1 ottobre 2010

ONORE AGLI STUDENTI

Questa mattina, primo ottobre, si è svolto un corteo di cinquemila studenti delle scuole superiori che ribadivano il loro dissenso nei confronti della riforma Gelmini e del governo Berlusconi. Ma non è andata come i giovani si aspettavano. Infatti il corteo, partito da piazza Albarello ed il cui percorso era stato autorizzato fino a piazza Vittorio Veneto, è stato caricato all'altezza di via Po.

Diversi testimoni parlano di cariche ingiustificate della polizia e di vere e proprie minacce a chiunque fotografasse le scene. A dare il via agli scontri pare sia stato un lancio di palline di semplice carta contro i cordoni dei reparti mobili. «Ho sentito alcuni poliziotti dire che avrebbero fermato il corteo in via Po, impedendo di proseguire fin dove concordato - racconta una madre che partecipava alla manifestazione insieme al figlio. Durante la carica un agente di polizia, visto che avevo la telecamera in mano, mi ha minacciato: "Ti spacco il culo se continui a filmare"».

Vari i feriti tra i manifestanti. Si parla di fratture alle mani e ci sarebbe uno studente ricoverato per emorragia interna. Un suo compagno del liceo Gobetti racconta: «La polizia ci ha impedito di entrare in piazza Vittorio e noi volevamo solo concludere il corteo all'università di Palazzo Nuovo. Ma la polizia ha iniziato a caricare a più riprese. Dei ragazzi sono finiti a terra, accerchiati da cinque o sei poliziotti che continuavano a picchiarli. Alcuni hanno contusioni su tutto il corpo».

Una versione confermata anche da un professore che accompagnava i ragazzi: «Arrivati in via Po la polizia in cordone ha impedito ai manifestanti di proseguire. I ragazzi hanno iniziato a lanciare dei fogli di giornale per chiedere di poter proseguire lungo il percorso autorizzato dalla Questura. Trovo tutto questo incredibile. I miei allievi e i loro compagni non stanno facendo nulla di male».

Molte sono le domande da rivolgere al responsabile in piazza delle forze dell'ordine, il funzionario della Questura De Gaetano, al quale, stando a quanto dicono i testimoni, è sfuggita la situazione dalle mani. Un grave episodio che si viene ad aggiungere a quelli di Padova e Milano, dove nei giorni scorsi si erano verificati tafferugli tra manifestanti e polizia, e che conferma il crescente clima di tensione che si respira nel Paese, nelle scuole e nelle facoltà.

L'attenzione è ora puntata a venerdì prossimo, 8 ottobre, giornata di sciopero generale contro la riforma Gelmini, in occasione dalla quale ci saranno cortei in tutte le città. Che siano le prime scintille di un nuovo autunno caldo?

di Giulia Zanotti

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