20 febbraio 2011

MARONISMO

CITTADELLA (PADOVA)
Quattro tifosi dell'Udinese non vengono lasciati entrare allo stadio perchè hanno le sciarpe bianconere. Ma anche uno striscione nascosto nelle mutande, una maglietta con la scritta Acab (acronimo inglese offensivo verso la polizia) e una con il leone di S. Marco, simbolo ritenuto politico. E allora, per solidarietà, oltre 300 tifosi del Vicenza lasciano le tribune dello stadio Tombolato e anzichè gustarsi la vittoria della squadra di Maran preferiscono restare all'esterno per fare compagnia agli amici friulani.
È quanto è accaduto nel pomeriggio di ieri a Cittadella, mentre era in corso la partita del campionato di serie B fra i locali e il Vicenza, vinta per 1 a 0 dai biancorossi berici, lanciati ora nelle zone alte della classifica.
I quattro supporter dell'Udinese avevano deciso di vedersi la partita perchè sono gemellati con i vicentini. Un legame, quello fra le due tifoserie, molto datato e forte, che ha portato spesso anche i biancorossi a seguire le gare degli udinesi con i cugini.
Gli ospiti, però, non avevano fatto i conti con le nuove normative per combattere la violenza negli stadi, nè con il fatto che avevano portato con sé stendardi bianconeri dai colori "non autorizzati". I poliziotti del servizio d'ordine hanno spiegato loro che non si poteva, e che dovevano lasciare all'ingresso magliette e striscione. «No, non è giusto». Ne è nata una discussione con la polizia, che si è fermata ad uno scontro verbale.
Il niet, però, non è andato giù a qualcosa come trecento sostenitori del Vicenza che - poco prima della fine del primo tempo - decidono di compiere un gesto clamoroso: abbandonare lo stadio. Detto e fatto, lasciano gli spalti. E scatta qualche carica.
Momenti di tensione allo stadio Tombolato, ieri pomeriggio. I primi 45 minuti si stavano avviando alla conclusione. I quattro supporter dell'Udinese erano in possesso di biglietti nominativi e volevano entrare; con sé avevano uno stendardo bianconero, i colori della loro squadra del cuore, lo striscione e le maglie.
Quando è salita la tensione, le forze dell'ordine hanno aperto la porta di sicurezza e caricato una decina di tifosi del Vicenza, senza feriti nè danni. In 300 a quel punto hanno deciso di uscire, pacificamente, sorvegliati a vista dalla Digos, e hanno passato il secondo tempo nel parcheggio: «Siamo solo tifosi, non abbiamo provocato, la nostra passione è il calcio e il Vicenza. Questa regola è ingiusta, se io ho una maglietta dell'Udinese non posso vedere una partita del Vicenza? Anche due anni fa ci capitò ad Ascoli, per una sciarpa: è assurdo». In realtà, secondo la polizia, il problema non erano le sciarpe e gli stendardi, ma le magliette - «abbiamo chiesto loro di toglierle, e sarebbero entrati», hanno riferito gli agenti ieri - e lo striscione non autorizzato.
Oltre al fatto in sè, a stupire è stato il comportamento dei supporter vicentini, i quali hanno preferito stare accanto agli «amici», come segno di protesta verso le norme e verso la polizia e anche di solidarietà con gli udinesi, piuttosto che vedersi il secondo tempo della partita e il gol vittoria di Botta.
«Doveroso stare accanto agli udinesi con cui siamo gemellati - hanno riferito alcuni dei tifosi vicentini -. Ci è spiaciuto, ma non potevamo fare altrimenti».
Vedi, gli antichi valori della tifoseria? D.N. - S.B.

Nessun commento: