10 ottobre 2010

SARTONI

ARMANDO COLOTTA
Tessera sì, tessera no. Eccoci di fronte all’ultima “trovata” per il calcio italiano, il provvedimento elaborato dal Ministro degli Interni Roberto Maroni con la certezza di chi, dopo il toto-trasferta, i biglietti nominali e i tornelli, questa volta crede veramente di aver calato in tavola il jolly per arginare il fenomeno della violenza e chi lo fagocita. 
Dopo la pagina pubblicata da Metropoli sette giorni fa interamente dedicata al nutrito gruppo di ragazzi che, sulla scia di quanto sta succedendo un po’ ovunque nelle curve dalle Alpi fino in Sicilia, hanno deciso di non accettare e non abbassare la testa, oggi daremo spazio a chi la tessera ha invece optato per farla. 
Tra i vari gruppi che al loro interno contano molti affiliati che la tessera l'hanno fatta, abbiamo scelto quello che per nome e tradizione ha significato e detto molto nella storia della curva Fiesole e della tifoseria fiorentina: il Collettivo Autonomo. 
Nelle parole del suo leader, Stefano Sartoni, il perchè della decisione di molti ragazzi che si riconoscono nel simbolo dell’indiano viola. 
«Premettiamo subito una cosa: averla fatta non vuol dire che crediamo sia giusto, nè che siamo favorevoli, anzi. Come non riteniamo adeguati provvedimenti del tipo tornelli e biglietti nominali. Ma è una volontà imposta dallo Stato e dunque, come tale, bisogna adeguarsi. Che, ripeto e sottolineo, non fa rima con l’essere d’accordo; nè abbiamo fatto la corsa per averla in tasca, ma se questo è l’unico modo che ci stanno lasciando per poter seguire la nostra squadra non vediamo altre strade, nè abbiamo altra scelta. 
Abbiamo il massimo rispetto per chi ha intavolato e porta avanti la protesta ma se dobbiamo smettere di andare a vedere la Fiorentina in trasferta deve e sarà solo perchè siamo stati noi a deciderlo e non per via di una tessera, un tornello o qualche altra diavoleria imposta. Se è vero che a partire dal prossimo gennaio avere in tasca la tessera sarà l’unico pass per mettersi in viaggio verso un’altra città e varcare i cancelli di un altro stadio, anche tutti coloro che al momento stanno facendo diversamente partendo ugualmente e acquistando tagliandi di altri settori com’è successo nelle ultime due trasferte di Lecce e Genova non potranno più farlo. Si punta il dito in maniera particolare contro un provvedimento che sa di schedatura: ma il biglietto nominale che cos’è? 
Il punto è che abbiamo il portafoglio pieno di schede e tessere con cui ci hanno marchiato; il punto è che siamo già tutti schedati, e da tempi non sospetti. Non avevano bisogno di una tessera per farlo. 
Siamo dell’avviso che ciò che veramente andrebbe contestato è la maniera tipicamente all’italiana di gestione della cosa, seguita “rigidamente” e senza sconti da qualche parte, in maniera malleabile da qualche altra. 
Anche per questo reputiamo assurdo interrompere o incrinare vecchie amicizie per una scelta. Non a caso, in una riunione tenuta in sede alcuni mesi fa, dicemmo chiaramente che ognuno di noi doveva sentirsi libero di prendere la decisione che meglio credeva. Per noi non c’è alcuna differenza tra tesserati e no visto che sia gli uni che gli altri siamo accomunati da un unico intento: il sostegno per la nostra squadra. Ed è questa l’unica cosa che conta realmente».

1 commento:

Anonimo ha detto...

allora pieghiamoci a qualsiasi imposizione "statale" senza far conoscere il nostro dissenso. Quando in un futuro prossimo sarà l'ora di un chip in ognuno di noi per localizzarci, facciamocelo impiantare senza problemi! LA LOTTA FINE A SE STESSA BASTA A RIEMPIRE IL CUORE DELL'UOMO(cit.), il vostro è vuoto.