22 febbraio 2011

FLOP

(Calciopress - Sergio Mutolo) La Tessera del tifoso si è dimostrata un flop. La card imposta dal ministro dell’Interno Roberto Maroni non ha centrato gli obiettivi prefissati, meno che mai quello di riportare la gente negli stadi. Il calo progressivo degli spettatori, cui ha fatto da pericoloso contraltare la vistosa crescita degli utenti da salotto delle pay tv, ha trasformato gli stadi in cattedrali nel deserto (nella foto: i non tesserati della curva Fiesole al Franchi di Firenze).
Un fallimento determinato anche dall’atteggiamento dei club professionistici, che nulla hanno fatto per incentivare i tifosi a utilizzare una Tessera subita passivamente (anche un po’ vigliaccamente) come un provvedimento preso dall’alto e perciò inevitabile. La card è stata vista come un mero strumento di polizia, facendo venire meno tutte le iniziative correlate al progetto originario del Viminale.
Quando mai i club hanno fatto partire gli sconti, le facilitazioni, gli accessi privilegiati e tutte gli altri incentivi insiti nello spirito della Tessera? Quando mai nelle varie assemblee di Lega si è parlato dei bisogni dei tifosi, vera architrave di un sistema che senza di loro comincia vistosamente a scricchiolare? Niente di tutto ciò. Solo un litigioso parlottare di soldi da dividersi, di diritti televisivi da accaparrarsi, di pay tv sempre più intrusive a cui vendere giorno dopo giorno l’anima del calcio.
Presso il Ministero dell’Interno è stata convocata oggi una riunione che avrà come tema la Tessera. L’ha indetta il presidente dell’Osservatorio per le manifestazioni sportive, Pietro Ieva. Si tratta di monitorare lo stato delle cose in vista della prossima stagione agonistica. Parteciperanno anche le Leghe (Serie A Tim, Serie Bwin, Lega Pro) alle quali verrà chiesto cosa è stato fatto di concreto per  i circa 800mila tifosi sottoscrittori.
La Tessera resta un buco nero del sistema. Il fatto è che si aggiunge ai tanti altri buchi neri che hanno finito per sforacchiare il pianeta calcio al punto da fargli perdere ogni ragionevole consistenza. Un passo indietro da parte di tutti, indice di ammissione di responsabilità e segno di rispetto verso i tifosi, sarebbe già un buon inizio da cui ripartire.
Sergio Mutolowww.calciopress.net

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