello di domenica prossima non sarà un derby soltanto tra Catania e Palermo, ma anche quello tra la famiglia di Filippo Raciti e i tifosi: noi in quattro anni siamo cresciuti, e loro dovranno dimostrarlo - dice la Grasso - i miei figli chiedono se qualcuno osserverà il minuto di silenzio, in rispetto della memoria del loro padre. Se questo non accadrà sarebbe un'umiliazione per loro, per tutti. Sarebbe un ulteriore schiaffo per i miei figli, e come madre cerco di proteggerli: per questo non ho ancora deciso se portali con me".

BAGNA VIVE


PDF Stampa E-mail
Curva Nord Matteo Bagnaresi - La nostra Voce
Mercoledì 30 Marzo 2011 08:42
Un altro anno è passato. Velocemente, forse troppo… E’ il tuo giorno Bagna: oggi 30 Marzo, un altro maledetto 30 Marzo… dovrebbe essere un giorno come tanti e invece per noi, è diventata una data particolare, un anniversario da ricordare ogni anno nel migliore dei modi! Non sappiamo bene come definire questo giorno, troppe le sensazioni che si mischiano: il dolore che torna nelle nostre menti, il nodo che si stringe in gola, la scena che scorre spietata davanti ai nostri occhi… Ma anche l’orgoglio di ricordarti, quella voglia di scrivere, urlare, disegnare il tuo nome. Rendere vivo il tuo ricordo e la tua memoria è come trasmettere i valori e i pensieri che tu ci hai insegnato e che abbiamo ereditato come un tesoro inestimabile!
Potremmo scrivere che ci manchi Teo… Sarebbe riduttivo, troppo riduttivo! Perché mancare è una parola sola, tu invece hai lasciato un vuoto incolmabile di un milione di parole in ognuno di noi! Come sempre, non ci sono molte parole da dire o forse sarebbero sempre troppo poche. Ci proviamo, vogliamo provarci e ci sforziamo di respingere la tristezza ed andare avanti nel tuo ricordo, continuando ad essere Ultras come piaceva a te e facendo del bene nel tuo nome. Spesso ci troviamo a ragionare un po’ tutti con la tua testa; ci mettiamo a rileggere gli articoli che scrivevi per la nostra fanzine, immedesimandoci nei momenti in cui avevi tu la penna in mano! Rileggiamo quelle righe, cercandoti tra le tue parole… Quanto ci tenevi Bagna al tuo Gruppo! Un amore sviscerato, di quelli che si possono capire solo se lo si vive, proprio come facevi tu… come stiamo facendo noi anche per te! La vita spesso ci mette di fronte situazioni che ci dovrebbe far diventare uomini forti e sicuri di noi stessi e invece… diventiamo piccoli, impotenti e timorosi e la morte si sà, non guarda in faccia nessuno! Ci sentiamo invincibili e ti vedevamo invincibile, come un guerriero senza paura! Ci guardiamo negli occhi mentre decidiamo come ricordarti quest’anno: ogni discorso o ogni frase che potremmo intraprendere in quei momenti, sappiamo già dove andrà a finire! Dobbiamo omaggiare un amico, un compagno di avventure, una persona rara e preziosa, dobbiamo e ci imponiamo di fare sempre del nostro meglio! Nessuno dovrà mai dimenticarsi di te e di quello che hai costruito… Proprio come stanno facendo i tuoi genitori. Quest’anno vogliamo dare particolarmente spazio a quest’ultima cosa e nello specifico alla Fondazione Matteo Bagnaresi Onlus. Uno spazio aggregativo, una casa d’accoglienza per i giovani che vivono nella nostra città, perché il disagio giovanile era uno di quei progetti che tu avevi particolarmente a cuore e che cercavi di portare avanti. Un’associazione che si occupa anche di corsi di formazione sulla sicurezza sul lavoro e tutela dell’ambiente, perché tu Bagna eri anche questo… un uomo con valori più unici e rari in questo mondo sporco e corrotto! Come sempre, vogliamo ricordare anche gli altri ragazzi che ci hanno lasciato: da pochi giorni il Vappo, il Tino, il Como, il Giuly, lo Zivo, il Bue, tutti quelli per i quali abbiam fatto una coreografia, tutti quelli che vivono nel Vento della Nord.
Ciao Bagna, salutaceli tutti.

Boys Parma 1977

Curva Nord Matteo Bagnaresi
 

SALERNITANA-CREMONESE

La Salernitana vince in rimonta con la Cremonese 2 a 1, ma continuano gli incidenti nel corso delle partite allo stadio Arechi. Tre tifosi della Salernitana sono stati arrestati dagli agenti della Digos, mentre era in corso la gara tra le due rivali per la promozione in serie B. Nonostante fossero già destinatari di divieto di accesso alle manifestazioni sportive, per gli incidenti verificatisi durante Salernitana - Paganese e Salernitana - Verona, i tre ultras si sono presentati comunque allo stadio. Pensavano di farla franca passando inosservati tra il pubblico che assisteva alla partita, ma il servizio di osservazione del personale della Digos li ha intercettati. I tre sono accusati di violazione della disposizione emessa dal Questore di Salerno.

ULTRAS ENNA

Enna. Abbiamo già scritto che non si è ancora placata l’ira dell’Enna sulla terna arbitrale che domenica contro il Ragusa ha indirizzato la gara a favore degli ospiti con decisioni scandalose che hanno defraudato l’Enna. Non è la prima volta che gli ennesi subiscono trattamenti del genere, un disegno che quest’anno si è spesso visto. La partita di domenica è solo l’ultimo dei tanti episodi che hanno fatto perdere la pazienza in casa Enna dove la società dovrebbe seriamente pensare a far sentire la propria voce sia in Lega che nel mondo arbitrale. È impensabile che una squadra che si gioca la salvezza possa sistematicamente subire dei torti. Al di là degli errori e dei demeriti della squadra, non si può assistere inermi davanti ad arbitri ed assistenti che ad Enna vestono i panni di supereroi decidendo le sorti di una gara e senza che vengano poi sanzionati. Sono tanti i casi che hanno visto gli arbitri prendere decisioni penalizzanti contro l’Enna; Serani di Monza è solo l’ultimo di una lunga lista, basti pensare a quello che combinò Fichera di Catania nella gara persa dall’Enna contro il Città di Messina in casa, due espulsioni, rigore inventato per i peloritani e squalifica per Cosimano decisa nel post partita. Tifosi e società sono ormai stanchi di assistere a questo tipo di trattamento per cui è stato chiesto a gran voce massimo rispetto nelle ultime tre partite che restano da giocare.

Anche gli Ultras ennesi, non ci stanno, questa lo loro comunicazione ufficiale, che concludono con un giusto appello:

Quello visto al generale Gaeta di Enna in occasione della partita testa-coda Enna-Ragusa sicuramente resterà impresso per tanto tempo nella mente dei tanti tifosi gialloverdi andati via dal vecchio impianto sportivo delusi e coscienti che a perdere sia stato solo lo sport.
Un furto in piena regola, quello studiato da alcuni personaggi che sono arrivati ad Enna già premeditati. Non è possibile che qualcuno con ben altre referenze e ben altri ruoli, arrivi con l’autobus del Ragusa calcio nel piazzale antistante l’ingresso del Gaeta alle 14,50 circa.
Che volevano l’Enna in promozione per la gestione relativa all’anno scorso era ben chiaro ed evidente (vedi Enna – Città di Messina, etc..) Ma quello visto domenica è troppo ridicolo e offende un’intera città sportiva!
Due rigori che gridano vendetta con l’atterramento netto di Nicola Cosimano ed il fallo di mano netto al 90° da parte di un giocatore del Ragusa, il giocatore Chiaramonte che doveva essere espulso per un fallo di reazione che l’assistente ha visto perchè era davanti (lato gradinata) e moltissimi fuori giochi inesistenti segnalati nella seconda parte della gara con il chiaro intento di non farci giocare! Adesso basta, le colpe da parte della nostra società riguardo ad una sbagliata programmazione di questa stagione sono evidenti a tutti, ma non è possibile andare avanti in questo modo, bisogna che chi amministra la nostra città e chi rappresenta la nostra città a livello politico nello sport siciliano, si prenda carico ed interesse per la prima volta come sia giusto che avvenga di riportare un dignitoso rispetto verso una maglia che ha conosciuto grandi e prestigiosi traguardi sportivi.
I veri ultras e tifosi gialloverdi, da tanti anni sempre presenti ed in prima linea al fianco dell’Enna, non sono più disposti ad accettare queste penose ed indecenti figure, bisogna che si ci svegli un po’ tutti, bisogna che la nostra imprenditoria locale nonostante i tempi di crisi, ritorni come prima a fare la sua parte, contribuendo alla costruzione di una grande squadra degna del nostro blasone”.

29 marzo 2011

PER GHEDDAFI

Nessun problema per la Libia, che ha giocato a Bamako come se si trovasse in casa una partita per il terzo turno delle qualificazioni alla Coppa d'Africa per nazioni (Can 2012), battendo 3-0 le Isole Comore, di fronte a un pubblico che tifava massicciamente per lei.

"Ringrazio il pubblico, ci siamo sentiti come a casa nostra. Ringrazio Dio per questa vittoria. I giocatori sono stati disciplinati, hanno giocato una buona partita nonostante la mancanza di competizione", ha detto al termine del match il ct della Libia, il brasiliano Marcos Paqueta.

Prevista originariamente a Tripoli, la partite con le Comore era stata spostata dalla Confederazione africana calcio (Cap) nella capitale del Mali a causa del conflitto in Libia. Sugli spalti, alcuni spettatori hanno esibito ritratti di Muammar Gheddafi, il cui nome è stato scandito da un pubblico entusiasta. Prima dell'inizio del secondo tempo è stato osservato un minuto di silenzio "per i morti e i dispersi in Libia".

Incitati dal 35 mila spettatori convenuti allo stadio 26 marzo, dove l'ingresso era gratuito, i libici hanno dominato il match grazie all'incontestabile superiorita' tecnica. Andata in vantaggio al 21' con un colpo di testa di Walid Elkhatroushi, la Libia ha segnato ancora al 23' della ripresa con Ahmed Wafa, entrato sl posto di Elkhatroushi. Il 3-0 finale e' stato  siglato, a 8' dalla fine, di Jamal Abdallah, su azione personale. La Libia è ora in testa nel Gruppo C delle qualificazioni a Can 2012 con sette punti (in tre partite), uno più della Zambia. 

CATANIA-PALERMO

Dopo quattro anni i tifosi del Palermo potranno ritornare al “Massimino” di Catania per poter seguire la propria squadra nel derby siciliano. Quattro anni dopo quel maledetto giorno in cui perse la vita l’ispettore di polizia Filippo Raciti, durante i furibondi scontri scoppiati all’esterno dello stadio etneo. Il presidente rosanero Maurizio Zamparini ha parlato a tal proposito ed ha detto di essere sicuro che tutto andrà bene: “Ovviamente spero che non accada nulla di violento, ma sono convinto che sarà un derby molto combattuto e correttissimo sugli spalti. Io non sarò allo stadio, ma ringrazio comunque il presidente Pulvirenti che mi ha invitato. In trasferta non ci vado mai, quindi neanche stavolta farò una eccezione“.
Zamparini poi parla anche della partita in sé stessa, vedendo leggermente favoriti i ragazzi di Diego Simeone: “Dovremo scendere in campo con la giusta grinta perchè tecnicamente siamo superiori. Loro però giocano in casa ed il fattore casalingo in partite come queste conta moltissimo. Direi quindi che le percentuali sono sessanta a quaranta per loro. Non temo nessuno in particolare dei loro giocatori, ma mi preoccupa la loro voglia collettiva di combattere. Sicuramente non sarà un match facile“.

CURVA SUD MILANO

Se Berlusconi fa il 'signore' quando gli si chiede di Leonardo all'Inter e Galliani confessa di esserne ancora amico, certamente tra i giocatori del Milan che si avvicina al derby c'è qualcuno che darebbe una fetta di stipendio pur di non vedersi sorpassare e sfilare il tricolore da parte del proprio ex allenatore passato al 'nemico'.

Atteggiamento di 'tensione agonistica' che diventa risentimento e ostilità aperta quando si passa ai tifosi del Diavolo, che non riescono ad accettare in alcun modo il 'tradimento' - per giunta a caldo, dopo pochi mesi dall'addio - di qualcuno che ha condiviso i propri colori per 13 anni.

Ancora più schierati contro il brasiliano-filosofo sono quegli ultrà che al momento della separazione al termine del campionato scorso si erano schierati apertamente al suo fianco, con tanto di striscione fortemente polemico nei confronti della società esposto all'ultima giornata: "Mister e ragazzi: promossi per l'impegno; presidente bocciato: assente ingiustificato".

Ed è proprio dallo zoccolo duro del tifo milanista, ovvero la Curva Sud, che trapela - come svela 'TuttoSport' - una coreografia per il derby che sarà incentrata sul Grande Traditore. Sarà qualcosa di maestoso e di ironico e che colpirà al cuore ­- elemento tanto caro a Leo - il brasiliano ora nerazzurro...

LONDON BURNING

Roma, 29 mar. (TMNews) - Giro di vite in Gran Bretagna dopo i gravi disordini di sabato alla manifestazione di Londra e in vista delle nozze fra William e Kate di fine aprile: il governo sta pensando ad una serie di provvedimenti ad hoc per impedire ai soggetti più violenti - gli hooligans - di partecipare alle manifestazioni.
Il ministro dell'Interno, Theresa May, intervenendo oggi ai Comuni ha dichiarato di voler ricorrere ai "banning orders" - un provvedimento utilizzato solitamente per tenere a bada la tifoseria calcistica - che vieta agli "hooligans" noti di partecipare a qualsiasi manifestazione, pena l'arresto in caso di un rifiuto. "Ho chiesto alla polizia se ha bisogno di nuovi poteri. E sto considerando l'eventualità di vietare agli hooligans di manifestare. Sto anche passando in rassegna i poteri di cui la polizia già dispone per fare rimuovere passamontagna e mazze. "Se la polizia ne avrà bisogno, non esiterò a concederle nuovi poteri", ha dichiarato il capo dell'Home Office, citato dall'Independent.
Decine di migliaia di persone, 500.000 secondo gli organizzatori, hanno partecipato sabato a Londra alla manifestazione contro i tagli alla spesa pubblica, decisi dal governo del Primo ministro conservatore David Cameron. Alcuni incidenti si sono verificati quando gruppi di hooligans hanno assaltato alcune agenzie di banca, mandato in frantumi le vetrine di negozi lungo Oxford street, saccheggiato il grande magazzino Fortnum & Mason e lanciato pietre contro l'ingresso dell'Hotel Ritz. Almeno cinque agenti di polizia sono rimasti feriti mentre 75 giovani sono stati arrestati.

CAGATE

Spazi mediani, Cesena calcio e comune insieme per insegnare ai ragazzi a tifare civilmente


CESENA - Educare al tifo corretto. Questa è la sfida che Cesena calcio, comune di Cesena e l'associazione Spazi mediani hanno lanciato. Un progetto sul lungo periodo di crescita all'interno delle scuole medie inferiori dove vengano insegnate le regole del vivere civile anche allo stadio. E le parole di Lauro, che ha presentato quest'oggi il progetto insieme all'assessore alla Pubblica istruzione Elena Baredi, a Luca Mancini e al presidente di Spazi mediani Patrizio Orlandi, non possono essere più esplicite: "In campo, come fuori, siamo noi adulti a dover dare sempre il buon esempio".
L'iniziativa, "Tifiamo insieme: i Draghi del Cesena - scuola di tifo corretto, scatenato e creativo", patrocinata dalla provincia di Forlì-Cesena, è gratuita e rivolta agli alunni delle prime e seconde medie inferiori, comprende: laboratori di tifo a scuola, per gruppi di circa 50 alunni, finalizzati alla presentazione del tifoso e delle sue potenzialità e risorse per supportare la squadra, con l'obiettivo di confrontarsi e discutere insieme sul come tifare in modo corretto e creativo; incontri collettivi (il primo sarà giovedì 31 marzo al palazzo del Ridotto alle ore 10) a confronto con giocatori, arbitri (oggi era presente anche l'avvocato Marco Moretto, vice-presidente sezionale dell'Aia) e forze dell'ordine sul tema del tifo, della sicurezza, dei valori sportivi e del gioco di squadra; animazione di incontri del Cesena Calcio, con momenti di aggregazione nel pre-partita, durante Cesena-Fiorentina, Cesena-Bari e Cesena-Brescia (anche nel bresciano questo progetto sta prendendo piede).
Con un occhio ai genitori, ovviamente, perché lo scopo è portare le famiglie allo stadio insieme ai ragazzi. Il progetto sta coinvolgendo 16 classi con circa 350 studenti. L'anno passato, con un progetto analogo, si erano coinvolte circa 56 classi, con più di 900 alunni ma quest'anno si è dato la precedenza alle scuole periferiche del cesenate, con un progetto a parte per alcune classi elementari.
GPT

DUEMILA

La carica dei duemila. Sarà un'autentica invasione. I tifosi della Sampdoria sono pronti a partire per Verona. Emozioni, tifo ruspante. un viaggio all'indietro, quando il pallone lasciava ancora spazio ai sentimenti, alla trasferta di massa. Esodo in piena regola. Come ai bei tempi. Lunga processione in autostrada. Tanti pullman, centinaia di auto. Tutti in viaggio per essere presenti, per incitare la propria squadra del cuore davanti ad un bivio. Le prove d'appello sono finite.
(Il Corriere Mercantile)

28 marzo 2011

JUVENTUS-PALERMO

Un arresto a Palermo nell'ambito di un'aggressione ai danni di supporter juventini da parte di ultra' rosanero. I poliziotti del commissariato Porta Nuova hanno fatto scattare le manette ai polsi di M. L., 25enne palermitano, in esecuzione di un provvedimento di condanna definitiva a 2 anni e 8 mesi, come stabilito dalla Corte d'Appello di Torino il 21 novembre 2010. L., il 7 maggio 2006, di ritorno insieme ad altri tifosi rosanero, dalla partita Juventus-Palermo, sali' a bordo di un convoglio ferroviario che avrebbe condotto i palermitani alla stazione di Genova. Il gruppo composto da 20 giovani aggredi' i pochi tifosi juventini presenti sul convoglio. Attimi di tensione anche per i passeggeri, loro malgrado testimoni delle violenze. .

