9 febbraio 2011

METTETECI ALLA GOGNA

Al termine dell'indagine presentata oggi in questura è arrivata da parte del giudice delle indagini preliminari la convalida di tre misure di custodia cautelare a carico di altrettanti tifosi. Per due di loro, di circa quarant'anni, è scattato l'obbligo di firma trisettimanale. Per il capo assoluto, Claudio Galimberti detto il Bocia, questa volta la misura è pesante: obbligo di dimora fuori da Bergamo e dalla provincia di Bergamo. Per un determinato periodo di tempo il Bocia dovrà trovare casa fuori dalla Bergamasca, pena l'aggravarsi della misura.
I numeri dell'indagine, basata in buona parte su indagini telefoniche: 104 indagati, una sessantina catanesi (per gli scontri dopo la partita del settembre 2009) e una quarantina bergamaschi, tutti atalantini. Tra loro l'assessore regionale al Territorio Daniele Belotti e un altro esponente politico la cui identità resta sconosciuta.
Trentacinque perquisizioni approvate dal gip, eseguite tutte nella notte tra il 7 e l'8 febbraio. Una anche al Baretto sotto lo stadio e l'altra al covo della tifoseria a Campagnola, luoghi considerati punti di ritrovo dove "pianificare gli scontri" come ha dichiarato il pubblico ministero Carmen pugliese. L'indagine, partendo da singoli fatti, punta a dimostrare che i tifosi "si associano per delinquere" come ha affermato il pm, ma il gip non ha riconosciuto nelle sue disposizioni quel reato, che resta comunque contestato dalla procura.

Nessun commento: