Verona. Pantere e gazzelle in strada. Poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa. «E che succede?!» si sono chiesti i cittadini che sono transitati davanti al Gavagnin ieri pomeriggio, dove si disputava la partita tra la Virtus e il Trento e si sono viste divise ovunque e la gente ha temuto che fosse successo chissà che cosa considerato che i mezzi con i colori d'istituto bloccavano loro la strada.
Le forze dell'ordine sono arrivate direttamente dallo Stadio dove invece erano stati comandati per Hellas Verona-Ravenna. Robe da matti, considerata la categoria: la Virtus è in serie D. Ieri la partita s'è chiusa con la vittoria dei veronesi per 4-2.
Robe da matti appunto, considerato che nemmeno i ribelli ultras dell'Hellas da mesi non fanno parlare di sè. E di certo quella era una tifoseria piuttosto «agitata». Li ricordiamo tutti gli scontri allo stadio, i fumogeni, i cassonetti lanciati in mezzo alla strada, le cariche e i Daspo che ne seguivano ogni volta.
Ieri pomeriggio tutto è cominciato a Borgo Venezia, in via Montorio. Al Gavagnin giocavano, e sugli spalti i veronesi contro i trentini, pare particolarmente agitati. Così rabbiosi che i veronesi hanno cercato riparo anche nel bar vicino per scappare dai trentini che si sono messi a lanciare oggetti. Tra le due tifoserie inoltre c'è rivalità politica essendo quelli della Virtus fortemente orientati a sinistra e quelli del Trento a destra.
Così, finita la partita, la bagarre s'è spostata in strada con gli uni che rincorrevano gli altri tra gli automobilisti in transito e basiti che temevano che le loro auto venissero prese a scarpate. Sono intervenute una cinquantina di unità tra carabinieri e polizia che hanno fatto cariche di alleggerimento, hanno fermato alcuni tifosi e li hanno portati in questura per l'identificazione. Poi il pullman con i tifosi trentini è stato accompagnato fino all'autostrada.
Adesso spetta alla Digos, che esaminerà anche i filmati che i colleghi hanno realizzato, stabilire eventuali responsabilità e quindi nell'eventualità denunciare le persone fisiche che hanno lanciato oggetti, perchè farlo è reato e la normativa contro la violenza negli stadi prevede che si possano utilizzare le 48 ore seguenti per emettere provvedimenti.
Era dal 14 novembre 2006 che la Virtus non saliva alla ribalta della cronaca per tafferugli. In quell'occasione la squadra di Gigi Fresco giocava con la Sambonifacese e il derby fu veramente caldo tra sfottò e tiro al bersaglio tra tifosi con lancio di svariati oggetti.
Alessandra Vaccari
0 commenti:
Posta un commento