Genova - Pubblichiamo di seguito un estratto della seconda lettera aperta indirizzata dagli Ultras Tito Cucchiaroni al Ministro Maroni. La lettera fa riferimento a quanto accaduto domenica a San Siro dove i non tesserati sono stati messi nel settore ospiti con tutti gli altri, come accaduto 15 giorni fa al Ferraris agli ultras della Fiorentina.
“Signor Maroni, eccoci qui a scriverle la seconda lettera aperta, la seconda di quella che immaginiamo essere una lunga serie... domenica sera ci è stata servita un' ulteriore opportunità di dimostrarle che quello che andiamo sostenendo non è assolutamente frutto della nostra fantasia, anzi. La nostra Sampdoria giocava a Milano, contro l'Inter, stadio Giuseppe Meazza. Noi, essendo non tesserati, abbiamo deciso di seguire i nostri colori acquistando i tagliandi per il terzo anello rosso dato che, come lei ben sa, il settore ospiti è OFF LIMITS per i tifosi, come noi, senza tessera. Il programma "Tessera del Tifoso" d' altronde parla chiaro, giusto? La circolare del 14.08.2009 firmata da lei stesso, dichiara che "a decorrere dal 1 gennaio 2010 le società potranno vendere o cedere a qualsiasi titolo i tagliandi riservati ai settori ospiti esclusivamente ai possessori della tessera del tifoso". Fin qui tutto chiaro. Allora sia così gentile da spiegarci come è stato possibile che oltre 400 Sampdoriani NON TESSERATI, noi compresi, abbiano assistito alla partita Inter-Sampdoria dal settore ospiti. Si, ha capito bene, settore ospiti. Ma come, il settore ospiti non era riservato ESCLUSIVAMENTE ai "possessori della tessera del tifoso"? Nella nostra incredulità abbiamo anche provato ad ottenere una spiegazione, ma le risposte fornite dagli "addetti alla sicurezza" sono state tanto sintetiche quanto patetiche; "decisione presa dalla questura", "per motivi di ordine pubblico siamo costretti a mettere tifosi tesserati e non tesserati nello stesso settore". Dové sono finiti i vostri proclami, le vostre dure prese di posizione? Pochi giorni fa, lei stesso ha dichiarato che la tessera del tifoso è "un programma che funziona, che porta risultati e ci dà grande soddisfazione". A noi, che non siamo ministri ma persone semplici, tutto ciò appare a dir poco surreale e al limite del tragicomico. Le ricordiamo che siete stati proprio voi ad imporci biglietti nominali, posti numerati, ed entrate dedicate. Tralasciamo per una volta il fatto che state rapidamente svuotando gli stadi (la verità è davanti agli occhi di tutti) e mancando di rispetto ai fondamentali diritti di qualsiasi libero cittadino Italiano. La verità è che noi domenica abbiamo acquistato il biglietto per il terzo anello rosso (per altro più caro di quello per il settore ospiti) e la vostra scelta ha fatto si che fossimo "dirottati" proprio dove a priori non potevamo andare per vostra stessa decisione. Il vostro progetto non è destinato a fallire, è già fallito.
Alla prossima....
Ultras Tito Cucchiaroni
31 ottobre 2010
SCARCERATI 4 DEI 5 RIMINESI
RIMINI | 30 ottobre 2010
Secondo l'avvocato Andrea Tura, che difende i quattro giovani insieme al collega Giuliano Renzi, la decisione del giudice è stata determinata dalle parziali ammissioni degli imputati nell'interrogatorio di mercoledì e dallo scemare dell'esigenza cautelare con il trascorrere del tempo.
Mercoledì B., N., M. e S. hanno chiarito il proprio ruolo nella rissa che il 13 agosto, al termine dell'amichevole tra Ac Rimini e Riccione, portò al ferimenti di un 20enne riccionese.
Resta per ora in carcere Davide Manna, presunto autore materiale del gesto. Anche i suoi avvocati difensori hanno già presentato istanza di scarcerazione.
Ai domiciliari, sin dal momento dell'arresto, anche T. C.. A. S. era invece già stato scarcerato per ordine del Tribunale della Libertà.
(Newsrimini)
Secondo l'avvocato Andrea Tura, che difende i quattro giovani insieme al collega Giuliano Renzi, la decisione del giudice è stata determinata dalle parziali ammissioni degli imputati nell'interrogatorio di mercoledì e dallo scemare dell'esigenza cautelare con il trascorrere del tempo.
Mercoledì B., N., M. e S. hanno chiarito il proprio ruolo nella rissa che il 13 agosto, al termine dell'amichevole tra Ac Rimini e Riccione, portò al ferimenti di un 20enne riccionese.
Resta per ora in carcere Davide Manna, presunto autore materiale del gesto. Anche i suoi avvocati difensori hanno già presentato istanza di scarcerazione.
Ai domiciliari, sin dal momento dell'arresto, anche T. C.. A. S. era invece già stato scarcerato per ordine del Tribunale della Libertà.
(Newsrimini)
CIN CIN
Oggi, verso le ore 12:30, in un'area di servizio del canton Soletta, un torpedone è stato fermato per aver creato disordini. A bordo si trovavano i tifosi dell'Hockey Club Ginevra Servette, diretti ad Ambrì per seguire la partita di questa sera. Prontamente segnalati ai servizi di Polizia ticinese, da parte dei colleghi del canton Soletta, il bus è stato condotto sino a Camorino. Qui la Polizia ticinese ha controllato 51 persone, molte delle quali avevano assorbito grosse quantità di alcool. Cinque di loro sono stati diffidati e non potranno accedere agli stadi. Dopo questo controllo il torpedone è stato nuovamente scortato sino a Wassen, dove i facinorosi sono stati presi in consegna dai colleghi dei vari cantoni interessati per condurli sino a Ginevra.
30 ottobre 2010
POLEMICHE
Nel giorno del trentaduesimo anniversario della morte di Vincenzo Paparelli, ecco il Casms partorire una vendita dei biglietti a dir poco discutibile per la stracittadina del 7 novembre. Tutto libero nelle curve, con una deroga alla legge che prevede l'acquisto del settore ospiti ai soli possessori della tessera del tifoso. Vendita libera anche in Monte Mario. Vero e proprio caos in tribuna Tevere, settore in cui di solito vengono a contatto le due tifoserie. Ebbene, per evitare gli scontri arriva la discriminazione per sesso ed età: se sei avanti con l'età o sei una donna allora tutto ok, altrimenti resti fuori. Giusta la possibilità per gli abbonati in Tevere dei due club di accedere, così come quella che privilegia under 14 e disabili. Molto iniqua, al limite dell'incostutuzionalità, la scelta di far entrare senza limitazioni gli over 60 e le donne.
Rapido calcolo, la tribuna contiene 19mila spettatori, poco meno di 4mila sono gli abbonati laziali compresi quelli di Sud e Distinti est che saranno spostati. Altrettanti quelli della Roma che potranno acquistare il tagliando: totale 8mila spettatori con l'aggiunta di over 60, donne e under 14 che molto difficilmente satureranno il settore. Un derby con ampi spazi vuoti sugli spalti, una cartolina desolante per la città. Perdipiù in tribuna Tevere non potranno accedere i possessori della tessera del tifoso. Perchè le donne sì e gli uomini no? Perchè chi ha compiuto 60 anni sì e chi magari invece li compie il giorno dopo no? Senza dimenticare il danno economico che avrà la Lazio adesso e la Roma nel derby di ritorno. Ma questo aspetto passa in secondo piano rispetto ad una Tevere che si annuncia semivuota. Oggi con la prelazione per gli abbonati dovrebbe partire la vendita, ma ci sono ancora parecchi punti interrogativi.
(Il Tempo)
Rapido calcolo, la tribuna contiene 19mila spettatori, poco meno di 4mila sono gli abbonati laziali compresi quelli di Sud e Distinti est che saranno spostati. Altrettanti quelli della Roma che potranno acquistare il tagliando: totale 8mila spettatori con l'aggiunta di over 60, donne e under 14 che molto difficilmente satureranno il settore. Un derby con ampi spazi vuoti sugli spalti, una cartolina desolante per la città. Perdipiù in tribuna Tevere non potranno accedere i possessori della tessera del tifoso. Perchè le donne sì e gli uomini no? Perchè chi ha compiuto 60 anni sì e chi magari invece li compie il giorno dopo no? Senza dimenticare il danno economico che avrà la Lazio adesso e la Roma nel derby di ritorno. Ma questo aspetto passa in secondo piano rispetto ad una Tevere che si annuncia semivuota. Oggi con la prelazione per gli abbonati dovrebbe partire la vendita, ma ci sono ancora parecchi punti interrogativi.
(Il Tempo)
ACR MESSINA
MESSINA. Alcuni tifosi del Messina hanno depositato in Procura una denuncia sulla gestione amministrativo-contabile dell'Acr Messina che milita in serie D. Nell'ultima partita di campionato in casa i giocatori non si erano presentati in campo perché non sono pagati da mesi.
I firmatari della denuncia hanno illustrato le recenti vicende della compagine calcistica cittadina, evidenziando tutte le anomalie, a partire dalla presunta vendita del club a Piero Santarelli, fino all'ultima trattativa con il gruppo rappresentato dagli imprenditori Bruno Martorano e Vincenzo Principato.
I firmatari della denuncia hanno illustrato le recenti vicende della compagine calcistica cittadina, evidenziando tutte le anomalie, a partire dalla presunta vendita del club a Piero Santarelli, fino all'ultima trattativa con il gruppo rappresentato dagli imprenditori Bruno Martorano e Vincenzo Principato.
CI VUOLE RISPETTO
GENOVA (30 ottobre) - Sono rimasti in pochi, dopo la rottura tra Antonio Cassano ed il presidente della squadra blucerchiata Riccardo Garrone, i tifosi che appoggiano senza se e senza ma il calciatore.
È quanto emerge dai commenti dei tifosi che affidano i loro pensieri alla rete. Ma un vip supertifoso blucerchiato, Paolo Villaggio, si appella a Garrone, suo ex compagno di scuola, perché non lasci andare il fantasista barese. E Valentino Rossi, tifoso nerazzurro, spera che lo prenda l'Inter.
Sono pensieri amari quelli che campeggiano sui forum dedicati e sulle pagine dei social network: ha tirato troppo la corda Fantantonio: con tutti avrebbe potuto litigare, i tifosi avrebbero comunque trovato una giustificazione ai suoi eccessi, ma non col presidente Garrone, l'uomo che in occasioni diverse ha salvato la Samp dal fallimento e lo stesso Cassano dall'oblio a cui sembrava essere destinato.
«Sono col presidente». «Ci vuole rispetto». «Ora basta, servono dei paletti». «Garrone gli ha perdonato tante cose, è ora di finirla». «Non può fare quello che vuole solo perchè è un campione»: sono alcuni dei post sparsi per la rete che spiegano i sentimenti del popolo blucerchiato.
L'amarezza è dovuta alla quasi definitiva rinuncia ad un giocatore che, sul campo, ha fatto stropicciare gli occhi e ha regalato sprazzi di talento che la Sampdoria era solita attribuire solo a grandissimi del passato come Roberto Mancini. «Un talento enorme, smisurato», racconta Corrado Tedeschi, attore genovese legatissimo ai colori della Sampdoria. «Lui ha dato tanto alla Sampdoria ma la Sampdoria ha dato tanto a lui, lo ha preso quando nessuno lo voleva. E lui non dovrebbe mai dimenticarselo - continua Tedeschi -. Da tifoso non ho dubbi, sto col presidente. Ma scherziamo? Il rispetto è una cosa che non si può tralasciare».
C'è anche l'appello a Riccardo Garrone di Paolo Villaggio: «Ti prego, riprendilo, non lasciarlo andare. Dopo Messi e Ronaldo è il più grande giocatore vivente». Per Villaggio, l'addio a Cassano «e una sciocchezza così grande che mi vien fatto di tenere che sia una operazione di Marotta, che se lo vuole portare alla Juventus».
È quanto emerge dai commenti dei tifosi che affidano i loro pensieri alla rete. Ma un vip supertifoso blucerchiato, Paolo Villaggio, si appella a Garrone, suo ex compagno di scuola, perché non lasci andare il fantasista barese. E Valentino Rossi, tifoso nerazzurro, spera che lo prenda l'Inter.
Sono pensieri amari quelli che campeggiano sui forum dedicati e sulle pagine dei social network: ha tirato troppo la corda Fantantonio: con tutti avrebbe potuto litigare, i tifosi avrebbero comunque trovato una giustificazione ai suoi eccessi, ma non col presidente Garrone, l'uomo che in occasioni diverse ha salvato la Samp dal fallimento e lo stesso Cassano dall'oblio a cui sembrava essere destinato.
«Sono col presidente». «Ci vuole rispetto». «Ora basta, servono dei paletti». «Garrone gli ha perdonato tante cose, è ora di finirla». «Non può fare quello che vuole solo perchè è un campione»: sono alcuni dei post sparsi per la rete che spiegano i sentimenti del popolo blucerchiato.
L'amarezza è dovuta alla quasi definitiva rinuncia ad un giocatore che, sul campo, ha fatto stropicciare gli occhi e ha regalato sprazzi di talento che la Sampdoria era solita attribuire solo a grandissimi del passato come Roberto Mancini. «Un talento enorme, smisurato», racconta Corrado Tedeschi, attore genovese legatissimo ai colori della Sampdoria. «Lui ha dato tanto alla Sampdoria ma la Sampdoria ha dato tanto a lui, lo ha preso quando nessuno lo voleva. E lui non dovrebbe mai dimenticarselo - continua Tedeschi -. Da tifoso non ho dubbi, sto col presidente. Ma scherziamo? Il rispetto è una cosa che non si può tralasciare».
C'è anche l'appello a Riccardo Garrone di Paolo Villaggio: «Ti prego, riprendilo, non lasciarlo andare. Dopo Messi e Ronaldo è il più grande giocatore vivente». Per Villaggio, l'addio a Cassano «e una sciocchezza così grande che mi vien fatto di tenere che sia una operazione di Marotta, che se lo vuole portare alla Juventus».
28 ottobre 2010
SAMB
SAN BENEDETTO – Doccia fredda per i tifosi della Samb. Il Casms ha vietato la trasferta di Recanati. La decisione è stata subito avallata dalla Questura di Macerata che ha ordinato al club del Riviera delle Palme di stoppare la prevendita dei biglietti per la gara del Tubaldi. E pensare che dei 400 tagliandi messi a disposizione dal club giallorosso ben trecento erano stati già acquistati dai supporters della “beneamata”. Saranno rimborsati nei punti vendita autorizzati della Samb.
Ma i supporters rossoblu dovranno saltare anche la trasferta di Jesi del prossimo 7 novembre. Il Casms ha deciso così ed ora la palla passa alla Questura di Ancona che con ogni probabilità ratificherà anche questa ordinanza. Insomma anche il comunale leoncello sarà off limits.
Ma i supporters rossoblu dovranno saltare anche la trasferta di Jesi del prossimo 7 novembre. Il Casms ha deciso così ed ora la palla passa alla Questura di Ancona che con ogni probabilità ratificherà anche questa ordinanza. Insomma anche il comunale leoncello sarà off limits.
SOLIDARIETA' DA ULTRASBLOG
Che bello vedere che qualcuno si è preso il mal di pancia, di spendere soldi e tempo per denunciarmi in procura, quindi stia pronto per una contro denuncia.
Sono contento che la procura su tutto il mondo di Internet sia interessata a noi, sono proprio anche curisoso di sapere a cosa è interessata, ma questo ve lo saprò dire domani.
Comunque è già un primo segnale, capire come certe persone considerano i tifosi che esprimono le loro opinioni, li considerano un pericolo sociale.
Hanno paura del confronto, bene bene.
Complimenti, certo che se pensate che far tacere chi la pensa diversamente da voi, sia un modo per farvi avere ragione, auguri.
Per la procura, spero che abbia fatta altrettanto indagini sulle minaccie di morte che ho ricevuto, domani sarà l'occasione per chiederlo.
http://blog.libero.it/Derthona/?nocache=1288301247
LA RISPOSTA DELLA NORD AL PRESIDENTE DEL PISA
Allo stadio ci hanno levato tutto: striscioni, bandiere, tamburi, megafoni, coreografie, trasferte, l'unica cosa rimasta era la voce. La frase più ricorrente sentita in Curva era: "possono levarci tutto ma non la nostra voce e la libertà di urlare quello che ci pare". Ci "sbagliavamo" anche in questo.
Anche i cori, seppur coloriti, contro l'autore di queste assurde leggi, vengono messi al bando. Da chi? Sicuramente dai capi supremi di questo calcio malato che mandano ridicole multe alle società, come se potessero tappare la bocca a chi canta, ma certamente anche dalle società stesse che invece di ribellarsi e far fronte comune contro questi soprusi se la prendono e si scagliano verso i propri tifosi. Questo è successo qui a Pisa. Ma davvero il lunedì (dopo una partita dove la Nord con i suoi cori ha contribuito a spingere la squadra nel momento di difficoltà e a far accendere uno stadio passivo e purtroppo, per gli standar di Pisa, semideserto) bisogna leggere: "ULTIMATUM alla Nord. Basta cori contro Maroni o ce ne andiamo".."..e intanto blocchiamo gli acquisti di gennaio"..."non possiamo far passare Pisa come una delle peggio città d'Italia parlando di tifo".
ULTIMATUM??? Ma gli "ultimatum" si danno in "guerra". Noi credevamo di essere in "guerra" con Maroni, con chi mal governa il mondo del calcio, con chi fa leggi anticostituzionali, non con la nostra società a cui in questo anno e mezzo di vita non abbiamo mai fatto mancare il nostro appoggio.
Il problema del Pisa sono le multe? Noi crediamo di no. Magari altri problemi si nascondano dietro questo sfogo.
Sia chiaro però che noi non accettiamo nè ultimatum nè minacce da nessuno, la libertà di esprimere il nostro dissenso verso questo sistema calcio è sacrosanta.
Questa libertà è riconosciuta in ogni ambiente, per fortuna. Ad esempio in una Università o in una protesta studentesca contro la Gelmini, dove chiaramente vengono scanditi cori coloriti, a fine protesta viene forse multata l'Università? o il rettore ? sicuramente e giustamente NO, sarebbe impensabile. Quello che avviene nel mondo del calcio è assurdo e anticostituzionale.Sembra proprio che varcato il tornello dello stadio si annullino anche i più elementari diritti.
Chiaramente dispiace per le multe all'Ac Pisa, ma invitiamo la società a muoversi nei confronti di chi gliele ha fatte, visto che in tantissimi stadi, sopratutto in serie A e B, le offese fioccano ma le multe no....
Questo sistema calcio sta stancando molti tifosi e gli stadi son sempre più vuoti. A Pisa potremmo essere 8-10 mila, invece siamo soltanto la metà grazie a tessere, decreti, divieti ecc....
Molti ragazzi che venivano in Curva, e allo stadio in generale, per il tifo "vecchia maniera", fatto di coreografie, colore, emozioni, sfottò, trasferte di massa, bandiere e striscioni, adesso non vengono più, annoiati e non attratti da stadi grigi e piatti dove per poter entrare, specialmente in trasferta, serve superare gli ostacoli e i divieti più disparati.
Questi sono problemi che dovrebbero far riflettere le società e in generale il mondo del Calcio, e invece queste leggi stanno portando al "muro contro muro" tra società e i suoi tifosi, e a Pisa, caro Battini, ci siete cascati in pieno.
ULTIMATUM??? Ma gli "ultimatum" si danno in "guerra". Noi credevamo di essere in "guerra" con Maroni, con chi mal governa il mondo del calcio, con chi fa leggi anticostituzionali, non con la nostra società a cui in questo anno e mezzo di vita non abbiamo mai fatto mancare il nostro appoggio.
Il problema del Pisa sono le multe? Noi crediamo di no. Magari altri problemi si nascondano dietro questo sfogo.
Sia chiaro però che noi non accettiamo nè ultimatum nè minacce da nessuno, la libertà di esprimere il nostro dissenso verso questo sistema calcio è sacrosanta.
Questa libertà è riconosciuta in ogni ambiente, per fortuna. Ad esempio in una Università o in una protesta studentesca contro la Gelmini, dove chiaramente vengono scanditi cori coloriti, a fine protesta viene forse multata l'Università? o il rettore ? sicuramente e giustamente NO, sarebbe impensabile. Quello che avviene nel mondo del calcio è assurdo e anticostituzionale.Sembra proprio che varcato il tornello dello stadio si annullino anche i più elementari diritti.
Chiaramente dispiace per le multe all'Ac Pisa, ma invitiamo la società a muoversi nei confronti di chi gliele ha fatte, visto che in tantissimi stadi, sopratutto in serie A e B, le offese fioccano ma le multe no....
Questo sistema calcio sta stancando molti tifosi e gli stadi son sempre più vuoti. A Pisa potremmo essere 8-10 mila, invece siamo soltanto la metà grazie a tessere, decreti, divieti ecc....
Molti ragazzi che venivano in Curva, e allo stadio in generale, per il tifo "vecchia maniera", fatto di coreografie, colore, emozioni, sfottò, trasferte di massa, bandiere e striscioni, adesso non vengono più, annoiati e non attratti da stadi grigi e piatti dove per poter entrare, specialmente in trasferta, serve superare gli ostacoli e i divieti più disparati.
Questi sono problemi che dovrebbero far riflettere le società e in generale il mondo del Calcio, e invece queste leggi stanno portando al "muro contro muro" tra società e i suoi tifosi, e a Pisa, caro Battini, ci siete cascati in pieno.
LECCE-SIENA
Durante Lecce-Siena di Coppa Italia Antonio Conte è stato insultato dai tifosi leccesi. Alcuni di loro aspettavano il Siena più per dare il “bentornato” al “traditore” Conte, che per la Coppa. E così sono caduti nel vuoto i tentativi di riavvicinamento fatti dall’allenatore dei toscani prima della gara: “Mi sento sempre salentino e un giorno, chissà, allenerò il Lecce“. Dalla curva nord, per tutta risposta, sono partiti insulti, fumogeni, ed è stato srotolato uno striscione offensivo. Quasi è passata in secondo piano la vittoria contro il Siena per 3-2 e il passaggio del turno: i leccesi avevano un conto in sospeso con Conte, reo di aver tradito Lecce, la città dove è nato.
CUORI TIFOSI
Comunicato stampa
PRESENTAZIONE LIBRO “CUORI TIFOSI” DI MAURIZIO MARTUCCI
Domenica 31 ottobre i Boys ospitano a Parma Maurizio Martucci, autore del libro “Cuori Tifosi”.
Sarà l’occasione per la presentazione nella nostra città del libro stesso, il primo libro inchiesta sui "morti di tifo" basato su documenti inediti e testimonianze di prima mano.
Sarà nostro ospite (anche in Nord) Giorgio Sandri, padre di Gabriele, Ultras laziale ucciso l’11 novembre 2007 nell’area di servizio di Badia al Pino (Arezzo), colpito da un colpo di pistola sparato dall’agente di Polizia Luigi Spaccarotella.
Fra le tante (purtroppo), nel libro si parla anche della storia del Bagna.
Invitiamo dunque tutti i Tifosi e gli interessati:
domenica 31/10/2010 alle ore 11:30 presso la Sala Conferenze dell’Assistenza Pubblica di Parma, in Via Gorizia 2/a.
Ricordiamo che al termine della presentazione, in Curva Nord, continueremo la raccolta di firme per l’iniziativa “Una firma per Gabriele”.
Chi sia Maurizio Martucci e perché sia stato deciso di dargli spazio qui a Parma, è presto detto: si tratta di uno scrittore e giornalista che ha deciso di intraprendere una battaglia in favore di alcune situazioni troppo spesso passate in sordina e vittime di gratuiti pregiudizi. La tesi che sostiene è che ci sia una parte della storia italiana sconosciuta e più o meno volutamente oscurata, quella che riguarda le morti legate al mondo del pallone. Dimenticati o ignorati questi avvenimenti sembrano talvolta non suscitare scalpore nell’opinione pubblica, se non quando si tratta di asserire che i morti da stadio siano “tutti delinquenti”: visione troppo aprioristica questa, che Martucci ha deciso di contrastare attraverso una fitta documentazione da lui stesso ricostruita, partendo da zero, sfogliando dossier e carte processuali. E questa inchiesta non sarà di sicuro l’ ennesimo caso di “giornalismo avvoltoio” come succede in questi giorni, cercherà semplicemente di rendere giustizia a chi troppo spesso è stato giudicato malvivente solo perché Tifoso, e senz’altro farà chiarezza in un mondo che preferisce insabbiare e dimenticare piuttosto che comprendere e ascoltare.
Scheda del libro: www.sperling.it/scheda/978882004910
Editore: SPERLING & KUPFER
PRESENTAZIONE LIBRO “CUORI TIFOSI” DI MAURIZIO MARTUCCI
Domenica 31 ottobre i Boys ospitano a Parma Maurizio Martucci, autore del libro “Cuori Tifosi”.
Sarà l’occasione per la presentazione nella nostra città del libro stesso, il primo libro inchiesta sui "morti di tifo" basato su documenti inediti e testimonianze di prima mano.
Sarà nostro ospite (anche in Nord) Giorgio Sandri, padre di Gabriele, Ultras laziale ucciso l’11 novembre 2007 nell’area di servizio di Badia al Pino (Arezzo), colpito da un colpo di pistola sparato dall’agente di Polizia Luigi Spaccarotella.
Fra le tante (purtroppo), nel libro si parla anche della storia del Bagna.
Invitiamo dunque tutti i Tifosi e gli interessati:
domenica 31/10/2010 alle ore 11:30 presso la Sala Conferenze dell’Assistenza Pubblica di Parma, in Via Gorizia 2/a.
Ricordiamo che al termine della presentazione, in Curva Nord, continueremo la raccolta di firme per l’iniziativa “Una firma per Gabriele”.
Chi sia Maurizio Martucci e perché sia stato deciso di dargli spazio qui a Parma, è presto detto: si tratta di uno scrittore e giornalista che ha deciso di intraprendere una battaglia in favore di alcune situazioni troppo spesso passate in sordina e vittime di gratuiti pregiudizi. La tesi che sostiene è che ci sia una parte della storia italiana sconosciuta e più o meno volutamente oscurata, quella che riguarda le morti legate al mondo del pallone. Dimenticati o ignorati questi avvenimenti sembrano talvolta non suscitare scalpore nell’opinione pubblica, se non quando si tratta di asserire che i morti da stadio siano “tutti delinquenti”: visione troppo aprioristica questa, che Martucci ha deciso di contrastare attraverso una fitta documentazione da lui stesso ricostruita, partendo da zero, sfogliando dossier e carte processuali. E questa inchiesta non sarà di sicuro l’ ennesimo caso di “giornalismo avvoltoio” come succede in questi giorni, cercherà semplicemente di rendere giustizia a chi troppo spesso è stato giudicato malvivente solo perché Tifoso, e senz’altro farà chiarezza in un mondo che preferisce insabbiare e dimenticare piuttosto che comprendere e ascoltare.
Scheda del libro: www.sperling.it/scheda/978882004910
Editore: SPERLING & KUPFER
CASSSSSSSSSSSSSMSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSS
Roma, 28 ott. - (Adnkronos) - Saranno sette le partite di serie A vietate ai tifosi ospiti. Lo ha deciso questa mattina il Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive (Casms). Da queste misure sono esenti i possessori della 'tessera del tifoso': Cesena-Sampdoria (Serie A) del 31/10/2010 divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nel Regione Liguria; Catania-Fiorentina (Serie A) del 31/10/10, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella Regione Toscana il giorno della gara; Inter-Brescia (Serie A) del 6/11/10, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella provincia di Brescia; Juventus-Cesena (Serie A) del 7/11/10, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella provincia di Forli' Cesena; Roma-Fiorentina (Serie A) del 10/11/10, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella Regione Toscana; Brescia-Juventus (Serie A) del 10/11/10, vendita dei tagliandi ai soli residenti nella provincia di Brescia; Cagliari-Napoli (Serie A) del 10/11/10, vendita dei tagliandi ai residenti nella regione Sardegna.
ULTRAS CURVA SUD BENEVENTO
Gli Ultras Curva Sud Benevento nell'esprimere il dolore per la morte di Ciro Vigorito fanno sapere come domenica prossima, nella gara casalinga contro la Lucchese si riposizioneranno nel secondo anello. "Ci associamo al dolore che ha colpito la famiglia Vigorito - scrivono gli Ultras - per la scomparsa del caro Ciro, e al presidente Oreste, alla famiglia e a tutti i parenti, porgiamo le nostre più sentite condoglianze.
La morte del compianto Ciro Vigorito ha lasciato in ognuno di noi un vuoto incolmabile, perché resteranno indimenticabili i suoi modi di agire, il suo spirito di sacrificio, dedizione, interesse ed attaccamento per il Benevento Calcio. Si è contraddistinto per l’accuratezza con la quale ha gestito le giovanili (e non solo) del Benevento, ed è stato per noi un vero ed autentico maestro di vita. C’ha salutato con stile, riuscendo a nascondere le sue sofferenze provocate da quel male incurabile che, sfortunatamente, l’ha visto vittima.
Ed allora, domenica prossima, in occasione della gara casalinga che vedrà di scena il Benevento contro la Lucchese, comunichiamo a tutto il popolo sannita che, solo per la gara suddetta, sospenderemo la nostra linea di condotta per manifestare il dissenso verso la tessera, e ci posizioneremo di nuovo al secondo anello, lì, al centro della curva, in quel punto dove lui, circa cinque anni fa c’ha conosciuto, c’ha apprezzato, e c’ha stimato.
La Curva Sud nella gara di domenica dovrà essere un’autentica bolgia, di due soli colori, un unico coro, forte, con un’intensità tale che il grande Ciro dovrà sentirlo da lassù, in quel cielo che, d’ora in poi, sarà illuminato da una stella particolare, una stella che tutti noi non ci stancheremo mai di guardare".
La morte del compianto Ciro Vigorito ha lasciato in ognuno di noi un vuoto incolmabile, perché resteranno indimenticabili i suoi modi di agire, il suo spirito di sacrificio, dedizione, interesse ed attaccamento per il Benevento Calcio. Si è contraddistinto per l’accuratezza con la quale ha gestito le giovanili (e non solo) del Benevento, ed è stato per noi un vero ed autentico maestro di vita. C’ha salutato con stile, riuscendo a nascondere le sue sofferenze provocate da quel male incurabile che, sfortunatamente, l’ha visto vittima.
Ed allora, domenica prossima, in occasione della gara casalinga che vedrà di scena il Benevento contro la Lucchese, comunichiamo a tutto il popolo sannita che, solo per la gara suddetta, sospenderemo la nostra linea di condotta per manifestare il dissenso verso la tessera, e ci posizioneremo di nuovo al secondo anello, lì, al centro della curva, in quel punto dove lui, circa cinque anni fa c’ha conosciuto, c’ha apprezzato, e c’ha stimato.
La Curva Sud nella gara di domenica dovrà essere un’autentica bolgia, di due soli colori, un unico coro, forte, con un’intensità tale che il grande Ciro dovrà sentirlo da lassù, in quel cielo che, d’ora in poi, sarà illuminato da una stella particolare, una stella che tutti noi non ci stancheremo mai di guardare".
CASSSSSSSSSSSSSMSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSS
(ASCA) - Roma, 28 ott - Orario della partita nella fascia diurna, rafforzamento della presenza degli steward sugli spalti, accesso esclusivo in Tribuna Tevere per gli abbonati di Roma e Lazio del settore e possibilita' di acquisto dei biglietti per anziani, donne e categorie diversamente abili.
Queste alcune delle decisioni assunte stamane, per quanto rigurda il derby Lazio-Roma del 7 novembre, nel corso della riunione del Comitato per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive (Casms) per decidere in merito alle gare ''a rischio'' indicate dall'Osservatorio.
Del derby della capitale si e' discusso proprio in apertura di riunione, ''accogliendo con favore le decisioni proposte dall'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, frutto - si legge in una nota - della positiva collaborazione tra le rispettive societa' sportive e la Lega A, e tese a favorire il migliore svolgimento della gara''.
Il Casms ha inoltre deciso altre misure per alcune gare dei diversi campionati calcistici.
Il divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nelle regione di provenienza dei tifosi ospiti e' stato deciso per le gare di serie A Catania-Fiorentina del 31 ottobre, Inter-Brescia del 6 novembre, Juventus-Cesena del 7 novembre, e Roma-Fiorentina, Brescia-Juventus, Cagliari-Napoli del 10 novembre.
gc/mcc/bra
Queste alcune delle decisioni assunte stamane, per quanto rigurda il derby Lazio-Roma del 7 novembre, nel corso della riunione del Comitato per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive (Casms) per decidere in merito alle gare ''a rischio'' indicate dall'Osservatorio.
Del derby della capitale si e' discusso proprio in apertura di riunione, ''accogliendo con favore le decisioni proposte dall'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, frutto - si legge in una nota - della positiva collaborazione tra le rispettive societa' sportive e la Lega A, e tese a favorire il migliore svolgimento della gara''.
Il Casms ha inoltre deciso altre misure per alcune gare dei diversi campionati calcistici.
Il divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nelle regione di provenienza dei tifosi ospiti e' stato deciso per le gare di serie A Catania-Fiorentina del 31 ottobre, Inter-Brescia del 6 novembre, Juventus-Cesena del 7 novembre, e Roma-Fiorentina, Brescia-Juventus, Cagliari-Napoli del 10 novembre.
gc/mcc/bra
PADOVA-PESCARA
Fonte: Il Mattino di Padova
PADOVA. Sfiorata la rissa fra tifosi a due ore dall'inizio del match. Alcuni sostenitori del Pescara senza biglietto (circa una ventina) sono arrivati alle 12,30 e si sono diretti alle biglietterie della curva Sud. Gli ultras del Padova, appena hanno realizzato che di fronte avevano un gruppo di pescaresi, si sono messi a rincorrerli. I tifosi ospiti si sono rifugiati dentro lo stadio, grazie agli steward che hanno aperto i cancelli. Il successivo arrivo della polizia ha evitato il contatto fra opposte fazioni. Ma non è tutto: circa 200 tifosi pescaresi (fra cui c'erano alcuni vicentini, gemellati con gli ultras biancoazzurri) - tutti senza biglietto e senza la tessera del tifoso - sono arrivati allo stadio tardi rispetto all'orario previsto e, dato il tempo di esibire i documenti, comprare i tagliandi (per la tribuna ovest) ed entrare, sono riusciti soltanto a vedere scampoli del primo tempo. Tutto ciò ha creato confusione, tensione e qualche insulto. L'unico intervento è stato fatto dalla polizia durante la partita sul piazzale davanti alla curva sud dove un giovane padovano di circa 25 anni, ubriaco, è stato picchiato da alcuni conoscenti per motivi che la Digos ha specificato essere estranei al tifo ed è finito in ospedale.
MARTUCCI E MUNGO A CAMPI PER CUORI TIFOSI
dodicesimouomo.net in
collaborazione con Metropoli Day,
organizza, presso la Pubblica Assistenza
di Campi Bisenzio, Via Orly N° 37, Firenze
Sabato 30 Ottobre 2010, ore 16.00
Cuori Tifosi: Battono ancora?
Maurizio Martucci presenta il suo ultimo
libro "CUORI TIFOSI"
A seguire incontro-dibattito sul mondo Ultras
e la TDT.
Relatori:
Alessandro Landi webmaster dodicesimouomo.net
Domenico Mungo Direttore Supertifo
Ospiti:
Maurizio Martucci giornalista e scrittore
Sergio Mutolo calciopress.net
Roberto Vinciguerra violanews.com
E Componenti degli Ultras Viola 1973
collaborazione con Metropoli Day,
organizza, presso la Pubblica Assistenza
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Sabato 30 Ottobre 2010, ore 16.00
Cuori Tifosi: Battono ancora?
Maurizio Martucci presenta il suo ultimo
libro "CUORI TIFOSI"
A seguire incontro-dibattito sul mondo Ultras
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Alessandro Landi webmaster dodicesimouomo.net
Domenico Mungo Direttore Supertifo
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Maurizio Martucci giornalista e scrittore
Sergio Mutolo calciopress.net
Roberto Vinciguerra violanews.com
E Componenti degli Ultras Viola 1973
27 ottobre 2010
LIBERI
Genova - Chiedono la scarcerazione, quattro degli otto tifosi serbi arrestati dopo gli scontri allo stadio Ferraris, provocando l'interruzione di Italia-Serbia. Il ricorso presentato dai legali dei quattro ultrà che, secondo l'accusa, sarebbero stati responsabili di resistenza a pubblico ufficiale e ad uno steward. Intanto un quotidiano serbo ha anticipato la sentenza dell'Uefa dopo i fatti di Genova: si va verso il successo degli azzurri 3-0 a tavolino, tre partite a porte chiuse per la nazionale serba. La Uefa prenderà la decisione domani ma probabilmente non verrà ufficializzata prima di venerdì
IL PRESIDENTE DEL PISA
Il presidente del Pisa Carlo Battini non gioisce per il pareggio contro il Benevento. Motivo? L´ennesima multa in arrivo per i cori provenienti dalla Curva Nord. "Non ci possiamo permettere di pagare i soldi in queste multe - riporta Il Tirreno -, non possiamo far passare Pisa come una delle peggiori città d´Italia parlando di tifo. Se le cose non cambiano, penso di arrivare a fine campionato e sciogliere la società. E il pensiero di Camilli non penso sia molto diverso".
Con toni pacati, ma carichi di delusione, il numero uno nerazzurro conclude la sua riflessione. "Questi (i decreti contestati, ndr) sono dettami di legge con le società come anello debole. Ora basta, credo che il vaso sia colmo. Noi avevamo in programma di prendere un altro giocatore, ma a questo punto abbiamo detto di no. Mi spiace perché finché ho potuto l´ho fatto: s´è fatto un doppio salto, ma evidentemente la gente per propri principi non ci sente e mi dispiace. È un ultimatum: bisogna che ritornino sui passi della serietà. Non sono contro questi ragazzi, però o si sta in questo contesto come si deve o si smette tutti. Il Pisa è un bene di tutti e se qualcuno lo vuol affossare non sono d´accordo".
Fonte: tlp
Con toni pacati, ma carichi di delusione, il numero uno nerazzurro conclude la sua riflessione. "Questi (i decreti contestati, ndr) sono dettami di legge con le società come anello debole. Ora basta, credo che il vaso sia colmo. Noi avevamo in programma di prendere un altro giocatore, ma a questo punto abbiamo detto di no. Mi spiace perché finché ho potuto l´ho fatto: s´è fatto un doppio salto, ma evidentemente la gente per propri principi non ci sente e mi dispiace. È un ultimatum: bisogna che ritornino sui passi della serietà. Non sono contro questi ragazzi, però o si sta in questo contesto come si deve o si smette tutti. Il Pisa è un bene di tutti e se qualcuno lo vuol affossare non sono d´accordo".
Fonte: tlp
GROSSETO-LIVORNO
Grosseto, 27 ottobre 2010 - E’ accusato di avere rubato le sciarpe a due tifosi del Livorno, poche ore prima del derby Grosseto-Livorno giocato sabato scorso allo Zecchini. Un grossetano di 22 anni, A. M., ultrà biancorosso, è finito in manette per rapina impropria, per avere, per ben due volte, portato via con la minaccia i 'vessilli' dei tifosi labronici. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, il giovane si è avvicinato una prima volta ai due livornesi dopo averli visti uscire dalla stazione ferroviaria, nelle prime ore del pomeriggio di sabato.
Con un amico in scooter li ha seguiti, affiancati e ha portato via le sciarpe, oltre un furto anche un gesto considerato oltraggioso tra tifoserie. I due ragazzi sono poi riusciti a riprendersi il maltolto e hanno deciso di ripiegare le sciarpe dentro gli zaini che avevano con sé. Il grossetano, sceso nel frattempo dallo scooter, e incontrato gli altri quattro ragazzi è tornato alla 'caccia' dei livornesi e li ha trovati poco dopo. A quel punto i cinque, pare, si siano avvicinati e con la 'forza delle minacce' hanno aperto gli zaini degli ultrà amaranto e hanno di nuovo portato via le sciarpe. A quel punto è intervenuta la polizia che ha condotto il gruppetto di grossetani in questura. Per il ventiduenne sono poi scattate le manette. Per gli altri quattro ancora da valutare se sottoporli a Daspo. Ieri arresto convalidato e scarcerazione.
Con un amico in scooter li ha seguiti, affiancati e ha portato via le sciarpe, oltre un furto anche un gesto considerato oltraggioso tra tifoserie. I due ragazzi sono poi riusciti a riprendersi il maltolto e hanno deciso di ripiegare le sciarpe dentro gli zaini che avevano con sé. Il grossetano, sceso nel frattempo dallo scooter, e incontrato gli altri quattro ragazzi è tornato alla 'caccia' dei livornesi e li ha trovati poco dopo. A quel punto i cinque, pare, si siano avvicinati e con la 'forza delle minacce' hanno aperto gli zaini degli ultrà amaranto e hanno di nuovo portato via le sciarpe. A quel punto è intervenuta la polizia che ha condotto il gruppetto di grossetani in questura. Per il ventiduenne sono poi scattate le manette. Per gli altri quattro ancora da valutare se sottoporli a Daspo. Ieri arresto convalidato e scarcerazione.
GELA-COSENZA
Domenica per il Gela Calcio torna la sfida di fascino con il Cosenza. Per la partita prevista al Presti, con inizio alle 14.30, l’Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive ha vietato la vendita dei biglietti ai sostenitori calabresi. I tagliandi potranno essere venduti soltanto ai residenti nell’isola. A Gela è già possibile acquistare il biglietto nominativo d'ingresso presso i tradizionali punti vendita. Ieri pomeriggio il Giudice sportivo della Lega Pro ha inibito il Dirigente biancazzurro Antonio Alabiso. Il Gela è stato multato di tremila euro, per comportamento antisportivo di alcuni tifosi.
Intanto, consueta amichevole settimanale domani allo Stadio Vincenzo presti alle 15, contro la formazione della Sanconitana, squadra che milita nel campionato di Seconda Categoria.
Intanto, consueta amichevole settimanale domani allo Stadio Vincenzo presti alle 15, contro la formazione della Sanconitana, squadra che milita nel campionato di Seconda Categoria.
BOLOGNA-JUVENTUS
Il Bologna è uscito indenne dalla sfida contro la Juve, ma non alcuni suoi tifosi. Diversi supporter rossoblù — non ultras ma semplici appassionati — sono stati malmenati in curva San Luca dai tifosi bianconeri poco prima dell’inizio della gara, mentre le squadre entravano in campo.
GLI SCONTRI - Scontri non violentissimi, anche se qualcuno è dovuto ricorrere alle cure dei medici, ma che hanno coinvolto una trentina di persone. Tafferugli figli della tessera del tifoso. Sì, perchè mentre gli juventini possessori della fatidica tessera erano entrati nel settore blindato riservato agli ospiti, quelli senza tessera e appartenenti alle frange più violente della tifoseria bianconera (Drughi, Viking, eccetera) si sono posizionati nello spicchio di San Luca dove solitamente vanno, indisturbati, i bolognesi. Domenica invece, con la solita e preannunciata «invasione» di bianconeri romagnoli, la San Luca era tutta juventina. Tranne quei trenta bolognesi che sono stati incautamente fatti entrare lì dagli steward.
I RACCONTI - Diversi i racconti raccolti in queste ore dalle radio e dalle tv locali (Punto Radio, Casa Cotti) e giunti anche a club rossoblù. «Ci siamo presentati regolarmente all’ingresso della curva San Luca, con il biglietto nominale in quel settore. Eravamo in tutto una decina di persone — racconta un tifoso — ma non un gruppo che si recava assieme allo stadio. Ci hanno perquisito, e ci hanno fatto entrare. Una volta dentro, abbiamo subito capito che la parte di curva a noi riservata era occupata da moltissimi tifosi della Juve. Solo quando oramai eravamo sui gradoni ci siamo resi conto che non si trattava dei tifosi "normali". (...) In poco tempo ci siamo trovati addosso queste persone e sono volati calci e schiaffi, con noi c’era se non sbaglio anche un papà con suo figlio. Qualcuno è rimasto contuso. Chiaramente non siamo rimasti sorpresi da questo, nella legge ultrà non si entra in una curva rivale con le sciarpe della propria squadra, il problema è che non sapevamo che lì c’erano gli ultras juventini. (...) Perché allora gli steward ci hanno fatti entrare?». Fra l’altro poco prima il gruppo Contro Tendenza, solitamente in San Luca, era stato invitato dagli steward ad andare (cosa avvenuta) nella curva Bulgarelli. «Noi eravamo una decina e già al primo controllo ci sono i primi problemi — racconta un altro tifoso — Ci sequestrano delle ridicole bandierine per via dei colori, rosso e blu, ma non le sciarpe. Poi, vedendo la presenza di ultras bianconeri, a disagio ci spostiamo vicino ai distinti dove siamo stati "rincorsi" dagli juventini che ci volevano menare. Scappavano anche gli steward (infatti è entrata in azione la polizia, ndr). Un tizio a volto coperto mi si è attaccato al collo con altri due che gli davano una mano: mi hanno rotto cellulare, occhiali, strappato il cappuccio della giacca e ho preso un pugno di striscio. Intanto c’erano altri accerchiamenti... Perché non è stata garantita la nostra sicurezza?». «Queste purtroppo sono le conseguenze negative della Tessera del tifoso. Dispiace — dice Pier Giovanni Ricci, direttore gestionale del Bologna — per quanto successo, ma non incolperei più di tanto gli steward che fanno davvero quello che possono. Stiamo sperimentando la Tessera del tifoso e per ora ci sono solo dei "contro" e non dei "pro". Anche stamani abbiamo fatto una riunione in Questura per capire come e dove migliorare, anche per evitare situazione imbarazzanti come quella di domenica. Noi facciamo di tutto per garantire la sicurezza. Gestire situazioni così, che potrebbero verificarsi di nuovo quando arrivano squadre con molti tifosi, è difficile. Per questo insieme ad altre società, che lamentano gli stessi problemi, auspichiamo quanto prima un incontro con tutti». Per mettere a posto le cose, certo. Eppure proprio ieri Maroni ha detto che la Tessera del tifoso è un successo: ci sono meno incidenti e più spettatori. «Non so. Io dico: meno politica, più operatività».
Fernando Pellerano
GLI SCONTRI - Scontri non violentissimi, anche se qualcuno è dovuto ricorrere alle cure dei medici, ma che hanno coinvolto una trentina di persone. Tafferugli figli della tessera del tifoso. Sì, perchè mentre gli juventini possessori della fatidica tessera erano entrati nel settore blindato riservato agli ospiti, quelli senza tessera e appartenenti alle frange più violente della tifoseria bianconera (Drughi, Viking, eccetera) si sono posizionati nello spicchio di San Luca dove solitamente vanno, indisturbati, i bolognesi. Domenica invece, con la solita e preannunciata «invasione» di bianconeri romagnoli, la San Luca era tutta juventina. Tranne quei trenta bolognesi che sono stati incautamente fatti entrare lì dagli steward.
I RACCONTI - Diversi i racconti raccolti in queste ore dalle radio e dalle tv locali (Punto Radio, Casa Cotti) e giunti anche a club rossoblù. «Ci siamo presentati regolarmente all’ingresso della curva San Luca, con il biglietto nominale in quel settore. Eravamo in tutto una decina di persone — racconta un tifoso — ma non un gruppo che si recava assieme allo stadio. Ci hanno perquisito, e ci hanno fatto entrare. Una volta dentro, abbiamo subito capito che la parte di curva a noi riservata era occupata da moltissimi tifosi della Juve. Solo quando oramai eravamo sui gradoni ci siamo resi conto che non si trattava dei tifosi "normali". (...) In poco tempo ci siamo trovati addosso queste persone e sono volati calci e schiaffi, con noi c’era se non sbaglio anche un papà con suo figlio. Qualcuno è rimasto contuso. Chiaramente non siamo rimasti sorpresi da questo, nella legge ultrà non si entra in una curva rivale con le sciarpe della propria squadra, il problema è che non sapevamo che lì c’erano gli ultras juventini. (...) Perché allora gli steward ci hanno fatti entrare?». Fra l’altro poco prima il gruppo Contro Tendenza, solitamente in San Luca, era stato invitato dagli steward ad andare (cosa avvenuta) nella curva Bulgarelli. «Noi eravamo una decina e già al primo controllo ci sono i primi problemi — racconta un altro tifoso — Ci sequestrano delle ridicole bandierine per via dei colori, rosso e blu, ma non le sciarpe. Poi, vedendo la presenza di ultras bianconeri, a disagio ci spostiamo vicino ai distinti dove siamo stati "rincorsi" dagli juventini che ci volevano menare. Scappavano anche gli steward (infatti è entrata in azione la polizia, ndr). Un tizio a volto coperto mi si è attaccato al collo con altri due che gli davano una mano: mi hanno rotto cellulare, occhiali, strappato il cappuccio della giacca e ho preso un pugno di striscio. Intanto c’erano altri accerchiamenti... Perché non è stata garantita la nostra sicurezza?». «Queste purtroppo sono le conseguenze negative della Tessera del tifoso. Dispiace — dice Pier Giovanni Ricci, direttore gestionale del Bologna — per quanto successo, ma non incolperei più di tanto gli steward che fanno davvero quello che possono. Stiamo sperimentando la Tessera del tifoso e per ora ci sono solo dei "contro" e non dei "pro". Anche stamani abbiamo fatto una riunione in Questura per capire come e dove migliorare, anche per evitare situazione imbarazzanti come quella di domenica. Noi facciamo di tutto per garantire la sicurezza. Gestire situazioni così, che potrebbero verificarsi di nuovo quando arrivano squadre con molti tifosi, è difficile. Per questo insieme ad altre società, che lamentano gli stessi problemi, auspichiamo quanto prima un incontro con tutti». Per mettere a posto le cose, certo. Eppure proprio ieri Maroni ha detto che la Tessera del tifoso è un successo: ci sono meno incidenti e più spettatori. «Non so. Io dico: meno politica, più operatività».
Fernando Pellerano
ALLO STADIO COL DASPO
Due tifosi sottoposti a Daspo sono stati arrestati lunedì dai carabinieri nei pressi del San Paolo prima dell'incontro calcistico Napoli-Milano.
G. B, 26enne di Napoli, è stato sorpreso in via Giovanbattista Marino mentre si dirigeva verso la curva A insieme ad un gruppo di tifosi. Una volta fermato, ha tentato di colpire un carabiniere a calci e pugni, ma è stato bloccato ed arrestato.
In manette anche L. G. di Napoli, già denunciato in passato e colpito da Daspo e con l'obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria in occasione delle partite casalinghe del Napoli. L'uomo è stato fermato a Piazzale Tecchio, mentre si dirigeva ai cancelli della Curva A. Adesso è in carcere.
G. B, 26enne di Napoli, è stato sorpreso in via Giovanbattista Marino mentre si dirigeva verso la curva A insieme ad un gruppo di tifosi. Una volta fermato, ha tentato di colpire un carabiniere a calci e pugni, ma è stato bloccato ed arrestato.
In manette anche L. G. di Napoli, già denunciato in passato e colpito da Daspo e con l'obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria in occasione delle partite casalinghe del Napoli. L'uomo è stato fermato a Piazzale Tecchio, mentre si dirigeva ai cancelli della Curva A. Adesso è in carcere.
IL BEPI
I bergamaschi più attenti al Mondo Atalanta o più semplicemente i suoi fans avranno notato che il Bepi dall’inizio di questo campionato è sparito da tv e radio locali. Che Tiziano Incani abbia mal digerito la retrocessione in B e non si sia più risollevato? La spiegazione è molto meno cervellotica e l’ha spiegata lui stesso a Potagol, la trasmissione di Antenna2 Radiotelevisione dedicata al mondo del calcio bergamasco in onda ogni martedì sera: “Mi prendo un anno sabbatico, sono disgustato da questo calcio”. Ma c’è di più, perché il Bepi parla tout court del mondo atalantino e ultras, partendo dal concerto dello scorso maggio negato a Brescia causa contestazione de
i tifosi delle rondinelle.
IL CASO DEL CONCERTO DI BRESCIA
“Io ho ancora il dente avvelenato per quanto è successo a Brescia”. Esordisce così Tiziano Incani, ricordando l’episodio dell’invito del vicesindaco di partecipare ad un concerto dialettale (con il suo alter-ego bresciano, Charlie Cinelli) in programma lo scorso maggio, invito rimangiato causa pressioni degli ultras biancazzurri. “Questi non mi volevano in quanto emblema dell’Atalanta; insomma mi hanno accusato e mi accusano di tifare la squadra rivale e di dedicarci canzoni. Ma io mi chiedo: da bergamasco a chi dovrei tenere? Siamo al paradosso, poi si dimenticano che non ho mai fatto dichiarazioni anti Brescia in vita mia, anzi ho sempre dichiarato che se non esistesse l’Atalanta sarei senza dubbio un tifoso della Leonessa. E chi dovrei sostenere se non la squadra del “popolo” che è più simile a me?”. Ma quello che dà fastidio al Bepi è ben altro. “Ciò che mi ha preoccupato è che questi tifosi hanno messo in atto un potere politico non legittimato da nessuno, hanno provocato il mio allontanamento da quella che doveva essere una festa della musica e che nulla c'entrava con il calcio. Quello che mi ha angosciato maggiormente – continua - è che nessuno si è fatto avanti per contestare questa cosa nemmeno a Bergamo e nemmeno i media bergamaschi che hanno sì cavalcato la notizie ma si sono ben guardati di schierarsi contro questa decisione”.
ODIATO DAI BRESCIANI,
DISCUSSO DAI BERGAMASCHI
Insomma odiato dai bresciani per la sua fede atalantina ma nemmeno a casa può stare tranquillo. “A Bergamo non sono visto bene perché ho la colpa di dire 'io non odio i bresciani' e perché la gente si ricorda ancora dell’episodio della maglia di Baggio (durante una trasmissione a teleBoario indossò la maglia del Brescia del Divin Codino, ndr); io però vado avanti per la mia strada e continuo a cantare l’Atalanta sia perché fa parte del patrimonio sociale, storico e sportivo del mio territorio ed in quanto autore dialettale non posso far finta di nulla, sia perché è la mia squadra del cuore”.
SCHIFATO DALLO STADIO
“Negli ultimi anni al Comunale sono stato circondato da una “società sportiva” che non mi piaceva, e non sto parlando solo degli ultras ma anche della tribuna. Allo stadio ho ascoltato commenti incredibili e visto tanta bassezza morale”. Quindi il Bepi parla dei tifosi. “Ora c’è la moda di guardare come punto di riferimento al tifo del Rugby – continua - ma siamo proprio convinti che nel calcio italiano vogliamo importare comportamenti sportivi che si vedono in una partita della palla ovale? A me sembra di no, a tutti sta bene questo tipo di ambiente e nessuno muove un dito per cambiarlo”. Ambiente da cui soprattutto in tribuna è meglio stare alla larga secondo il cantautore di Rovetta. “Molti vengono alla partita dell’Atalanta e non sanno nemmeno quali sono i colori della Dea. Frequentano il Comunale solamente per fare salotto, per cercare di conoscere personalità di spicco mentre della partita che si gioca in campo poco importa. Anche a me hanno detto varie volte “Bepi vai a conoscere quello, potrebbe farti da sponsor”; ma io voglio andare allo stadio solo per godermi una partita di calcio e non per fare affari”.
Non che nelle curve, secondo l’artista, le cose vadano meglio. “Trovo inconcepibile, ma questo lo dico da anni e ci ho sempre messo la faccia pagandone le conseguenze, che le curve vivano la partita come una battaglia. Fateci caso, i cori non sono quasi mai in favore della propria squadra, sono più che altro insulti agli avversari e canti contro l’undici rivale”.
IL PERIODO DI PAUSA
Sono stanco di questo ambiente e di fare l’eroe, perché il mio modo di intendere calcio è diverso, più sportivo. E’ una battaglia quasi impossibile, quindi ho deciso di prendermi un periodo di pausa, nonostante comparire in tv o parlare in radio possa tornarmi utile a livello immagine, e farmi da parte. Detto questo continuo ad essere prigioniero del calcio- per me rimane lo sport più bello del mondo - e dei nerazzurri che compongono la mia squadra del cuore. Stacco anche perché sono stanco di essere riconosciuto come quello “che canta l’Atalanta”; sia ben chiaro, le canzoni legate ai nerazzurri sono state importanti ma vorrei che la gente mi conoscesse anche per altri motivi come ad esempio la canzone Gleno”. Arrivederci Bepi.
i tifosi delle rondinelle.IL CASO DEL CONCERTO DI BRESCIA
“Io ho ancora il dente avvelenato per quanto è successo a Brescia”. Esordisce così Tiziano Incani, ricordando l’episodio dell’invito del vicesindaco di partecipare ad un concerto dialettale (con il suo alter-ego bresciano, Charlie Cinelli) in programma lo scorso maggio, invito rimangiato causa pressioni degli ultras biancazzurri. “Questi non mi volevano in quanto emblema dell’Atalanta; insomma mi hanno accusato e mi accusano di tifare la squadra rivale e di dedicarci canzoni. Ma io mi chiedo: da bergamasco a chi dovrei tenere? Siamo al paradosso, poi si dimenticano che non ho mai fatto dichiarazioni anti Brescia in vita mia, anzi ho sempre dichiarato che se non esistesse l’Atalanta sarei senza dubbio un tifoso della Leonessa. E chi dovrei sostenere se non la squadra del “popolo” che è più simile a me?”. Ma quello che dà fastidio al Bepi è ben altro. “Ciò che mi ha preoccupato è che questi tifosi hanno messo in atto un potere politico non legittimato da nessuno, hanno provocato il mio allontanamento da quella che doveva essere una festa della musica e che nulla c'entrava con il calcio. Quello che mi ha angosciato maggiormente – continua - è che nessuno si è fatto avanti per contestare questa cosa nemmeno a Bergamo e nemmeno i media bergamaschi che hanno sì cavalcato la notizie ma si sono ben guardati di schierarsi contro questa decisione”.
ODIATO DAI BRESCIANI,
DISCUSSO DAI BERGAMASCHI
Insomma odiato dai bresciani per la sua fede atalantina ma nemmeno a casa può stare tranquillo. “A Bergamo non sono visto bene perché ho la colpa di dire 'io non odio i bresciani' e perché la gente si ricorda ancora dell’episodio della maglia di Baggio (durante una trasmissione a teleBoario indossò la maglia del Brescia del Divin Codino, ndr); io però vado avanti per la mia strada e continuo a cantare l’Atalanta sia perché fa parte del patrimonio sociale, storico e sportivo del mio territorio ed in quanto autore dialettale non posso far finta di nulla, sia perché è la mia squadra del cuore”.
SCHIFATO DALLO STADIO
“Negli ultimi anni al Comunale sono stato circondato da una “società sportiva” che non mi piaceva, e non sto parlando solo degli ultras ma anche della tribuna. Allo stadio ho ascoltato commenti incredibili e visto tanta bassezza morale”. Quindi il Bepi parla dei tifosi. “Ora c’è la moda di guardare come punto di riferimento al tifo del Rugby – continua - ma siamo proprio convinti che nel calcio italiano vogliamo importare comportamenti sportivi che si vedono in una partita della palla ovale? A me sembra di no, a tutti sta bene questo tipo di ambiente e nessuno muove un dito per cambiarlo”. Ambiente da cui soprattutto in tribuna è meglio stare alla larga secondo il cantautore di Rovetta. “Molti vengono alla partita dell’Atalanta e non sanno nemmeno quali sono i colori della Dea. Frequentano il Comunale solamente per fare salotto, per cercare di conoscere personalità di spicco mentre della partita che si gioca in campo poco importa. Anche a me hanno detto varie volte “Bepi vai a conoscere quello, potrebbe farti da sponsor”; ma io voglio andare allo stadio solo per godermi una partita di calcio e non per fare affari”.
Non che nelle curve, secondo l’artista, le cose vadano meglio. “Trovo inconcepibile, ma questo lo dico da anni e ci ho sempre messo la faccia pagandone le conseguenze, che le curve vivano la partita come una battaglia. Fateci caso, i cori non sono quasi mai in favore della propria squadra, sono più che altro insulti agli avversari e canti contro l’undici rivale”.
IL PERIODO DI PAUSA
Sono stanco di questo ambiente e di fare l’eroe, perché il mio modo di intendere calcio è diverso, più sportivo. E’ una battaglia quasi impossibile, quindi ho deciso di prendermi un periodo di pausa, nonostante comparire in tv o parlare in radio possa tornarmi utile a livello immagine, e farmi da parte. Detto questo continuo ad essere prigioniero del calcio- per me rimane lo sport più bello del mondo - e dei nerazzurri che compongono la mia squadra del cuore. Stacco anche perché sono stanco di essere riconosciuto come quello “che canta l’Atalanta”; sia ben chiaro, le canzoni legate ai nerazzurri sono state importanti ma vorrei che la gente mi conoscesse anche per altri motivi come ad esempio la canzone Gleno”. Arrivederci Bepi.
IDENTIFICATI
SALERNO - Sono stati identificati nel corso della notte scorsa gli autori dell’aggressione al capitano della squadra di calcio dell’Angri, avvenuta domenica pomeriggio allo stadio Pastena di Battipaglia, dove era in corso l’incontro Battipagliese-Angri. L'incontro del campionato di serie D, finito poi 4 a 1 per i padroni di casa, è degenerato da partita di calcio a vera e propria aggressione quando gli angresi sono finiti sotto di tre gol. In quel momento un gruppetto di una ventina di sostenitori dei grigiorossi hanno sfondato un cancello e sono entrati in campo. A farne le spese di questa selvaggia aggressione il capitano dell’Angri, Davide Cacace, che è stato più volte colpito con pugni e mazze. Il difensore dell’Angri soccorso e trasportato in ospedale è stato giudicato dai medici guaribile in venti giorni, a causa di un forte trauma contusivo alla spalla. In suo soccorso è intervenuto anche l'allenatore della squadra Criscuolo. Anche un poliziotto ha subito contusioni che sono state giudicate guaribili in sette giorni. Nel corso della notte gli agenti del commissariato di Battipaglia, in collaborazione con i carabinieri di Angri hanno identificato sei persone, tutte giovanissime, denunciate per invasione di campo, lancio di materiale pericoloso e lesioni a pubblico ufficiale. Inviate alla Prefettura anche delle segnalazioni per l'applicazione del Daspo.
ULTRAS OMOFOBI
Il calcio. Nostra croce e delizia. Quando i calciatori si spogliano è sicuramente una delizia per i nostri occhi, ma quando i nostri occhi si spostano dai calciatori ai tifosi, allora arriva la croce… Una croce abbastanza vergognosa.
Rubiamo la fotografia dal blog di River che ben definisce cosa sono di questi tempi le curve degli stadi. Francamente, non mi sento proprio il dovere di cambiare una virgola della sua definizione. Va bene così come è: “Le curve degli stadi sono un ricettacolo di schifezze da far impallidire un carcere di massima sicurezza“. Calza a pennello. Forse, gli organi più alti della FIGC e della UEFA, oltre a stabilire la pace nei campi da gioco e interrompere partite solo e unicamente quando si sente in rindondanza l’eco dei cori razzisti sui calciatori, dovrebbero anche puntare l’occhio su certi striscioni degli Ultras che “inschifiscono” ancora di più il calcio italiano.
DOMICILIARI
Arresti domiciliari dopo una settimana di carcere per l'ultimo tra gli ultra' del Rimini Calcio. Il ragazzo sarebbe coinvolto nell'aggressione avvenuta ad agosto dopo una partita tra Rimini e Riccione. Secondo la difesa le tracce di Dna trovate sul loro assistito sarebbero state prodotte da saliva e non da sangue proveniente dagli aggrediti. Il giovane e' accusato di lesioni aggravate in concorso.
TRE DITA
Un tifoso del Napoli ha subìto ieri sera l'amputazione di tre dita della mano. L'incidente gli è occorso a colpa dell'esplosione di un petardo, e l'episodio è avvenuto nell'anello inferiore dei Distinti. Trasferito di corsa al Vecchio Pellegrini, i medici non hanno potuto fare altro che amputargli le dita. "Credevo fosse un botto innocuo" ha raccontato poi il malcapitato ai soccorritori.
26 ottobre 2010
SPY
Tv-1: Sky, in arrivo anche l'Nba
Un'ottima annata per il calcio in tv: sia per Sky (un milione e mezzo per Inter-Samp), sia per Mediaset Premium (ascolto complessivo del 10,83%, con 2.180.000 spettatori). Adesso Sky punterà sempre più sul "3D" per le sue trasmissioni calcistiche, mentre sta per acquisire i diritti anche dell'Nba. Inoltre in novembre, test match di rugby con la Nuova Zelanda.
Tv-2: bene Novantesimo, cala la DS
Trasmissioni di Casa Rai: bene Stadio Sprint con l'11,16% di share, mentre Novantesimo Minuto ha ottenuto un ottimo 15,20% (2.645.000 spettatori). In calo la Domenica Sportiva (solo 8,17%, con 1.216.000 spettatori) che forse soffre di più il calcio-spezzatino. Nel prossimo weekend Inter, Milan, Juve e Roma giocano fra venerdì e sabato: la domenica sera il telespettatore sa già tutto.
LA DERIVA DEL CALCIO MODERNO
C'era una volta uno sport chiamato calcio capace di far innamorare milioni di bambini grazie alla sua semplicità, ai suoi colori ed alla sua spontaneità impossibile da ritrovare in qualsiasi altra disciplina. Generazioni di ragazzi italiani sono cresciuti a pane e pallone frequentando i nostri stadi e vivendo per le proprie squadre 7 giorni su 7 ingengnandosi magari per allestire questa piuttosto che quell'altra coreografia per primeggiare nei confronti dei tifosi dirimpettai ed intimorire i calciatori avversari, perchè in fondo il calcio, almeno da noi, era propedeutico al pubblico e senza di esso assistiamo oggi ad uno spettacolo monco.
"Anno 2010: i funerali del tifoso" potrebbe essere il titolo del prossimo film horror di Dario Argento. Un declino lento ma inesorabile quello del nostro sport nazionale cominciato molti più anni fa di quanto si pensi. Nessuno in fondo poteva pensare che dal 29 Agosto del 1993 la televisione avrebbe preso piano piano il sopravvento sui tifosi e sulle istituzioni calcistiche comandandone con il passare degli anni programmazioni di campionati, orari e date. Quella data corrisponde alla prima partita trasmessa in pay tv nel nostro paese: Lazio-Foggia.
Viviamo ora quindi situazioni grottesche, con calendari compleatamente scombussolati nei quali non si capisce più quando la tua squadra giocherà e neanche se giocherà. Ma tant'è, ormai sono costoro a governare e dei tifosi, un tempo miniera d'oro per Lega e presidenti, importa ben poco a tutti, anzi, si cerca in ogni modo di allontanarli dagli stadi invitandoli a godersi lo spettacolo direttamente da casa, come al teatro. Qualche "addetto ai lavori" ha provato a far sentire il proprio disappunto per il nuovo spezzativo in vigore dalla stagione corrente facendo notare come sia logisticamente impossibile imporre un modello inglese di campionato con partite persino alle 12,30 ma ovviamente queste poche voci fuori dal coro sono rimaste fini a se' stesso, molto probabilmente persino osteggiate dal grande circo del calcio italiano troppo preso a far quadrare bilanci sempre in rosso che stanno portando con il passare del tempo alla scomparsa e (nel migliore dei casi) al fallimento con ripartenza dalle serie inferiori di tantissime storiche compagini (qualcuno di voi si è chiesto ad esempio che fine hanno fatto Pisa, Perugia, Ancona, Sambenedettese, Messina, Avellino, Treviso etc etc?).
L'ipocrisia di tutto ciò sta nel millantare un calcio migliore, che sia in grado di riportare le famiglie allo stadio dove bimbi felici possono esultare per i loro beniamini e donne ed anziani sedersi al proprio posto senza temere che i violenti turbino i loro 90 minuti da famiglia della Mulino Bianco. Tutto molto bello, tutto molto falso. Cominciamo con il dire, dati alla mano, che di violenza all'interno ed all'esterno degli impianti sportivi almeno fino a 10-15 anni fa ce n'era minimo il doppio eppure gli stadi erano quasi sempre pieni e ribollenti di passione e folklore. Per non parlare poi degli anni '80, vero culmine per le presenze di pubblico negli stadi italiani. La triste verità è che oggi giorno un nucleo familiare non si reca allo stadio innanzi tutto per il costo elevato di un settore "popolare" che in media costa circa 20€ (moltiplicato per 4 persone fa 80€, cifra proibitiva con gli stipendi da fame che ci ritroviamo in Italia), poi perchè deve fare una trafile sin troppo lunga e laboriosa (fila alle ricevitorie, biglietti nominali, impossibilità di acquistare il tagliando il giorno della partita, coda ai prefiltraggi, coda ai tornelli, perquisizione ai prefiltraggi, perquisizione ai tornelli, steward ineffabili di fronte ad una bottiglietta di minerale e poi a Genova entrano le cesoie...). Per non parlare di una famiglia che si volesse abbonare, c'è la tessera del tifoso, strumento non digerito dalla stragrande maggioranza dei tifosi italici che hanno capito l'inutilità di un bancomat inutile per risolvere problemi di intemperanze (quelle possono avvenire anche fuori lo stadio dove non c'è bisogno della tessera) ma che farà incassare tanti bei soldini a banche e circuiti di carte di credito. Fregandosene di diritti e privacy calpestati.
In tutto questo, oltre ad essere l'unico paese europeo ad avere un simile oggetto di schedatura preventivo inerente alla gestione dell'ordine pubblico durante le manifestazioni sportive noi siamo bravissimi a vietare (che è ovviamente molto più facile che educare). Vietiamo gli striscioni, i tamburi, le bandiere, i megafoni, i fumogeni (tutti oggetti pericolosissimi!), vietiamo le trasferte oppure limitiamo la vendita dei biglietti secondo la regione di appartenenza dei tifosi, conteavvenendo proprio alle parole del comunicato anti violenza divulgato in tutti gli stadi del territorio ogni domenica e tanto voluto dal Ministero dell'Interno che prega i tifosi di non "...effettuare cori espressione di violenza, di discriminazione razziale o territoriale..." cosa che invece viene fatta ogni domenica dallo stato che impedisce a liberi cittadini di raggiungere il settore di uno stadio (la libera circolazione sul territorio è sancita dalla nostra bella quanto inutilizzata Costituzione) perchè napoletani piutttosto che bolognesi, romani piuttosto che milanesi etc etc. E con queste credenziali un padre dovrebbe portare il proprio figlio allo stadio? Per quale ragione? Forse per fargli odiare per sempre questo sport? Altro che violenza da parte dei tifosi, qui la violenza e l'incompetenza sono di casa presso chi prende simili, scellerate, decisioni.
Siamo passati dalle lacrime della Melandri a Cardiff nel 2007 per la non assegnazione degli Europei 2012 al disappunto delle istituzioni governative e calcistiche per il secco no ricevuto anche alla candidatura per Euro 2016 (assegnato alla Francia). Chi aveva anche solamente avanzato queste candidature penso si debba ritenere fortunato ad aver visto fallire i propri velleitari tentativi. Del resto se non si sanno tenere sotto controllo partite di Serie C, D o Eccellenza ma soprattutto se si permette a 2-300 persone di fare il bello ed il cattivo tempo per un'intera giornata a Genova non riuscendo poi neanche a far disputare un incontro valido per le qualificazioni europee, come si pretende di poter organizzare una rassegna continentale? Magari si spera di vietare la trasferta agli Inglesi in occasione di un eventuale Inghilterra-Germania? Oppure potremmo far entrare solo i residenti di Coventry, Londra e Liverpool vietando l'accesso ai restanti cittadini britannici. Altrimenti si potrebbe imporre la tessera del tifoso a chiunque sia intenzionato a venire in Italia per seguire la propria nazionale. Già, peccato che su questi argomenti sia la Fifa che la Uefa si sono sempre espresse in maniera negativa sottolineando come anche per queste ragioni al nostro paese non viene assegnata l'organizzazione di un grande evento internazionale.
Passiamo al fattore campo, altro tasto dolente per il nostro calcio. Qualche giorno fa è uscita la nuova classifica del Ranking Fifa con l'Italia al 16esimo posto. Il presidente della FIGC Abete ha asserito che "Il sedicesimo posto nel ranking Fifa non e' da Italia". Infatti ha ragione, sono stati sin troppo clementi. Abete ha forse dimenticato la figura barbina con la quale abbiamo abbandonato il mondiale sudafricano, non riuscendo a vincere una partita in un girone probabilmente tra i più scarsi del torneo (tanto è vero che poi Paraguay e Slovacchia sono state entrembe eliminate al turno successivo).
Ma è una crisi che non riguarda solamente la nazionale maggiore. Prendiamo l'Under 21 ad esempio, a suo tempo si decise di far fuori, in maniera alquanto inspiegabile, la figura di Claudio Gentile per favorire l'ascesa di Casiraghi, probabilmente più per motivi "politici" che tecnici. Il risultato lo abbiamo visto, fuori dagli Europei e dalle Olimpiadi dopo tempo immemore grazie al cammino di una squadra che, inserita in un girone non sicuramente di ferro, ha prima faticato per accedere ai play-off e successivamente subito l'imbarazzante rimonta della Bielorussia. Morale della favola? Casiraghi mandato a casa e Ferrara al suo posto. Evidentmente a gente come Francesco Rocca, che da anni allena con successo le più disparate selezioni giovanili azzurre (ne è la dimostrazione l'ottimo mondiale disputato con l'Under 20 e conclusosi ai quarti di finale) certe "logge" sono precluse a prescindere, peccato. E' uno che saprebbe come far rigare dritto i giovani.
Gia' i giovani. Proprio ciò che manca e non viene valorizzato nel nostro calcio. Le squadre di club ormai investono sempre meno su di loro e così ci ritroviamo la formazione Campione d'Italia (e paradossalmente d'Europa) che non ha neanche un italiano in campo, compreso il tecnico. Continuiamo a perdere punti nei confronti degli altri campionati europei ed a prendere schiaffi nelle competizioni ufficiali tanto è vero che dal prossimo anno solamente 3 squadre potranno accedere alla Champions League perchè un posto sarà ceduto alla Germania. Avete presente la Germania? Quel paese dove si è investito sui giovani per anni tanto che oggi la nazionale di Low è una delle migliori del continente come dimostrato ai Mondiali scorsi. Ma la Germania è anche il paese dove gli stadi sono sempre pieni eppure non ci sono divieti, restrizioni, biglietti nominativi e tessere del tifoso. Sono loro che stanno avanti o noi che siamo indietro?
Chi è causa del suo mal pianga se stesso. Ma prima abbia l'umiltà e l'obiettività di riconoscere i propri errori, i propri limiti e la propria incompetenza.
Simone Meloni
"Anno 2010: i funerali del tifoso" potrebbe essere il titolo del prossimo film horror di Dario Argento. Un declino lento ma inesorabile quello del nostro sport nazionale cominciato molti più anni fa di quanto si pensi. Nessuno in fondo poteva pensare che dal 29 Agosto del 1993 la televisione avrebbe preso piano piano il sopravvento sui tifosi e sulle istituzioni calcistiche comandandone con il passare degli anni programmazioni di campionati, orari e date. Quella data corrisponde alla prima partita trasmessa in pay tv nel nostro paese: Lazio-Foggia.
Viviamo ora quindi situazioni grottesche, con calendari compleatamente scombussolati nei quali non si capisce più quando la tua squadra giocherà e neanche se giocherà. Ma tant'è, ormai sono costoro a governare e dei tifosi, un tempo miniera d'oro per Lega e presidenti, importa ben poco a tutti, anzi, si cerca in ogni modo di allontanarli dagli stadi invitandoli a godersi lo spettacolo direttamente da casa, come al teatro. Qualche "addetto ai lavori" ha provato a far sentire il proprio disappunto per il nuovo spezzativo in vigore dalla stagione corrente facendo notare come sia logisticamente impossibile imporre un modello inglese di campionato con partite persino alle 12,30 ma ovviamente queste poche voci fuori dal coro sono rimaste fini a se' stesso, molto probabilmente persino osteggiate dal grande circo del calcio italiano troppo preso a far quadrare bilanci sempre in rosso che stanno portando con il passare del tempo alla scomparsa e (nel migliore dei casi) al fallimento con ripartenza dalle serie inferiori di tantissime storiche compagini (qualcuno di voi si è chiesto ad esempio che fine hanno fatto Pisa, Perugia, Ancona, Sambenedettese, Messina, Avellino, Treviso etc etc?).
L'ipocrisia di tutto ciò sta nel millantare un calcio migliore, che sia in grado di riportare le famiglie allo stadio dove bimbi felici possono esultare per i loro beniamini e donne ed anziani sedersi al proprio posto senza temere che i violenti turbino i loro 90 minuti da famiglia della Mulino Bianco. Tutto molto bello, tutto molto falso. Cominciamo con il dire, dati alla mano, che di violenza all'interno ed all'esterno degli impianti sportivi almeno fino a 10-15 anni fa ce n'era minimo il doppio eppure gli stadi erano quasi sempre pieni e ribollenti di passione e folklore. Per non parlare poi degli anni '80, vero culmine per le presenze di pubblico negli stadi italiani. La triste verità è che oggi giorno un nucleo familiare non si reca allo stadio innanzi tutto per il costo elevato di un settore "popolare" che in media costa circa 20€ (moltiplicato per 4 persone fa 80€, cifra proibitiva con gli stipendi da fame che ci ritroviamo in Italia), poi perchè deve fare una trafile sin troppo lunga e laboriosa (fila alle ricevitorie, biglietti nominali, impossibilità di acquistare il tagliando il giorno della partita, coda ai prefiltraggi, coda ai tornelli, perquisizione ai prefiltraggi, perquisizione ai tornelli, steward ineffabili di fronte ad una bottiglietta di minerale e poi a Genova entrano le cesoie...). Per non parlare di una famiglia che si volesse abbonare, c'è la tessera del tifoso, strumento non digerito dalla stragrande maggioranza dei tifosi italici che hanno capito l'inutilità di un bancomat inutile per risolvere problemi di intemperanze (quelle possono avvenire anche fuori lo stadio dove non c'è bisogno della tessera) ma che farà incassare tanti bei soldini a banche e circuiti di carte di credito. Fregandosene di diritti e privacy calpestati.
In tutto questo, oltre ad essere l'unico paese europeo ad avere un simile oggetto di schedatura preventivo inerente alla gestione dell'ordine pubblico durante le manifestazioni sportive noi siamo bravissimi a vietare (che è ovviamente molto più facile che educare). Vietiamo gli striscioni, i tamburi, le bandiere, i megafoni, i fumogeni (tutti oggetti pericolosissimi!), vietiamo le trasferte oppure limitiamo la vendita dei biglietti secondo la regione di appartenenza dei tifosi, conteavvenendo proprio alle parole del comunicato anti violenza divulgato in tutti gli stadi del territorio ogni domenica e tanto voluto dal Ministero dell'Interno che prega i tifosi di non "...effettuare cori espressione di violenza, di discriminazione razziale o territoriale..." cosa che invece viene fatta ogni domenica dallo stato che impedisce a liberi cittadini di raggiungere il settore di uno stadio (la libera circolazione sul territorio è sancita dalla nostra bella quanto inutilizzata Costituzione) perchè napoletani piutttosto che bolognesi, romani piuttosto che milanesi etc etc. E con queste credenziali un padre dovrebbe portare il proprio figlio allo stadio? Per quale ragione? Forse per fargli odiare per sempre questo sport? Altro che violenza da parte dei tifosi, qui la violenza e l'incompetenza sono di casa presso chi prende simili, scellerate, decisioni.
Siamo passati dalle lacrime della Melandri a Cardiff nel 2007 per la non assegnazione degli Europei 2012 al disappunto delle istituzioni governative e calcistiche per il secco no ricevuto anche alla candidatura per Euro 2016 (assegnato alla Francia). Chi aveva anche solamente avanzato queste candidature penso si debba ritenere fortunato ad aver visto fallire i propri velleitari tentativi. Del resto se non si sanno tenere sotto controllo partite di Serie C, D o Eccellenza ma soprattutto se si permette a 2-300 persone di fare il bello ed il cattivo tempo per un'intera giornata a Genova non riuscendo poi neanche a far disputare un incontro valido per le qualificazioni europee, come si pretende di poter organizzare una rassegna continentale? Magari si spera di vietare la trasferta agli Inglesi in occasione di un eventuale Inghilterra-Germania? Oppure potremmo far entrare solo i residenti di Coventry, Londra e Liverpool vietando l'accesso ai restanti cittadini britannici. Altrimenti si potrebbe imporre la tessera del tifoso a chiunque sia intenzionato a venire in Italia per seguire la propria nazionale. Già, peccato che su questi argomenti sia la Fifa che la Uefa si sono sempre espresse in maniera negativa sottolineando come anche per queste ragioni al nostro paese non viene assegnata l'organizzazione di un grande evento internazionale.
Passiamo al fattore campo, altro tasto dolente per il nostro calcio. Qualche giorno fa è uscita la nuova classifica del Ranking Fifa con l'Italia al 16esimo posto. Il presidente della FIGC Abete ha asserito che "Il sedicesimo posto nel ranking Fifa non e' da Italia". Infatti ha ragione, sono stati sin troppo clementi. Abete ha forse dimenticato la figura barbina con la quale abbiamo abbandonato il mondiale sudafricano, non riuscendo a vincere una partita in un girone probabilmente tra i più scarsi del torneo (tanto è vero che poi Paraguay e Slovacchia sono state entrembe eliminate al turno successivo).
Ma è una crisi che non riguarda solamente la nazionale maggiore. Prendiamo l'Under 21 ad esempio, a suo tempo si decise di far fuori, in maniera alquanto inspiegabile, la figura di Claudio Gentile per favorire l'ascesa di Casiraghi, probabilmente più per motivi "politici" che tecnici. Il risultato lo abbiamo visto, fuori dagli Europei e dalle Olimpiadi dopo tempo immemore grazie al cammino di una squadra che, inserita in un girone non sicuramente di ferro, ha prima faticato per accedere ai play-off e successivamente subito l'imbarazzante rimonta della Bielorussia. Morale della favola? Casiraghi mandato a casa e Ferrara al suo posto. Evidentmente a gente come Francesco Rocca, che da anni allena con successo le più disparate selezioni giovanili azzurre (ne è la dimostrazione l'ottimo mondiale disputato con l'Under 20 e conclusosi ai quarti di finale) certe "logge" sono precluse a prescindere, peccato. E' uno che saprebbe come far rigare dritto i giovani.
Gia' i giovani. Proprio ciò che manca e non viene valorizzato nel nostro calcio. Le squadre di club ormai investono sempre meno su di loro e così ci ritroviamo la formazione Campione d'Italia (e paradossalmente d'Europa) che non ha neanche un italiano in campo, compreso il tecnico. Continuiamo a perdere punti nei confronti degli altri campionati europei ed a prendere schiaffi nelle competizioni ufficiali tanto è vero che dal prossimo anno solamente 3 squadre potranno accedere alla Champions League perchè un posto sarà ceduto alla Germania. Avete presente la Germania? Quel paese dove si è investito sui giovani per anni tanto che oggi la nazionale di Low è una delle migliori del continente come dimostrato ai Mondiali scorsi. Ma la Germania è anche il paese dove gli stadi sono sempre pieni eppure non ci sono divieti, restrizioni, biglietti nominativi e tessere del tifoso. Sono loro che stanno avanti o noi che siamo indietro?
Chi è causa del suo mal pianga se stesso. Ma prima abbia l'umiltà e l'obiettività di riconoscere i propri errori, i propri limiti e la propria incompetenza.
Simone Meloni
BRESCIA-NAPOLI
La partita sarà vietata ai tifosi ospiti. Ma a sentire i toni degli appelli che circolano in rete potrebbe non essere così. Anzi. La città domenica pomeriggio potrebbe anche trasformarsi in un campo di battaglia. Gli ultrà delle Rondinelle, infatti, si stanno dando appuntamento su Facebook per un corteo pubblicizzato con frasi tutt'altro che pacifiche. “Andiamo tutti insieme ad attendere le mXXXX napoletane lungo le vie dello stadio... Carichiamoci prima della partita... dai gnari, parteciamo in tanti... diffondete l'invito... in piu siamo, meglio è”. Parole che fanno decisamente preoccupare chi spera in una tranquilla giornata di sport.
Ecco il link: http://www.facebook.com/event.php?eid=171036616245720
Anche se la trasferta è vietata ai tifosi azzurri, la preoccupazione resta per i tanti possessori della Tessera del Tifoso e per i residenti nella città lombarda.
A.G.
Ecco il link: http://www.facebook.com/event.php?eid=171036616245720
Anche se la trasferta è vietata ai tifosi azzurri, la preoccupazione resta per i tanti possessori della Tessera del Tifoso e per i residenti nella città lombarda.
A.G.
TUTTO PREVISTO
Fonte: Avv. Pinuccio Milli per pianetalecce.it
Pinuccio Milli: avvocato penalista. Nel 1981 fondava con altri tre amici il gruppo CUCN (Commando Ultrà Curva Nord) dando il via al tifo organizzato a Lecce. Da sempre attento alle vicende giallorosse ed a tutto ciò che gli ruota intorno.
Colgo l'occasione e trovo spunto da un articolo apparso su lecceprima.it, ripreso integralmente dal più noto sito ultras italiano (asromaultras.org dell'Avv. Lorenzo Contucci) per commentare e criticare lo stato delle cose a Lecce in ordine al tanto discusso problema della violenza e dei devastanti effetti provocati dall'introduzione della tessera del tifoso.
Tutti hanno visto allo stadio o letto sui sopra menzionati siti, ma anche sul nostro pianetalecce.it (ammirabile il pezzo di Diego Frigino), che domenica in Curva Sud si è sfiorato lo scontro tra opposte tifoserie del Lecce e del Brescia.
Premessa sia il fatto che i tifosi bresciani, notoriamente (soprattutto a chi ha il compito di organizzare il servizio pubblico di sicurezza) non stinchi di santo e "nemici acerrimi" della tifoseria del Lecce, sparsi ovunque nello stadio (in tribuna est, nel settore ospiti, nella sud inferiore e superiore e addirittura in centrale) e soprattutto senza controllo e sorveglianza adeguata, hanno cercato di vendicare un precedente storico di quasi vent'anni orsono che li vide protagonisti sempre in curva sud in cruenti scontri con i tifosi leccesi.
Questo a Lecce lo ricordano tutti e se si fosse chiesto, prima della gara, al primo tifoso della Sud a caso se avesse avuto piacere a stare al loro fianco la risposta sarebbe stata "perché non ci stai tu?". Li capisco, eccome. Stiamo parlando degli occupanti un settore tranquillissimo (la curva sud) dove vengono fatti confluire i bambini con genitori al seguito e le scolaresche indicate dal Provveditore degli Studi su convenzione con l'Us Lecce Spa e non quindi di tifosi belligeranti e pericolosi.
Dall'altro lato invece bastava vedere il video su lecceprima.it per capire chi fossero coloro che erano venuti da Brescia. Gente devota allo scontro fisico e pronta a creare, come in effetti poi è accaduto, panico e ansia tra gli sprovveduti tifosi leccesi che non credevano ai loro occhi quando vedevano il tifoso bresciano insultare, provocare, tentare di rompere il cordone di 6 stewards, subito corroborato dall'arrivo di forze dell'ordine in tenuta anti-sommossa. Insomma creare i presupposti per una giornata di violenza.
Ringraziamo le Forze dell'Ordine, per il loro efficace e tempestivo intervento, se questo non è accaduto. Ma una domanda nasce spontanea. Ci voleva tanto FARE PREVENZIONE MONITORANDO L'ARRIVO DEI TIFOSI BRESCIANI PER POI CONVOGLIARLI COATTIVAMENTE NEL SICURO SETTORE OSPITI?
Mi si obietterà ma il Ministro Maroni ha "previsto senza imporre in forza di norma di legge" (perché di questo si tratta in quanto il provvedimento dell'agosto 2009 indirizzato a Prefetti e Questori era un mero provvedimento amministrativo quale una circolare interna e per questo inottemperabile senza essere passibile di omissioni di atti di ufficio o reati similari) che ai tifosi senza tessera deve essere impedito l'accesso al settore ospiti.
Perché allora il Questore di Milano (e non di Canicattì) vedendo orde di tifosi iuventini sparsi a San Siro ha ordinato per ordine pubblico di fargli dirottare tutti nel settore ospiti benché privi di tessera del Tifoso? E come mai tale esempio è stato seguito da altri questori per casi omologhi (i torinisti a Pescara, i varesini a Torino, gli stessi Bresciani a Bari) ???
La verità è sempre una sola. A Lecce si imita il modello Tagliente, quello che prevede inflessibilmente il rispetto meticoloso (e per questo oramai asfissiante ed insopportabile) di ogni cavillo giuridico-legislativo (basterebbe rammentare le multe di 300 euro comminate ai soliti mirati noti personaggi della Curva Nord "per essersi appoggiati alla balaustra detto volgarmente cornicione nel solo intento di fare tifo (cit.)".
Ulteriore riflessione. E ai bresciani che nel video erano tutt'altro che impegnati, come i colleghi opposti, che sedere civilmente al posto assegnato saranno comminate le multe?
Attendiamo tutti impazienti sperando di non ritrovare il nulla così come accadde al famigerato Lecce-Bari di tre anni fa allorchè i tifosi baresi armati di bombe carta entrarono indisturbati in curva sud, appesero striscioni offensivi e gettarono le bombe sui disabili senza che loro venisse torto un capello benché a distanza di un anno, in conferenza stampa, gli organi inquirenti replicarono a domanda di un giornalista "stiamo indagando" (vedi video su salentowebtv.it)
Restiamo speranzosi in attesa che venga normata tale materia (è in Commissione nel Senato un progetto di legge ad hoc) e che si pronunci il Tar Lazio su ricorso di oltre 500 tifosi in relazione all'illegittimità del famigerato art. 9 nonché, giacchè ci siamo, che il Garante della Privacy emetta un chiaro e giusto provvedimento in materia di tutela della riservatezza personale e altro.
Una cosa è certa. Dopo solo poche giornate è stato acclarato il fallimento del metodo repressione e tolleranza zero voluto dal duo Manganelli-Maroni.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti, nonostante ridicoli spot televisivi andati in onda che hanno visto protagonisti ignari bambini e scomodando persino Hulk: i settori ospiti sono vuoti, il rischio di pericolosi contatti aumenta sempre di più, la gente scappa via dallo stadio schifata di dover subire pressioni e repressioni, chi decide di fare casino lo fa più di prima ma si è spostata nel tempo e nello spazio (vedi Napoli-Liverpool) .
Insomma un disastro ed un fallimento facilmente annunciato. Come cantava Cocciante "era già tutto previsto…" … e noi tifosi (mi ci metto in testa io) lo avevamo capito da tempo, malgrado i maldestri tentativi di ingannare le coscienze della gente …
La Gente ha capito quali e quanti errori si sono commessi e si continuano a commettere tanto da sospettarci sopra. Personalmente non posso credere che qualificate ed intelligenti persone non capiscano che tutto sia loro crollato addosso. Capisco il tenere duro per giochi politici ma qui è in ballo la sicurezza pubblica e, se vogliamo, anche il destino del calcio italiano, ricordando che è pur sempre un'industria nel panorama economico di questo Paese.
Nonostante le manfrine contrabbandate per Verità dai giornali di regime, la Gente ha riflettuto, capito e deciso (25% di calo abbonamenti e 30% di biglietti!) perché siamo in piena era internet e tutti sanno tutto in un decimo di secondo. Questo viene troppo spesso dimenticato. Che dire? Odio la violenza e per questo ringrazio Dio di avermi illuminato e convinto di non mettere più piede in uno stadio da oltre due anni.
Amara ma reale riflessione.
Colgo l'occasione e trovo spunto da un articolo apparso su lecceprima.it, ripreso integralmente dal più noto sito ultras italiano (asromaultras.org dell'Avv. Lorenzo Contucci) per commentare e criticare lo stato delle cose a Lecce in ordine al tanto discusso problema della violenza e dei devastanti effetti provocati dall'introduzione della tessera del tifoso.
Tutti hanno visto allo stadio o letto sui sopra menzionati siti, ma anche sul nostro pianetalecce.it (ammirabile il pezzo di Diego Frigino), che domenica in Curva Sud si è sfiorato lo scontro tra opposte tifoserie del Lecce e del Brescia.
Premessa sia il fatto che i tifosi bresciani, notoriamente (soprattutto a chi ha il compito di organizzare il servizio pubblico di sicurezza) non stinchi di santo e "nemici acerrimi" della tifoseria del Lecce, sparsi ovunque nello stadio (in tribuna est, nel settore ospiti, nella sud inferiore e superiore e addirittura in centrale) e soprattutto senza controllo e sorveglianza adeguata, hanno cercato di vendicare un precedente storico di quasi vent'anni orsono che li vide protagonisti sempre in curva sud in cruenti scontri con i tifosi leccesi.
Questo a Lecce lo ricordano tutti e se si fosse chiesto, prima della gara, al primo tifoso della Sud a caso se avesse avuto piacere a stare al loro fianco la risposta sarebbe stata "perché non ci stai tu?". Li capisco, eccome. Stiamo parlando degli occupanti un settore tranquillissimo (la curva sud) dove vengono fatti confluire i bambini con genitori al seguito e le scolaresche indicate dal Provveditore degli Studi su convenzione con l'Us Lecce Spa e non quindi di tifosi belligeranti e pericolosi.
Dall'altro lato invece bastava vedere il video su lecceprima.it per capire chi fossero coloro che erano venuti da Brescia. Gente devota allo scontro fisico e pronta a creare, come in effetti poi è accaduto, panico e ansia tra gli sprovveduti tifosi leccesi che non credevano ai loro occhi quando vedevano il tifoso bresciano insultare, provocare, tentare di rompere il cordone di 6 stewards, subito corroborato dall'arrivo di forze dell'ordine in tenuta anti-sommossa. Insomma creare i presupposti per una giornata di violenza.
Ringraziamo le Forze dell'Ordine, per il loro efficace e tempestivo intervento, se questo non è accaduto. Ma una domanda nasce spontanea. Ci voleva tanto FARE PREVENZIONE MONITORANDO L'ARRIVO DEI TIFOSI BRESCIANI PER POI CONVOGLIARLI COATTIVAMENTE NEL SICURO SETTORE OSPITI?
Mi si obietterà ma il Ministro Maroni ha "previsto senza imporre in forza di norma di legge" (perché di questo si tratta in quanto il provvedimento dell'agosto 2009 indirizzato a Prefetti e Questori era un mero provvedimento amministrativo quale una circolare interna e per questo inottemperabile senza essere passibile di omissioni di atti di ufficio o reati similari) che ai tifosi senza tessera deve essere impedito l'accesso al settore ospiti.
Perché allora il Questore di Milano (e non di Canicattì) vedendo orde di tifosi iuventini sparsi a San Siro ha ordinato per ordine pubblico di fargli dirottare tutti nel settore ospiti benché privi di tessera del Tifoso? E come mai tale esempio è stato seguito da altri questori per casi omologhi (i torinisti a Pescara, i varesini a Torino, gli stessi Bresciani a Bari) ???
La verità è sempre una sola. A Lecce si imita il modello Tagliente, quello che prevede inflessibilmente il rispetto meticoloso (e per questo oramai asfissiante ed insopportabile) di ogni cavillo giuridico-legislativo (basterebbe rammentare le multe di 300 euro comminate ai soliti mirati noti personaggi della Curva Nord "per essersi appoggiati alla balaustra detto volgarmente cornicione nel solo intento di fare tifo (cit.)".
Ulteriore riflessione. E ai bresciani che nel video erano tutt'altro che impegnati, come i colleghi opposti, che sedere civilmente al posto assegnato saranno comminate le multe?
Attendiamo tutti impazienti sperando di non ritrovare il nulla così come accadde al famigerato Lecce-Bari di tre anni fa allorchè i tifosi baresi armati di bombe carta entrarono indisturbati in curva sud, appesero striscioni offensivi e gettarono le bombe sui disabili senza che loro venisse torto un capello benché a distanza di un anno, in conferenza stampa, gli organi inquirenti replicarono a domanda di un giornalista "stiamo indagando" (vedi video su salentowebtv.it)
Restiamo speranzosi in attesa che venga normata tale materia (è in Commissione nel Senato un progetto di legge ad hoc) e che si pronunci il Tar Lazio su ricorso di oltre 500 tifosi in relazione all'illegittimità del famigerato art. 9 nonché, giacchè ci siamo, che il Garante della Privacy emetta un chiaro e giusto provvedimento in materia di tutela della riservatezza personale e altro.
Una cosa è certa. Dopo solo poche giornate è stato acclarato il fallimento del metodo repressione e tolleranza zero voluto dal duo Manganelli-Maroni.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti, nonostante ridicoli spot televisivi andati in onda che hanno visto protagonisti ignari bambini e scomodando persino Hulk: i settori ospiti sono vuoti, il rischio di pericolosi contatti aumenta sempre di più, la gente scappa via dallo stadio schifata di dover subire pressioni e repressioni, chi decide di fare casino lo fa più di prima ma si è spostata nel tempo e nello spazio (vedi Napoli-Liverpool) .
Insomma un disastro ed un fallimento facilmente annunciato. Come cantava Cocciante "era già tutto previsto…" … e noi tifosi (mi ci metto in testa io) lo avevamo capito da tempo, malgrado i maldestri tentativi di ingannare le coscienze della gente …
La Gente ha capito quali e quanti errori si sono commessi e si continuano a commettere tanto da sospettarci sopra. Personalmente non posso credere che qualificate ed intelligenti persone non capiscano che tutto sia loro crollato addosso. Capisco il tenere duro per giochi politici ma qui è in ballo la sicurezza pubblica e, se vogliamo, anche il destino del calcio italiano, ricordando che è pur sempre un'industria nel panorama economico di questo Paese.
Nonostante le manfrine contrabbandate per Verità dai giornali di regime, la Gente ha riflettuto, capito e deciso (25% di calo abbonamenti e 30% di biglietti!) perché siamo in piena era internet e tutti sanno tutto in un decimo di secondo. Questo viene troppo spesso dimenticato. Che dire? Odio la violenza e per questo ringrazio Dio di avermi illuminato e convinto di non mettere più piede in uno stadio da oltre due anni.
Amara ma reale riflessione.
BOBO DICE CAZZATE
MILANO - Diminuisce la violenza negli stadi di calcio: questo l'effetto che secondo il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha provocato la Tessera del tifoso. "E' stato un incontro molto interessante anche per me - ha spiegato Maroni lasciando la sede della Lega di serie A, a via Rosellini, dove ha partecipato all'assembla dei club -. In questo inizio di stagione sono diminuiti del 50% gli incontri con feriti, del 90% i feriti fra i civili, e sono diminuiti tutti gli episodi di violenza rispetto alla precedente stagione, mentre è aumentata la media degli spettatori in serie A, a dimostrazione che la Tessera del tifoso non ha prodotto quegli effetti negativi che qualcuno temeva e soprattutto sono state presentate 750mila domande per ottenere la Tessera del tifoso". E' durato poco più di un'ora e mezza il confronto tra il ministro i e i presidenti.
"La Tessera è un programma che funziona, che porta risultati e ci dà grande soddisfazione - ha concluso Maroni -, è un programma condiviso dalla Lega calcio e continuiamo in questa direzione".
Maroni ha poi genericamente accennato ad "altre questioni" affrontate durante la riunione come probabilmente quella relativa alla legge sugli stadi di proprietà. Prima di entrare in riunione, il presidente di Lega Maurizio Beretta aveva anticipato la centralità di "un
confronto sul decreto legge sicurezza dentro gli stadi, per vedere come collegare le esigenze di sicurezza con la necessità di nuovi stadi moderni".
(26 ottobre 2010)
"La Tessera è un programma che funziona, che porta risultati e ci dà grande soddisfazione - ha concluso Maroni -, è un programma condiviso dalla Lega calcio e continuiamo in questa direzione".
Maroni ha poi genericamente accennato ad "altre questioni" affrontate durante la riunione come probabilmente quella relativa alla legge sugli stadi di proprietà. Prima di entrare in riunione, il presidente di Lega Maurizio Beretta aveva anticipato la centralità di "un
confronto sul decreto legge sicurezza dentro gli stadi, per vedere come collegare le esigenze di sicurezza con la necessità di nuovi stadi moderni".
RISSA A NAPOLI
Nei Distinti invece un tifoso ha perso tre dita in seguito all´esplosione di un petardo
Spiacevole episodio dopo il fischio finale di Napoli-Milan. Sugli spalti del settore Curva A, precisamente sul lato centro-destro verso i distinti, è scoppiata una rissa interna che ha rapidamente coinvolto oltre 50 persone, provocando un fuggi fuggi generale e generando panico tra i numerosi tifosi che occupavano quello spicchio di gradinata, molti dei quali erano anche donne e ragazzini. Fortunatamente, dopo circa 10 minuti di tensione, è tornata la calma e tutti hanno potuto lasciare gli spalti senza conseguenze.
Da segnalare anche che in seguito all´esplosione di un petardo, avvenuto nell´anello inferiore dei Distinti dello stadio San Paolo, un tifoso azzurro ha putroppo perso l´uso di tre dita della mano. L´intervento di amputazione della dita è avvvenuto all´ospedale Vecchio Pellegrini.
Spiacevole episodio dopo il fischio finale di Napoli-Milan. Sugli spalti del settore Curva A, precisamente sul lato centro-destro verso i distinti, è scoppiata una rissa interna che ha rapidamente coinvolto oltre 50 persone, provocando un fuggi fuggi generale e generando panico tra i numerosi tifosi che occupavano quello spicchio di gradinata, molti dei quali erano anche donne e ragazzini. Fortunatamente, dopo circa 10 minuti di tensione, è tornata la calma e tutti hanno potuto lasciare gli spalti senza conseguenze.
Da segnalare anche che in seguito all´esplosione di un petardo, avvenuto nell´anello inferiore dei Distinti dello stadio San Paolo, un tifoso azzurro ha putroppo perso l´uso di tre dita della mano. L´intervento di amputazione della dita è avvvenuto all´ospedale Vecchio Pellegrini.
MINACCE AD ANDRIA
di Aldo Losito
ANDRIA - Il calcio ad Andria è condannato a soffrire. Non c’è stagione tranquilla da oltre dieci anni. Dopo un’estate di grandi progetti ci si era illusi che quest’anno potesse essere quello della rinascita. Ed invece le belle parole di agosto si sono frantumate dopo la veemente contestazione avvenuta dopo la partita con la Juve Stabia. Critiche che hanno indotto i due presidenti Nicola Canonico e Riccardo Fusiello a dimmettersi irrevocabilmente.
«Mi vergogno di essere andriese dopo quanto successo domenica scorsa - commenta Riccardo Fusiello - la contestazione era diretta a Canonico ma non posso tollerare quanto accaduto all’altro socio. Non è possibile arrivare alle minacce solo perché si è in disaccordo con una persona. Due anni fa avevo già avuto avvisaglie di come ad Andria era difficile fare calcio. Ho pensato di continuare, ma adesso mi sono pentito e lascio tutto. Se qualcuno ha pensato che da solo sia in grado di portare avanti la società, si sbaglia di grosso».
Grande è la rabbia di Riccardo Fusiello che adesso si ritrova ad un punto di non ritorno. «Ho preso in mano questa società dalla serie D e l’ho portata in prima divisione - aggiunge l’imprenditore andriese -. Tanti sono i sacrifici fatti finora dal sottoscritto e da qualche altro sponsor amico che ha voluto sposare questo progetto solo per la mia persona. Ho avuto la riprova che Andria è una piazza che non ricambia i sacrifici fatti, ma pretende soltanto. Come si fa a pretendere quando allo stadio vengono solo duemila persone di cui mille entrano gratis? Come si fa a pretendere quando a tirare fuori i soldi sono sempre le solite e poche persone? Dico basta perché questo non è più sport. I familiari mi hanno spinto a prendere questa difficile decisione: non possono vivere situazioni di minacce o aggressioni verbali per il calcio».
Difficile dare una spiegazione a quanto avvenuto dopo la sconfitta con la Juve Stabia. «Ipotizzo una premeditazione da parte dei tifosi - dice Fusiello - ma evidentemente non hanno apprezzato il progetto che abbiamo stilato la scorsa estate. Ringrazio tutti coloro che ci sono stati vicino perché amavano il calcio e volevano il bene dell’Andria. Sono orgoglioso di aver fatto il presidente di questa società, ma se la città si esprime così non si può più andare avanti. E non parlo solo dei tifosi, ma dell’intera città».
Futuro a tinte fosche per la squadra che avrà il futuro assicurato fino a gennaio. «D’intesa con l’altro presidente Canonico - precisa Fusiello - assicureremo la copertura finanziaria fino a gennaio. In pratica fino al mercato di riparazione, quando i calciatori ed i tecnici potranno decidere di accasarsi altrove. Attenzione, però, perché non abbiamo intenzione di regalare gli altri stipendi fino a gennaio.
I calciatori dovranno assicurare comunque massimo impegno e professionalità, altrimenti non percepiranno quattrini. Fino a quando ci saremo noi, la società andrà avanti, poi da febbraio passerà in autogestione fino ad arrivare alla liquidazione. Le cose potrebbero cambiare se ci fossero dei compratori. Le nostre quote, infatti, sono in vendita fin da ora. Da parte mia ho chiuso con il calcio. Per restare in questo mondo bisogna essere delinquenti e io non lo sono. Per questo ho anche deciso che non andrò più ad assistere ad altre partite dell’Andria, sia in casa che esterne».
ANDRIA - Il calcio ad Andria è condannato a soffrire. Non c’è stagione tranquilla da oltre dieci anni. Dopo un’estate di grandi progetti ci si era illusi che quest’anno potesse essere quello della rinascita. Ed invece le belle parole di agosto si sono frantumate dopo la veemente contestazione avvenuta dopo la partita con la Juve Stabia. Critiche che hanno indotto i due presidenti Nicola Canonico e Riccardo Fusiello a dimmettersi irrevocabilmente.
«Mi vergogno di essere andriese dopo quanto successo domenica scorsa - commenta Riccardo Fusiello - la contestazione era diretta a Canonico ma non posso tollerare quanto accaduto all’altro socio. Non è possibile arrivare alle minacce solo perché si è in disaccordo con una persona. Due anni fa avevo già avuto avvisaglie di come ad Andria era difficile fare calcio. Ho pensato di continuare, ma adesso mi sono pentito e lascio tutto. Se qualcuno ha pensato che da solo sia in grado di portare avanti la società, si sbaglia di grosso».
Grande è la rabbia di Riccardo Fusiello che adesso si ritrova ad un punto di non ritorno. «Ho preso in mano questa società dalla serie D e l’ho portata in prima divisione - aggiunge l’imprenditore andriese -. Tanti sono i sacrifici fatti finora dal sottoscritto e da qualche altro sponsor amico che ha voluto sposare questo progetto solo per la mia persona. Ho avuto la riprova che Andria è una piazza che non ricambia i sacrifici fatti, ma pretende soltanto. Come si fa a pretendere quando allo stadio vengono solo duemila persone di cui mille entrano gratis? Come si fa a pretendere quando a tirare fuori i soldi sono sempre le solite e poche persone? Dico basta perché questo non è più sport. I familiari mi hanno spinto a prendere questa difficile decisione: non possono vivere situazioni di minacce o aggressioni verbali per il calcio».
Difficile dare una spiegazione a quanto avvenuto dopo la sconfitta con la Juve Stabia. «Ipotizzo una premeditazione da parte dei tifosi - dice Fusiello - ma evidentemente non hanno apprezzato il progetto che abbiamo stilato la scorsa estate. Ringrazio tutti coloro che ci sono stati vicino perché amavano il calcio e volevano il bene dell’Andria. Sono orgoglioso di aver fatto il presidente di questa società, ma se la città si esprime così non si può più andare avanti. E non parlo solo dei tifosi, ma dell’intera città».
Futuro a tinte fosche per la squadra che avrà il futuro assicurato fino a gennaio. «D’intesa con l’altro presidente Canonico - precisa Fusiello - assicureremo la copertura finanziaria fino a gennaio. In pratica fino al mercato di riparazione, quando i calciatori ed i tecnici potranno decidere di accasarsi altrove. Attenzione, però, perché non abbiamo intenzione di regalare gli altri stipendi fino a gennaio.
I calciatori dovranno assicurare comunque massimo impegno e professionalità, altrimenti non percepiranno quattrini. Fino a quando ci saremo noi, la società andrà avanti, poi da febbraio passerà in autogestione fino ad arrivare alla liquidazione. Le cose potrebbero cambiare se ci fossero dei compratori. Le nostre quote, infatti, sono in vendita fin da ora. Da parte mia ho chiuso con il calcio. Per restare in questo mondo bisogna essere delinquenti e io non lo sono. Per questo ho anche deciso che non andrò più ad assistere ad altre partite dell’Andria, sia in casa che esterne».
PUTTANATE
Baby tifosi crescono. L’Atalanta regalerà una maglietta nerazzurra a ogni neonato bergamasco. L’idea è venuta al presidente Antonio Percassi, che vuole mettere nella culla la passione per il club orobico e che ha ricalcato una tradizione diffusa tra i tifosi più accaniti: quella di marchiare la culla dei bebé con i colori della squadra del cuore.
«Se sei bergamasco non puoi non amare l’Atalanta, la squadra della tua città», è lo slogan «partorito», è proprio il caso di dirlo, dal presidente il 13 luglio scorso, quando annunciò l’intenzione di dar vita al progetto «Neonati Atalantini». Ora il progetto prende forma. La distribuzione delle t-shirt ai baby tifosi scatterà il primo dicembre. Tutti i nati da questa data riceveranno la maglietta al momento della dimissione dall’ospedale. Per tutti i nati dal 13 luglio al 30 novembre la maglietta potrà invece essere richiesta registrandosi all’anagrafe nerazzurra sul sito del club.
«Se sei bergamasco non puoi non amare l’Atalanta, la squadra della tua città», è lo slogan «partorito», è proprio il caso di dirlo, dal presidente il 13 luglio scorso, quando annunciò l’intenzione di dar vita al progetto «Neonati Atalantini». Ora il progetto prende forma. La distribuzione delle t-shirt ai baby tifosi scatterà il primo dicembre. Tutti i nati da questa data riceveranno la maglietta al momento della dimissione dall’ospedale. Per tutti i nati dal 13 luglio al 30 novembre la maglietta potrà invece essere richiesta registrandosi all’anagrafe nerazzurra sul sito del club.
SARTONI PERDONA MUTU
di Maurizio Mannucci
Dal tifo organizzato della Fiorentina massimo accordo per non punire Adrian Mutu con un eventuale ritorno posticipato in campo (il 29 ottobre scade la squalifica per sibutramina, due giorni prima della gara col Catania) per le note vicende dell’aggressione al cameriere, per il quale il rumeno ha chiesto ufficialmente pubbliche scuse. Walter Tanturli, presidente dell' Associazione Tifosi Fiorentini: "Giuste le sue scuse, occorre dare fiducia a Mutu, sia perché in campo è un campione, sia perché è un patrimonio della società. A fine campionato la dirigenza deciderà cosa fare”. Stefano Sartoni, presidente del Collettivo Autonomo Viola: “Ha fatto bene a scusarsi, Adrian ha un debito con la Fiorentina e i tifosi, in questo momento serve alla squadra per cui dobbiamo dargli tutta la fiducia, i tifosi lo devono giudicare solo per quello che fa sul campo, fuori sono affari suoi".
COME AI VECCHI TEMPI

Non solo Nazionale: non c’è bisogno di scomodare Italia-Serbia e la notte di follia a Marassi, perché anche la partita di serie D tra Angri e Battipagliese ha visto una selvaggia aggressione in campo: al 33’ del primo tempo infatti, una ventina di tifosi dell’Angri ha sfondato uno dei cancelli del settore dedicato agli ospiti, entrando sul terreno di gioco con mazze e bastoni con l’intenzione di pestare i giocatori della loro squadra.
25 ottobre 2010
CI SIAMO
Ci sono voluti 2 anni e mezzo di incubazione per partorire l'intero progetto e ulteriori 2 mesi di necessarietà (spacciata per obbligo di legge!) per acquistare abbonamenti e biglietti da stadio. Ma ora sembra che qualcuno si sia finalmente ricordato che in Italia esiste pure il Parlamento. E che l'adozione di provvedimenti come la Tessera del Tifoso devono passare il vaglio delle camere prima di essere adottati. Prova del nove per i nostri politici!
MERCOLEDì 27 OTTOBRE 2010 in Senato la settima "Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport" discuterà del disegno di legge sulla Tessera del Tifoso. Poi la palla passerà alla Camera dei Deputati.
Relatore in Commissione il Senatore Paolo Barelli (PDL).
Intanto il TAR del Lazio si pronuncerà a Dicembre sull'incostituzionalità dell'art. 9 della L. 41/07 (DASPO a vita) e il Garante della privacy sull'ipotesi di uso scorretto del trattamento dei dati personali da parte della società (di calcio) emittenti della nuova fidelity card.
Siamo alla finestra: vedremo cosa ne uscirà fuori...
Maurizio Martucci
MERCOLEDì 27 OTTOBRE 2010 in Senato la settima "Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport" discuterà del disegno di legge sulla Tessera del Tifoso. Poi la palla passerà alla Camera dei Deputati.
Relatore in Commissione il Senatore Paolo Barelli (PDL).
Intanto il TAR del Lazio si pronuncerà a Dicembre sull'incostituzionalità dell'art. 9 della L. 41/07 (DASPO a vita) e il Garante della privacy sull'ipotesi di uso scorretto del trattamento dei dati personali da parte della società (di calcio) emittenti della nuova fidelity card.
Siamo alla finestra: vedremo cosa ne uscirà fuori...
Maurizio Martucci
LECCE-BRESCIA
MOMENTI DI TENSIONE tra il primo ed il secondo tempo allo stadio di via del Mare tra tifosi del Brescia e sostenitori del Lecce. In Puglia oltre 250 i sostenitori del Brescia presenti. Quelli sprovvisti della «tessera del tifoso» sono stati messi in una zona a contatto con i tifosi giallorossi, separati solo da un cordone di sicurezza. Ma nell'intervallo alcuni sono venuti a contatto e solo l'immediato intervento della polizia ha evitato che la situazione degenerasse.
COMUNICATO STAMPA DEL GRUPPO CONTROTENDENZA
In occasione di Bologna-Juventus è stato impedito al Gruppo Controtendenza di andare in Curva San Luca nonostante il possesso di regolare biglietto.
COMUNICATO STAMPA DEL GRUPPO CONTROTENDENZA
24-10-2010
In occasione di Bologna-Juventus è stato impedito al Gruppo Controtendenza di andare in Curva San Luca nonostante il possesso di regolare biglietto.
Oggi pomeriggio abbiamo assistito all'ennesimo esempio dell'inutilità della Tessera del Tifoso.
Si giocava Bologna-Juventus e come Gruppo Controtendenza avevamo deciso di spostarci in Curva San Luca per sostenere il Bologna e colorare di rossoblu quel settore solitamente poco frequentato dai tifosi del Bologna.
Verso le ore 13 dalla bocciofila ci siamo mossi per raggiungere il settore ma siamo stati immediatamente bloccati dalla Digos che ci ha detto che, per motivi di ordine pubblico, non potevamo andarci, nonostante avessimo acquistato regolarmente il biglietto, e che dovevamo entrare in Curva Andrea Costa; settore esaurito in prevendita.
Dopo un'ora di discussioni ci è stato addirittura ci è stato proposto di andare nei distinti.
Impossibilitati ad andare in Curva San Luca con regolare biglietto, e non volendo andare nei distinti, siamo entrati in Curva Andrea Costa.
In Curva San Luca però, al di fuori del settore ospiti e nemmeno nel settore centrale che fa da cuscinetto, erano invece presenti gruppi Ultras juventini senza tessera del tifoso.
Di tifosi del Bologna nemmeno l'ombra in quanto ci è giunta voce che siano stati fatti entrare nei distinti.
Quello che è successo oggi è l'ennesima dimostrazione dell'inutilità della Tessera del Tifoso che è arrivata ad impedire ai tifosi di scegliere liberamente in quale settore del proprio stadio andare a vedere la partita.
Gruppo Controtendenza
p.s. fra l'altro la trasferta era stata vietata ai tifosi rubentini di torino.
diffice sapere che tali tifosi !?? sono in maggioranza fuori dal capoluogo piemontese?
non lo sanno le questure che la rubentus ha gruppi ultras di fuori citta?
quindi ritenevano la partita a rischio,hanno vietato di far arrivare quelli di torino (chissa' perche' son razzisti forse)ma non agli altri a cui hanno dedicato una curva...... poi ci hanno fatto entrare in un settore "esaurito"
con un biglietto di un'altro settore...!?!? w maroni!
sesar
ricevo pubblico da vale sul forumrossoblu
Ciao ragazzi, io tifo bologna da una vita e non mi era mai successo dopo tanti anni che vado allo stadio e sopratutto in curva san luca di aver paura di poter prendere delle legnate da pseudo tifosi juventini, noi eravamo stati messi in uno spicchio della curva che doveva essere occupata solo da tifosi bolognesi e divisa da un cordone di stewartd, ma così non è stato non appena è iniziata la partita siamo dovuti letteralmente scappare nei distinti per evitare delle beghe!!!!!!!! Uno scandalo !!!!!!!!!!!!! una persona al giorno d'oggi non può più andare allo stadio a vedere con tutta tranquillità una partita di calcio!!! la san luca è una curva mista ok !!!! ma gli ultrà della juve li non ci dovevano stare!!!!
senza parole
COMUNICATO STAMPA DEL GRUPPO CONTROTENDENZA
24-10-2010
In occasione di Bologna-Juventus è stato impedito al Gruppo Controtendenza di andare in Curva San Luca nonostante il possesso di regolare biglietto.
Oggi pomeriggio abbiamo assistito all'ennesimo esempio dell'inutilità della Tessera del Tifoso.
Si giocava Bologna-Juventus e come Gruppo Controtendenza avevamo deciso di spostarci in Curva San Luca per sostenere il Bologna e colorare di rossoblu quel settore solitamente poco frequentato dai tifosi del Bologna.
Verso le ore 13 dalla bocciofila ci siamo mossi per raggiungere il settore ma siamo stati immediatamente bloccati dalla Digos che ci ha detto che, per motivi di ordine pubblico, non potevamo andarci, nonostante avessimo acquistato regolarmente il biglietto, e che dovevamo entrare in Curva Andrea Costa; settore esaurito in prevendita.
Dopo un'ora di discussioni ci è stato addirittura ci è stato proposto di andare nei distinti.
Impossibilitati ad andare in Curva San Luca con regolare biglietto, e non volendo andare nei distinti, siamo entrati in Curva Andrea Costa.
In Curva San Luca però, al di fuori del settore ospiti e nemmeno nel settore centrale che fa da cuscinetto, erano invece presenti gruppi Ultras juventini senza tessera del tifoso.
Di tifosi del Bologna nemmeno l'ombra in quanto ci è giunta voce che siano stati fatti entrare nei distinti.
Quello che è successo oggi è l'ennesima dimostrazione dell'inutilità della Tessera del Tifoso che è arrivata ad impedire ai tifosi di scegliere liberamente in quale settore del proprio stadio andare a vedere la partita.
Gruppo Controtendenza
p.s. fra l'altro la trasferta era stata vietata ai tifosi rubentini di torino.
diffice sapere che tali tifosi !?? sono in maggioranza fuori dal capoluogo piemontese?
non lo sanno le questure che la rubentus ha gruppi ultras di fuori citta?
quindi ritenevano la partita a rischio,hanno vietato di far arrivare quelli di torino (chissa' perche' son razzisti forse)ma non agli altri a cui hanno dedicato una curva...... poi ci hanno fatto entrare in un settore "esaurito"
con un biglietto di un'altro settore...!?!? w maroni!
sesar
ricevo pubblico da vale sul forumrossoblu
Ciao ragazzi, io tifo bologna da una vita e non mi era mai successo dopo tanti anni che vado allo stadio e sopratutto in curva san luca di aver paura di poter prendere delle legnate da pseudo tifosi juventini, noi eravamo stati messi in uno spicchio della curva che doveva essere occupata solo da tifosi bolognesi e divisa da un cordone di stewartd, ma così non è stato non appena è iniziata la partita siamo dovuti letteralmente scappare nei distinti per evitare delle beghe!!!!!!!! Uno scandalo !!!!!!!!!!!!! una persona al giorno d'oggi non può più andare allo stadio a vedere con tutta tranquillità una partita di calcio!!! la san luca è una curva mista ok !!!! ma gli ultrà della juve li non ci dovevano stare!!!!
senza parole
FUMOGENI DIFFIDATI A FIRENZE!!!!
In occasione di Fiorentina- Bari, gara tranquilla e senza nessuno strascico legato all'ordine pubblico, BEN DUE ULTRAS VIOLA DEL PARTERRE DI FIESOLE SONO STATI DIFFIDATI A CAUSA DELL'INCRUENTA ACCENSIONE DI DUE FUMOGENI!
Uno di questi ragazzi è stato individuato dalle telecamere delatrici poste all'interno dell'impianto fiorentino e perennemente rivolte verso il settore più caldo del tifo viola, ovvero il PARTERRE NON TESSERATO. All'uscita i solerti tutori dell'ordine hanno avvicinato e tratto in stato di fermo il giovane che aveva acceso il fumone viola all'inizio del primo tempo per festeggiare il saluto di Antognoni ai suoi ultras e per sottolineare l'entusiasmo del tifo.
Ma fatto ben più grave ed intollerabile è la causa della seconda diffida piovuta su uno dei militanti più esposti e schierato alla lotta contro la tessera, che è stato raggiunto dal Daspo due giorni dopo la partita, per avere acceso una torcia fuori dallo stadio in occasione dell'arrivo della squadra viola, il cui torpedone era stato fermato gioiosamente dagli ultras per spronare e incitare i ragazzi in un momento delicato della stagione. Quindi senza alcun intento violento, ma per giubilo, colore e sostegno. Queste due diffide sono inaccettabili, arbitrarie e frutto di una esasperazione del concetto di sorveglianza e controllo sociale, che con le nuove norme liberticide unitamente all'introduzione della tessera del tifoso, contribuisce ad esacerbare gli animi e creare malcontento fra i tifosi più fedeli e legati alla maglia. Firenze rappresenta da anni oramai un laboratorio privilegiato di queste tecniche assurde e ottuse: diffidare per emozioni e giubilo come l'accensione incruenta di due fumogeni vuol dire allontanare il concetto di giustizia dalla sua realizzazione e contribuisce a creare una contrapposizione insanabile fra il sistema e liberi cittadini che si definiscono Ultras. Ma è in tutta Italia che la repressione è altrettanto intollerabile, dilettantistica e cieca. E i tifosi non tesserati di tutta Italia stanno dimostrando coi fatti che la tessera è inutile, dannosa, strumentale e fallimentare. E questo disturba la stanza dei bottoni e innervosisce i media di regime che non vogliono raccontare la realtà di ogni domenica.
Infine una riflessione amletica: come mai due diffide così strumentali, arbitrarie e mirate all'indomani dell'ennesima dimostrazione di consenso e unità del movimento non tesserato fiorentino coeso nel Parterre di Curva Fiesole?
A voi la risposta. Noi nel frattempo ci uniamo ai due nostri fratelli ingiustamente diffidati, esortandoli a non mollare. Il Parterre è con voi.
Dalla Curva Fiesole con tutto il cuore
i tui Ultras!
Uno dei Non Tesserati
CASERTA A COLPI DI STRISCIONI
Sugli spalti il solito spettacolo, ma questa volta a stuzzicare la fantasia dei tifosi casertani c'era anche un avversario 'particolare'. Al 'Pinto' arrivava l'Acireale gemellato con l' 'odiato' Savoia. In Curva Nord presenti una settantina di tifosi siciliani accompagnati dagli amici oplontini. Gli ultras casertani non hanno certo dimenticato quanto accaduto nel 2004 e così oltre ai ripetuti cori contro la famosa “marca di biscotto” nel corso dei novanta minuti è stato esposto anche uno striscione emblematico “30-05-04 Savoiardo World Record 100 metri-2 secondi”, ricordando la sciagurata gara dei play-off di sei anni or sono e la Nord che si svuotò di fronte alle prime intemperanze.
SOLIDARIETA' AI COSENTINI – Srotolato dai Fedayn Bronx anche uno striscione di solidarietà nei confronti degli amici cosentini: “Diffida di Cosenza non mollate! Onore ai Rebel Fans”. U messaggio nel segno della profonda amicizia che lega i supporters casertani e quelli cosentini.
LA CASERTA 'MARCIA' – Ma gli striscioni servono anche a far riflettere ed a condannare quello che non va. Ennesima testimonianza di come il tifo sia parte integrante del tessuto sociale e tutt'altro che indifferente alle problematiche che attanagliano la propria città, nel primo tempo è stato esposto un lungo striscione nel quale si riassumevano e condannavo le vergogne della martoriata Caserta: “Camorra, degrado, beni culturali venduti: questa la Caserta dei collusi”. Uno striscione amaro e rabbioso che fa balzare alla mente anche altri episodi in cui dal settore popolare si era alzata la voce contro soprusi come quella della discarica di Lo Uttaro e non solo.
SOLIDARIETA' AI COSENTINI – Srotolato dai Fedayn Bronx anche uno striscione di solidarietà nei confronti degli amici cosentini: “Diffida di Cosenza non mollate! Onore ai Rebel Fans”. U messaggio nel segno della profonda amicizia che lega i supporters casertani e quelli cosentini.
LA CASERTA 'MARCIA' – Ma gli striscioni servono anche a far riflettere ed a condannare quello che non va. Ennesima testimonianza di come il tifo sia parte integrante del tessuto sociale e tutt'altro che indifferente alle problematiche che attanagliano la propria città, nel primo tempo è stato esposto un lungo striscione nel quale si riassumevano e condannavo le vergogne della martoriata Caserta: “Camorra, degrado, beni culturali venduti: questa la Caserta dei collusi”. Uno striscione amaro e rabbioso che fa balzare alla mente anche altri episodi in cui dal settore popolare si era alzata la voce contro soprusi come quella della discarica di Lo Uttaro e non solo.
SUPPORTERS 1999 ALESSANDRIA
Dopo gli ultimi attacchi alla Gradinata Nord che hanno ridotto numericamente anche e soprattutto il nostro gruppo, come SUPPORTERS 1999 ALESSANDRIA abbiamo deciso di non partecipare più attivamente all'organizzazione della Nord,sia dentro che fuori dallo stadio. Essendo ridotti all'osso, dovremo pensare esclusivamente a garantire la presenza del nostro simbolo in tutti gli stadi in cui giocherà l'amata maglia grigia senza poter pensare all'interesse comune di tutta la Gradinata e di tutti i gruppi che ne fanno parte.
Sicuri che chi ci conosce davvero bene possa comprendere questa nostra decisione di restare in disparte e nella speranza che qualche nuova leva della Nord si faccia avanti per portare avanti assieme a noi il gruppo,invitiamo i nostri diffidati a tenere duro!!!
CI SIAMO ROTTI IL CAZZO DELLA REPRESSIONE!
Supporters 1999 Alessandria
SUPERTIFO DI OTTOBRE E' IN EDICOLA!
24 ottobre 2010
PANINO CONTRO SPEZZATINO
(ANSA) - PARMA, 24 OTT - Come annunciato dai Boys, sugli spalti del Tardini nell'imminenza dell'anticipo delle 12.30 Parma-Roma e' andata in scena la protesta del panino.
I tifosi lo hanno portato da fuori, contro gli orari assurdi del calcio spezzatino. ''Ore 12.30: il conto lo pagano sempre i tifosi?'', era la scritta dello striscione principale esposto alla curva insieme a ''Tessera del tifoso, calcio spezzatino'' e ''Biglietti cari e introvabili, repressione e disinformazione''.
Poi e' cominciata la distribuzione dei panini e le scritte sono state sostituite da ''Non si canta a bocca piena''. (ANSA).
I tifosi lo hanno portato da fuori, contro gli orari assurdi del calcio spezzatino. ''Ore 12.30: il conto lo pagano sempre i tifosi?'', era la scritta dello striscione principale esposto alla curva insieme a ''Tessera del tifoso, calcio spezzatino'' e ''Biglietti cari e introvabili, repressione e disinformazione''.
Poi e' cominciata la distribuzione dei panini e le scritte sono state sostituite da ''Non si canta a bocca piena''. (ANSA).
LERDA E PETRACHI
L'edizione odierna di Tuttosport riporta con dovizia di particolari quanto accaduto ieri a Torino in occasione della sconfitta dei granata con il Frosinone. Il presidente Cairo, il più bersagliato dai sostenitori del Toro, avrebbe lasciato lo stadio prima della fine dell'incontro, mentre una delegazione di tifosi granata, entrata negli spogliatoi scortata da agenti della Digos, avrebbe rivolto le seguenti frasi a Franco Lerda -"Mister, se la squadra non ti andava bene, dovevi dirlo ad agosto e dimetterti, mentre adesso ti prenderai le colpe e se verrai esonerato farai la figura del c... " e a Gianluca Petrachi: "Non devi più farti vedere, hai sbagliato e devi smetterla di riportare pari pari le frasi del tuo presidente".
RAVENNA-ALESSANDRIA
Lunedì sera, in occasione della partita Ravenna-Alessandria gli Ultras Ravenna 1994, entreranno nella curva Mero con 15 minuti di ritardo. La decisione è stata presa in segno di solidarietà verso i tifosi piemontesi ai quali è stata vietata la trasferta.
"Ai gruppi ultras alessandrini - spiegano i tifosi giallorossi - è stata vietata la trasferta nonostante non esista alcun tipo di tensione tra le due tifoserie".
OGGI
VARESE - Si aprirà domani, 24 ottobre, alle 14.30 l'iniziativa "Football against racism Europe: cancelliamo il razzismo dal gioco del calcio": anche Uisp Varese, infatti, aderisce alla campagna internazionale contro il razzismo e la discriminazione in Europa lanciata dalla Rete Fare (calcio contro il razzismo in Europa).
CALCIO, MUSICA E SPETTACOLO
Il torneo di street football a 5 antirazzista durerà fino alle 18, quando verrà premiata la squadra migliore e verrà offerto l'aperitivo a tutti i partecipanti. Alle 20, poi, nella sala "La Piramide" di Piazza De Salvo, serata musicale con la fanfara Orto Sociale, uno spettacolo di giocoleria acrobatica coi Macedonia Tziganì e gran finale con la Nema Problema orkestar.
UISP: Sì AL CALCIO, NO AL RAZZISMO
"La Uisp vuole vedere giocare a calcio, senza che la piaga del razzismo possa rovinarlo. - dice Alessandra Pessina, responsabile area Sport per tuti Uisp Varese - Il football è il gioco più popolare del mondo ed appartiene a tutti . Ad ogni persona dovrebbe essere garantito il diritto di giocare, essere spettatore o discutere del gioco liberamente e senza alcun timore".
Purtroppo, a tutti i livelli di gioco, da quello amatoriale a quello professionista, si continuano a verificare incidenti collegati al razzismo. "Sia che si tratti di azioni commesse da tifosi, giocatori, clubs o altre organizzazioni calcistiche, - continua la Pessina - riteniamo che questo tipo di condotta, dentro e fuori dal campo di gioco, sia assolutamente inaccettabile e indesiderato dalla maggior parte dei tifosi e dei giocatori".
Attraverso questa iniziativa,Uisp vuole condividere i valori del comportamento corretto e formare un fronte unito contro il razzismo nel mondo del calcio. La Uisp Varese non è nuova a questo tipo di eventi: già da molti anni organizza infatti la manifestazione "Un calcio al razzismo", un evento di strada che coinvolge tra le 24 e le 30 squadre, alcune miste maschili e femminili, di diversa provenienza.
NIENTE ARBITRO. MA NON E' UN PROBLEMA
Durante le partite del torneo di domani, i giocatori si autogestiranno, trovando insieme la soluzione agli eventuali dissapori che possono crearsi durante la partita. E' anche una questione educativa: la voglia e la capacità di dialogare e sapersi confrontare anche sul campo è uno degli obiettivi della manifestazione. "Non esistono nemici né avversari, ma solo uomini e donne con in comune la passione per il calcio, linguaggio universale condiviso - racconta ancora Alessandra Pessina. - crediamo che questo sia il canale migliore per contrastare la tensione e gli scontri costanti, che sempre più spesso attraversano la nostra società ".
L'iniziativa di domani è organizzata in collaborazione con Comitato il Farina, Anpi Varese e Armata Rozza, e tutti gli incassi andranno a finanziare il progetto per la creazione del Circolo Anpi Valcuvia.
Per informazioni sulla manifestazione: 3494568018
Chiara Frangi
CALCIO, MUSICA E SPETTACOLO
Il torneo di street football a 5 antirazzista durerà fino alle 18, quando verrà premiata la squadra migliore e verrà offerto l'aperitivo a tutti i partecipanti. Alle 20, poi, nella sala "La Piramide" di Piazza De Salvo, serata musicale con la fanfara Orto Sociale, uno spettacolo di giocoleria acrobatica coi Macedonia Tziganì e gran finale con la Nema Problema orkestar.
UISP: Sì AL CALCIO, NO AL RAZZISMO
"La Uisp vuole vedere giocare a calcio, senza che la piaga del razzismo possa rovinarlo. - dice Alessandra Pessina, responsabile area Sport per tuti Uisp Varese - Il football è il gioco più popolare del mondo ed appartiene a tutti . Ad ogni persona dovrebbe essere garantito il diritto di giocare, essere spettatore o discutere del gioco liberamente e senza alcun timore".
Purtroppo, a tutti i livelli di gioco, da quello amatoriale a quello professionista, si continuano a verificare incidenti collegati al razzismo. "Sia che si tratti di azioni commesse da tifosi, giocatori, clubs o altre organizzazioni calcistiche, - continua la Pessina - riteniamo che questo tipo di condotta, dentro e fuori dal campo di gioco, sia assolutamente inaccettabile e indesiderato dalla maggior parte dei tifosi e dei giocatori".
Attraverso questa iniziativa,Uisp vuole condividere i valori del comportamento corretto e formare un fronte unito contro il razzismo nel mondo del calcio. La Uisp Varese non è nuova a questo tipo di eventi: già da molti anni organizza infatti la manifestazione "Un calcio al razzismo", un evento di strada che coinvolge tra le 24 e le 30 squadre, alcune miste maschili e femminili, di diversa provenienza.
NIENTE ARBITRO. MA NON E' UN PROBLEMA
Durante le partite del torneo di domani, i giocatori si autogestiranno, trovando insieme la soluzione agli eventuali dissapori che possono crearsi durante la partita. E' anche una questione educativa: la voglia e la capacità di dialogare e sapersi confrontare anche sul campo è uno degli obiettivi della manifestazione. "Non esistono nemici né avversari, ma solo uomini e donne con in comune la passione per il calcio, linguaggio universale condiviso - racconta ancora Alessandra Pessina. - crediamo che questo sia il canale migliore per contrastare la tensione e gli scontri costanti, che sempre più spesso attraversano la nostra società ".
L'iniziativa di domani è organizzata in collaborazione con Comitato il Farina, Anpi Varese e Armata Rozza, e tutti gli incassi andranno a finanziare il progetto per la creazione del Circolo Anpi Valcuvia.
Per informazioni sulla manifestazione: 3494568018
Chiara Frangi
IL RAPPORTO DELLA QUESTURA DI FIRENZE
Individuato grazie alle telecamere il responsabile dell'accensione di due fumogeni. Un altro barese trovato in possesso di un fumogeno occultato nelle parti intime
Sabato sera a Firenze presso lo stadio "Artemio Franchi” si è disputato l’incontro di calcio Fiorentina–Bari, per il quale erano state adottate le prescrizioni del divieto di vendita dei biglietti di curva Fiesole e Ferrovia ai residenti fuori dalla Regione Toscana, divieto di vendita via Internet e di cessione del biglietto.
All’incontro hanno assistito 19870 spettatori, di cui 813 ospiti, suddivisi in nr. 303 nel settore ospiti e nr. 510 in settore attiguo che hanno raggiunto il capoluogo toscano a bordo di cinque pulman e mezzi privati.
I servizi di ordine pubblico, pianificati nel tavolo tecnico svoltosi in Questura il venerdì precedente e organizzati con specifica ordinanza del Questore Zonno, hanno permesso il pacifico svolgimento della manifestazione e di denunciare quattro tifosi, tre baresi ed un fiorentino, per i reati di possesso di sostanze stupefacenti ed artifici pirotecnici in manifestazione sportiva, due dei quali sottoposti alla misura del Daspo (divieto di accesso alle manifestazioni sportive).
Sono stati impiegati 445 steward abilitati di cui 152 addetti al prefiltraggio e 108 al filtraggio, 103 addetti al soccorso sanitario e 45 alla protezione civile.
Gli steward, in conformità alla normativa vigente, hanno provveduto ad effettuare tutte le attività di bonifica, accoglienza, indirizzamento, osservazione e controllo accessi nei confronti di tutti gli spettatori, previa verifica del titolo di accesso.
A seguito degli accuratissimi controlli di prefiltraggio al settore ospiti, un tifoso barese, di anni 32, trovato in possesso di un fumogeno occultato nelle parti intime è stato denunciato ai sensi dell’art. 6 ter L. 401/89 e poi sottoposto a DASPO per anni uno.
Altri due tifosi baresi, un uomo di anni 31 e una donna di anni 30, sono stati denunciati per detenzione ai fini di spaccio rispettivamente di grammi 7.61 e 4,2 di hashish e marjuana suddivisi in otto e sette confezione occultate in pacchetti di sigarette.
Nel corso del primo tempo sono stati accesi due fumogeni in curva Fiesole. Il responsabile delle accensioni è stato individuato, grazie al sistema di videosorveglianza monitorato dal GOS, in un tifoso viola di 33 anni, denunciato ai sensi dell’art. 6 bis L. 401/89 e sottoposto al DASPO per anni 2.
L’attività di filtraggio e prefiltraggio ha inoltre impedito l’introduzione all’interno dello stadio di 619 bottiglie e 267 accendini.
Fonte: Questura di Firenze
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