14 febbraio 2011

NOVARA-TORINO

ALBERTO ABBURRÀ (Agb)
TORINO
«Tutti a Novara, con o senza biglietto». Questa sera il popolo granata sarà allo stadio “Piola” per sostenere il Toro nonostante il divieto imposto dal Viminale, che considera la sfida con il Novara «ad alto rischio» e ha deciso di riservare i tagliandi per gli ospiti ai possessori della tessera del tifoso. Il tam tam per organizzare la trasferta “proibita” è partito a metà settimana su Internet. «Una decisione incredibile – scrive “A MODO NOSTRO” in un forum, inaugurando una discussione dal titolo “A Novara per la Maratona” - Invadiamo la città. Facciamolo per noi, per non arrenderci ai divieti e alla repressione».

L'appello in poche ore ha raccolto l'adesione entusiasta di centinaia di tifosi, da ogni parte del Piemonte. E anche da fuori. Gli ultrà sono pronti a partire, da soli o in piccoli gruppi. Qualcuno, come “cd”, teme l'accoglienza delle forze dell'ordine: «Organizzeranno prefiltraggi e blocchi stradali per impedirci di accedere alle vicinanze dello stadio». Una volta sul posto proveranno a trattare l'ingresso. «Vedremo se la questura preferirà trovarsi duemila tifosi fuori dallo stadio o ci lascerà passare» incalza “SLOOP”. «Se ci fanno entrare bene, se no restiamo fuori a cantare in allegria» replica “BRY64”.

In ogni caso per i tifosi granata non sarebbe la prima volta. Una situazione simile si era già verificata per Atalanta-Torino (10 ottobre). Biglietti negati ma ugualmente in viaggio verso lo stadio “Atleti Azzurri d'Italia” di Bergamo. In quell'occasione alcuni tifosi, una settantina, riuscirono ad acquistare i posti per la tribuna e aggirare il divieto. Altri rimasero fuori. Non ci furono tensioni, né scontri. Un copione che i tifosi auspicano anche per Novara. Ma stasera, complice la vicinanza geografica, si annuncia una vera e propria invasione. Almeno duemila presenze, forse di più. Tanto da mettere in allerta gli stessi ultrà. «Saremo in tanti, ma non facciamo c****** - avverte “BRY64”. Stiamo tranquilli. Loro (le forze dell'ordine, ndr) aspettano solo questo». L'appello trova riscontro anche nelle parole di altri fratelli di tifo, come “ste”: «Concordo, se uno di noi alza un mignolo tireranno fuori la storia degli ultrà cattivi e la tessera del tifoso voluta da Maroni». Alla vigilia del “derby” c'è spazio solo per buoni propositi: «Tocca a noi, facciamo sentire la voce».

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