25 febbraio 2011

MAL DI PANCIA A TORINO

(di Antonio Corsa)
E’ dalla scorsa estate che, pronto ad esplodere, resta vivo nella tifoseria bianconera, quella che alla domenica va allo stadio, un forte senso di disagio. Sono in particolare alcuni gruppi organizzati della Nord ad avere ormai un vero e proprio “mal di pancia” sempre più crescente. Nel caso specifico, non stiamo parlando di una insoddisfazione “sportiva”, anche se – certamente – i risultati non eccellenti dei bianconeri, mischiati alle parole pronunciate dal presidente Andrea Agnelli e dall’A.D. Beppe Marotta dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia con la Roma, non hanno aiutato. E’ un disagio “economico”, e il renderlo pubblico proprio prima del big match contro l’Inter non è stato probabilmente casuale. Ci si sente trattati da “clienti” (vedi la tessera del tifoso, piuttosto che alcune iniziative anche del sito della Juventus dove anche per votare una stella si deve dare il consenso a ricevere messaggi promozionali dalla Società), più che da tifosi “attivi”. E’ allora proprio da “clienti” che si ragiona, e ci si arrabbia. Si parte dal presupposto che, ad inizio stagione, è stato correttamente annunciato a tifosi e giornalisti come l’obiettivo di rinascita bianconero prevedesse per il primo anno un profilo piuttosto basso, con l’accesso alla zona Champions League come traguardo da raggiungere. Niente ambizioni da Scudetto, perchè si era oggettivamente meno forti delle concorrenti. Un percorso difficile, che necessitava per questo di comprensione e attaccamento alla maglia da parte dei tifosi.
«E invece l’abbonamento (in Curva, ndr), dopo la stagione fallimentare dell’anno scorso, è stato venduto a 265 €, il massimo della Serie A». Fatto, questo, che è stato vissuto come una provocazione sia perchè, dopo la stagione passata, ci si aspettava un gesto diverso, e sia perchè, essendo stati chiari riguardo agli obiettivi stagionali, ci si aspettava che anche le pretese economiche si ridimensionassero, coerentemente. Un discorso di qualità/prezzo, insomma, che non viene giudicato corretto e accettabile. «Contro l’Inter ci hanno pure messo le Curve a 40 €! E’ assurdo».
Si fa presto a fare un confronto con gli altri top teams del campionato: l’Inter campione d’Italia (tra le altre cose) ha fissato il prezzo per la Curva Nord (secondo anello settore verde) a 225 € col terzo anello a 190 € (è data la possibilità, in questo modo, di abbonarsi anche a chi non può spendere di più), mentre i cugini del Milan sono scesi, addirittura, a 180 € per i tifosi della Curva Sud (secondo anello blu); a Roma, la Roma ha venduto abbonamenti in Curva a 235 € (con varie riduzioni), mentre, il Napoli, per chiudere col quintetto delle “grandi”, si è assestato sulle 250 € (con sconti per i “vecchi” abbonati). Non serve ricordare come, al momento, tutte le citate squadre (oltre a Lazio, Palermo e Udinese) ci precedano in Campionato.
Il mal di pancia insomma c’è, e cresce. In estate era stato chiesto uno sconto, e invece è arrivata la stangata. Danno inoltre fastidio i troppi sbalzi di prezzo, dalle 10 € con il Cesena alle 40 € di domenica prossima, che sanno troppo di speculazione. Si erano chieste massimo due fasce, una medio-bassa da 10 € e una più alta da 25 € massimo per le partite di cartello, in quanto la crisi, soprattutto a Torino, si è sentita e si continua a sentire in maniera profonda. Ora la preoccupazione è tutta per l’anno prossimo, quando la Juventus finalmente avrà il proprio stadio di proprietà, e in tanti temono di non poterselo più permettere, dopo averlo a lungo sognato.

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