IL MORTO IN CURVA

Bogota', 28 mar. - (Adnkronos/Dpa) - Un cadavere in curva per fare il tifo. La polizia della citta' colombiana di Cucuta sta indagando sull'incredibile episodio avvenuto durante l'incontro tra la formazione locale del Deportivo e l'Envigado, valido per l'ottava giornata del Torneo Apertura e terminato 1-1. I tifosi piu' caldi del Deportivo hanno portato nella curva dello stadio General Santander la bara di Jacome, 17enne supporter assassinato sabato. La surreale presenza del feretro, a quanto pare, ha scioccato numerosi sostenitori.

TARANTO-NOCERINA

Brutta avventura per alcuni tifosi della Nocerina, in trasferta a Taranto per seguire il match del campionato di Prima Divisione tra la loro squadre del cuore e quella del capoluogo pugliese, terminata con la vittoria degli jonici per due a uno.
Attorno alle diciannove un'auto di tifosi si è fermata per una breve sosta nella stazione di servizio Agip, situata lungo la statale 106 Jonica all'altezza di Metaponto, esercizio chiuso di domenica proprio per evitare le conseguenze prevedibili delle trasferte di alcune tifoserie particolarmente esagitate.
Mentre i giovani campani stavano consumando un panino, sono stati vittime di un vero e proprio blitz da parte di altri tifosi: alcune auto si sono fermate sul ciglio della statale Jonica, sono scese una ventina di persone che, in due minuti, hanno spaccato un vetro dell'auto ferma nel distributore, gettando all'interno un fumogeno che ha dato vita ad un principio di incendio.
Il gruppo di ultras si è poi allontanato riprendendo il suo viaggio.
A spegnere le fiamme hanno provveduto gli stessi tifosi più un altro gruppo fermatosi pochi minuti dopo, intervento che ha evitato di provocare ulteriori danni alla vettura.
Immediato l'arrivo degli agenti della Polizia della Questura di Taranto e dei commissariati di Scanzano Jonico e Pisticci, che hanno avviato le indagini per risalire all'esatta dinamica dell'accaduto e soprattutto per ricostruire la provenienza del gruppo di ultras.
Un episodio che ripropone, ancora una volta, la questione delle trasferte domenicali dei tifosi che, con le loro azioni spesso esagerate e nonostante l'ampio dispiegamento di forze messo in campo da Polizia e Carabinieri, provocano difficoltà e disagi a chi viaggia, a chi lavora e a chi vuole semplicemente divertirsi per una partita di calcio.

MARSALA-HINTERREGGIO

Come abbiamo raccontato ieri, ci sono state scene di ordinaria follia e di stupida violenza allo stadio "Nino Lombardo Angotta''.
Il Marsala giocava contro i calabresi dell’Hinterreggio, che hanno vinto uno a zero grazie ad un rigore trasformato al quinto minuto di recupero del secondo tempo. E la situazione è degenerata allo stadio proprio dopo la concessione del penalty ai biancoazzurri. Dalle vivaci – normali ? - proteste contro l'arbitro Massimiliano Ortuso di Ciampino si è passati a scene oltre il limite. Il Presidente del Marsala, Salvatore Giacalone, è entrato dentro il campo di gioco andando dietro l'assistente per sfogare tutta la rabbia. Alcuni ultras dalla curva sono entrati in campo e hanno minacciato il secondo assistente. Solo tre carabinieri – che hanno ricevuto insulti e sputi - per gestire una situazione assurda. Sono arrivati anche due poliziotti.
La rissa è continuata in campo e in tribuna. Ma, quel che è peggio, negli spogliatoi i giocatori ospiti sono stati aggrediti e picchiati. Il presidente dell’Hinterreggio, Francesco Pellicanò, è stato colpito al volto. Il pullman dei reggini è stato danneggiato…

Anche quando la terna arbitrale ne avesse combinate di tutti i colori ciò non giustifica quello che abbiamo visto ieri allo Stadio municipale durante la partita di calcio dilettantistico tra Marsala 1912 e Hinterreggio.
Tifosi incivili, dirigenti incapaci, un’immagine del calcio e di Marsala che ancora una volta ci fa venire la pelle d’oca. Che violenza stupida e meschina.
Aspettiamo, da cittadini e da tifosi civili – anche in nome dello sforzo che la nostra redazione fa per garantire ogni domenica la diretta delle partite su Rmc 101 – le scuse ufficiali del presidente del Marsala, Salvatore Giacalone.

QUELLO CHE DEFINIVA "PEZZENTI" GLI ULTRAS....

MILANO - L'ex terzino del Milan e «bandiera» rossonera, Paolo Maldini, è stato rinviato a giudizio con le accuse di corruzione e accesso abusivo a sistema informatico. Lo ha deciso il gup di Milano, Luigi Varanelli.
Maldini, secondo l'accusa, avrebbe dato soldi a un funzionario dell'Agenzia delle Entrate per aggirare i controlli fiscali, affidandosi a lui anche per una verifica illecita relativa ad un'operazione immobiliare che voleva portare a termine in Toscana. Il processo al calciatore si aprirà il prossimo 21 giugno davanti alla decima sezione penale del Tribunale di Milano. A processo anche altre 12 persone, per le accuse di corruzione e accesso abusivo a sistema informatico.
GLI ALTRI IMPUTATI - Nell'udienza preliminare, che si è conclusa lunedì, erano imputate in totale 39 persone, tra dipendenti dell'Agenzia delle entrate e commercialisti, i quali avrebbero aiutato decine di imprenditori e titolari di società ad aggirare i controlli fiscali o ad ottenere trattamenti più favorevoli. Alcuni imputati hanno scelto il patteggiamento, altri il rito abbreviato definito davanti al giudice, altri quello ordinario, come Maldini. L'ex terzino del Milan, secondo le indagini coordinate dal pm Paola Pirotta, si sarebbe rivolto al funzionario dell'Agenzia delle entrate Luciano Bressi, finito in carcere nell'inchiesta, per «aggirare» controlli fiscali. Bressi aveva raggiunto un accordo con la Procura per patteggiare la pena, restituendo circa un milione di euro all'Agenzia delle Entrate.

ARCHIVIAZIONE PER LA MOGLIE - Il gup ha inoltre archiviato l'accusa di corruzione contestata alla moglie dell'ex calciatore, Adriana Fossa. La donna, assistita dall'avvocato Danilo Buongiorno, era accusata di corruzione per lo stesso episodio di cui è imputato il marito, rinviato a giudizio anche per accesso abusivo a sistema informatico. Lo stesso Pm, Paola Pirrotta, aveva chiesto l'archiviazione per la posizione della moglie di Maldini
LA CORRUZIONE - Stando alle indagini, fino al 23 giugno 2009 Maldini avrebbe corrotto Bressi offrendogli non solo «l'onorario per lo studio (circa 40 mila euro annui)», ma anche la «procura speciale» della società costituita con la moglie, la Velvet Sas, «da cui scaturivano ingenti corrispettivi 'in nerò (somma non inferiore a 185 mila euro)». Inoltre, tramite Bressi, avrebbe acquisito «dati riservati» all'anagrafe tributaria sul conto di Alessandro P.B., che faceva parte di una società nella quale l'ex calciatore sarebbe voluto entrare per un affare immobiliare. Maldini, assistito dall'avvocato Danilo Buongiorno, si è sempre difeso sostenendo che sarebbe stato lo stesso Bressi a sottrarre soldi dalle casse della società Velvet.
«SERENO» - Attraverso il suo legale, l'avvocato Danilo Buongiorno, l'ex giocatore della nazionale si dice «sereno» perchè «non ha mai corrotto nessuno». E aggiunge di essere «contento» perchè è stata archviata l'accusa a carico di sua moglie. Il suo avvocato precisa che «non ci sono le prove della corruzione e il tribunale se ne renderà conto».

IN TRIBUNALE - L'ex giocatore della Nazionale era presente in tribunale a Milano, lunedì mattina, quando il gup ha letto la sua ordinanza, proprio in contemporanea alla presenza nel palazzo di giustizia milanese di Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio e del Milan.

27 marzo 2011

COMUNICATO DEI BRAVI RAGAZZI JUVE CURVA SUD

GIORNALISTI INFAMI, ORA CHE VI SIETE SCATENATI INDICANDOCI, TANTO PER CAMBIARE, COME IL MALE ASSOLUTO, PUBBLICANDO NOMI E COGNOMI CORREDATI DA FOTO E FILMINI DA PRIMA COMUNIONE DEI NOSTRI RAGAZZI ARRESTATI E/O DIFFIDATI, LASCIATE CHE VI ESPRIMIAMO IL NOSTRO TOTALE DISPREZZO PER LA VOSTRA CONSUETA IPOCRISIA E LA TOTALE IGNORANZA CON CUI TRATTATE LE NOSTRE VICENDE. ABBIAMO LETTO SUL QUOTIDIANO "LA REPUBBLICA" PERSINO L'INTERVISTA AD UN NOTO DOCENTE UNIVERSITARIO, EX-MILITANTE DI UNO DEI GRUPPI PIU' VIOLENTI DEGLI ANNI SETTANTA, RESPONSABILE ( IL GRUPPO ) A TORINO ANCHE DI EFFERATI FATTI DI SANGUE, LIQUIDARCI COME SUBUMANI, GENTE INDEGNA DI PAROLE E DI COMMENTI. 
DAVVERO BISOGNA AVERE UNA GRAN FACCIA DA CULO PER DIRE CERTE COSE SENZA PROVARE VERGOGNA ! 
SU UN ALTRO QUOTIDIANO ABBIAMO POI APPRESO DI ESSERE UN GRUPPO DI SINISTRA, PROPRIO NOI CHE FACCIAMO DELL'APOLITICITA' LA NOSTRA BANDIERA, FERMO RESTANDO CHE TRA NOI ESISTONO CULTURE E SENSIBILITA' POLITICHE DIVERSE, CEMENTATE DA VALORI SCONOSCIUTI A CERTA GENTAGLIA INCRAVATTATA, L'AMICIZIA E LA FEDELTA'. 
NOI STIAMO CON I DIFFIDATI E I CARCERATI, CON PUDRA E CON CHI PAGHERA' A CARO PREZZO E DI TASCA PROPRIA IL CORAGGIO E LA GENEROSITA' DEI BRAVI RAGAZZI.
PUDRA LIBERO ! DIFFIDATI SEMPRE PRESENTI !

RAZZISMI

"Questo clima di razzismo è deprimente. Siamo tristi. Non è bello uscire dal proprio paese, arrivare qui e vedere che succedono cose di questo tipo. Ma è meglio non affrontare questo argomento''. Parola dell'attaccante brasiliano Neymar ai microfoni dell'emittente brasiliana Sport Tv. Il gioiellino del Santos nel corso dell'amichevole tra Scozia e Brasile è stato 'bersagliato' dagli ululati dei tifosi di casa e Sport Tv ha mostrato, con dei filmati, che quando il giocatore è uscito dal campo (al 44esimo del secondo tempo) gli sono state lanciate delle banane dagli spalti.
Duro anche il compagno di squadra, il centrocampista Lucas Leive: “Il razzismo non deve avere spazio nel mondo. In Europa si credono gente del primo mondo, ma è dove certe cose accadono di più”.
Redazione Datasport

LITUANIA-POLONIA

ULTRAS DORIANI

"Segui e sostieni la Sampdoria, perché la Sampdoria ha bisogno di noi". Recita così lo slogan con cui gli Ultras Tito titolano, sul loro sito internet, un video significativo che fa proseguire il "programma" di mobilitazione del pubblico blucerchiato a Verona.
Il filmato, che vede protagonisti capitan Palombo e Andrea Poli, chiama a raccolta tutti i sampdoriani, invitandoli a stringersi attorno alla squadra da qui alla fine della stagione. Un capitolo importante e significativo, che arriva dal cuore del tifo doriano alla vigilia di una settimana fondamentale per il futuro della Sampdoria.
Questo il messaggio degli Ultras, in coda al video: "Quando un obiettivo è sentito, condiviso, per quanto difficile esso sia, si può raggiungere. Si può essere tifosi nella vittoria, e questo è bello; si può essere tifosi nella sconfitta, e questo è straordinario. Noi non temiamo la sconfitta che ci rende più forti, uniti e compatti, ma allo stesso modo vogliamo intensamente la vittoria. Chi si sente sampdoriano, ora più che mai, non ha che un modo per partecipare all'impresa: seguire e incitare la Sampdoria".
Sul fronte del campo, ok Palombo e Guberti, mentre Pozzi rimane ancora in dubbio per la gara col Chievo. Martedì mattina la ripresa.

RAZZISMI

MILANO - Da una parte c'è il verbale di un giovane arbitro che parla di «insulti razzisti» contro un calciatore-esordiente di colore. Dall'altra ci sono le testimonianze di una ventina di genitori che negano tutto: negano i genitori accusati di aver pronunciato le frasi razziste e quelli della squadra «offesa». In mezzo c'è l'ennesima polemica sui cori xenofobi negli stadi. Con l'attaccante Stefano Okaka che arriva a invocare misure drastiche: «Quelle persone sarebbero da arrestare». E i vertici veneti della Figc che, per bocca del presidente Fiorenzo Vaccari, minimizzano: «In A succede tutti i giorni ma non si fa tutto questo can can. Le regole sulla responsabilità della squadra vanno riviste, ma qui si sta esagerando sul nulla e questo fa male soprattutto ai ragazzi».
Perché questa volta Balotelli e la serie A non c'entrano. Bersaglio degli insulti durante una partita Esordienti del 19 marzo è stato un dodicenne del CasierDosson (Treviso). E quelle persone sono i genitori della squadra avversaria: il Silea, multato dal giudice sportivo con un'ammenda di 600 euro. Il racconto di quel sabato pomeriggio è contenuto nel referto arbitrale: «Dal 10° del 3° tempo a fine gara», dunque per una decina di minuti, i sostenitori del Silea «proferivano insulti discriminatori di origine razziale verso un giocatore avversario di colore».
Tra i primi a commentare l'episodio il presidente del CasierDosson Flavio Ruzzenente: «Non ero alla partita - ha premesso nelle prime dichiarazioni - ma il referto è chiaro. Non si può far finta di niente di fronte a fatti di tale gravità. Mi auguro che il Silea faccia pagare l'ammenda ai genitori». A distanza di poche ore però, solo la premessa viene ribadita: «È stato montato un caso esagerato - dice -. Non ci sono stati cori o singoli insulti. Nessuno ha sentito nulla. Mi hanno chiamato i genitori per dirmi che è un errore e che testimonieranno per il Silea». E il giovane calciatore? «Vive qui, fa la prima media, gioca con noi da un paio d'anni col fratello. Nemmeno lui s'è accorto di nulla. Così in campo, speriamo che non debba accorgersene dai giornali». Sono 12 i genitori de Casier che testimonieranno a favore dei sei del Silea. «Testimonieranno tutti, per dire che di insulti razzisti non ce ne sono stati, che è solo un equivoco», afferma Dario Liberale, dirigente del Silea. Ma il verbale dell'arbitro afferma il contrario: «È giovane, forse s'è confuso. È stato ripetuto il nome del nostro Romeo, con la "r" arrotata, e lui, a 30 metri, avrà capito "nero"». Aggiunge il presidente Vaccari: «In prima istanza l'arbitro ha sempre ragione. Ma un arbitrino di 16 anni, che ha scritto una frase, potrebbe aver frainteso. È successo di recente, sempre in Veneto, in una partita Eccellenza: l'arbitro ha attribuito frasi razziste ai tifosi della squadra di casa, invece arrivavano da quelli ospiti».
Le frasi però ci sono state. «E per quanto gli arbitri siano giovani (si comincia a 15 anni) l'unica cosa che fa fede è il loro rapporto - dice il segretario regionale dell'Associazione arbitri Lucio Zavarise -. Vogliamo forse dire che s'è inventato tutto?». Lo esclude Mario Vincenzi, segretario del Casier: «Qualcuno di sicuro ha esagerato. Pare che un nonno, dopo l'espulsione, abbia detto "tutta colpa di quello nero"». Sicuro che abbia usato queste parole? «Guardi, di sicuro posso solo dire che se i genitori stessero a casa, sarebbe meglio per tutti».
Alessandra Mangiarotti

