31 gennaio 2011

RAMADAN

«E adesso per voi giocatori inizia il Ramadam» . La frase, un po’ colorita forse, rende bene l’idea. A parlare è Pietro Vuturo, storico tifoso della Fiesole, nelle ultime settimane agli onori della cronaca per aver fatto da intermediario tra la Fiorentina e Adrian Mutu. Parla a titolo personale Vuturo, ma dopo l’ennesima sconfitta il sentimento tra i tifosi viola è comune. Basta discoteche, basta uscite la sera — eccolo il riferimento al Ramadam, il periodo di digiuno purificatore che osservano i fedeli islamici — vogliamo vedere il cuore, d’ora in poi si muore in campo. E sta a casa con le mogli» . Magari saranno contente le compagne dei giocatori viola, anche se l’umore, pure tra le mura domestiche, non sarà dei più allegri. Comunque fino a mercoledì giorno della gara spartiacque con il Genoa) tensioni e nervosismi restaranno nello spogliatoio. Meglio, nelle stanze dell’hotel Villa Medici, dove la società ha «rinchiuso» la squadra per un ritiro punitivo iniziato domenica sera, di ritorno dalla sconfitta dell’Olimpico.
Un viaggio in silenzio, facce scure e preoccupate, che si è concluso nella tensione. Ad aspettare i giocatori al Franchi c’erano circa 150 tifosi e un lungo striscione appeso allo stadio («Allenatore da corrida, giocatori senza palle, società fantasma, campagna acquisti fallimentare. Basta: Firenze merita rispetto» ). Dopo aver appreso che la squadra sarebbe andata in ritiro, i tifosi si sono spostati davanti all’entrata dell’albergo per aspettare i viola. Verso mezzanotte e mezzo l’attesa è terminata. Cori espliciti («Se andiamo in B vi facciamo un c... così» ), grida, pugni contro il pullman e volti pieni di rabbia, hanno accolto la squadra scortata dalle forze dell’ordine. Anche il tentativo di far entrare i giocatori da una porta posteriore non ha dato i suoi frutti, il rabbioso gruppo di tifosi non ha mollato la presa. I più bersagliati dai cori sono stati Mihajlovic, Cerci e Montolivo, reo secondo i contestatori di essere un capitano con la testa già altrove. La protesta è andata avanti per almeno una decina di minuti, con la squadra bloccata dentro il pullman e i tifosi fuori a sfogare la propria delusione. Quindi Mihajlovic è sceso a trattare» .
«Avete ragione — ha detto il tecnico—, ma non alzate le mani» ; «Nessuno vi tocca — hanno risposto gli ultras — Ma per entrare nell’albergo dovete passare tra di noi. E prendervi le offese che vi meritate» . Così è andata, una sorta di passaggio sotto le «forche caudine» , dove sono volati insulti e qualche «manata» ha sfiorato Montolivo e Cerci. Le offese poi sono continuate anche dentro l’albergo, dove un piccolo gruppetto è riuscito a entrare e a parlare, animatamente, con alcuni giocatori. Serata nera, dunque, e domenica ancora avvolta nella tensione, con la squadra che si è allenata ieri mattina scortata da tre camionette della polizia appostate fuori dai Campini. Poi nel pomeriggio viola hanno avuto qualche ora di libertà (dalle 15.45 alle 17.30). Mihajlovic è rientrato in albergo accompagnato dalla moglie, Montolivo dalla fidanzata, mentre Marcolin è tornato con il team manager Ripa. Un modo, quello della libera uscita, per provare ad allentare la tensione. La pressione dei tifosi oggi e domani potrebbe anche avere una tregua, ma da mercoledì al Franchi per la gara infrasettimanale contro il Genoa tornerà a farsi sentire; così almeno assicurano dagli ambienti del tifo.
Stavolta sotto accusa ci sono tutti. Dai Della Valle a Pantaleo Corvino, alla squadra e al tecnico. E il momento di difficoltà paradossalmente potrebbe anche ricompattare una curva Fiesole da tempo divisa. Lo spiega anche Stefano Sartoni, presidente del Collettivo: «La curva potrebbe tornare di nuovo unita. Sono d’accordo con la contestazione, credo però che contro il Genoa sia opportuno sostenere la squadra perché poi se andiamo in serie B retrocedono tifosi, mentre i giocatori se ne vanno. Ha fatto bene la società a portare tutti in ritiro. Anzi, io lo farei durare finché la squadra non raggiunge i quaranta punti e s i s a l v a . Mihajlovic? Io sono per l’esonero subito, se la squadra non gira la colpa è dell’allenatore. Sono preoccupato. Adesso pensiamo a salvarci poi chiederemo a Della Valle che cosa vogliono fare per il futuro». Del momento difficile ha parlato anche Giancarlo Antognoni, tenero nei confronti della squadra: «Non si dica che è solo colpa dell’allenatore, la Fiorentina è stata penalizzata anche dagli infortuni».
Ernesto Poesio

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Allora facciamo cambio Corvino per Mar(m)otta...