31 gennaio 2011

CONTRO LA TESSERA

ROMA – Gli ultras d'Italia si sono riuniti sotto un'unica voce, un unico grido rivolto ai massimi organi del calcio europeo, per denunciare ciò che sta accadendo in Italia, dove a causa della Tessera del Tifoso, dei tanti divieti e degli orari mirati più ad accontentare chi possiede i diritti televisivi, piuttosto che chi vive l'emozione unica di essere presente sulle gradinate di uno stadio ad incitare i propri colori.
Per questo motivo, gli ultras di tutta Italia hanno deciso di scrivere al presidente dell'Uefa, Michel Platini, una lettera aperta per denunciare al massimo organo calcistico europeo. Questo il testo:
"Signor Platini, ancora una volta La avvisiamo di quanto sta accadendo in Italia allo sport che tanto amiamo. Il Ministro degli Interni (onorevole Maroni, Lega Nord), attraverso l'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, sta cercando di evitare che i tifosi che non sono d'accordo con il suo progetto della "tessera del tifoso" (una carta prepagata ricaricabile imposta ai tifosi, non regolata da alcuna legge e assolutamente inutile) possano assistere a partite di calcio, anche se NON a rischio.
Vendono i biglietti creando discriminazioni territoriali. Chievo/Roma, per esempio, partita assolutamente non a rischio, che ha visto solo la scorsa stagione 20mila tifosi romanisti sulle gradinate senza alcun problema, solo pochi giorni fa è stata individuata come "partita a rischio", cosicché i tifosi della Roma che sono residenti nella Regione Lazio non possono acquistare i biglietti. Deve sapere che i tifosi che hanno sottoscritto la "tessera del tifoso" non sono soliti recarsi in trasferta, cosìcché il risultato è che i settori ospiti degli stadi sono sempre vuoti, anche per partite non a rischio. Stanno indicando come partite a rischio anche match come Parma/Sampdoria, le cui tifoserie sono gemellate da 20 anni, solo perché i loro correttissimi tifosi hanno detto no alla tessera del tifoso. Se paragona l'affluenza negli stadi con le precedenti stagioni potrà facilmente vedere come gli stadi siano mezzi vuoti e questo è dovuto ai sistemi diabolici che hanno pensato per vendere i biglietti. In molti casi non si può comprare più di un biglietto a persona e, quando lo si può fare, bisogna portare con sé un documento in originale per ogni persona che vuole acquistarlo. Lazio/Roma è stata giocata di fronte a una Tribuna Tevere quasi vuota, anche se le relative immagini non sono state mostrate dalla televisione, perché si preferisce escludere i tifosi piuttosto che gestirli con gli usuali sistemi di ordine pubblico. Stiamo scrivendo questo per suggerire all'UEFA di monitorare con attenzione quanto sta accadendo negli stadi italiani, perché i media nazionali al riguardo tacciono. Noi crediamo che l'Italia non abbia il diritto di organizzare alcun torneo internazionale fino a che non saremo liberi di andare alle partite di calcio, così come abbiamo fatto dal 1893 fino al 2008."
Ineffetti le gare a breve definite a rischio dall'Osservatorio sembrano davvero troppe: Chievo – Napoli; Cagliari – Juventus; Atalanta – Pescara; Inter – Roma; Bologna – Catania; Parma – Fiorentina; Napoli – Cesena; Genoa – Milan; Alessandria – Paganese; Juve Stabia – Pisa; Ternana – Cavese; Roma – Napoli; Andria – Taranto; Livorno – Vicenza; Gela – Lanciano; Viareggio – Nocerina; Foggia – Barletta.


(foto dalla rete)
30/01/11 23:38
Aniello Maria Mormile

VINCEREMO IL TRICOLOR

La pazienza dei tifosi è finita. Dopo l'ennesima sconfitta di ieri sera (la quinta stagionale), i supporters bianconeri hanno cominciato a contestare dirigenza e squadra. Già prima dell'inizio della sfida, la curva Sud aveva intonato un 'Amauri vattene', lasciando intendere il loro modo di vedere circa la permanenza del bomber a Torino. Peccato che, come ammesso dallo stesso Marotta poco prima del fischio d'inizio, l'italo-brasiliano ha rifiutato tutte le proposte e ha manifestato l'intenzione di restare sotto la Mole. E così, esattamente com'era successo giovedì sera in occasione della sfida di coppa Italia contro la Roma, la curva ha inneggiato più volte a David Trezeguet.
Poi, dopo il 2-1 firmato da Sanchez, la contestazione è esplosa. All'unisono entrambe le curve hanno fatto partire, ironicamente, il coro 'Vinceremo il tricolor' e 'Qualcuno faccia gol', aggiungendo, come ciliegina sulla torta, un 'Ci avete rotto…'. Alla fine della gara poi, dopo i quattro minuti di recupero, i giocatori sono usciti dal campo sommersi dai fischi al grido di 'Vergogna'. I tifosi, insomma, non ne possono più. Il timore più grande? Che quest'annata finisca peggio dell'anno scorso.

Andrea Bonino

RIGAMONTI

Brescia, 31 gennaio 2011 - È stato un brutto salto nel passato. Ci sono state stagioni, nella storia del Brescia calcio, in cui la contestazione all’esterno dello stadio Rigamonti era forse più la norma che l’eccezione. Ma da anni, probabilmente dall’ultima stagione nella massima categoria, il campionato 2004/2005, gli assembramenti, i cori, sotto gli alberi, all’ingresso delle tribune, sembravano un ricordo. I tre gol incassati in un incontro che la stampa presentava con l’imperativo di vincere, risultato importantissimo per sperare in una salvezza lontanissima, hanno avuto l’effetto di tre bordate. Hanno sbriciolato il muro della fiducia, del dialogo.

Nel mirino dei circa 500 tifosi che hanno scandito cori per alcune decine di minuti, soprattutto la società. Ma non sono mancati quelli contro Beretta, allenatore che in sette incontri ha subito cinque sconfitte. I tifosi avrebbero voluto incontrarlo, ma lui si è rifiutato e in un intervista televisiva ha dichiarato: «Mi hanno insultato per tutto l’incontro, non li incontro, è una questione d’educazione». E visto come sono andate le cose l’incontro chiarificatore non ci sarà. Non ci sono stati tafferugli e questo, alla fine, rimane sempre importante. I momenti di maggiore tensione si sono avuti quando ha lasciato lo stadio, scortato dalla Digos, Gianluca Nani. E non sono mancate le contestazioni nei confronti della squadra, il cui rendimento non è certamente esaltante. Alcuni dei giocatori si sono allontanati a bordo di taxi, passando per uscite secondarie.

La tensione si è protratta dalle 14,30 alle 16,30. Slogan, calci e pugni contro i cancelli, la richiesta d’incotri, caduta nel vuoto. Tutto ciò accresce ulteriormente la tensione in vista dell’incontro di domenica prossima contro il Bari. E sempre ieri sono stati chiamati gli artificieri perchè è stato trovato un grosso petardo rimasto inesploso. Che oggi potesse finire in questo modo, in caso di sconfitta era possibile, ma non certo. A innescare la protesta, secondo quel che si è sentito ieri tra i tifosi è stato l’atteggiamento, apparso troppo remssivo, della squadra. Se ne riparla domenica prossima.
Mario Pari

RAMADAN

«E adesso per voi giocatori inizia il Ramadam» . La frase, un po’ colorita forse, rende bene l’idea. A parlare è Pietro Vuturo, storico tifoso della Fiesole, nelle ultime settimane agli onori della cronaca per aver fatto da intermediario tra la Fiorentina e Adrian Mutu. Parla a titolo personale Vuturo, ma dopo l’ennesima sconfitta il sentimento tra i tifosi viola è comune. Basta discoteche, basta uscite la sera — eccolo il riferimento al Ramadam, il periodo di digiuno purificatore che osservano i fedeli islamici — vogliamo vedere il cuore, d’ora in poi si muore in campo. E sta a casa con le mogli» . Magari saranno contente le compagne dei giocatori viola, anche se l’umore, pure tra le mura domestiche, non sarà dei più allegri. Comunque fino a mercoledì giorno della gara spartiacque con il Genoa) tensioni e nervosismi restaranno nello spogliatoio. Meglio, nelle stanze dell’hotel Villa Medici, dove la società ha «rinchiuso» la squadra per un ritiro punitivo iniziato domenica sera, di ritorno dalla sconfitta dell’Olimpico.
Un viaggio in silenzio, facce scure e preoccupate, che si è concluso nella tensione. Ad aspettare i giocatori al Franchi c’erano circa 150 tifosi e un lungo striscione appeso allo stadio («Allenatore da corrida, giocatori senza palle, società fantasma, campagna acquisti fallimentare. Basta: Firenze merita rispetto» ). Dopo aver appreso che la squadra sarebbe andata in ritiro, i tifosi si sono spostati davanti all’entrata dell’albergo per aspettare i viola. Verso mezzanotte e mezzo l’attesa è terminata. Cori espliciti («Se andiamo in B vi facciamo un c... così» ), grida, pugni contro il pullman e volti pieni di rabbia, hanno accolto la squadra scortata dalle forze dell’ordine. Anche il tentativo di far entrare i giocatori da una porta posteriore non ha dato i suoi frutti, il rabbioso gruppo di tifosi non ha mollato la presa. I più bersagliati dai cori sono stati Mihajlovic, Cerci e Montolivo, reo secondo i contestatori di essere un capitano con la testa già altrove. La protesta è andata avanti per almeno una decina di minuti, con la squadra bloccata dentro il pullman e i tifosi fuori a sfogare la propria delusione. Quindi Mihajlovic è sceso a trattare» .
«Avete ragione — ha detto il tecnico—, ma non alzate le mani» ; «Nessuno vi tocca — hanno risposto gli ultras — Ma per entrare nell’albergo dovete passare tra di noi. E prendervi le offese che vi meritate» . Così è andata, una sorta di passaggio sotto le «forche caudine» , dove sono volati insulti e qualche «manata» ha sfiorato Montolivo e Cerci. Le offese poi sono continuate anche dentro l’albergo, dove un piccolo gruppetto è riuscito a entrare e a parlare, animatamente, con alcuni giocatori. Serata nera, dunque, e domenica ancora avvolta nella tensione, con la squadra che si è allenata ieri mattina scortata da tre camionette della polizia appostate fuori dai Campini. Poi nel pomeriggio viola hanno avuto qualche ora di libertà (dalle 15.45 alle 17.30). Mihajlovic è rientrato in albergo accompagnato dalla moglie, Montolivo dalla fidanzata, mentre Marcolin è tornato con il team manager Ripa. Un modo, quello della libera uscita, per provare ad allentare la tensione. La pressione dei tifosi oggi e domani potrebbe anche avere una tregua, ma da mercoledì al Franchi per la gara infrasettimanale contro il Genoa tornerà a farsi sentire; così almeno assicurano dagli ambienti del tifo.
Stavolta sotto accusa ci sono tutti. Dai Della Valle a Pantaleo Corvino, alla squadra e al tecnico. E il momento di difficoltà paradossalmente potrebbe anche ricompattare una curva Fiesole da tempo divisa. Lo spiega anche Stefano Sartoni, presidente del Collettivo: «La curva potrebbe tornare di nuovo unita. Sono d’accordo con la contestazione, credo però che contro il Genoa sia opportuno sostenere la squadra perché poi se andiamo in serie B retrocedono tifosi, mentre i giocatori se ne vanno. Ha fatto bene la società a portare tutti in ritiro. Anzi, io lo farei durare finché la squadra non raggiunge i quaranta punti e s i s a l v a . Mihajlovic? Io sono per l’esonero subito, se la squadra non gira la colpa è dell’allenatore. Sono preoccupato. Adesso pensiamo a salvarci poi chiederemo a Della Valle che cosa vogliono fare per il futuro». Del momento difficile ha parlato anche Giancarlo Antognoni, tenero nei confronti della squadra: «Non si dica che è solo colpa dell’allenatore, la Fiorentina è stata penalizzata anche dagli infortuni».
Ernesto Poesio

30 gennaio 2011

FORZA MONDO


Al termine del pareggio interno contro l’Ascoli, il presidente Andreoletti ha annunciato le dimissioni, solo temporanee, di Emiliano Mondonico. Non per motivazioni tecniche, ma probabilmente a causa di problemi di salute. Inequivocabile la frase del presidente della Celeste: “Mondonico ha una partita ben più importante da giocare – ha detto Andreoletti - non voglio entrare nel merito della questione. Non voglio andare oltre per il rispetto della privacy - continua il patron -. E pure i giocatori preferiscono non parlare proprio per il rispetto del loro mister. In serata emaneremo un comunicato stampa in cui forniremo anche dettagli sul suo successore, ma ora questo aspetto è secondario. Ciò che è certo è che per adesso Mondonico ci lascia temporaneamente, speriamo con tutto il cuore che possa risolvere i suoi problemi e tornare sulla nostra panchina. Per ora mi limito a ringraziare Mondonico per il lavoro svolto. So che i giocatori gli hanno dedicato un lungo applauso a fine partita”. Il successore del Mondo sarà il suo vice, Daniele Fortunato. La conferma dei problemi di salute di Mondonico arriva anche da Aladino Valoti, direttore sportivo dei seriani: "Mondonico ha fatto alcuni accertamenti in settimana, una tac...", la frase rimane in sospeso perché la società non vuole dire di più. Nella sua lunga carriera da allenatore, Emiliano Mondonico ha collezionato più di mille panchine tra Cremonese, Como, Torino, Napoli, Cosenza, Fiorentina, Atalanta e Albinoleffe. Guidò la squadra nerazzurra nel 1987-1988 in Coppa delle Coppe, conclusa in semifinale di fronte ai belgi del Malines che poi vinse la competizione contro l'Ajax. Ecco il comunicato dell'Albinoleffe: L'U.C. AlbinoLeffe Srl comunica che da lunedì 31 gennaio la responsabilità tecnica della prima squadra sarà affidata al sig. Daniele Fortunato. La società augura a mister Emiliano Mondonico di vincere l'ennesima sfida che lo aspetta con l'auspicio di riaverlo quanto prima alla guida della nostra squadra.


EMILIANO NON MOLLARE!
Domenico

RABBIA VIOLA


E' stata sicuramente la contestazione più pesante dell'era Della Valle. Il limite di sopportazione è arrivato, quello visto contro la Lazio è stato troppo. Il ritorno a Firenze per la Fiorentina è stato molto traumatico, una notte al limite. Tutto si è consumato davanti a Villa Medici, dove la Fiorentina resterà in ritiro fino a Mercoledì, e dove molti tifosi, la maggior parte del parterre di Fiesole, stavano aspettando i viola. Il pulmann della squadra è arrivato intorno a mezzanotte e mezzo davanti all'hotel e subito è partita la contestazione. I momenti di tensione si sono cominciati a respirare sin dal primo minuto, i tifosi si trattenevano a fatica, i capi ultras avevano difficoltà a far stare calmi i più arrabbiati. Circa 150 persone stufe e svuotate da mesi di sconfitte e confusione. La squadra, di corsa, si è infilata dentro l'albergo ma c'è stato comunque il tempo per prendere di mira in maniera pesante Montolivo e Cerci. Parole grosse e anche qualcosa di più. Sembra, infatti, che i due siano stati raggiunti da qualche schiaffone. Poi sono partite le urla, cori durissimi nei confronti della società, della squadra e del tecnico. Nel frattempo i tifosi premevano per avere un confronto con qualcuno, in particolare con il capitano che però ha preferito evitare. Intanto i cori di contestazione andavano avanti e nessuno aveva intenzione di smettere. Tanto che, alla fine, una delegazione dei tifosi è stata ricevuto da Sinisa Mihajlovic e Roberto Ripa. Un incontro nel quale i rappresentanti del tifo hanno manifestato tutta la propria rabbia per quello che sta succedendo. Al termine di questo faccia a faccia è andata avanti la contestazione, pesantissima. Cori contro tutti, in particolare verso Riccardo Montolivo, accusato di essere un capitano senza gli attributi e con la testa altrove. Poi è toccato al tecnico serbo, apostrofato come allenatore incapace. Non sono mancati le offese nei confronti di Sandro Mencucci preso come simbolo di una società assente. Anche i giovani Ljajic e Babacar insieme a Cerci non sono stati esenti dalle accuse per la vita notturna spesso poco professionale. E' statas una notte dura, una contestazione durissima, Firenze è stanca e l'aria sta cambiando. Mihajlovic e i suoi ragazzi se ne sono accorti.

NICOLA VIVE

L’AQUILA - Sono trascorsi 17 anni dalla morte del tifoso dell’Aquila Calcio Nicola Mezzacappa, scomparso nel 1994 durante un tragico incidente in occasione di una trasferta dei rossoblù.
La tifoseria organizzata del capoluogo, il gruppo dei Red Blue Eagles L'Aquila, annuncia che sarà ricordato con i cori della curva.
“Cantiamo per Nicola Mezzacappa - si legge in una nota sul sito www.redblueeagleslaquila1978.com - Ricordiamo tutti insieme Nicola, un aquilano come noi! A 17 anni esatti dalla drammatica trasferta di Pontedera”.
Anche la società del presidente Elio Gizzi ha voluto ricordare il suo tifoso scomparso.
“Nella partita contro la Sangiovannese - si legge in una nota sul sito del club aquilano - un pensiero particolare sarà rivolto da tutti i rossoblù in campo e dagli sportivi sugli spalti, al ricordo di Nicola”.
Il giovane tifoso Mezzacappa, quel lontano 30 gennaio 1994, nel corso del viaggio verso Pontedera per sostenere L’Aquila Calcio, perse la vita a soli 24 anni in un incidente d’auto.
“Nonostante i 17 anni dalla sua morte - prosegue la nota del sodalizio - il ricordo del suo amore per L’Aquila Calcio, lo rende sempre presente sulle gradinate della curva del Tommaso Fattori e nei cuori di tutti i tifosi. Nicola vive!”.

TRASFERTE LIBERE

Stanchi dei continui divieti imposti dall’Osservatorio e dal Casms, spesso con intenti punitivi e non preventivi, anche in partite che non vedono problemi per l’ordine pubblico o che addirittura vedono sfidarsi due tifoserie gemellate (sono i casi recenti di Parma-Sampdoria, Lazio-Inter o Milan-Brescia) e senza che vi sia uno straccio di spiegazione per i provvedimenti che vengono presi, abbiamo deciso di lanciare un’iniziativa mirata, informando di volta in volta l’Uefa (da sempre contraria ai “sistemi italiani” di gestire l’ordine pubblico) via mail ogni volta che escono le disposizioni dell’Osservatorio Nazionale Manifestazioni Sportive.













Fare ciò è semplicissimo: basta copiare il testo qui sotto riportato (in inglese) ed inviarlo all’indirizzo info@uefa.comQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. con allegate le determinazioni dell'ONMS/CASMS aggiornate.
Mr. Platini,
once again we would like to inform you about what’s happening in Italy to the sport we all love. The Home Secretary (Mr. Maroni, Lega Nord), through the Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive (National Observatory on Sport Events), is trying to avoid that fans disagreeing with his project, the “tessera del tifoso – supporter’s card” (a credit card imposed to fans, unruled by law and completely useless) attend football matches, even if these are NOT at risk. Tickets are on sales based on territorial discrimination.
Last year Chievo/Roma, for example, which is an absolutely not at risk match, was attended by 20.000 AS Roma fans without any problems; just a few days ago this match has been appointed as a “high risk game”, so that fans who are residents in the Regione Lazio can’t buy tickets if they don’t have the “tessera del tifoso”.
You have to be aware that fans who subscribed the “tessera del tifoso” usually do not attend away matches and consequently the away ends are always empty, even for normal matches. They are considering as “high risk” even matches like Parma/Sampdoria, where fans are friends since 1990, only because their extremely correct fans are saying NO to the “tessera del tifoso”.
If you compare current football matches attendance with the past seasons, you can easily see that Italian stadia are more than half empty; this is due to the diabolic ticket selling system. In most cases you cannot buy more than one ticket per person and, when you can, you must have an original I.D. for each ticket you buy.
Lazio/Roma was played in front of a Tribuna Tevere almost empty, even if the images of this were not transmitted by television, because they prefer to keep fans out rather than policing. We write this to you to suggest that UEFA carefully monitors what’s happening in Italian stadia, as media are silent. Italy does not deserve the right of organizing any tournaments until we will be free to attend football matches, like we did from 1896 until 2008.
Best Regards

Una volta inviato il testo all’Uefa, vanno “bombardati” anche le redazioni dei principali quotidiani e telegiornali italiani. Potete scegliere se inviare il vostro testo via mail (comodo e veloce) o via fax (più dispendioso ma decisamente più fastidioso per chi li riceve). Ad ogni modo cliccando qui trovate la mailing list, cliccando qui trovate la fax list. Questo è invece il testo da inviare, che per forza di cose dovrà essere in italiano, con allegate le determinazioni dell'ONMS/CASMS aggiornate. :
Signor Platini,
ancora una volta La avvisiamo di quanto sta accadendo in Italia allo sport che tanto amiamo. Il Ministro degli Interni (onorevole Maroni, Lega Nord), attraverso l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, sta cercando di evitare che i tifosi che non sono d’accordo con il suo progetto della “tessera del tifoso” (una carta prepagata ricaricabile imposta ai tifosi, non regolata da alcuna legge e assolutamente inutile) possano assistere a partite di calcio, anche se NON a rischio.Vendono i biglietti creando discriminazioni territoriali.
Chievo/Roma, per esempio, partita assolutamente non a rischio, che ha visto solo la scorsa stagione 20mila tifosi romanisti sulle gradinate senza alcun problema, solo pochi giorni fa è stata individuata come “partita a rischio”, cosicché i tifosi della Roma che sono residenti nella Regione Lazio non possono acquistare i biglietti.
Deve sapere che i tifosi che hanno sottoscritto la “tessera del tifoso” non sono soliti recarsi in trasferta, cosicché il risultato è che i settori ospiti degli stadi sono sempre vuoti, anche per partite non a rischio. Stanno indicando come partite a rischio anche match come Parma/Sampdoria, le cui tifoserie sono gemellate da 20 anni, solo perché i loro correttissimi tifosi hanno detto no alla tessera del tifoso.
Se paragona l’affluenza negli stadi con le precedenti stagioni potrà facilmente vedere come gli stadi siano mezzi vuoti e questo è dovuto ai sistemi diabolici che hanno pensato per vendere i biglietti. In molti casi non si può comprare più di un biglietto a persona e, quando lo si può fare, bisogna portare con sé un documento in originale per ogni persona che vuole acquistarlo.
Lazio/Roma è stata giocata di fronte a una Tribuna Tevere quasi vuota, anche se le relative immagini non sono state mostrate dalla televisione, perché si preferisce escludere i tifosi piuttosto che gestirli con gli usuali sistemi di ordine pubblico. Stiamo scrivendo questo per suggerire all’UEFA di monitorare con attenzione quanto sta accadendo negli stadi italiani, perché i media nazionali al riguardo tacciono. Noi crediamo che l’Italia non abbia il diritto di organizzare alcun torneo internazionale fino a che non saremo liberi di andare alle partite di calcio, così come abbiamo fatto dal 1896 fino al 2008.
Con i migliori saluti.


Allegato: Disposizioni ONMS del 27 gennaio 2010
  • “Chievo – Napoli” (Serie A) del 02//02/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella Provincia di Napoli;
  • “Cagliari – Juventus” (Serie A) del 05/02/2011, chiusura della vendita dei tagliandi ai non residenti nella provincia di Cagliari alle ore 19,00 del giorno precedente la gara;
  • “Atalanta – Pescara” (Serie B) del 05/02/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai  residenti nella Regione Abruzzo;
  • “Inter – Roma” (Serie A) del 06/02/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella Regione Lazio;
  • “Bologna – Catania” (Serie A) del 06/02/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Sicilia;
  • “Parma – Fiorentina” (Serie A) del 06/02/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Toscana;
  • “Napoli – Cesena” (Serie A) del 06/02/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Emilia Romagna;
  • “Genoa – Milan” (Serie A) del 06/02/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Lombardia;
  • “Alessandria – Paganese” (Lega Pro) del 06/02/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Campania;
  • “Juve Stabia – Pisa” (Lega Pro) del 06/02/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Toscana;
  • “Ternana – Cavese” (Lega Pro) del 06/02/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Campania;
  • “Foggia – Barletta” (Lega Pro) del 06/02/2011 divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella provincia di Foggia;
  • “Viareggio – Nocerina” (Lega Pro) del 06/02/2011 divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Campania;
  • “Gela – Lanciano” (Lega Pro) del 06/02/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai  residenti nella Regione Abruzzo;
  • “Livorno – Vicenza” (Serie B) del 07/02/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Veneto;
  • “Andria – Taranto” (Lega Pro) del 07/02/2011, vendita dei tagliandi ai residenti nella provincia di Bari, vendita dei tagliandi per gli ospiti fidelizzati nel numero massimo stabilito dalle autorità, divieto di vendita on line e incedibilità dei titoli;
  • “Roma – Napoli” (Serie A) del 12/02/2011, vendita dei tagliandi ai residenti nella provincia di Roma.

LAZIO-FIORENTINA

Forte contestazione ai giocatori della Fiorentina, stanotte, al rientro da Roma dopo la sconfitta subita ieri in una partita di campionato contro la Lazio per 2-0. Almeno un centinaio di tifosi viola radunati davanti all’hotel Villa Medici di Firenze hanno dato luogo verso mezzanotte e mezzo ad una vivace protesta sotto le finestre dell’albergo. Solo l’intervento dell’allenatore Mihajlovic ha calmato i tifosi. Una rappresentanza dei sostenitori viola lo ha incontrato, ormai in piena notte, ottenendo rassicurazioni sul proseguimento della stagione. Poi, circa mezz’ora dopo questo incontro – si apprende da fonti di polizia – il gruppo di contestatori si è sciolto e la protesta è cessata. La manifestazione è stata seguita da personale della questura di Firenze che non ha registrato nessun atto di violenza.