COMUNICATO VIKING FORLI' 1986

Una breve spiegazione sulla nostra assenza a Roma.Partiamo dall’ inizio, a Cesena è impossibile fare i biglietti senza tessera e la ricevitoria più vicina è ad Ascoli Piceno, quindi non certamente di strada.Siccome la questura di Roma ha indicato una sola ricevitoria dove acquistare i biglietti , ci presentiamo sulle 15,30 e con nostro stupore c'è solo un addetto all’ emissione .La nostra presenza si aggira sulle 150-200 persone, attendiamo pazientemente il nostro turno ma passando il tempo ci rendiamo conto che sarà impossibile,visto la loro lentezza, fare i biglietti. Cosi a dieci minuti dalla chiusura della biglietteria (alle 18.00) decidiamo di avviarci verso lo stadio.Arrivati a destinazione ,verso fine primo tempo, nella speranza di poter trovar un accordo con le FDO spieghiamo tutto l' accaduto e chiediamo di far entrare anche chi sprovvisto di biglietto ( 40- 60 Ultras ) OVVIAMENTE PAGANDO.Con nostro rammarico ci viene negato l’accesso con la scusante di avere problemi per L’IDENTIFICAZIONE . E qui ci chiediamo: non potevano servirsi della telecamera riprendendo il documento e il volto della persona, peraltro cosa SUBITA decine di volte ?? In seguito al loro rifiuto si decide tutti di non entrare per solidarietà verso chi non è riuscito a fare il biglietto.Per dimostrare la nostra indignazione c’è stato chi è rimasto sotto la sud e chi è andato a Montecitorio per protestare.Troviamo indecente che nel 2011 in un epoca dove tutto è semplificato dall’uso dei computer e dove ci sono ricevitorie abilitate alla vendita di biglietti sparse in tutto il territorio, che per acquistare un biglietto si debba stare 3 ore in fila per fare 150 - 200 biglietti nell’unica ricevitoria indicataci espressamente dalla QUESTURA di Roma a 20 km dall’ Olimpico di Roma e vederti chiudere il terminale alle 18.00 ( ora di inizio del match)RICORDIAMO CHE ALL’OLIMPICO LE BIGLIETTERIE SONO CHIUSE.ORA CAPIAMO PERCHE' IN LAZIO - CESENA C'ERANO SOLO 20.000 SPETTATORI.Siccome le ricevitorie Lottomatica ci sono ovunque , non capiamo il motivo dell’ impossibilità nell’acquisto dei biglietti di qualsiasi settore a casa propria senza tante alchimie.UN GRAZIE ALLA F.I.G.C . E ALLA NOSTRA CLASSE POLITICA CHE CON LE LORO FIDELIZZAZIONI E LEGGI SPECIALI STANNO SVUOTANDO GLI STADI .

SLOVENIA-ITALIA 25.03.2011

FAMIGLIA SAMP

Questa sosta di campionato capita “a fagiolo”, come si usa dire. Dovremmo approfittarne tutti per riprendere fiato, distendere i nervi e dimenticare un attimo le disavventure blucerchiate di questa maledetta annata. Ancora meglio se riuscissimo a trovare qualche motivo di ottimismo che ci permetta di affrontare il finale di stagione con meno ansie e meno rabbia.
Io, purtroppo, non riesco ad arrivare a tanto. Ma voglio invitarvi a una riflessione che, anche se non cambierà lo stato delle cose, può spingerci a una disamina a monte dei nostri attuali problemi e ricordare a tutti qual è la nostra identità.
Partiamo da uno striscione che è stato esposto durante l’amichevole col Derthona in settimana: “La ballerina malata? Rovinata da chi l’ha adottata”. La frase, azzeccata a parer mio, fa naturalmente riferimento in chiave polemica alla definizione che il presidente Garrone aveva dato della Sampdoria nel momento in cui l’aveva rilevata nove anni fa, a un passo dalla serie C.
Quello di cui allora non ci eravamo accorti era che Garrone parlava della Samp come di un’entità per la quale nutriva simpatia, ma fondamentalmente estranea a lui e alla sua famiglia. Mentre per noi tifosi, la Samp è sempre stata e sempre sarà una componente di famiglia. La differenza è tutta lì: evidente, addirittura abissale se ci si addentra in profondità.
Non so se succede anche a voi, ma quando vedo mio padre o sento mio fratello o mio cugino al telefono, per esempio, è inevitabile un accenno, anche minimo, al Doria e alla sua situazione. E il tono che usiamo è, a seconda dei casi, dimesso come se parlassimo di un parente ricoverato in ospedale o gioioso come se parlassimo della promozione o la laurea di una sorella o una zia. Capito cosa intendo? Il nostro è un sentimento viscerale, la Samp è sangue del nostro sangue!
Per Garrone, ne sono sicuro, le cose non stanno così. Le vorrà anche bene, non dico di no, ma per quella “ballerina” i suoi sentimenti sono fondamentalmente tiepidi, come se si trattasse di un’adozione a distanza. Ecco qual è il punto focale della situazione, la differenza che passa tra amore interno, famigliare e disinteressato, ed amore esterno, calcolato e freddo.
Ma è su questo, d’altro canto, che poggia la mia fiducia di tifoso sampdoriano. Noi e la nostra passione per questi colori ci saremo sempre. Che ci accolgano i maggiori templi europei del calcio con le note della Champions League o gli stadi più sgangherati della cadetteria, noi e il nostro amore saremo sempre al fianco della nostra squadra. Il probabile esodo di domenica prossima in quel di Verona ne sarà la prova più lampante e il punto dal quale ricominciare, stringendoci assieme in un simbolico abbraccio come fanno le famiglie nei momenti di difficoltà.
Dopo tutto il nervoso e la rabbia di quest’ultimo periodo, forse è il caso di far sentire ai giocatori e al tecnico tutto l’amore che nutriamo per la Sampdoria, a prescindere dagli interpreti e i nomi di chi indossa la maglia o gestisce la società. Hai visto mai che cambi qualcosa…

SPY


Spycalcio

Tessera del tifoso
E adesso che fa Maroni?

Violenza negli stadi (e dintorni): la situazione quest'anno è migliorata, anche se la battaglia è ancora lunga e tutto il progetto della tessera del tifoso va rivisto. A vantaggio dei tifosi. Ultimamente ci sono stati alcuni episodi di allarme, anche se, fortunatamente, con pochi danni. Si temeva ad esempio per il comportamento di alcuni sostenitori del Gruppo denominato "Ultras Italia" a Lubiana: ma un attento controllo della polizia italiana, in collaborazione con quella slovena, ha evitato qualsiasi incidente o brutta figura (come in passato). Solo qualche tifoso, senza biglietto, non  ha potuto entrare nello stadio. Un altro episodio.  Fiorentina-Roma Primavera: 300 tifosi giallorossi non tesserati, lancio di fumogeni (zero denunce). Fiorentina-Roma di campionato: 600 tifosi giallorossi tesserati, nessun problema. Vergognoso invece il comportamento di alcuni sostenitori del Torino e della Juventus che in occasione di una partita di beneficenza, per la ricerca sulla Sla, hanno tentato di scatenare incidenti. Forse in ricordo dei derby. Da Roma, vengono spedite intanto molte email all'Uefa di tifosi contrari alla tessera del tifoso. Da Nyon, silenzio. Si sa che Michel Platini è contrario a qualsiasi forma di schedatura, tessera inclusa, ma il massimo organismo europeo non interviene mai in questioni interne delle sue Federazioni. Di sicuro, comunque, a fine stagione qualcosa andrà fatto. Il Viminale vorrebbe che in trasferta andassero solo i tifosi tesserati (salvo qualche caso particolare, con forte impegno dei club di casa). Di sicuro, il doppio "binario" (tesserati in tribuna e gli altri nella gabbia degli ospiti...) non può funzionare. Inoltre i club devono davvero capire che la tessera del tifoso si chiama così perché deve venire incontro ai tifosi, e non penalizzarli, come successo troppe volte quest'anno. Non deve essere la tessera del business. Maroni non vuole tornare indietro? Ok, ma deve obbligare i club a fare la loro parte, altrimenti la tessera sarà sempre vista come uno strumento di polizia. E non deve essere così. Dal Viminale sostengono, ad esempio, che quest'anno grazie alla tessera i tifosi del Napoli sono tornati in trasferta, anche perché quei 200-300 che facevano casino, causando danni, ora se ne stanno a casa. Sarà anche così: ma si poteva trovare un altro sistema per bloccare quei 200-300 senza istituire la tessera del tifoso? Sì, si poteva. Ma è stata scelta questa strada tortuosa, e, come detto, a volte troppo penalizzante per tifosi (e ultrà) perbene, che sono la stragrande maggioranza. Vanno emarginate le frange di violenti di mestiere, dei tifosi che-come dice Platini-hanno fatto un business col calcio. Ma bisogna agevolare chi vuole vivere la partita in maniera civile. Con un tifo "forte", ma nei limiti delle regole. La strada, come detto, è ancora lunga: e tutti, ripeto tutti, devono fare la loro parte. Non solo Maroni.

