25 febbraio 2011

CAMPEDELLI IN CURVA

CESENA - A due giorni dalla sua conferenza stampa, Igor Campedelli si trova a dover chiarire ancora le proprie dichiarazioni, prima di lanciare una nuova 'sfidà al tifo organizzato del suo Cesena: "Il mio sfogo di lunedì non è dipeso da un episodio in particolare  -  spiega il n.1 del club romagnolo  -  piuttosto è figlio di una sommatoria di episodi che, nei toni e nei contenuti, per senso di responsabilità nei confronti dei miei familiari e dipendenti, non potevo in nessun modo sottovalutare. Il mio sfogo è stato duro, lo ammetto, ma giustificato dal coinvolgimento emotivo di chi deve proteggere i propri affetti".

"INTIMIDAZIONI IN SERIE" - A far muovere il presidente cesenate è stata l'irruzione di alcuni pseudo-tifosi nel Cesena Store dove lavora Maria Chiara Gadoni, moglie di Campedelli. I teppisti avrebbero chiesto la rimozione del tecnico Ficcadenti, minacciando di sfasciare il negozio qualora non fossero stati accontentati: "Per me è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso  -  ammette Campedelli  -  sono state minacciate due ragazze che lavorano lì, che non c'entrano nulla con gli aspetti sportivi. Qualcuno vuole sminuire l'accaduto, riempiendo il racconto di condizionali, ma c'è una querela e sarà la magistratura ad accertare ciò che davvero è successo. È stata l'ultima intimidazione di una lunga serie, nei miei confronti e verso la mia famiglia, penso che
chiunque avrebbe reagito in maniera dura".

"GLI ULTRAS NON C'ENTRANO" - "Non ho mai sostenuto né pensato  -  prosegue Campedelli  -  che ci siano i gruppi organizzati della tifoseria dietro simili episodi. Il mio sfogo serve proprio a proteggere l'immagine della tifoseria cesenate, costruita duramente nel tempo: un tifo sano, numeroso, caloroso a volte duro ma che certamente non se la prende con i più deboli. Ho parlato di 'pochissime personè e le registrazioni lo testimoniano, non credo che a Cesena sia diffuso il germe dell'inciviltà. Non voglio che pochi teppisti macchino l'immagine di una tifoseria della quale, va sottolineato, sono orgoglioso di far parte".

"DOMENICA VADO IN CURVA" - Campedelli sa bene che la tifoseria non è tutta dalla sua parte, ma è pronto a fare un passo che possa portare ad una maggiore unità di intenti: "Io credo nella civiltà della tifoseria organizzata del Cesena  -  dichiara il presidente  -  perciò domenica, contro il Chievo, abbandonerò la mia solita postazione per seguire la partita insieme agli ultrà, sui gradoni, come ho fatto tante volte prima di diventare il proprietario del club. Lo so, mi beccherò qualche 'vaffa', ma credo anche che esulteremo tutti insieme quando i bianconeri faranno gol".

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