19 febbraio 2011

PIACENZA -GROSSETO

E' di due anni la durata del divieto di accesso agli stadi nei confronti di un ultrà piacentino, assai noto in curva nord, che è stato anche denunciato per oltraggio a pubblico ufficiale. D.R. (queste le sue iniziali) di 36 anni avrebbe infatti insultato un dirigente della questura durante la partita in casa con il Grosseto lo scorso sabato, 12 febbraio.
Il tutto, come riferito questa mattina, 19 febbario, dalla questura, sarebbe stato causato dal divieto di ingresso alla partita di sabato scorso per un tifoso piacentino che era sprovvisto del documento di identità.Tutto è iniziato durante l’attività di filtraggio effettuata dalla polizia all’ingresso dello stadio Garilli prima dell’inizio della partita con la squadra toscana.
IL 'CASUS BELLI' - Un tifoso del Piacenza si è presentato ai tornelli con il regolare biglietto, ma non aveva con sé un documento valido per l’identificazione. Gli agenti, come previsto dalla normativa sulla sicurezza negli stadi, gli hanno spiegato che non poteva entrare e sul posto è arrivato anche un funzionario della questura che in quel momento stava dirigendo il servizio di sicurezza. Poco dopo però si è sparsa tra gli altri supporters del Piacenza la notizia che al loro amico era stato impedito l’accesso allo stadio, e questo avrebbe scatenato la rabbia del 36enne che, a detta della polizia, avrebbe pesantemente e più volte insultato il funzionario della questura che aveva tenuto lontano dalla partita il tifoso piacentino.
Da qui è scaturita la denuncia alla Digos per oltraggio a pubblico ufficiale, ma è anche scattata la sanzione accessoria del cosiddetto Daspo (divieto di accesso alle manifestazioni sportive) di due anni.

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