Stop ad Albertini: i club preferiscono gli stranieri...
Bocciata la proposta di Demetrio Albertini e Cesare Prandelli di fare giocare una selezione di Under 21, o under 19, nel campionato di Lega Pro. Troppi problemi: chi pagherebbe i giocatori? Quali club li lascerebbero per tutta la stagione alla Figc? Nel volley, il progetto è fallito. Nel calcio si sta studiando una via per fare giocare di più i giovani azzurri, oggi chiusi dagli stranieri. Albertini propone anche di ridurre l'età della Primavera da 21 a 19 anni, inoltre vorrebbe (come all'estero) anche le seconde squadre dei club. Ma sull'under 21 in campionato ci sono pochi sì, e tantissimi no: lo stesso Arrigo Sacchi, responsabile delle Nazionali, sembra tiepido (forse perché l'idea non è sua?). Andrea Abodi, presidente della Lega di B, si è dimostrato subito molto perplesso, se non contrario. Niente da fare anche dalla Lega Pro: il presidente Mario Macalli ha bocciato l'idea come 'folclorista'. No anche dal consigliere federale di lungo corso Gabriele Gravina. La stessa Lega, con il consigliere Archimede Pitrolo, è da tempo contraria alle seconde squadre dei club. Insomma, per Albertini un no da tutti (o quasi) i fronti: ma va almeno lodata la sua volontà di trovare soluzioni per dare spazio ai nostri giovani. I club-salvo rare eccezioni-sono solo interessati a prendere giocatori stranieri (che hanno superato ormai quota 1000!), e non solo perché costano meno degli italiani. Sarebbe interessante capire perché molti soldi finiscono all'estero...

Londra 2012: biglietti a ruba per nuoto e scherma
E' la caccia al biglietto per Londra 2012: la dotazione "italiana" è molto ridotta, circa 25.000 tagliandi, e a fine aprile potrebbe già essere esaurita. Il Coni ha affidato l'esclusiva della vendita dei biglietti, per l'Italia, alla G&G  (telefono 02-43995115 e 43990258). Ci spiega Giorgio Garofalo: ''Ogni giorno abbiamo circa 500-600 rischieste, presto raggiungeremo il sold out. I biglietti più richiesti? L'inaugurazione e le gare di nuoto e scherma, dove possiamo vincere molte medaglie. Ma i tagliandi avuti sinora sono pochi, molti meno di quanto abbiamo chiesto: spero che adesso gli organizzatori ci diano altri biglietti''. L'Italia è stata molto penalizzata, le richieste sono tantissime, anche se andare a Londra, fra un anno, non costerà certo poco: gli albergatori hanno triplicato i prezzi, una doppia in periferia a Londra costa 300 "pounds" al giorno.

Pancalli: "Sport paralimpico dimenticato dallo stato"''Con il passare dei giorni, la mia moderata preoccupazione aumenta sempre di più''. E' il grido d'allarme di Luca Pancalli, presidente del Comitato paralimpico italiano e vicepresidente del Coni. Pancalli denuncia lo stallo del rifinanziamento governativo allo sport paralimpico. ''Ho ricevuto tutte le rassicurazioni del caso dal sottosegretario allo sport Crimi e dal Ministero dell'economia - ha dichiarato Pancalli intervistato da Radio 24- ma senza i 6 milioni di euro del finanziamento dello stato l'attività sportiva paralimpica in Italia si blocca. Ora siamo di fatto impossibilitati a operare e programmare''. E aggiunge: ''E' una situazione molto grave nell'anno preolimpico, rispetto anche all'entità della cifra, che non mi sembra certo eccessiva rispetto all'intero bilancio dello stato''.

Già 11 qualificazioni olimpiche: ok anche D'Aniello e Bruno
Francesco D'Aniello (tiro a volo, double trap) e Francesco Bruno (tiro a segno, pistola libera 50 metri) hanno conquistato il "pass" olimpico: sono 11 gli azzurri sicuri di partecipare all'Olimpiade di Londra 2012. Le ultime qualificazione si concluderanno nel luglio del prossimo anno, pochi giorni prima dell'inizio dei Giochi estivi.

TIFOSI

(Calciopress – Redazioneweb) Si è svolto presso all’Aliante Faculty Club di Firenze, un incontro, organizzato dallo staff di Dodicesimouomo.net, argomento principale della serata le restrizioni per i tifosi ed i mali che stanno affliggendo il calcio italiano, sempre più lontano dalla passione dei sostenitori. Alla serata, a cui abbiamo partecipato come ospiti, erano presenti, giornalisti, professionisti, tifosi, ultrà e persone amanti del calcio. Su tutti ha spiccato la presenza dell’Avv. Lorenzo Contucci, che, come per Giovanni Adami,  è stato definito “l’avvocato degli ultrà”.
La serata si è aperta con un bel gesto di solidarietà, verso Giulia, una bambina In cura a Houston per una terribile malattia che, accompagnata da papà Riccardo, ha voluto salutare tutti coloro che le sono stati vicino, portando buone notizie sul suo stato di salute.
Oltre al nostro Vicedirettore, Stefano Cordeschi, erano presenti l’Avv. Contucci, Domenico Mungo, ed altri ospiti che, hanno  parlato dei mali attuali di un calcio che sta allontanando sempre più i tifosi dagli stadi. Si è parlato anche delle difficoltà economiche in cui versano le categorie inferiori, nonché dell’informazione annessa al mondo del calcio, con riferimento principale alle televisioni.
Elemento centrale della serata e, non poteva essere altrimenti, la tanto contestata Tessera del Tifoso, su cui l’Avv. Contucci ha esposto le incongruenze e le battaglie legali verso alcuni punti del provvedimento. Molti gli interventi e le domande dei presenti sugli argomenti trattati, a testimonianza di quanto i tifosi, pur delusi da un calcio che non riconoscono più, amino sempre questo sport ed i propri colori.
Redazioneweb – www.calciopress.net

CURVA NORD BRESCIA 1911


Giustizia per Paolo Scaroni!
Sul banco degli imputati otto agenti della «Celere».
Chiamato in causa anche il ministro Maroni: sarà ascoltato il suo legale.
Anche il dicastero con il suo responsabile Maroni dovrà infatti rispondere in qualità di responsabile civile di quei calci e manganellate alla testa che hanno stravolto per sempre la vita del tifoso del Brescia, Paolo Scaroni, 34 anni, il 24 settembre 2005 dopo la partita tra l'Hellas e le Rondinelle.

TENSIONE A MONZA

La tensione è salita ai massimi livelli. Ora anche nella "pacifica" Monza la rabbia per una stagione incredibilmente maledetta è sopra ai livelli di guardia. Dopo la "visita" di due settimane fa, un gruppo di ultras sabato mattina è tornato nuovamente a Monzello per appendere uno striscione. "20 marzo 2011: questo è solo l'inizio...": il testo dello stesso. Il riferimento sarebbe ad un episodio avvenuto domenica scorsa, quando la squadra è rientrata dalla trasferta di Lumezzane. All'Eurohotel di Concorezzo, dove alcuni giocatori avevano parcheggiato le auto, sarebbero volate parole grosse e qualche spintone nei confronti di alcuni giocatori, tra i quali Vignaroli. Da qui la decisione dello stesso attaccante di rescindere il contratto e di andarsene. Nessuno al centro sportivo ha voluto infatti commentare né spiegare il motivo che ha portato alla rescissione dell'esperto giocatore.

BOYS PARMA 1977

Domenica 27 marzo 2011, approfittando della pausa del campionato, andremo a Noceto e finalmente riusciremo a consegnare al gruppo Ultras “Red Blue Eagles l’Aquila 1978” i 2.085,50 euro che avevamo raccolto per il popolo abruzzese dopo il devastante terremoto del 06/04/2009.
Volevamo consegnare i soldi direttamente, di persona, senza spedirli o senza fare “passaggi di mano”, e purtroppo per problemi logistici il tempo è passato velocemente. Siamo comunque convinti che la gente colpita dal terremoto abbia bisogno di appoggio e solidarietà, anche se a due anni dalla tragedia.
La nostra donazione si andrà ad aggiungere a quella di tante altre tifoserie italiane e servirà per la costruzione di un parco ricreativo a L’Aquila, denominato “Parco del Sole”. Un parco giochi per bambini con all’interno anche un monumento in ricordo delle 308 vittime del terremoto dove verranno incisi tutti i nomi dei gruppi Ultras che hanno partecipato, monumento che si chiamerà “Parco del Sole Ultras d’Italia”.
Vogliamo ricordare che i 2.085,50 euro sono stati raccolti interamente grazie all’iniziativa “Boys Parma per l’Abruzzo” da noi organizzata e seguita, e grazie alla solidarietà dei parmigiani, senza appoggi esterni, di qualsiasi natura.
Dopo il terremoto collaborammo anche con Caritas e in occasione di Parma-Ascoli furono raccolti ben 14.148,68 euro, dei quali 5.737,79 euro da noi in Curva Nord. Tali fondi sono stati in seguito gestiti interamente da Caritas.
In molti hanno già dimenticato, ma gli Ultras no e continuano a dimostrare la loro solidarietà al popolo d’Abruzzo.
Perchè gli Ultras amano costruire, e SENZA SPECULARE!

Orgogliosamente,

26 marzo 2011

ADRIA-NO

In pochi lo cercano, nessuno lo vuole. Adriano è a un passo dall'essere un nuovo giocatore del Corinthians, ma c'è qualcuno che in Brasile è scontento. Si tratta dei tifosi del Timao, alcuni dei quali hanno manifestato chiaramente il loro pensiero davanti alla casa del medico del club, Joaquim Grava. "Adriano, il Corinthians non è una clinica di recupero. Non ti vogliamo qui", hanno scritto su uno striscione.
"Il problema alla spalla c'è ancora e mi servirà un mese e mezzo per essere al top. Mi hanno cercato 3-4 squadre, ma Ronaldo mi ha parlato del suo amore per il club e dell'affetto che i tifosi hanno verso di lui, mi ha convinto ad entrare in questa famiglia e io adesso voglio entrare nel cuore della "torcida" come ha fatto lui", ha spiegato l'ex giallorosso.
I tifosi ce l'hanno con Adri anche per il suo passato al Flamengo, ma di certo la sua nuova avventura brasiliana non comincia nel modo migliore. Difficilmente il Corinthians si farà condizionare dal disappunto di un manipolo di tifosi, anche se al primo "sgarro" il gruppo dei contrari aumenterà a dismisura. Per conferme, chiedere alla Roma.

SERVI DEI SERVI DEI SERVI

Non agenti, ma assistenti. Non militari, ma civili. Soprattutto, mediatori attivi per la tutela dell'ordine pubblico, gli steward negli stadi possono essere visti come l'una o l'altra cosa, fermo restando che non indossano una divisa. E non la vogliono nemmeno.
IL DILEMMA sul confine di ruoli e competenze si pone dal momento in cui, in Italia, alcune Questure avrebbero chiesto che agli steward sia consentito di effettuare perquisizioni personali ai tifosi all'ingresso degli stadi. Per cercare di vederci chiaro e per trovare il punto di equilibrio tra direttiva ministeriale e bisogni delle Questure in carenza di organico, oggi Maurizio Marinelli, direttore del Centro di Sicurezza pubblica di Brescia e docente di sociologia dello Sport, allo stadio «Bentegodi» di Verona incontrerà una delegazione di steward, «per ascoltarne perplessità e ragioni - spiega -. per capire come si potrebbe evolvere la cosa» e per tenere il seminario «Strategie di accoglienza in un gioco di regole».
Tutto ruota attorno al perno della legalità. E ai possibili effetti che questo «allargamento» di competenze nelle mani degli steward potrebbe generare: astio della tifoseria e accanimento, per esempio. Per questo l'Associazione nazionale delegati alla sicurezza ha ricordato nero su bianco le richieste del Ministero alla categoria, riportando alla mente la direttiva del 18 ottobre scorso (inviata a Questori e Prefetti): in sostanza, che gli steward controllino identità e biglietto nominale, oltre a tutte le persone che entrano nell'impianto sportivo, specificando che «le forze di Polizia possano anche prevedere perquisizioni a campione, anche con l'utilizzo di mezzi delle forze dell'ordine che testimonino in maniera visibile le attività svolte». Appunto. «Per questo le nuove rischieste avanzate da alcune città li preoccupano», spiega Marinelli.
In pratica gli stewards, finora, per legge avrebbero dovuto limitarsi al «sommario controllo visivo, demandando alle forze dell'ordine ogni altra attività che richieda la patria potestà». E così gradirebbero continuare a fare. «Fermo restando che Andes ritiene indispensabile, per il mantenimento degli ottimi risultati consolidati, che lo steward rimanga un addetto all'accoglienza negli stadi e non un sostituto delle forze dell'ordine - si legge nella nota congiunta - l'Associazione auspica che la Polizia di Stato possa legittimamente chiedere agli steward solo questo tipo di attività nei confronti di clienti consenzienti e senza alcun controllo fisico». E ribadita anche la «disponibilità a contribuire per definire modalità operative e istruzioni integrative» per migliorare il servizio e garantire «una sempre maggiore tutela della sicurezza e della pubblica incolumità».
«SENTIRÒ le loro voci e le loro proteste», conferma Marinelli che, partendo proprio da questo caso, torna all'importanza di «una nuova cultura dell'ordine pubblico».
Al Bentegodi esporrà le principali «novità normative che coinvolgono la sicurezza negli stadi e, quindi, la figura degli stewards - spiega - compreso il dibattito su come far corrispondere al dovere del rispetto delle regole quello dell'accoglienza». E per parlare del futuro dell'ordine pubblico negli stadi, Marinelli butta l'occhio al passato, a come si sono evoluti i fenomeni di violenza, in un contesto locale e internazionale: «Se 30 anni fa vigeva una sorta di forma mentis militare, oggi, la medaglia si è rovesciata: serve comunicare, mediare, negoziare. Che tu sia un agente, uno steward o altro, bisogna tornare a dialogare. Anche allo stadio», ribadisce Marinelli. Ma, per farlo, «è necessaria una preparazione adeguata: se alcune Questure chiedono agli steward di perquisire, oltre alla legittimità normativa, non possiamo trascurare la preparazione».
Che l'allarme violenza negli stadi sia ancora lampeggiante, in fondo, è emerso non più di sette mesi fa, dai dati sulla stagione 2009/10 elaborati proprio dal Centro Studi sulla Sicurezza Pubblica di Brescia.
QUATTRO I PUNTI fermi emersi dalla ricerca: un aumento del 20 per cento degli incidenti durante le partite della stagione scorsa; una crescita di feriti ( +80 per cento tra le forze di polizia, + 50 per cento tra i civili); 422 denunce a piede libero in più rispetto al 2009; un incremento dei Daspo (divieto di accesso negli stadi) oggi a quota 1.840 a fronte dei 4 mila in totale negli ultimi 5 anni di calcio in Italia. Ma segnare una sorta di anno zero è arrivata la Tessera del tifoso, quella che Marinelli ha sempre sostenuto vada concepita non come «una forma di controllo, ma di consenso, una presa di posizione forte contro la violenza».
«Serve una collaborazione forte con le forze di polizia - ribadisce Marinelli - per non vanificare gli sforzi e i risultati ottenuti fino a qui. Ma serve anche una ripartenza netta, per dirla nella lingua del calcio, da una nuova cultura dello sport, partendo dai bambini e dalle scuole, dove competizione non faccia mai rima con prevaricazione, razzismo e violenza». MA. RO.

PISA-FOLIGNO

In vista della delicata sfida salvezza fra Pisa e Foligno in programma domenica alle ore 15 all’Arena, i gruppi organizzati della tifoseria neroazzurra, tramite comunicato, invitano tutti gli sportivi pisani a recarsi allo stadio Anconetani per trascinare la squadra verso quella che sarebbe una vittoria importantissima. Gli ultrà inoltre chiedono ai giocatori novanta minuti di battaglia per centrare un risultato fondamentale per evitare i play-out, definiti dai tifosi stessi un disastro sportivo per una città come Pisa. Dunque l’Arena è pronta a trasformarsi in dodicesimo uomo in campo, per sostenere Carparelli e compagni con cori, vessilli e bandiere. Tocca ora agli uomini di Pagliari ripagare l’appoggio dei tifosi, bissando magari il successo ottenuto nel derby contro la Lucchese nell’ultimo turno casalingo.

Fonte: tuttolegapro

ANCONA-GROTTAMMARE

Un ultrà anconetano di 21 anni è stato denunciato per aver lanciato un fumogeno durante l'incontro di calcio Ancona 1905 - Grottammare disputatosi lo scorso 2 febbraio allo stadio del Conero.
Il giovane è stato individuato e riconosciuto dai poliziotti della Digos grazie alle immagini registrate dai colleghi del locale Gabinetto di polizia scientifica.

