07 febbraio 2011

NARDO'-TRANI

NARDO' - Dopo Battipaglia nulla sarà più come prima. I tifosi del Nardò reagiscono con veemenza alle provocazioni degli ultras tranesi. Alla fine il bilancio sarà di un ferito, accompagnato all'ospedale di Copertino per un taglio in testa di alcuni centimetri (probabilmente colpito da una pietra), e un bambino e una madre ai quali è esplosa una bomba carta sotto l'auto, rimasta danneggiata. Perché questa testimonianza di PdM viene fuori? Semplice: in tanti ci stanno chiedendo che cosa sia successo dopo la partita. Allora noi stiamo facendo solo il nostro lavoro in modo semplicissimo: a) eravamo sul posto e lo potrete capire dalle foto; b) abbiamo chiesto chiarimenti più volte e a più uomini in divisa, posizionati in punti diversi rispetto a quanto accadeva. Crediamo che questo basti per raccontare la storia.
Scontri fisici e tafferugli tra le fazioni avversarie, sassaiole e tensione altissima con le forze dell'ordine ma anche con gli agenti della polizia locale che si sono trovati tra i due fronti.
Va detto che si sono potuti difendere solo con le mani e con le parole ma improperi nei loro confronti, spintoni e sputi non sono di certo mancati.
Tutto inizia quando – durante la pausa – i tifosi avversari incominciano a realizzare, sul posto, uno slogan. Armato di spray, infatti, un giovane scrive sui gradoni dello stadio "Nardò mera". Ovviamente non censuriamo nulla, si sono davvero dimenticato la "d". La polizia ha filmato l'autore, in coro di identificazione, che sarà denunciato per imbrattamento di edificio pubblico e sottoposto a Daspo.

Quelli del Nardò, oltre a ridere se la sono pure segnata. Alla fine della partita, infatti, i neritini – poco più di cento persone – hanno atteso al varco i tranesi, al passaggio obbligato davanti al consorzio di bonifica dell'Arneo.
Probabilmente è volata qualche provocazione e qualche calcio alle prime auto. Tre vetture, in uscita verso la strada di Lecce, si sono inspiegabilmente fermate di fronte alla statua di Padre Pio (che deve vedere anche queste porcherie...) e hanno apertamente sfidato i neritini con il lancio di pietre.
Un attimo prima si sono fermati davanti ad una pattuglia della polizia locale urlando, e dicendo che un loro concittadino era stato ferito al capo dopo un lancio di pietre da parte dei neritini. Urlavano e inveivano. Avevano, nelle auto, mazze e bastoni che hanno fatto appena in tempo a brandire perché sono stati travolti dalla marea granata. La folla si è mossa come un'onda: una mitragliata di botte ed è finito lì il primo tempo, con i tranesi in fuga.
Il ferito è stato accompagnato dalla polizia locale presso l'ospedale di Copertino, per chiudere con qualche punto di sutura una ferita di pochi centimetri al capo dell'uomo. La polizia, in forze, è intervenuta subito per separare i gruppi e isolare i neritini in via Ardigò anche per consentire il tranquillo passaggio della corriera ospite. Che sereno, però, non è stato.
Dal pubblico a terra si è vista volare una bottiglia. Dal pullman, invece, sono volate tre bombe carta. La prima vicino al distributore Agip, la seconda poco più avanti e la terza. Che è quella esplosa sotto la ruota posteriore di una utilitaria, nei pressi di via Tarantino. Nell'auto c'erano una mamma e un bambino che sono scoppiati in lacrime. L'auto ha subito danni rilevanti ai fanali, al parafango e alla ruota (vedi foto). Il padre urlava alla polizia: "fermateli, di dove sono, possibile che facciano queste cose e non possano essere identificati?". In effetti la rabbia dei neritini è proprio questa: tutti i locali vengono fermati per i tappi delle bottigliette di plastica ma gli ospiti arrivano con spray, bombe carta e spranghe. Va detto, infine, che i tranesi alle tivù e ai giornali locali hanno dichiarato l'impossibilità di gettare bombe carta dalla corriera in quanto non aveva i finestrini.

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