4 ottobre 2010

RAZZISMI

(di Antonio Corsa)
Pubblico una bellissima email appena ricevuta dall’amico Francesco, non prima però di ricordare che quanto accaduto ieri a Sissoko ha un precedente sia a Milano che non (a Cagliari, ad esempio, ma anche a Roma l’anno prima, per citare i più “eclatanti”.. ma purtroppo sono molti di più), e che in questo blog non l’abbiamo dimenticato, al contrario di qualcuno.. E non prima di aggiungere che il razzismo noi lo abbiamo combattuto e denunciato sempre, anche e soprattutto quando a rendersi protagonisti di certi cori e di certi gesti erano i nostri tifosi (vedi qui, qui e qui). Sarebbe bello veder fare altrettanto ai numerosi forums e blog interisti, oltre che al giornale rosa suo organo ufficiale. Ma alla fine è vera l’ultima frase: “Non è mica razzismo, se hai una sciarpa nerazzurra al collo”. Triste, ma vero.
“Stasera ero lassù: terzo anello, in cima alla curva nord, a San Siro.
Juventino in curva interista.
Ero lassù, dove volano i piccioni. Lassù, da dove i giocatori sembrano piccoli piccoli.
Lassù, da dove partono i cori. Juventino in curva interista.
Prima della partita, poco prima, sento un coro partire dal secondo anello.
Qualcuno lo canta anche nel terzo.
Dapprima piano, poi più forte.
Non può non essersi sentito in tutto lo stadio: “Se saltelli muore Balotelli!”.
Forte. Chiaro. Ripetuto due, tre volte.
Mi dico no, non è possibile. Devo essermelo sognato…
Queste cose capitano nella retrograda Torino, ma qui siamo a Milano!
Qui, la gente, non è mica razzista!
Qui, la gente, queste cose non le fa.
Mi rimetto tranquillo.
C’è una partita da vedere e devo stare concentrato per essere immobile.
Devo stare tranquillo, Juventino in curva interista.
Poi un cambio: fuori Aquilani, dentro Sissoko.
E di nuovo sogno: mentre entra il maliano, dalla nord si leva un “UH UH UH” scimmiesco.
Ripetuto.
Guardo in basso e vedo mani alzate, una selva, muoversi a ritmo.
Devo stare sognando… non è possibile! Queste cose accadono a Torino. Mica qui.
Mi pizzico: è tutto vero. Non sto sognando.
Sta accadendo davvero.
Torno a casa, accendo il computer e penso di dover controllare.
Sito della Gazzetta: di sicuro lo dirà. Di sicuro denuncerà il fatto.
Di sicuro ne deve aver parlato: il razzismo è una cosa seria, d’altronde.
Non trovo niente. nemmeno un accenno.
Non è mica razzismo, se hai una sciarpa nerazzurra al collo”

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