Il 21enne ha acceso un fumogeno sulle gradinate della curva dorica lanciandolo poi sul campo di gioco.
di Francesca Morici
francesca@viveremarche.it

LITUANIA-POLONIA

Nove feriti e oltre 60 tifosi polacchi arrestati. È questo il bilancio degli incidenti avvenuti a margine dell'amichevole Lituania-Polonia giocata ieri a Kaunas. Un portavoce della federcalcio polacca ha parlato di «comportamento inaccettabile» dei tifosi che hanno seguito la nazionale in trasferta e che hanno causato gli scontri con le forze dell'ordine. La Lituania ha vinto l'incontro per 2-0. La Polonia organizzerà gli Europei del 2012 insieme all'Ucraina: proprio in vista della rassegna continentale le autorità polacche stanno cercando di contrastare le frange più estreme del tifo organizzato anche ricorrendo a sanzioni più severe rispetto al passato.

RAZZISMI

LA GAZZETTA DELLO SPORT -  Genitori che si vestono da ultrà e surriscaldano gli animi sui campi di provincia. Succede sempre più spesso. Con derive razziste, come documenta il referto arbitrale di una partita tra Esordienti nel Trevigiano, CasierDosson-Silea. Un dodicenne del CasierDosson preso di mira dai genitori della squadra avversaria, seduti sugli spalti. Offese a raffica per la sua pelle nera, l’arbitro che annota tutto («insulti discriminatori di origine razziale» ) e il giudice sportivo che infligge una multa di 600 euro al Silea. Il presidente del CasierDosson, Flavio Ruzzene, propone che a pagare siano i genitori: «Un modo per far capire loro la gravità del gesto» . Ma Dario Liberale, dirigente del Silea, annuncia ricorso: «Non è accaduto nulla anche perché se ciò fosse avvenuto saremmo stati i primi a intervenire» .

Reazione
Stefano Okaka, attaccante della Roma in prestito al Bari, nato in provincia di Perugia da genitori nigeriani, è esterrefatto: «Nel 2011, e in un Paese come l’Italia, è una cosa inconcepibile. Siamo alla frutta, e quelle persone sarebbero da arrestare. A Londra o a New York non capiterebbe mai un simile episodio perché sono culture melting pot» . Non è la prima volta, purtroppo. «Sono stanco, lascio l’Italia» , fu lo sfogo del padre albanese di un calciatore quindicenne vittima della xenofobia, a Foligno. Passando al basket, nel 2010, sputi e insulti contro un arbitro marocchino. In campo c’erano ragazzi under 14. I genitori, dalle gradinate, urlavano «negro di m… tornatene a casa»

SLOVENIA-ITALIA

MASSIMILIANO NEROZZI
DALL'INVIATO A LUBIANA
Evitati contatti tra ultrà di opposte bandiere, ma non qualche fischio sull'Inno di Mameli, la rissa da saloon è stata fabbricata in casa, dagli sloveni: dieci minuti prima dell'inizio, infatti, dentro la curva nord dello stadio Stozice di Lubiana si sono presi a pugni di brutto i supporter di Olimpia Lubiana e Maribor, nemici giurati da decenni. Quando si gioca in campionato, quella è dimora loro, e non hanno apprezzato avere sugli stessi gradini ospiti non graditi. Un gruppo piuttosto nutrito di agenti in assetto antisommossa è dovuto entrare sugli spalti per dividere i due gruppi e tenerli distanti grazie a un cordone di sicurezza e uno spazio vuoto. Il tutto è avvenuto mentre le due squadre stavano svolgendo il riscaldamento in campo: il resto dello stadio ha preso le distanze, fischiando pesantemente gli ultrà.

Nel pomeriggio, invece, la polizia aveva intercettato al confine italo-sloveno quattro giovani del gruppo Ultrà Italia che erano però stati colpiti da provvedimento di Daspo: bloccati, è stato impedito loro di raggiungere Lubiana. Il resto dei tifosi italiani, cinquanta dei quali «segnalati» come ultrà, è stato collocato in un piccolo spicchio della curva opposta, circondati da steward. Dalle tribune, comunque, non si sono uditi cori razzisti, né sono stati notati gli striscioni apparsi nelle ultime occasioni o saluti romani.

CAVESE-LANCIANO

LANCIANO - Buona notizia per la Virtus Lanciano di mister Andrea Camplone, che domenica a Cava de’ Tirreni (Salerno) potrà contare sull’apporto della tifoseria organizzata.
Il gruppo “Ultras curva sud Lanciano”, con una nota ufficiale, ha invitato la tifoseria a seguire capitan Domenico Di Cecco e compagni. “Invitiamo - si legge - città e tifoseria a stringersi intorno alla squadra e a credere all’obiettivo (play-off ndr) che deve essere centrato tutti insieme, a partire dalla difficile trasferta a Cava de’ Tirreni”.
“Nell’occasione - continua il comunicato - è stato organizzano un autobus, al costo di 20 euro, con partenza domenica, alle 10, dal piazzale curva sud. Per informazioni rivolgersi alla sede ultras, alla tabaccheria Di Liberto e al Bar Flora”.
La gara del “Simonetta Lamberti”, in programma domenica prossima alle 15, sarà valida per la ventottesima giornata di ritorno del girone B di Prima Divisione. (a.l.)

PER PAOLO

Il film di Francesco Corona sulla vita estrema di chi vive per il calcio. Nella clip, le manifestazioni, i cortei, le botte e le urla dei tifosi del Brescia per sostenere il tifoso Paolo, finito in coma per le manganellate della polizia durante una partita col Verona. Dal film documentario "Vivere ultras" di Francesco Corona. Montaggio del teaser: Claudio Domenicali

la clip del film

25 marzo 2011

E' DITTATURA ANCHE NEI FORUM E NEI BLOG

CESENA – Due utenti di www.ilcesena.net sono stati querelati dagli agenti della polizia postale di Forlì per il reato di diffamazione. Nascosti dal nickname e dall'universo binario di Internet, i due frequentatori del forum (uno dei più seguiti a tema bianconero) avrebbero leso - secondo l'accusa - l'immagine di Sergio Aletti, vicepresidente del Cesena calcio. Proprio i gravi e diffamanti giudizi espressi a carico di Aletti in una delle discussioni aperte sul sito avrebbero dato luogo al procedimento penale, affidato alle indagini della polizia postale, specializzata in reati telematici. Da portofranco del proprio pensiero, i forum di discussione aperti sul web talvolta cadono vittima di espressioni che vanno ben oltre la pubblicazione di un idea. La rivoluzione di questi luoghi virtuali di incontro è data dalla possibilità di un vasto coinvolgimento di utenti su larga scala e in un arco temporale senza limiti. Tra le caratteristiche, quella dell'anonimato è certamente stata la più favorevole per l'articolazione di vivaci e utili dibattiti, con la controindicazione che dietro a questi nickname (alias, per i meno navigati), possono nascondersi malfattori del web. Persone che confondono l'anonimato con una scusa per la vigliaccheria del dire senza essere visti. Non sempre però queste persone la passano liscia. In queste situazioni la polizia postale richiede ai titolari del forum i materiali incriminati per verificare la ricorrenza o meno del reato di diffamazione (articolo 595 del codice penale, pena della reclusione fino a un anno e multa fino a euro 1032,91) e quindi procede all’identificazione dei responsabili del reato, a partire dal nick.

JUVENTUS-INTER

(ANSA) - TORINO, 24 MAR - Rischiava una condanna a otto mesi un bagarino sorpreso vicino allo stadio Olimpico, a Torino, nonostante il divieto delle forze dell'ordine (il Daspo).

Si e' salvato grazie a una leggera imprecisione nel rapporto della Guardia di finanza: c'era scritto, infatti, che era stato fermato ''alle 17:45 circa''.

Questo non ha permesso di capire con esattezza se ha violato formalmente le disposizioni.

La partita era Juventus-Inter del 13 febbraio. Il bagarino era stato arrestato. Oggi il Tribunale lo ha assolto. (ANSA).

FIORENTINA-ROMA

Due tifosi della Fiorentina sono stati denunciati dalla Digos al termine della partita Fiorentina-Roma giocata la scorsa domenica. Per entrambi sono state avviate le procedure di applicazione del Daspo. Uno dei due, un trentacinquenne residente a Signa, è stato denunciato per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale: ha insultato gli agenti della Digos scambiandoli per tifosi romanisti e quando questi si sono qualificati ha continuato a inveire contro di loro, rifiutando di fornire le sue generalità.
L'altro denunciato è un quarantunenne di Montelupo Fiorentino che la polizia ha sorpreso mentre lanciava un fumogeno in campo.