ALDRO & GABBO

di Marcello Pradarelli
 «Qui nella motivazione c'è scritto "premio al miglior regista di film documentario", ma continuo a essere e a sentirmi un giornalista che il regista l'ha fatto in prestito. I veri registi sono i familiari di Federico. Sono stati soprattutto loro ad aver creduto nel progetto e avermi dato la forza necessaria per portarlo a termine». E' il commento-dedica di Filippo Vendemmiati, che con E' stato morto un ragazzo, il film-dvd che racconta la vicenda giudiziaria e umana di Federico Aldrovandi, ha vinto al Bifest di Bari il premio "Vittorio De Seta" per il miglior film documentario. E' stato Ettore Scola, presidente del Bifest (Bari international film&tv festival), a consegnare il premio al giornalista ferrarese durante la cerimonia al Teatro Petruzzelli.  «Io credo - dice ancora Vendemmiati - che i genitori di Federico siano da prendere ad esempio per la passione civile della loro battaglia, per il modo civile con cui l'hanno condotta senza aver bisogno di salotti televisivi e di plastici della tv».  Come sia avvenuta la metamorfosi da giornalista a regista Vendemmiati non sa spiegarlo: «Questa storia parte dal mio ufficio, da casa mia mentre rileggevo il mio bloc notes pieno di appunti dopo la sentenza del tribunale di Ferrara. Da lì è venuta questa voglia, questo bisogno di riordinare tutta la vicenda e di provare a raccontare e combinare due storie parallele. Quella di un giornalista che all'inizio non aveva creduto molto nell'ingiustizia e la quella dei familiari di Federico che alla fine hanno scoperto una realtà peggiore di quanto si aspettassero. Volendo fare un paragone con quanto avvenuto al Bifest anche il riconoscimento che ha avuto E' stato morto un ragazzo è molto superiore a quanto mi aspettassi».  I film non cambiano il mondo, ma un film che è anche buona informazione forse può servire. Vendemmiati se lo augura: «Spero che possa dare un piccolo contributo per evitare altri drammi».  L'affermazione al Bifest potrebbe anche facilitare la trasmissione del film di Vendemmiati sulle reti Rai: «Il tempo passa e risposte ancora non ci sono. C'è un'ipotesi aperta con RaiTre, spero che questo riconoscimento possa servire. Sono moderatamente ottimista».  In concorso al Bifest vi erano 16 documentari. La giuria era composta da 30 spettatori e dalla documentarista Maite Carpio che la presiedeva. Il film ripercorre le vicende legate alla morte di Federico Aldrovandi, avvenuta alle sei del 25 settembre 2005 durante un controllo di polizia. Da quella vicenda scaturirono un'inchiesta, inizialmente destinata all'archiviazione, e un processo, che in primo grado il 6 luglio del 2009 si è concluso con la condanna a 3 anni e sei mesi di quattro agenti. Il titolo fa riferimento a Gabriele Sandri, tifoso della Lazio ucciso in un autogrill da un proiettile vagante, partito dalla pistola di un poliziotto. La frase, tanto sgrammaticata quanto efficace, fu pronunciata da un collega del poliziotto.

REPORT

Tappa piacentina, oggi, per la trasmissione di inchiesta di Rai Tre “Report”, il cui giornalista Luca Chianca ha incontrato allo stadio “Garilli” il sindaco Roberto Reggi per approfondire le criticità relative alla tessera del tifoso – più volte denunciate dal primo cittadino, anche scrivendo direttamente al Ministro Maroni – e ha assistito accanto a lui, alla partita Piacenza-Reggina.
Il sindaco, spiegando quanto è avvenuto l’8 gennaio scorso durante il match casalingo con il Varese, ha ribadito le sue gravi perplessità in merito a un provvedimento che, “lungi dal garantire la sicurezza, costringe alla vicinanza forzata il pubblico di casa e i gruppi di sostenitori ospiti non in possesso della tessera. Con il rischio, verificatosi non solo a Piacenza ma anche in altre città, che i settori abitualmente frequentati dalle famiglie e dai tifosi più tranquilli siano invasi proprio da quei gruppi di facinorosi che non hanno voluto sottoporsi alle nuove norme di identificazione, e spesso si rendono protagonisti di inaccettabili episodi di violenza”.
Sottolineando, nel colloquio con il giornalista, l’impossibilità di destinare un apposito settore dello stadio a coloro che sono privi della tessera (ipotesi presa in considerazione durante i sopralluoghi effettuati con prefetto e questore, ma non consentita dalla legge), il sindaco, sottolineando di avere già scritto al ministro Maroni in merito, ha riaffermato la necessità di regole migliorative che possano dare reale efficacia a questo provvedimento. “Così com’è oggi – ha sottolineato Reggi – la tessera non resta che l’ennesimo vacuo annuncio, un mero palliativo che non risolve certo il problema della sicurezza negli impianti sportivi. Al contrario, ha un duplice effetto negativo: da una parte mette a repentaglio l’incolumità degli spettatori; dall’altra, allontana ulteriormente il pubblico dagli spalti accelerando quella spirale negativa di cause che stanno svuotando i nostri stadi. E’ paradossale – ha concluso il sindaco – che chi non accetta le norme ministeriali, rifiutando di sottoscrivere la tessera, abbia la possibilità di fomentare scontri e aggressioni, mentre le persone più corrette vengono in qualche modo schedate e, nel contempo, sono costrette a vivere situazioni di disagio e paura di cui non sono responsabili”.

CATANIA-MILAN

Un carabiniere è rimasto stordito dall'esplosione di un petardo lanciato da alcuni tifosi all'esterno dello stadio Angelo Massimino prima dell'anticipo di Serie A Catania-Milan. Il militare è stato soccorso dal personale medico del 118 presente sul posto. Un tentativo di contrapposizione tra tifosi delle due tifoserie è stato subito bloccato dalle forze dell'ordine, che si sono frapposte e non si sono registrati incidenti.
(29/01/2011) (Spr)

29 gennaio 2011

A TODI

Dal 1 al 5 febbraio una settimana di incontri, proiezioni, mostre con le scuole umbre per affrontare il tema della legalità e i suoi valori per un totale di 15 appuntamenti in 8 comuni.
Si svolgerà nell’ambito territoriale provinciale di Perugia toccando i Comuni di  Perugia, Foligno, Umbertide, Cascia, Cannara, Gubbio, Todi e Campello sul Clitunno dove si svolgerà una serie di incontri, proiezioni, mostre, film e documentari a cui hanno aderito molti Istituti scolastici  di vario ordine e grado.

Tra i temi affrontati durante questa settimana “Combattere la mafia”, “La discriminazione razziale”, “La tutela dell’ambiente”, “Il rispetto della dignità della donna”, “I giovani e la legalità: la responsabilità delle istituzioni e delle famiglie”, “Le regole per i bambini della prima infanzia”.
Quest’ultimo argomento verrà discusso in particolare a Campello sul Clitunno dove si è pensato di coinvolgere le famiglie dei bambini che frequentano l’asilo nido. Durante gli appuntamenti è prevista la partecipazione di figure illustri come Salvo Vitale, presidente Associazione Peppino Impastato, il giornalista e scrittore Giommaria Monti, solo per citarne alcuni. 

Tutto questo è “Battiti di legalità”, l’iniziativa che si colloca nell’ambito del progetto “Lo Stato siamo noi – La legalità per il bene di tutti”, promosso dalla Provincia di Perugia per sensibilizzare le giovani generazioni sul tema della legalità in accordo con l’Ufficio Scolastico Regionale prendendo a modello un’esperienza in vigore da oltre cinque anni nel Liceo Scientifico “G. Marconi” di Foligno.
Questo Liceo, aderendo al progetto “Lo Stato siamo noi”, ha intrapreso un percorso di scambi con altre realtà del territorio nazionale e perciò ospiterà una classe del Liceo Scientifico Savarino di Partitico (Pa) che parteciperà a questa iniziativa. La manifestazione include nel proprio programma anche l’intitolazione della Sala della Partecipazione ai giudici Falcone e Borsellino (4 febbraio h 16) alla presenza di Rita Borsellino

Il progetto, partito da un’iniziativa della Provincia di Perugia  ha trovato il consenso di alcune province della Sicilia come Palermo, Catania e Ragusa, oltre ad altre aree nazionali ed europee tra cui Polonia, Bulgaria e Romania. Però vista la lontananza tra i territori, il progetto intende creare un processo di dialogo interculturale e intergiovanile connotato di carattere innovativo e tecnologico, attraverso l’utilizzazione di social network.
Per render operativo il progetto lo scorso 2 ottobre, presso la Limonaia di Villa Fidelia di Spello è stato inaugurato il Laboratorio Culturale Nazionale Centro Studi della legalità con l’intento di accogliere tutti i progetti sulla legalità.  

A Todi, martedì, l’evento inizierà alle 10 presso la Sala del Consiglio, con la proiezione di alcuni  filmati che illustreranno agli studenti come una festa dello sport possa trasformarsi in una tragedia.
Dopo i saluti istituzionali da parte dei vertici regionali e provinciali del Coni e della Lega Calcio e del sindaco Ruggiano, prenderà la parola Beatrice Martelli, mamma di Franco, il giovane tuderte che perse la vita nella triste notte del 1985.
Una tragedia che si è trasformata, nel corso degli anni, in una vera e propria missione da parte della signora Martelli, insegnante elementare, verso la sensibilizzazione tra i giovani alla fraternità, all’amore per la vita e ovviamente alla necessità di uno sport sano e soprattutto lontano dalla violenza, dagli eccessi e dagli odi tra opposte fazioni.

