1 ottobre 2010

L'INDUSTRIA DEL CALCIO

Ludovico Gardani, coordinatore dell’istituto di ricerca “DemosΠ” fondato da Ilvo Diamanti, intervenuto nel corso della trasmissione “Tempi Supplementari” ha parlato della ricerca condotta sul “pianeta del tifo” in Italia e reperibile sul sito http://www.demos.it Dottor Gardani, com’è nata l’idea di realizzare questa inchiesta? “Sappiamo bene che in Italia il calcio ha un ruolo estremamente importante, tanto che si parla di “industria del calcio”. All’interno di questo pianeta, quella del tifo è forse la componente principale, quella che lo sostiene: per questo motivo, noi come Istituto Demos siamo interessati a questo fenomeno. E’ infatti qualcosa che pervade la società nella sua interezza, e da anni lo monitoriamo realizzando indagini che ne colgano le modificazioni sostanziali”. Quali sono le principali indicazioni pervenute dall’indagine? “Prima di tutto, risulta che il calcio è sempre di più. E’ più facile cambiare partito che non squadra del cuore: per tale motivo abbiamo chiesto agli italiani se sono tifosi, e il 52% ha detto di sì. Questa percentuale è risultata in aumento rispetto al 2005. La seconda indicazione è legata al tifo femminile, perché ben 4 donne su 10 hanno affermato di tifare per una squadra. Infine, è risultato che l’aumento più marcato è stato quello registrato nel tifo cosiddetto militante, e ciò indica che il calcio è vissuto sempre più come una fede. In particolare, ai tifosi è stato chiesto di esprimere con un valore in una scala da 1 a 10 il loro grado di passione, e ben il 22% di coloro che hanno dichiarato di essere tifosi, hanno espresso un valore tra 9 e 10”. Che indicazioni sono pervenute sulla suddivisione dei tifosi tra le varie squadre? “Si verifica una separazione tra le squadre delle maggiori città e metropoli, e le altre realtà: queste ultime hanno un bacino di tifosi concentrato nelle rispettive aree territoriali. Dal sondaggio è risultato che la squadra con il maggior numero di tifosi continua ad essere la Juventus (27% circa), seguita dall’Inter (17%), Milan (14%), Napoli (9%) e Roma (7%). Tra le altre realtà non c’è una supremazia reale, anche se ci sono alcune squadre con un maggiore bacino di utenza: tra queste Fiorentina, Cagliari e Bologna (quasi al 2%)”. Come è cambiato il tifo degli italiani dalla scorsa indagine (realizzata nel 2005) ad oggi? “Dal 2005 ad oggi si sono succeduti molti eventi, su tutti Calciopoli: la Juventus, la realtà più coinvolta di tutte da tale evento, ha perso dei tifosi (dal 32% al 29%), mentre l’Inter ha superato il Milan nel cuore degli italiani. Roma e Napoli, grazie ai buoni risultati raggiunti in questi ultimi anni, hanno incrementato il rispettivo bacino di utenza”. Si può definire una “geografia del tifo” anche per il seguito del Bologna? “Il Bologna è una di quelle squadre che hanno un nutrito seguito concentrato nella città o nelle aree circostanti; considerando però l’intera area demografica del nord-est, il Bologna raccoglie ben il 9% dei tifosi, risultando la realtà più seguita immediatamente dopo Inter, Milan e Juve: ciò significa che il peso della sua storia e del suo blasone continua ad affascinare e raccogliere tifosi”. Un aspetto interessante analizzato dalla vostra ricerca è quello delle “antipatie calcistiche” dei tifosi: quale squadra detiene questo particolare primato? “E’ stato chiesto ai tifosi se hanno antipatie per altre squadre: ben il 42% ha risposto affermativamente. Anche sotto questo aspetto sono cambiati gli equilibri: l’Inter, infatti, come ha superato la Juventus sul campo di calcio in questi ultimi cinque anni, così ha fatto anche nel ruolo di squadra più antipatica. Al terzo posto risulta essere il Milan”.

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