27 febbraio 2011

SALERNO

Un patto d’amore e d’onore. Ieri 50 ultras hanno sfidato il gelo di Casignano e tifato Salernitana durante la partitella che Breda ha organizzato sul sintetico. I supporters si sono schierati apertamente con la squadra, l’hanno incoraggiata ed hanno espresso solidarietá, vicinanza. Il motivo l’avevano reso pubblico la sera prima, durante il corteo che ha attraversato Salerno: "Non prendono soldi ma non mollano. Vanno elogiati, sono l’unica cosa da salvare". E ieri gliel’hanno detto in faccia, schietti come al solito. "Forza ragazzi", gli hanno gridato. Subito dopo, forte e rabbioso, è partito l’ennesimo coro di contestazione a Lombardi. La tensione è sempre alta e gli ultras s’industriano: mettono in cantiere un viaggio a Vallo della Lucania, ormai è cosa certa. Ribadiscono: "Non ne vogliamo sapere più di Lombardi. Dice che ci pensa di nuovo lui ma temiamo un altro Cala all’orizzonte. A questo punto, le strade sono due: chiavi al sindaco, così è legittimato ad intervenire, oppure libri contabili in tribunale".
La Digos era presente al campo ma ha dovuto solo constatare l’assoluta compostezza di un’iniziativa pacifica. Gli ultras hanno inneggiato pure all’allenatore. Non accadeva dai tempi di Roberto Breda al 76’, storia gloriosa di un derby ad Avellino di anni fa. "Non è a me che dovete fare cori - ha risposto - ma a ognuno di questi ragazzi". Come a dire, spiegare, far capire inequivocabilmente che è merito dei signori giocatori - dal più giovane al più smaliziato - se la Salernitana non ha ancora abbassato la saracinesca. Dopo il cambio di campo e qualche altro gol (Carrus sta bene e gioca, D’Alterio rientra e Balestri gli fa posto, ballottaggi Pippa-Legittimo e, forse, un altro che potrebbe coinvolgere Ragusa), la squadra è corsa sotto gli spalti per applaudire gli ultras. Breve colloquio: "Siamo venuti solo per farvi capire che sappiamo, vi apprezziamo, siamo con voi". Russo, il più anziano, ha detto grazie a nome di tutti.

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