Sarà poi il turno di Francesco Caremani, giornalista ed autore del libro “Heysel, le verità di una strage annunciata” e del noto calciatore Fabrizio Ravanelli, vincitore di una Coppa Campioni con la Juventus nel 1996.
Sono anche previsti diversi interventi telefonici, tra cui quello di Mariella Scirea, moglie dell’indimenticabile Gaetano, che vuole portare il suo contributo sul tema e stringere in un abbraccio virtuale la signora Martelli, e di Stefano Tacconi che è stato da sempre vicino alla famiglia.
A moderare il dibattito sarà il consigliere provinciale Michele Martorelli; sono previsti anche interventi da parte dell’assessore allo sport Nazzareno Menghini e del consigliere Claudio Ranchicchio.

CIAO SPAGNA


‎29 gennaio 1995- 29 gennaio 2011
CIAO SPAGNA
16 anni fa, in una plumbea domenica di fine gennaio, Vincenzo Spagnolo, detto Spagna, frequentatore della Gradinata Nord di Marassi, ultras del Genoa, rude boy dei carruggi e militante antagonista, veniva accoltellato mortalmente al cuore da un giovanissimo "casual" rossonero in prossimità d
ella Gradinata Nord mentre si difendeva dal vile assalto a fil di lama intentato da un gruppo di milanisti. Quella fu una domenica di lacrime e sangue non solo per i genoani ma per tutta un'Italia ultras che si risvegliava dal torpore che una violenza codarda cresciuta nella tolleranza di molti, aveva allevato fino ad allora.
Il raduno della domenica successiva produsse il famoso documento eucumenico che recitava BASTA LAME, BASTA INFAMI, monito che allo stato attuale dell'arte ultras in Italia alcuni hanno rimosso, confondendo l'onore dello scontro con l'infamità dei vili che balugina dietro le spalle.... Per non dimenticare Spagna e tutti i ragazzi di stadio uccisi vigliaccamente dallo Stato o da infami pseudoultras, stringiamo un pugno contro il cielo e chiudiamo gli occhi in una lacrima rossoblù.
Ciao Spagna
Domenico, Vincenzo, Simone

28 gennaio 2011

CASMSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSS

(ANSA) - ROMA, 27 GEN - I tifosi di Napoli, Milan, Roma, Catania, Fiorentina e Cesena non potranno seguire le proprie squadre nelle trasferte di campionato del 2-6 febbraio, ad eccezione di quelli in possesso della Tessera del tifoso. Per i napoletani divieto esteso anche alla trasferta del 12, all'Olimpico contro la Roma. Lo ha deciso il Casms del Viminale.

Per Cagliari-Juventus, invece, decisa la chiusura della vendita dei tagliandi ai non residenti nella provincia di Cagliari alle 19 del giorno precedente la gara.

UCN BARI

Giorni di confronti in casa Bari, nella speranza di poter ancora ricomporre una stagione del tutto fallimentare. Domani gli Ultras incontreranno il presidente Vincenzo Matarrese per chiedere lumi sull'attuale involuzione del gruppo biancorosso, soprattutto sul piano caratteriale.
L'obiettivo è ricreare un clima sereno all'interno e attorno alla squadra. In tal senso, la gara di Cagliari sarà l'ultimo spartiacque: in caso di nuova sconfitta i toni della contestazione potrebbero aumentare.

Raffaele Di Lello

27 gennaio 2011

SPY

Spycalcio

La tessera del tifoso
e le colpe dei club

Tessera del tifoso, è arrivato il momento di fare chiarezza: presto l'Osservatorio del Viminale terrà una riunione con tutti i rappresentanti delle varie Leghe calcistiche per fare il punto della situazione dopo il girone d'andata. E per raccogliere critiche e suggerimenti. Intendiamoci bene: lo scopo del ministro Roberto Maroni e del capo della polizia, Antonio Manganelli, era più che lodevole. La volontà cioè di riportare le famiglie negli stadi, isolare i (pochi) violenti, riaprire le trasferte, abbattere (in tre anni) le barriere. Insomma, portare i nostri stadi a livello europeo: legalità e rispetto. Lo scopo è fallito: la tessera del tifoso non serve. Ha creato più svantaggi che vantaggi: è stata vista, sbagliando, solo come uno strumento di polizia, di repressione, oppure come un  business per le banche. E questa è colpa non tanto del Viminale, che si è fatto carico dell'iniziativa, ma dei club che si sono sempre defilati, che l'hanno subita e mai assecondata. Dove sono i vantaggi per i tifosi che si tesserano? Sconti sui biglietti? Facilitazioni per la trasferte? Tessere premio per supermercati, negozi di abbigliamento sportivo, eccetera? Niente: pochissimo è stato fatto. Della tessera del tifoso ormai parla solo Maroni: silenzio da parte di Abete, Beretta e Abodi. La Federazione e le Leghe fanno finta di nulla, come se non li riguardasse e fosse solo un problema del Viminale. Sbagliatissimo. Così si dà un'immagine distorta della tessera: altro che fidelizzazione dei tifosi. Lo stesso garante della privacy è intervenuto. Bisogna fare chiarezza. Al Viminale fanno la loro parte, accollandosi l'intero progetto: il nuovo direttore dell'ufficio ordine pubblico, dottor Armando Forgione, il capo dell'Osservatorio, il questore Pietro Ieva, e il vicequestore aggiunto Roberto Massucci, cercano di gestire nel migliore dei modi il "pianeta stadi". Ma la collaborazione dei club, salvo lodevoli eccezioni, è ancora troppo scarsa. Come se i tifosi non fossero loro. All'estero ogni club ha un dipartimento che si occupa della tifoseria, che gestisce biglietti, trasferte (anche internazionali), merchandising, eccetera. Da noi niente. I tifosi vengono "spremuti" solo in occasione  degli abbonamenti, poi addio. Così non va. Hanno ragione quando parlano di calcio-business. Si sta perdendo lo spirito di un tempo, e gli stadi, basta guardare, sono desolatamente vuoti. Non mi riferisco solo alla serie A ma anche e soprattutto alle categorie minori. E' stato ucciso il calcio dei derby, dei campanili. Nella Lega Pro c'è il deserto eppure Mario Macalli è stato il primo ad aderire al progetto tessera del tifoso. Nei dilettanti vediamo prefetti che hanno paura di gestire i derby, e così che fanno? Chiudono gli stadi, arrivederci e grazie. Nel silenzio delle istituzioni, anche del presidente Carlo Tavecchio che pure è combattivo e sempre presente. Ma così, muore lo spirito di un tempo, scompaiono le stracittadine. Altro che stadi senza barriere (lodevole iniziativa della Lega Dilettanti): soprattutto al Sud ci sono ancora troppi impianti chiusi, troppe trasferte vietate.

La situazione negli stadi, almeno in serie A, comunque è migliorata: secondo Maroni, il merito principale è della tessera del tifoso. Non credo sia così: restano problemi con le trasferte, con il doppio "binario" (tifosi tesserati in tribuna e gli altri, i presunti "cattivi" nella gabbia dedicata alla tifoseria ospite). Ma a Torino, Milano, Palermo gli incidenti sono rarissimi. A Roma non è stato sparato un lacrimogeno, ma sono aumentati i Daspo del 400 per cento. A  Palermo non chiedono più rinforzi ai reparti mobili delle altre città (a volte, in passato, anche 200 poliziotti per partita) ed è stato gestito con buon senso il derby col Catania (merito anche dei presidenti Zamparini e Pulvirenti, va detto). A Torino non ci sono più episodi di razzismo e violenza. A Milano lo stadio di San Siro è fra quelli più frequentati, ma il clima che si respira è (abbastanza) buono, tranne qualche striscione e fumogeno di troppo. Ancora da risolvere la situazione di Napoli, dove stanno ritornando in passa i tifosi quasi come ai tempi di Maradona: ma come ha dichiarato il pm Giovanni Melillo a Repubblica, "interi settori dello stadio sono sottratti all'autorità dello Stato e  controllati da gruppi violenti...". Una critica pesante alla questura di Napoli: abbiamo visto anche filmati con gente che scavalca al San Paolo, altri tifosi (magari padri di famiglia) che entrano in due ma con un solo biglietto aggirando i tornelli. Non si può pretendere che facciano tutto gli steward, magari sottopagati. Basterebbe qualche poliziotto in borghese. Basterebbe la stessa volontà di Roma dove chi prima entrava senza biglietto adesso - se viene scoperto - è punito con due anni di Daspo. Basta volerlo fare. A Napoli, come ha spiegato il pm, siamo ancora lontani.

Rai, in otto milioni per i rigori di Napoli
Un boom di ascolti per la Coppa Italia: i rigori di Napoli-Inter su Rai 1 sono stati visti da 8.603.000 spettatori, share del 42,74%. La media della partita è stata del 26,73%, oltre 7 milioni di telespettatori. Molto bene anche su RaiSport1 il post-partita:2,85%, con  380.000 spettatori a notte fonda.

Tremonti, Petrucci e le paure dei presidentiOra i presidenti hanno meno paura: dopo due ore di riunione al Coni, Petrucci e Pagnozzi li hanno tranquillizzati: la legge di stabilità, voluta dal ministro Giulio Tremonti, prevede tagli ingenti. Massimo 30 euro al giorno di compenso: qualche presidente, che ora arriva a 12.000 euro lordi mensili, quindi dovrebbe scendere a 900. Inoltre sarebbero coinvolti i membri della Covisoc, i presidenti regionali e provinciali, i revisori dei conti delle Federazioni, gli stessi membri del comitati arbitrali, eccetera. Ora si cercherà di mitigare i tagli, grazie al decreto mille proroghe: una decurtazione solo del 10 per cento sarebbero più facilmente accettabile dalla Federazioni sportive. Petrucci si è impegna toma ha ricordato che la . Inoltre, c'è da considerare che la norma è retroattiva: e quindi qualche dirigente o membro di commissione dovrebbe anche restituire dei soldi...

Ex atleti, c'è anche chi pensa a loro...Nasce il Centro Assistenza Valutazione Ricerca Ex Atleti. Verrà presentato al Coni il 3 febbraio alle ore 11. Oltre a Petrucci e Pagnozzi, interverranno anche Giancarlo Abete, Dino Meneghin, Manuela Di Centa, Gianni Rivera e Renzo Ulivieri. Lo scopo istitutivo di "Cavrea" è quello di offrire assistenza, attraverso il Servizio Sanitario Nazionale, agli ex atleti di tutta Italia e di ogni disciplina sportiva, che possono presentare, in relazione alla loro passata attività agonistica, malattie invalidanti o comunque di ostacolo a una normale vita lavorativa e di relazione. Il Centro Cavrea, attivo all'interno dell'Agenzia di Medicina dello Sport e dell'Esercizio dell'Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi a Firenze, potrà quindi avvalersi del patrocinio del Coni per sviluppare la propria azione medico-scientifica a livello nazionale.

DASPATO E SENZA MOROSA

di Stefano Affolti
VARESE Luca Severgnini, classe 1974, è uno dei dodici tifosi varesini colpiti da Daspo dopo i fatti di Piacenza: cinque anni d'esilio dagli stadi di tutta Europa. «Mi sento un capro espiatorio - protesta - Lo so, dicono tutti così, ma è incredibile: non ho fatto proprio niente».
Prenda una sciarpa biancorossa e giuri di dire tutta la verità.Lo giuro.
Bene, rivediamo il film del sabato maledetto.
Arriviamo in pullman alle 14.15 e ci mettiamo in fila per il biglietto: saremo un'ottantina, c'è un solo botteghino. Un'ora dopo, a partita iniziata, io e un'altra decina di persone siamo ancora in coda. Il responsabile della Digos ci fa salire tutti sul bus e ci porta all'ingresso, sull'altro lato dello stadio.
Quindi seguite le indicazioni di un poliziotto?
Sì, un funzionario di Varese in contatto coi colleghi di Piacenza. Continuiamo a fare quel che ci dicono: prima fanno entrare quelli col biglietto. Dopo un po' tocca a noi che non ce l'abbiamo: su autorizzazione, affermano, della polizia piacentina. Sbloccano i tornelli e siamo dentro: per ultimi, a casino già successo.
Poi?Raggiunti i nostri amici sugli spalti, facciamo il tifo normalmente. Alla fine, nel deflusso, ci identificano uno a uno, con foto e carta d'identità. Tre giorni dopo dalla questura mi mandano a chiamare: penso vogliano la mia testimonianza, invece ricevo il Daspo.
Se è andata come dice, si è domandato il perché?Solo perché io, mio fratello e altri dieci non avevamo il biglietto: nel provvedimento non è citata alcuna altra prova. E ripeto che è stata la polizia a dirci cosa fare: finiamo alla gogna avendo eseguito gli ordini. Hanno sottratto dai presenti i titolari di tagliando nominativo, silurando chi non ce l'aveva, compreso qualcuno con la tessera del tifoso. I responsabili delle violenze, entrati regolarmente, l'hanno passata liscia: non mi va di pagare per loro.
L'ha fatto presente in questura?Certo. La Digos di Varese sostiene che nel rapporto ha spiegato i fatti come glieli ho riassunti, confermando che l'autorizzazione all'ingresso ci è arrivata dalla polizia emiliana. E guardi che non è un fatto inedito.
No?A Padova accadde lo stesso: anzi, lì negarono addirittura l'acquisto al responsabile del nostro gruppo, che si era presentato alla cassa con documenti e soldi di tutti. Altro che facinorosi e forzatura di un fantomatico sbarramento: la verità è che se non aprono i tornelli non passa neanche Rambo.
Farà ricorso?Ne sto parlando con l'avvocato. L'intenzione è una denuncia per diffamazione, o qualcosa del genere. Nessuno può fare bella figura sulla mia pelle: puniscano i violenti veri, che lanciano petardi e picchiano gli steward. Io voglio uscirne pulito.
Perché va in trasferta con gli ultras?Per amicizia. Da vent'anni seguo il Varese ovunque, anche a Cosenza e a Nuoro. Nel 2001 beccai una diffida al PalaDozza di Bologna: trovammo le biglietterie chiuse, sbagliammo a entrare lo stesso. Ma non commettemmo atti violenti.
Cosa farà nei weekend dei prossimi cinque anni?Cerco la morosa: magari non tutto il male vien per nuocere.

TERAMANI

(AGI) - Giulianova (Teramo), 27 gen. - Tre ultra' del Teramo Calcio sono stati condannati a tre anni e due mesi di reclusione con il divieto di accedere ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive. La sentenza e' stata emessa da giudice del tribunale di Pesaro. I fatti risalgono al 18 febbraio 2006 quando tre tifosi del Giulianova Calcio (Teramo) vennero aggrediti brutalmente da una decina di ultra' del Teramo, in trasferta per una manifestazione nazionale di ultra' a Brescia, all'interno dell'area di servizio dell'A/14 Foglia Est. La tifoseria giuliese venne aggredita a Pesaro durante una sosta prima di raggiungere Sesto San Giovanni (Milano) per assistere all'incontro di calcio con la squadra lombarda. I tifosi giallorossi vennero dapprima privati, dai teramani con i volti coperti con sciarpe e cappucci, delle sciarpe con i colori della societa' sportiva. Poi, uno dei supporter giallorossi venne violentemente scaraventato a terra e colpito con calci e pugni, riportando gravi lesioni. La violenza prosegui' nei confronti di un altro tifoso del Giulianova allo scopo di farsi consegnare le chiavi della macchina, con la minaccia di proseguire nel pestaggio dell'amico se non avesse obbedito. Per altri tifosi teramani sono ancora in corso i processi mentre uno degli indagati e' deceduto due anni fa. (AGI) Te1/Ett

CHE RAZZA DI TIFO

Che razza di tifo – Presentazione del libro


Mauro Valeri, sociologo, ha diretto l’Osservatorio nazionale sulla xenofobia dal 1992 al 1996 e dal 2005 è responsabile dell’Osservatorio su razzismo e antirazzismo nel calcio. Cura la rubrica settimanale «All’ultimo stadio» sul sito www.italiarazzismo.it. Sul legame tra sport e razzismo ha pubblicato: La razza in campo (Edup, 2005), Black Italians (Palombi, 2007), Nero di Roma (Palombi, 2008) e Negro ebreo comunista (Odradek, 2010).Da sempre nel calcio italiano convivono due culture: quella sportiva, secondo cui a vincere dev’essere il migliore, e quella dello scontro che fa di ogni partita l’occasione di un conflitto. Il recente «caso Balotelli» ha esasperato questa contraddizione: da una parte, mostra come il calcio sia un ambito in cui il talento è sufficiente per affermarsi, al di là del colore della pelle e delle origini; dall’altra, evidenzia la forte presenza del razzismo negli stadi, con in più il paradosso che ad esserne vittima è un ragazzo italiano. A partire da questa contraddizione, Valeri passa in rassegna gli ultimi dieci campionati di serie A, B, Prima e Seconda Divisione, e Coppa Italia. Attraverso l’analisi delle sentenze del giudice sportivo e delle denunce della stampa, analizza oltre cinquecento episodi di razzismo di diversa gravità, a opera delle tifoserie non meno che dei calciatori.
Ne viene fuori un quadro sorprendente tanto per l’ampiezza e il radicamento del fenomeno (nelle tifoserie, nelle società e tra i calciatori), quanto per la difficoltà di contrastarlo (per la giustizia sportiva e penale, e le forze dell’ordine). Difficoltà che alcune volte lasciano intravedere una sottovalutazione del fenomeno e altre un’acquiescenza che sembra mettere in discussione sia la punibilità di alcune ideologie razziste, sia il concetto stesso di razzismo. Ma ancora una volta è la «generazione Balotelli» a segnare un punto di svolta: per niente disposta
ad essere considerata di serie B, obbliga le istituzioni e le società calcistiche a rivedere le proprie posizioni.
- Presentazione a Padova Giovedì 27 gennaio

NAPOLI-INTER

(ANSA) - NAPOLI, 27 GEN - Un tifoso e' stato arrestato e cinque denunciati dalla polizia dopo l'incontro di calcio di Coppa Italia disputata ieri tra Napoli e Inter. Giuseppe Esposito, di 32 anni, e' stato ritenuto responsabile di lancio di materiale pericoloso, scavalcamento e invasione di campo. Giudicato con il rito per direttissima il sostenitore azzurro e' stato condannato a 6 mesi di reclusione con pena sospesa. Altri cinque tifosi sono stati denunciati per avere scavalcato le recinzioni: per tutti sara' attivata la procedura di divieto di accedere alle manifestazioni sportive (DASPO). Gli agenti hanno anche multato due persone, per violazione del regolamento di utilizzo dell'impianto stadio San Paolo e ritirato 78 biglietti. (ANSA).

LA PANINI DIMENTICA ANTOGNONI...NOI NO!



Ho avuto modo di leggere più di un articolo riguardo alla figurina di Antognoni non pubblicata dalla Panini. Mi sono documentato personalmente guardando l'album dei calciatori di mio figlio di 8 anni. Il giornalista David Guetta aveva scritto che mancava la figurina di Antognoni sotto le copertine dei vari album celebrativi dei 50 anni della Panini ed ha ragione, sopra o sotto la copertina celebrativa ci sono figurine di giocatori ma quella del nostro Capitano non c'è. E' una cosa inconcepibile che manchi la sua figurina!!! Giancarlo da gran signore sdrammatizza dicendo:"Me la potevano chiedere, visto che è stata proprio la Panini a regalarmela" e conclude dicendo:"Mi interessa molto di più l'affetto della gente e dei tifosi" e quello sono certo che non gli mancherà mai. Il giornalista Andrea Cuomo scrive su il giornale.it dicendo che la figurina di Antognoni si trova a pagina 30, nella prima pagina della Fiorentina, vero, ogni squadra ha un suo ex giocatore ma, attenzione, quelle figurine se leggete attentamente sono più a livello di curiosità e non di meritocrazia, sopra quella di Giancarlo stagione 72/73 c'è scritto che è alla sua prima apparizione negli album della Panini. Il giornalista Fabrizio Ponciroli di goal.com dice anche lui che la figurina di Antognoni è a pagina 30 ma sbaglia la data dicendo che è della stagione 76/77, a quanto pare non si è documentato bene. Il sottoscritto fa l'opinionista sportivo e non il giornalista, penso comunque di essermi documentato più dei Signori Andrea Cuomo e Fabrizio Ponciroli, penso che ci sia un abisso tra l'avere pubblicato la figurina di Giancarlo nella pagina della Fiorentina a livello di curiosità e il non averla pubblicata a fianco ad una copertina dove sono raffigurati i protagonisti di 50 anni del calcio Italiano. Il Signor Antonio Allegra,direttore Mercato Italia della Panini dopo essersi accorto della dimenticanza riguardo alla figurina ha rilasciato la seguente dichiarazione alla gazzetta.it: "Per celebrare le grandi figurine del passato organizzeremo eventi con ex calciatori, colgo l’occasione per invitare Antognoni sin da ora". L'avrà già invitato per paura di dimenticarsi? Attualmente Giancarlo è primo nella classifica della Top Team 50 della Panini nella categoria centrocampisti con un buon margine di vantaggio sul secondo, più del 6%, invito tutti i tifosi a continuare a votarlo, trovate il regolamento sul sito www.calciatoripanini.it, il concorso terminerà il 28 febbraio.Facciamo vincere al nostro Capitano la classifica dei migliori centrocampisti degli ultimi 50 anni, penso sia il minimo dopo tutte le gioie che ci ha regalato e dopo tutto quello che ha fatto per la nostra Fiorentina a livello nazionale ed internazionale, non dimenticando mai il 4 posto ai mondiali del 78 in Argentina e il titolo di campione del mondo conquistato in Spagna nel 82.

Massimo Corsano

CHE BELLO IL MODELLO INGLESE...

Incidenti al termine della semifinale di ritorno di Coppa di Lega tra Birmingham City e West Ham: 17 tifosi delle due squadre sono stati arrestati per disordini. Gli scontri sono scoppiati all'esterno dello stadio St Andrew's subito dopo la partita, che ha assicurato la prima finale per il City dopo 55 anni. "Purtroppo una ristretta minoranza del pubblico ha usato l'incontro come pretesto per causare disordini - ha confermato il commissario Steve Graham -. Stiamo utilizzando le immagini dei circuiti chiusi per identificare gli altri responsabili". Per chi verrà trovato colpevole, al di là delle eventuali sanzioni penali, scatterà il divieto a vita di ingresso negli stadi britannici. La finale di Coppa di Lega tra Birmingham City e Arsenal, qualificatosi martedì sera ai danni dell'Ipswich, si disputerà a Wembley domenica 27 febbraio.
(27/01/2011) (Spr)

BOOM DI DASPO A ROMA: + 400%!

La situazione negli stadi, almeno in serie A, è migliorata: secondo Maroni, il merito principale è della tessera del tifoso. Non credo sia così: restano problemi con le trasferte, con il doppio "binario" (tifosi tesserati in tribuna e gli altri, i presunti "cattivi" nella gabbia dedicata alla tifoseria ospite). Ma a Torino, Milano, Palermo gli incidenti sono rarissimi. A Roma non è stato sparato un lacrimogeno, ma sono aumentati i Daspo del 400 per cento. A Palermo non chiedono più rinforzi ai reparti mobili delle altre città (a volte, in passato, anche 200 poliziotti per partita). Ancora da risolvere la situazione di Napoli, dove stanno ritornando in passa i tifosi quasi come ai tempi di Maradona: ma come ha dichiarato il pm Giovanni Melillo a Repubblica, "interi settori dello stadio sono sottratti all'autorità dello Stato e controllati da gruppi violenti...". Una critica pesante alla questura di Napoli: abbiamo visto anche filmati con gente che scavalca al San Paolo, altri tifosi (magari padri di famiglia) che entrano in due ma con un solo biglietto aggirando i tornelli. Non si può pretendere che facciano tutto gli steward, magari sottopagati.

repubblica.it

TDT: SOCIETA' COLPEVOLI

Lo scopo è fallito: la tessera del tifoso non serve. Ha creato più svantaggi che vantaggi: è stata vista, sbagliando, solo come uno strumento di polizia, di repressione, oppure come un business per le banche. E questa è colpa non tanto del Viminale, che si è fatto carico dell'iniziativa, ma dei club che si sono sempre defilati, che l'hanno subita e mai assecondata. Dove sono i vantaggi per i tifosi che si tesserano? Sconti sui biglietti? Facilitazioni per la trasferte? Tessere premio per supermercati, negozi di abbigliamento sportivo, eccetera? Niente: pochissimo è stato fatto. Della tessera del tifoso ormai parla solo Maroni: silenzio da parte di Abete, Beretta e Abodi. La Federazione e le Leghe fanno finta di nulla, come se non li riguardasse e fosse solo un problema del Viminale. Sbagliatissimo. Così si dà un'immagine distorta della tessera: altro che fidelizzazione dei

tifosi. Lo stesso garante della privacy è intervenuto. Bisogna fare chiarezza. La collaborazione dei club, salvo lodevoli eccezioni, è ancora troppo scarsa. Come se i tifosi non fossero loro. All'estero ogni club ha un dipartimento che si occupa della tifoseria, che gestisce biglietti, trasferte (anche internazionali), merchandising, eccetera. Da noi niente. I tifosi vengono "spremuti" solo in occasione degli abbonamenti, poi addio. Così non va. Hanno ragione quando parlano di calcio-business. Si sta perdendo lo spirito di un tempo, e gli stadi, basta guardare, sono desolatamente vuoti. Non mi riferisco solo alla serie A ma anche e soprattutto alle categorie minori. E' stato ucciso il calcio dei derby, dei campanili.


LA SUD CONTESTA PALOMBO PER COLPA DI CASSANO

Tifosi della Sampdoria in rivolta contro il capitano Palombo 'reo' di aver abbracciato Antonio Cassano al termine della partita di Coppa Italia Samp-Milan, disputata ieri sera. La maggior parte dei supporter non ha gradito il saluto definito 'plateale' tra Fantantonio e il blucerchiato, rimasti amici anche dopo la 'rottura' del fantasista barese con la società.

PIOGGIA DI DIVIETI

  • “Chievo - Napoli” (Serie A) del 02//02/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella Provincia di Napoli;
  • “Cagliari - Juventus” (Serie A) del 05/02/2011, chiusura della vendita dei tagliandi ai non residenti nella provincia di Cagliari alle ore 19,00 del giorno precedente la gara;
  • “Atalanta - Pescara” (Serie B) del 05/02/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella Regione Abruzzo;
  • “Inter - Roma” (Serie A) del 06/02/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella Regione Lazio;
  • “Bologna - Catania” (Serie A) del 06/02/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Sicilia;
  • “Parma - Fiorentina” (Serie A) del 06/02/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Toscana;
  • “Napoli - Cesena” (Serie A) del 06/02/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Emilia Romagna;
  • “Genoa - Milan” (Serie A) del 06/02/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Lombardia;
  • “Alessandria - Paganese” (Lega Pro) del 06/02/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Campania;
  • “Juve Stabia - Pisa” (Lega Pro) del 06/02/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Toscana;
  • “Ternana - Cavese” (Lega Pro) del 06/02/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Campania;
  • “Foggia - Barletta” (Lega Pro) del 06/02/2011 divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella provincia di Foggia;
  • “Viareggio - Nocerina” (Lega Pro) del 06/02/2011 divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Campania;
  • “Gela - Lanciano” (Lega Pro) del 06/02/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella Regione Abruzzo;
  • “Livorno - Vicenza” (Serie B) del 07/02/2011, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Veneto;
  • “Andria - Taranto” (Lega Pro) del 07/02/2011, vendita dei tagliandi ai residenti nella provincia di Bari, vendita dei tagliandi per gli ospiti fidelizzati nel numero massimo stabilito dalle autorità, divieto di vendita on line e incedibilità dei titoli;
  • “Roma - Napoli” (Serie A) del 12/02/2011, vendita dei tagliandi ai residenti nella provincia di Roma.

Per le seguenti gare di serie dilettanti o altri sport, dove non è previsto il programma “tessera del tifoso”, il CASMS ha deciso le seguenti prescrizioni:

  • “Egna – Milano Rossoblu” (Hockey su ghiaccio) del 28/01/2011, chiusura del settore ospiti e divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Lombardia;
  • “Cittanova Interpiana - Ebolitana” (Dilettanti) del 06/02/2011, chiusura del settore ospiti e divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Campania;
  • “Acropoli - Gelbison” (Dilettanti) del 06/02/2011, chiusura del settore ospiti e divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nel comune di Acropoli;
  • “Sora - Ceccano” (Dilettanti) del 06/02/2011, chiusura del settore ospiti e vendita dei tagliandi ai residenti nel comune di Sora;
  • “Real Nocera Superiore - Casertana” (Dilettanti) del 06/02/2011, chiusura del settore ospiti e vendita dei tagliandi ai residenti nel Comune di Nocera Superiore;
  • “Sporting Terni - Perugia” (Dilettanti) del 09/02/2011, vendita dei tagliandi per il settore ospiti nel numero massimo stabilito dalle autorità, vendita degli altri tagliandi ai residenti nella provincia di Terni e divieto ai tifosi del Perugia di acquistare i tagliandi il giorno della gara.

26 gennaio 2011

CENTO CONTRO BOBO

(ASCA) - Roma, 25 gen - ''Sono dati oggettivamente taroccati, non perche' siano dati finti ma perche' se da questi dati tolgo le tessere che sono state inviate ai sostenitori del Milan E abbiamo gia' tutta un'altra situazione''. Cosi' l'on.

Paolo Cento, intervenuto ai microfoni di Radio Mana' Mana', sui dati forniti dal ministro dell'Interno Roberto Maroni sulla tessera del tifoso.

''Il vero dato - ha aggiunto - e' quello degli stadi vuoti. E' un dato incontestabile che gli abbonamenti alle squadre di Serie A e B sono crollati del 30-35%, in alcuni casi anche con punte superiori. E poi basta vedere i dati dei biglietti venduti per le partite di calcio. A parte il Napoli che sta facendo un campionato importante, le altre societa' sono in debito anche rispetto ai biglietti venduti. Se pensiamo alle trasferte, quest'anno quasi mai abbiamo assistito allo spostamento di migliaia di famiglie per seguire una partita importante''.

''A Trieste - ha proseguito Cento - si sono inventati i tifosi finti. Tutto va nella direzione opposta a quella propagandata. La tessera del tifoso non solo non ha aggiunto niente in termini di sicurezza ma ha allontanato i tifosi dagli stadi''.

Sul pronunciamento del Garante della Privacy: ''Ha posto - secondo Cento - dei vincoli molto seri che non so come saranno risolti dal Ministero dell'Interno e dalle societa' di calcio. Sappiamo che dietro questa operazione di ordine pubblico vi e' una grande operazione commerciale che vuole trasformare le tessere del tifoso in veri e propri bancomat''.

red/rf/ss

25 gennaio 2011

DASPO AD AREZZO

Arezzo, 25 gennaio 2011 - Lanciarono fumogeni e ombrelli sul terreno di gioco, presero a calci la recinzione interna e un cancello, danneggiando anche numerosi seggiolini dello stadio di Colle Val d'Elsa a Siena, in occasione della partita valevole per il campionato nazionale dilettanti con il Monteriggioni, disputatasi lo scorso 8 dicembre. Per questi fatti, 5 tifosi dell'Arezzo vennero denunciati dai Carabinieri, in servizio di ordine pubblico allo stadio, che riuscirono con il loro intervento a evitare, sul momento, conseguenze ulteriori al gesto di protesta violenta messo in atto nei confronti del direttore di gara.
Ora per loro è scattato anche il Daspo. Il provvedimento disposto dal Questore di Siena, Giancarlo Benedetti, in seguito agli accertamenti svolti dalla Divisione Anticrimine, è stato calibrato anche in relazione alla sussistenza di precedenti specifici a loro carico. Tre anni di divieto sono, infatti, stati previsti per un aretino 37enne, 4 anni per due giovani di 26 e 27 anni, tutti recidivi, e 2 anni nei confronti di due uomini di 48 e 23 anni.

SOLO BUSINESS

di ANDREA SPINELLI BARRILE
E' sempre la tessera del tifoso al centro della battaglia di trasparenza e legalità lanciata da Federsupporter e Codacons esattamente un anno fa. Federsupporter, associazione nata con lo scopo di dar voce a chi il calcio lo segue per passione, ha voluto presentare insieme alla Consob un primo bilancio consuntivo sull'applicazione di tale programma imposto dal Ministero dell'Interno a tutte le società sportive calcistiche nazionali, in concomitanza con la chiusura del girone d'andata del campionato di calcio di Serie A.
“No payment without representation” recita l'idea alla base dei principi che hanno portato alla creazione di Federsupporter. La tessera, denuncia l'associazione, non “fidelizza” il tifoso, come si vorrebbe far credere, facendolo invece fagocitare da un marasma di diritti alla privacy violati, scarsa trasparenza, circuiti bancari, business schizofrenico.
E' dal 2002 che il Ministero lavora al programma tessera del tifoso, ma l'idea è trapelata ai grandi media solo pochi mesi prima della sua entrata in vigore, nel 2009: la carenza di trasparenza è nel dna del programma, visto che in 10 anni di vita se ne è parlato solo nell'ultimo anno.
Se il terrore della violenza ultrà ha portato alla tessera del tifoso, la tessera, dal proprio canto, ha portato una violenza del business del calcio verso chi, del calcio, è “consumatore”: il tifoso. Il business che ruota attorno al programma del Ministero, denuncia Alfredo Parisi di Federsupporter, è spaventoso, per volume e introiti: l'associazione stima che attorno alle sole spese di gestione della carta (tariffe di prelievo, di ricarica, di sottoscrizione, etc) ogni possessore mediamente spenda oltre 200 euro l'anno, che fanno la bellezza di oltre 130 milioni di euro l'anno (solo di spese) incassati sulle fee delle operazioni: soldi che vanno alle banche, non alle società sportive, alla federazioni, alle associazioni di tifosi. Insomma, soldi che non tornano al mondo del calcio. Le banche ringraziano.
E poi c'è l'annosa questione dei diritti non rispettati, come anche sottolineato dal Garante della Privacy due settimane fa. Non ultimo il rischio “laboratorio sociale”, dove si sperimentano cioè nuove forme di controllo sociale (in dicembre la proposta di Maroni della “tessera del manifestante”, progetto embrionale del Ministero dell'Interno). La soluzione a tutto questo c'è, basterebbe guardare in Europa: Inghilterra, Germania, paesi dove andare allo stadio è un piacere e non un sacrificio.
Spagna, dove il calore del tifo ultrà spagnolo è mitigato dalla lungimiranza di business delle società e dall'azionariato popolare, che toglie il pallone al mondo dell'economia restituendolo al mondo dell'impalpabile e dimenticata passione sportiva. Non è una tessera a legittimare il tifo; l'unica cosa che fa è inglobare il tifoso nel business, garantendogli comunque un controllo sociale totalizzante. Questo significa calcio, oggi, sugli spalti italiani.