16 ottobre 2010

TIGRI E AGNELLI

Genova - Adesso hanno paura. I quattro ultras serbi detenuti a Marassi per gli scontri di martedì sera, durante la partita Italia-Serbia, tanto strafottenti e beffardi con le forze dell´ordine e gli spettatori durante quella notte di violenza, ora, si dicono spaventati dalla convivenza forzata, all´interno del carcere di Marassi, con altri detenuti di nazionalità albanese. Non dimentichiamo infatti che, fra serbi ed albanesi l´odio è antico ed atavico e, in occasione della partita, gli ultras bruciarono anche una bandiera albanese in segno di sfida con il popolo nemico. Ora però, che i carcerati albanesi potrebbero raccogliere quel guanto di sfida e "chiedere spiegazioni" di quel gesto ai diretti interessati, nascondono la manina, e, per bocca dell´avvocato Gianfranco Pagano, chiedono di essere trasferiti al carcere di Pontedecimo. Già, proprio il carcere femminile dove è attualmente detenuto Ivan Bogdanov, il capo ultra dal passamontagna nero e la bomba a mano tatuata sul petto, che abbarbiccato in cima a una rete incitava i suoi a fare più danni possibili. E che ora, proprio lui, si ritrova rinchiuso in una cella fra le femminuccie. Eppure fra le femminuccie vogliono correre a rifugiarsi anche i suoi compatrioti: le tigri di Arkan, come vengono chiamati gli ultras belgradesi della "stella rossa".
Il tutto mentre, nel frattempo, la polizia pubblica il bilancio delle perquisizioni effettuate sui loro pullman subito dopo le violenze, da cui emerge che le "tigri" nascondevano 119 torce illuminanti, 56 fumogeni, 4 tronchesini e diverse bombolette spray (con cui hanno imbrattato anche alcuni palazzi storici nel centro do Genova, VEDI FOTO), oltre ad altri oggetti potenzialmente usati come armi non convenzionali.
Domani mattina intanto, li attende l´interrogatorio del gip, davanti al quale dovranno rispondere di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e detenzione di materiale atto ad offendere.
E mentre la mamma di Ivan Bogdanov, ha dichiarato a un quotidiano di Belgrado "Il mio Ivan è il figlio più tenero e migliore del mondo", le altre quattro "tigri" hanno ora due motivi per non ringhiare più: perchè più che le decisioni del giudice, ora, a far paura sono i vicini di cella, ovvero tutti quei cittadini albanesi che dopo le loro provocazioni, loro sì, sono davvero inferociti.

Marzia Fossati

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