25 febbraio 2011

RISCHIO VIOLENZA

Ormai passa quasi sotto silenzio, data la ripetitività, ma in serie A e non solo, c’è un clima di intolleranza diffusa che innalza sempre più il livello di allarme. Degli episodi di Roma abbiamo parlato a lungo, e abbiamo detto anche delle aggressioni che ci sono state a Cesena e Bari. Viviamo in un continuo stato d’emergenza, di violenza più o meno diffusa, che cambia la nostra abitudine di godere del pallone, di andare allo stadio.
Lo si capisce perfettamente dalle restrizioni che vengono applicate per l’ingresso a una partita del campionato di calcio. Nonostante la tessera del tifoso, che si diceva dovesse essere un prezzo da pagare per poter permettere l’ingresso dei tifosi in trasferta, i divieti e gli alt alle carovane di tifosi in viaggianti continuano a persistere. Le ultime decisioni riguardano ben sei partite di serie A della 28a giornata: Lecce-Roma, Juventus-Milan,  Napoli-Brescia, Bologna-Cagliari, Fiorentina-Catania, Inter-Genoa. La maggior parte cioè delle partite di serie A è stata sottoposta a restrizioni o divieti per motivi di ordine pubblico. E  ne sono coinvolti anche i tifosi di grandi club. Pensiamo ai sostenitori del Milan che non potranno partecipare a una facile e affascinante trasferta come quella di Torino.

Tra l’altro c’è una relazione dei servizi segreti al Parlamento, e di cui si è avuta notizia proprio adesso, che rende ancora più preoccupante il panorama. Si starebbe cioè formando una coalizione di gruppi ultras di diverse squadre e anche di diverso orientamento politico, ma comunque a maggioranza di estrema destra, decisa a contrastare anche con tutti i mezzi l’istituto della Tessera del Tifoso. I servizi hanno denunciato un “forte stato di tensione”.
Io non sono tra quelli che contestano a prescindere questi divieti: se ci sono dei rischi meglio evitarli. Il calcio italiano degli ultimi anni ha vissuto in una lunga scia di violenza di cui non si può non tener conto.  E’ un qualcosa però che sta cambiando profondamente il rapporto dei tifosi con lo stadio e con la propria squadra. Siamo più o meno tutti spinti a godere del calcio solo in tv, allontanandoci sempre di più dall’evento dal vivo. Che ha tutt’altro fascino. Una volta il calcio era anche una gita, una scampagnata, l’occasione di vedere una città e di stare insieme, adesso è un percorso a ostacoli.

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