03 febbraio 2011

IL LIQUIDATORE

Accade sempre nei momenti tempestosi che voci vere e false si sovrappongano. Sembrava una boutade che Pazzini potesse andare all’Inter e invece è già lì che segna con la maglia nerazzurra. E Cassano al Milan, e Gasparin liquidato. Perciò, adesso che è uscita la voce che Garrone ha dato mandato a una banca di cercare un nuovo acquirente per la Sampdoria, è ovvio che la notizia sia stata presa per buona. E, anche grazie alla cassa di risonanza di internet, abbia fatto il giro non solo della città e della Liguria. E già si sente dire che Garrone ha parlato con Abramovich o che ha passato la mano al colosso russo Lukoil. Iltutto alla vigilia dell’assemblea (stasera, 20,30, alla Sala Chiamata del Porto) in cui i tifosi daranno voce a tutti i loro dubbi (e le loro critiche) sulla gestione tecnico-societaria. Ma il presidente non ci sarà.
Ieri, però, la Sampdoria ha ritenuto opportuno intervenire: «In riferimento all’articolo apparso su un portale internet e relativo all’intenzione del presidente Riccardo Garrone di valutare l’ipotesi di una cessione delle quote azionarie della società, la scrivente smentisce fermamente quanto riportato».
Il passo più interessante dell’articolo in questione era appunto relativo al presunto mandato della famiglia Garrone a una banca per cercare un acquirente. In effetti il processo che sta attraversando la Sampdoria in questi giorni può lasciare intendere anche un fine del genere. Rispetto alla stagione passata la Sampdoria sta energicamente ridimensionando, assieme al proprio giro d’affari, anche i propri obiettivi. La cessione di Cassano e Pazzini, la liquidazione di Marotta e poi di Gasparin vanno letti, come ha spiegato dettagliatamente anche il presidente Garrone, con la necessità di pareggiare il bilancio dopo due anni di passivo. La Sampdoria, grazie soprattutto alla vendita di Pazzini all’Inter e di Marilungo all’Atalanta (17 milioni di euro di entrate) ha ripianato le perdite degli anni scorsi. Garrone ha dichiarato che dopo due anni di passivi, il prossimo bilancio chiuderà col segno più.
Se vanno via i campioni, tuttavia, la conseguenza è che le posizioni prestigiose di classifica si allontanano. La Sampdoria è consapevole che questa sarà una stagione di transizione, e probabilmente alla stessa stregua sarà catalogata anche la prossima a meno che non possano accadere eventi al momento non prevedibili.
Se è vero che non ci sono mandati per vendere la società, la linea che si è data la Sampdoria è abbastanza evidente: risanare i bilanci, ridimensionare le ambizioni, azzerare il ciclo Cassano-Pazzini, ripartire.
Secondo Garrone questo è doveroso per una società come la Sampdoria che non ha le stesse possibilità per numero di tifosi e giro d’affari delle grandi d’Europa, ma nel giro di qualche anno un ridimensionamento sarà doveroso per tutti.
Stiamo parlando delle linee guida dell’Uefa che ha seguito con allarme le operazioni del calcio mercato a gennaio. Quest’anno l’Inghilterra ha frantumato ogni record grazie ai passaggi di Torres, Carroll e Suarez ma anche altri campionati hanno fatto registrare spese pesanti. Dietro agli inglesi (240 milioni di investimenti), c’è l’Italia (115), quindi la Germania (56), la Spagna 40 e la Francia 13.
La Uefa che sta forzando i tempi per introdurre il fair play finanziario ha ritenuto di intervenire con una nota: «Pur avendo seguito le ultime manovre di mercato in Europa, la Uefa è sicura che i club abbiano compreso il significato del fair play finanziario che impone di avere bilanci in ordine. Il regolamento sulle licenze per club e il fair play finanziario Uefa ha ricevuto un ampio sostegno da parte di tutti i club nel corso del lungo e ponderato processo di consultazione e approvazione. Occorre sottolineare che il fair play finanziario non impedisce ai club di spendere denaro per acquistare giocatori, ma impone di avere i conti in regola a fine stagione». Ecco quindi il richiamo: «Non vi è dubbio che i trasferimenti effettuati adesso avranno conseguenze sul pareggio di bilancio degli esercizi finanziari a fine 2012 e 2013, i primi anni in cui varrà la regola del pareggio di bilancio. I club conoscono le regole e sanno che la Uefa è determinata ad applicarle con rigore. Per esempio, a partire da questa estate, tutti i pagamenti dovuti per trasferimenti di giocatori e per i propri dipendenti saranno valutati dal panel di controllo finanziario (CFC Panel), nel quadro della più rigorosa regola “pagamenti arretrati”».
Garrone è convinto di aver precorso i tempi. Il tempo dirà se ha avuto ragione.

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